Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia Organizzato da Eclettica Cultura dell’Arte
9 maggio – 22 novembre 2026 Castello 2145 (Riva San Biasio) - Venezia
Opening: giovedì 7 maggio 2026, ore 18.30 Interviene la danzatrice Maria Strova, fondatrice del Teatro del respiro
RSVP: press@lauracometa.com Durante le giornate di preview del 7 e 8 maggio sarà riservato alla stampa eventuale accesso su richiesta, da inoltrare all’indirizzo sopra indicato.
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Maria Cristina Crespo, Altare Pop - Dalida bang bang, 2009. Polimaterico, 68x30. Courtesy l'artista |
“Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo”, a cura di Giusy Caroppo e organizzata da Eclettica Cultura dell’Arte, è Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. La mostra-installazione, aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 al Castello 2145 (Riva San Biasio), si configura come una Wunderkammer contemporanea, tra il museo immaginario di André Malraux e l’insondabile biblioteca cosmica di Jorge Luis Borges.
Composta da opere polimateriche, incardina la complessa ricerca dell’artista Maria Cristina Crespo nell’alveo del tema della Biennale Arte 2026 “In Minor Keys” di Koyo Kouoh, offrendo una riflessione sulla cultura occidentale attraverso un viaggio tra Letteratura, Arte, Mito, Religione, Filosofia e Luoghi di appartenenza. |
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Maria Cristina CRESPO, Retablo di chi è passato prima di me, 2005 |
“Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo” presenta un teatro iconografico, in cui generi e tempi dialogano: culto di Mitra, arti popolari, Oriente, Occidente, Africa, Asia, Americhe, Mitteleuropa e Mediterraneo; Ovidio, Dante, Novalis, Pasolini, Artaud, Le Mille e una Notte rivivono insieme a miti, santi, eroi, Roma medievale, Europa ortodossa, India tessile, Messico barocco, deserti asiatici, luoghi reali o simbolici.
Una micronarrazione della Storia che prende forma in vasi antropomorfi e palcoscenici, tra fondali pittorici, figure bizzarre e abiti di stoffa riciclata, dallo stile grottesco. Opere dai titoli letterari che diventano strumenti di conoscenza e stupore, inserendosi nel dibattito sulla Cancel Culture, cui Crespo oppone una disputa culturale non ideologica e “controcorrente”, affrontata dall’artista sin dalla fine degli anni Settanta a oggi, momento di crisi dell’identità̀ ponentina, rivendicando la complessità̀ dell’identità̀ occidentale come risorsa.
E Venezia, città di contaminazioni, diventa luogo emblematico: un paesaggio della Memoria del Mondo, affacciato sul Canal Grande, tra finito e infinito. |
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Maria Cristina CRESPO, Giardino Notturno della Marchesa Casati, 2010 |
L’opening di Infinito Cabinet, in programma il 7 maggio alle ore 18.30, sarà accompagnato dalla performance della danzatrice e coreografa Maria Strova, figura di rilievo internazionale nella danza del ventre e fondatrice del Teatro del Respiro. La sua presenza si inserisce nel solco di precedenti esperienze, ispirate al ciclo delle “Muse Danzanti” di Maria Cristina Crespo, in cui la danzatrice ha rievocato figure emblematiche della modernità: come nella residenza a Calcata dell’architetto Paolo Portoghesi, innamorato del Liberty, dove Strova interpretò Loïe Fuller, evocandone l’estetica fluida e luminosa. Per l’occasione, Strova proporrà una nuova trasfigurazione scenica, evocando la figura di una moderna Mata Hari – che si esibì nella Biblioteca del Museo d’Arte orientale di Parigi - come metafora dell’arte contemporanea, linguaggio che - citando Achille Bonito Oliva - affonda le proprie radici nell’’“ideologia del traditore”. La performance si relazionerà alle suggestioni simboliche dell’installazione attraverso gesto e narrazione.
Durante la serata saranno presentati tre partner culturali e il loro rapporto con l’artista. Tra questi, la Società Dante Alighieri, che ha patrocinato la mostra “Dante nei Libri d’artista” presso la Biblioteca Vallicelliana, dove è esposto il volume di Crespo Monarchia secondo Christa Romana. Alcune opere di Infinito Cabinet sono inoltre incluse nel “presepe dantesco” legato al musical La Divina Commedia di Marco Frisina. La Fondazione Orestiadi rinnova il legame tra Maria Cristina Crespo e Gibellina, città oggi riconosciuta come “Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026”: tra il 2004 e il 2005 l’artista ha lavorato negli atelier della città su invito di Achille Bonito Oliva. Nell’installazione sono presenti due opere realizzate in quel periodo e ispirate a Le Mille e una notte. Si segnala infine il rapporto con la Scuola di Arti e Mestieri “F. Bertazzoni” di Suzzara, in continuità con la dimensione formativa e sociale dei manufatti di Crespo e con la loro funzione culturale e divulgativa. |
L’Evento Collaterale INFINITO CABINET. MARIA CRISTINA CRESPO è organizzato dall’Associazione Eclettica Cultura dell’Arte (Barletta-BT), presidente Stefano Faccini. Partner culturali: Società Dante Alighieri (Roma), Fondazione Orestiadi (Gibellina - TP), Fondazione Scuola di Arti e Mestieri “F. Bertazzoni” (Suzzara - MN) e Associazione Poggio dei Massi Erratici (Roma). Comitato scientifico: Mauro Carrera, Critico d’Arte; Carlo Marcello Conti, Poeta visivo; Paolo Gori, collezionista; Macrina Marilena Maffei, Antropologa della magia femminile; Maria Paola Orlandini, regista; Francesco Schiavulli, artista e performer; Maria Strova, Teatro del Respiro; Bianca Tosatti, storica de l’Art Brüt. Supporto all’organizzazione e comunicazione: “CS Art Management” di Carlotta Scarpa. Layout architettonico è a cura degli architetti Monica Petrungaro e Aldo Testolin. Immagine coordinata a cura di Ivan Losapio. Main Sponsor: Onyx & Cie SA (Ginevra - CH). |
INFORMAZIONI Evento Collaterale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Titolo: Infinito Cabinet. Maria Cristina Crespo Espositore: Maria Cristina Crespo Apertura al pubblico: 9 maggio > 22 novembre 2026 Orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 (chiuso il lunedì) Ingresso libero
Opening: giovedì 7 maggio 2026, ore 18.30 Saranno presenti l'artista Maria Cristina Crespo e la curatrice. Interviene la danzatrice Maria Strova, fondatrice del Teatro del respiro. |

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