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Paris Internationale Milano 2026. Ph. Sebastiano Pellion |
Dal 18 al 21 aprile 2026, con VIP Preview il 17 aprile, Paris Internationale approda per la prima volta fuori dalla Francia, scegliendo Milano come primo contesto internazionale per la propria espansione. Ospitata a Palazzo Galbani, nel cuore della città, a pochi passi dal Pirellone, e inserita nei calendari della Milano Art Week e della Milano Design Week, la prima edizione milanese della fiera riunisce 37 gallerie e spazi indipendenti internazionali, confermando come Paris Internationale sia una manifestazione indipendente, non profit e curatoriale, dalla forte vocazione alla ricerca e alla sperimentazione, capace di mettere in dialogo pratiche emergenti e ricerche consolidate. Gratuita fin dalla sua nascita, anche a Milano la fiera continua a essere accessibile a tutti rafforzando un modello di partecipazione aperto e inclusivo in cui le idee circolano senza gerarchie.
Più che una fiera, Paris Internationale, anche nella sua declinazione milanese, è una piattaforma di ricerca, una comunità di progetto, un ecosistema collaborativo che supera le logiche tradizionali del mercato per privilegiare qualità, relazioni e sperimentazione. Sviluppata attraverso una rete di partnership istituzionali, editoriali e indipendenti, e con un Public Program concepito come piattaforma autonoma di produzione critica, Paris Internationale Milano punta per il suo debutto italiano a una forte integrazione nel contesto culturale della città. Grazie a collaborazioni come quelle con Fondazione Nicola Trussardi – Special Public Program Partner, e con Fondation Cartier, Fondazione Elpis, Il Giornale dell’Arte, Lenz e Park, Paris Internationale Milano contribuisce a costruire un programma diffuso e multi-voce che attraversa la fiera e ne ridefinisce il formato.
Le gallerie
Selezionate per la coerenza e l’ambizione dei loro programmi, le gallerie riflettono l’identità curatoriale della piattaforma: una comunità internazionale in cui pratiche emergenti e ricerche consolidate entrano in dialogo in un formato espositivo esigente e concentrato. Tra le gallerie già parte della comunità di Paris Internationale: Ciaccia Levi (Parigi/Milano), Crèvecœur (Parigi), Deborah Schamoni (Monaco), Gregor Staiger (Zurigo/Milano), Stereo (Varsavia), Veda (Milano). Accanto a queste, nuove partecipazioni tra cui Emanuela Campoli (Parigi/Milano), Jocelyn Wolff (Parigi), kaufmann repetto (Milano/New York), Luisa Delle Piane (Milano), Sylvia Kouvali (Londra/Pireo). Fedele al proprio approccio curatoriale, la fiera privilegia presentazioni monografiche o a due voci, concepite come veri e propri progetti espositivi. Questo formato incoraggia una fruizione più lenta e attenta, permettendo alle opere di articolarsi in relazione tra loro e con lo spazio.
Special Projects
Accanto alle gallerie, una serie di Special Projects si sviluppa come interventi site-specific all’interno dell’edificio, ampliando il formato della fiera e rafforzandone la vocazione sperimentale. Tra questi: Anthea Hamilton (kaufmann repetto, Milano/New York), Ambra Castagnetti (Francesca Minini), Anna Franceschini (Vistamare, Milano/Pescara), oltre a progetti dedicati a Lee Scratch Perry (suns.works (Zurigo) e Robert Mapplethorpe (Franco Noero, Torino), e a una nuova serie fotografica di Cosima von Bonin (Ordet, Milano). Keteleer (Anversa) e Lia Rumma (Milano/Napoli) presentano inoltre un progetto congiunto di Luca Monterastelli, mentre ulteriori interventi contribuiscono a costruire un percorso espositivo diffuso e non gerarchico.
Public Program e partnership
Elemento centrale di questa prima edizione milanese è il Public Program, concepito come estensione organica della fiera e non come programma collaterale. Strutturato come una piattaforma aperta e non gerarchica, il programma si sviluppa attraverso conversazioni, talk, performance, publishing e formati ibridi, attivati da partner invitati e voci provenienti dall’ecosistema artistico milanese e internazionale. Ogni contributo introduce una prospettiva distinta – curatoriale, istituzionale, editoriale o indipendente – restituendo la complessità del presente. Con ruolo centrale affidato alla Fondazione Nicola Trussardi, Special Public Program Partner, il programma pubblico nel suo complesso raccoglie contributi da parte della Fondation Cartier, Fondazione Elpis, Il Giornale dell’Arte, Lenz e Park. In questo contesto, la piattaforma dei talk si configura come una struttura viva, radicata a Milano ma aperta a un dialogo più ampio, con un’attenzione particolare ai temi della condizione dell’artista in Italia, al ruolo degli spazi ibridi e delle piattaforme indipendenti nel sistema dell’arte, nonché all’architettura, allo spazio costruito e alle trasformazioni urbane.
