Mario Annone. Ai confini tra cielo e terra riunisce ad Alessandria circa cento opere tra dipinti, disegni e smalti e offre un’ampia panoramica sulla lunga e intensa attività dell’artista, a distanza dalla sua ultima grande mostra tenutasi nel 2000 a Palazzo Guasco. Il percorso espositivo restituisce la complessità di una ricerca sviluppata nel tempo con coerenza e libertà, a fronte di una produzione espositiva volutamente selettiva, inversamente proporzionale alla stima diffusa di cui Annone gode anche oltre il contesto locale.
La biografia artistica di Annone affonda le sue radici nell’infanzia trascorsa a Gorizia durante gli anni della guerra, un contesto difficile che però non ostacola la sua precoce inclinazione al disegno, incoraggiata fin da subito in ambito scolastico. Determinante, nel 1946, l’incontro fortuito, inseguendo per gioco un pallone, con i dipinti aerofuturisti di Tullio Crali appesi alle pareti della Galleria della Dama Bianca nel Castello di Gorizia: un’esperienza visiva intensa destinata a riemergere, a distanza di anni, nella sua pittura.
Trasferitosi ad Alessandria nel 1949, Annone si inserisce in un ambiente culturale vivace, entrando in contatto con figure significative come Enzo Bocca, riferimento umano e intellettuale fondamentale per la sua formazione, da cui apprende soprattutto un atteggiamento libero verso l’arte.
La formazione artistica e culturale di Mario Annone si compie quindi in parte grazie al sodalizio con Bocca e in maniera più canonica attraverso la frequentazione dell’Istituto Tecnico “Leonardo da Vinci” di Alessandria, a seguire il conseguimento del diploma al Liceo Artistico e poi la frequentazione dell’Università.
Per oltre quarant’anni si dedica inoltre all’insegnamento, iniziando nelle carceri cittadine, un’esperienza profondamente umana, fatta di incontri, storie e scambi che alimentano anche la sua sensibilità artistica.
Nel corso della sua carriera, Annone frequenta ambienti intellettuali e politicamente impegnati, collaborando con importanti protagonisti della cultura italiana, tra cui Edoardo Sanguineti. Tra il 1989 e il 1990 realizza per lui una serie di acquerelli per illustrare Glosse. Cina e India, mentre successivamente crea nove tavole per Il miracolo di S. Baudolino di Umberto Eco. Le sue opere si distinguono per la capacità di interpretare il testo non come semplice traduzione visiva, ma come spazio di ambiguità e stratificazione.
Artista curioso e sperimentatore, Annone attraversa diversi linguaggi espressivi: pittura, scenografia, decorazione murale, smalti e vetro. I luoghi in cui vive e lavora – dalla cascina Aulara agli studi cittadini, fino alla casa di Abazia di Masio – diventano parte integrante della sua poetica, così come il costante confronto con Venezia e la Biennale, fondamentali per la sua formazione visiva. Nel tempo sviluppa una riflessione lucida sull’arte contemporanea: ne osserva la trasformazione in merce, ma ne difende la dimensione autentica. Riconosce nella fotografia una svolta epocale e nell’Impressionismo una prima risposta alla crisi della rappresentazione.
La mostra si configura come un viaggio suddiviso in tre tappe: la prima - una sorta di prologo-riepilogo - ripercorre le esperienze della seconda metà del secolo scorso, a partire dai lavori degli anni dal 1948 al 1979, nei quali si scorgono meditati riferimenti alla lezione costruttiva e cromatica di Felice Casorati e di Mario Sironi.
Per proseguire con una selezione delle opere realizzate nei decenni successivi, in cui le suggestioni dell’aeropittura futurista riemergono a distanza, dopo essere sedimentate per molto tempo, come slancio verso più azzardate prospettive e una metodica ricerca di forme geometriche nella realtà naturale, tanto più definite quanto la stratificazione dei piani si allontana dal vero così come la gamma cromatica abbandona la verosimiglianza. Si citano in particolare un nucleo di dipinti che hanno come tema i “detriti spaziali”, provenienti da razzi, sonde o satelliti che orbitano intorno alla Terra. Questo tema viene declinato con estrema libertà da Mario Annone, aprendogli la strada per inventare nuovi solidi e singolari conglomerati policromi.
La terza sezione è costituita da un’esposizione di incisioni, smalti e disegni, a conferma del multiforme talento dell’autore.
Il catalogo scientifico realizzato in occasione della mostra, edito da Line.Lab, riproduce tutte le opere esposte e comprende un testo critico e una lunga intervista all’artista a cura di Maria Luisa Caffarelli, insieme ad un contributo critico di Paola Gastaldi.
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