Attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano, Ca’ Tron |
Venezia, 24 aprile 2026. È Tony Cragg (Liverpool, 1949), tra le voci più autorevoli della scultura contemporanea internazionale, il protagonista della mostra Ocean of Drops presentata dal 5 maggio al 22 novembre 2026, in occasione della 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, dalla Fondazione Berengo negli spazi di Ca’ Tron. Costruita attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano – che dà il titolo all’intero progetto – la mostra riunisce una selezione di opere recenti di grande formato, offrendo una lettura concentrata degli sviluppi più attuali della ricerca dell’artista anglo-tedesco. Ocean of Drops si configura come un campo di tensione tra materia e percezione. La scultura in vetro, fulcro visivo e concettuale dell’esposizione, evoca la natura profonda dei materiali, suggerendo una riflessione sulla loro struttura intrinseca e sui processi che ne determinano forma e apparenza. Più che rappresentare, l’opera scopre nuove forme che riflettono sulla trasformazione continua della materia, che sfugge a una definizione stabile. Accanto a questa presenza centrale, il percorso espositivo include sculture in legno e pietra in cui Cragg indaga le qualità fisiche e dinamiche della materia. Le forme rimandano a strutture fondamentali – atomi, molecole, cellule, particelle – rendendo visibile ciò che normalmente resta invisibile e interrogando il rapporto tra micro e macro, tra struttura e superficie. L’intero progetto si inscrive in una riflessione più ampia sulla relazione tra interiorità ed esteriorità della materia. Le sculture di Cragg mettono in discussione i meccanismi attraverso cui percepiamo il mondo, evidenziando i limiti dell’esperienza sensibile e il ruolo determinante delle strutture cognitive nella costruzione della realtà. In questo senso, Ocean of Drops si presenta come un dispositivo critico: un invito a interrogare non solo ciò che vediamo, ma il modo in cui lo vediamo. Attivo dai primi anni Settanta, Tony Cragg ha esposto in musei e istituzioni di tutto il mondo, affermandosi come una delle figure più influenti della scultura contemporanea. La mostra veneziana rappresenta un’occasione significativa per confrontarsi con una ricerca che continua a ridefinire il rapporto tra forma, materia e conoscenza. |
Tony Cragg (Liverpool, 1949) è uno scultore anglo-tedesco tra i più influenti artisti contemporanei. Dopo gli studi al Royal College of Art di Londra, si afferma a livello internazionale a partire dagli anni Settanta. La sua pratica si distingue per un approccio sperimentale ai materiali e per un’indagine costante sui processi che governano la materia e la forma. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premium Imperiale e il Turner Prize nel 1988, e ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia. Vive e lavora tra Wuppertal e Berlino. |
La Fondazione Berengo nasce come punto di riferimento istituzionale per l’introduzione del vetro nel mondo dell’arte contemporanea. Estensione della visione originale di Adriano Berengo, iniziata nel suo studio di Murano nel 1989, la fondazione si impegna a fornire una piattaforma per rivitalizzare le secolari tradizioni del vetro veneziano, promuovendo al contempo una vivace comunità di artisti contemporanei attraverso collaborazioni e partnership innovative. Con sede a Palazzo Cavalli-Franchetti, nel cuore di Venezia, la Fondazione ha inaugurato nel 2009 l'acclamata mostra Glasstress, nata come evento collaterale della Biennale di Venezia e ospitata nello storico Palazzo per cinque edizioni consecutive. Grazie al suo successo, Glasstress è diventata una mostra itinerante presentata a Riga, Stoccolma, New York, Beirut, Londra e nel 2015 realizzata in collaborazione con il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. |
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