Daily Dérives e Bookshop
Torna uno degli elementi identitari della fiera, le Daily Dérives, visite guidate quotidiane affidate a curatori, artisti, direttori di istituzioni e collezionisti, che attraversano la fiera secondo una logica situazionista: non una lettura accademica e interpretazioni codificate, ma un’esperienza soggettiva, aperta e immersiva. Accanto a questo, il bookshop, sviluppato con Commerce, introduce un ritmo alternativo rispetto all’immediatezza della fiera: uno spazio di sosta, lettura e approfondimento, attivato da presentazioni editoriali, firmacopie e incontri informali con artisti, autori ed editori.
Aperto Italia – Fondazione Nicola Trussardi
Fulcro del Public Program è la collaborazione con la Fondazione Nicola Trussardi che, con Aperto Italia, ideato da Massimiliano Gioni, trasforma la fiera per un’intera giornata - sabato 18 aprile - in uno spazio autonomo di riflessione critica sullo stato dell’arte contemporanea italiana. In risposta all’assenza di artisti italiani alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, interpretata come segnale di una fragilità del sistema artistico italiano più che degli artisti stessi, la Fondazione Nicola Trussardi riattiva la memoria di Aperto, storica sezione della Biennale di Venezia dedicata alle nuove generazioni. Con Aperto Italia offre così uno spazio di riflessione sul presente e sulla condizione dell’arte contemporanea italiana, un luogo aperto al confronto e all’ascolto. Ad essere invitati non solo a presentare il proprio lavoro, ma anche a interrogare le condizioni della produzione artistica in Italia, riflettendo sulle strutture istituzionali, economiche e critiche, sono: Yuri Ancarani, Simone Berti, Carlo Benvenuto, Ambra Castagnetti, Guglielmo Castelli, Giulia Cenci, Sara Enrico, Chiara Enzo, Linda Fregni Nagler, Elisa Giardina Papa, Iva Lulashi, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Daniele Milvio, Margherita Moscardini, Adrian Paci, Diego Perrone, Grazia Toderi, Patrick Tuttofuoco, Grazia Varisco. A moderare le conversazioni: Massimiliano Gioni, direttore artistico, Fondazione Nicola Trussardi, Milano; Nicolas Ballario, giornalista e curatore indipendente; Lucrezia Calabrò Visconti, curatrice capo, Istituto Svizzero (Roma, Milano, Palermo); Gianfranco Maraniello, Direttore, Museo del Novecento, Milano; Marta Papini, curatrice indipendente; Roberta Tenconi, Curatrice, Pirelli HangarBicocca, Milano.
Un’architettura come dispositivo
Paris Internationale Milano ha sede negli spazi di Palazzo Galbani, edificio modernista costruito tra il 1956 e il 1959 su progetto dei fratelli Eugenio ed Ermenegildo Soncini – importanti protagonisti del dopoguerra milanese – con ingegneria strutturale di Pier Luigi Nervi. L’edificio è oggi oggetto di un intervento di recupero orientato alla conservazione curato dallo studio milanese Park. L’allestimento della fiera è sviluppato in collaborazione con lo studio svizzero Christ & Gantenbein, che dal 2022 accompagna Paris Internationale nella definizione della sua identità spaziale, e che insieme ai designer milanesi NM3, sono autori di un sistema modulare di pareti autoportanti pensato per essere riutilizzato nelle future edizioni. Le 37 gallerie sono distribuite su quattro piani espositivi, ciascuno caratterizzato da una configurazione spaziale distinta. Gallerie emergenti e affermate sono volutamente mescolate, in contrasto con la suddivisione settoriale tipica delle fiere tradizionali.
Partner
Banca Ifis è Associate Partner di Paris Internationale con il brand Ifis art, nato nel 2024 per volontà del Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio.
Un modello alternativo
Fondata a Parigi nel 2015 da un gruppo di galleristi, Paris Internationale è oggi una piattaforma indipendente e non profit che promuove un modello di fiera alternativo: più concentrato, curatoriale e attento alle esigenze di artisti e operatori del settore. Fondata nel 2015 da un gruppo di galleristi, Paris Internationale è oggi una piattaforma non profit che promuove un modello alternativo di fiera: più compatto, curatoriale e orientato alla ricerca, in cui il valore risiede nella qualità delle relazioni e delle proposte più che nella scala. Con la sua prima edizione internazionale, Paris Internationale apre a Milano un nuovo capitolo, rafforzando il dialogo tra scene artistiche europee e consolidando il proprio ruolo come luogo di incontro, produzione e confronto per l’arte contemporanea. |
Partecipanti:
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