Dal 15 gennaio 2026 al 7 gennaio 2027 12 artisti in 12 mesi SECONDO TRIMESTRE 4/12. Antonio Marras 10.04.2026–06.05.2026 5/12. Maria Lai 08.05.2026–04.06.2026 6/12. Paola Pezzi 06.06.2026–02.07.2026 BUILDING BOX via Monte di Pietà 23, 20121 Milano visibile 24/7 www.building-gallery.com |
Fino al 7 gennaio 2027, BUILDING BOX presenta Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia, un progetto espositivo a cura di Alberto Fiz che coinvolge dodici artisti italiani di generazioni differenti, invitati a riflettere sul tema del tessile contemporaneo. Nel corso del 2026, la rassegna propone, in dodici appuntamenti individuali a cadenza mensile, una selezione di arazzi, abiti, installazioni, sculture e lavori site-specific. Gli artisti presentati nel secondo trimestre del progetto espositivo sono Antonio Marras (Alghero, 1961), Maria Lai (1919-2013), Paola Pezzi (Brescia, 1963). L'ultimo decennio è stato caratterizzato da una sempre maggior attenzione nei confronti dell'arte tessile che si è affermata come uno dei linguaggi più vitali della contemporaneità. Le ragioni vanno rintracciate, in primo luogo, nella sua capacità di restituire un aspetto centrale alla materia e al corpo in un'epoca dominata dal digitale. Sebbene l'uso del tessuto non sia una novità − basti pensare alle stoffe di Fortunato Depero (1892-1960), ai tappeti di Giacomo Balla (1871-1958) o agli arazzi di Alighiero Boetti (1940-1994) − quello che si è affermato è stato un processo senza pregiudizi, spesso provocatorio e trasgressivo, che ha coinvolto gli artisti contemporanei e nello stesso tempo ha permesso di valorizzare alcune figure centrali nella storia dell'arte, soprattutto donne, rimaste a lungo marginalizzate. La specificità del tessuto, inoltre, è quella di aver dato vita a un linguaggio autonomo, con una propria matrice espressiva intesa come dispositivo critico in grado di mettere in discussione ogni forma di gerarchia, secondo una rinnovata consapevolezza che si può far risalire alla Biennale di Venezia del 2017, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, la quale aveva costruito la propria riflessione partendo proprio dall'arte tessile. Il progetto espositivo presentato da BUILDING BOX vuole connettere artisti italiani di generazioni diverse sviluppando un percorso fluido, a tutto tondo, da cui emergono le potenzialità di una materia versatile, manipolabile ed ecologicamente sostenibile, dove s'intersecano tradizione, memoria e attualità evitando rigide formalizzazioni. Al tempo stesso, fibre, trame, nodi e intrecci diventano strumenti relazionali in grado di ridefinire lo spazio e il rapporto tra gli individui. Per filo e per segno vuole dare un contributo innovativo alla riflessione sull'arte tessile che in questa occasione si sviluppa intorno a differenti prospettive, offrendo una visione allargata con l'inserimento di opere tipologicamente variegate quali arazzi, abiti, installazioni, sculture, lavori site-specific di cui molti progetti inediti, realizzati specificatamente per questa occasione, a conferma di come il tessuto non rappresenti soltanto una tecnica, bensì un approccio innovativo nei confronti della realtà e dell'immagine. Al di là delle prerogative poetiche e stilistiche, c'è comunque un tratto unificante che si può rintracciare in tutto il percorso, ovvero l'aspetto intimo, per certi versi autobiografico, della ricerca, non priva di un'attenzione alla componente manuale, opponendosi in maniera radicale all'omologazione e alla smaterializzazione della società contemporanea. Per filo e per segno dunque vuole essere un percorso che si sviluppa in modo minuzioso e dettagliato che contempla l'unità minima del tessuto e il motivo che emerge intrecciando i fili. Tutto ciò con l'obiettivo di generare, attraverso dodici capitoli, una nuova trama. I tre artisti ospitati nel primo trimestre sono stati Numero Cromatico (collettivo artistico nato a Roma, 2011), Paola Anziché (Milano, 1975) e Maurizio Donzelli (Brescia, 1958). |
Installation view, Per filo e per segno, 4/12. Antonio Marras, Anime (2026), BUILDING BOX, Milano, ph. Tatiana Russi Soto, Courtesy BUILDING, Milano |
4/12 Antonio Marras Anime 2026 10 aprile – 6 maggio 2026 |
Fino al 6 maggio 2026, BUILDING BOX presenta Anime (2026) di Antonio Marras (Alghero, 1961), quarta installazione del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia. Per l’occasione, BUILDING BOX propone un allestimento pensato appositamente per lo spazio, prendendo spunto dalla suggestione del luogo. Le vetrine diventano infatti un piccolo tempio all'interno del quale Marras inserisce una serie di elementi verticali evocando le cariatidi. In questo caso le figure sono sostituite da indumenti femminili appesi a ceramiche smaltate, in bilico tra rilievi e sculture, sulle quali compaiono piccoli fori. Gli indumenti diventano Anime che attraversano lo spazio, ed è come se mantenessero una relazione con i corpi che li hanno abitati. “Sono un animista”, afferma Marras, nel suo desiderio rigenerativo. Gli indumenti che caratterizzano l'installazione, di epoche e luoghi differenti, sono stati selezionati attingendo ai suoi immensi archivi di abiti dismessi provenienti da ogni parte del mondo. I viaggi sono per Marras l'occasione per esplorare storie dimenticate, anonime o sotterranee, al di fuori dell'ufficialità, dove ciascun elemento mantiene traccia della sua origine nell'ambito di un'indagine che evita ogni forma di omologazione. Marras agisce come un archeologo del presente che riporta in vita esistenze scomparse, e lo fa attraverso un'azione concreta sui materiali, che si riconfigurano in un progressivo slittamento dei significati. Sui tessuti, così come sulle ceramiche o sulle carte, Marras interviene con ricami, rattoppi, crepe, strappi o cuciture in base alla trasversalità propria della sua ricerca. Le sue sono creazioni visive, frammenti di una realtà che si crea e si dissolve davanti ai nostri occhi, dove l'artista ci pone di fronte a un messaggio ambiguo e problematico, lontano da ogni possibile interpretazione lineare. L'opera, del resto, non cerca la perfezione, ma l'instabilità, partecipando alle nostre dinamiche emozionali. Questo appare evidente nell'installazione ideata per BUILDING BOX con tessuti e ceramiche che appartengono a un medesimo processo visivo. Indipendentemente dai materiali, non c'è differenza metodologica nei suoi interventi e gli indumenti customizzati sono appesi a oggetti dove la materia e il gesto risultano centrali con una geometria spezzata, sovrapposizioni di piani e impercettibili fratture in una dialettica continua tra costruzione e decostruzione. Citando Georges Didi-Huberman (Saint-Étienne 1953), si viene dunque a creare una somiglianza per contatto. |
Installation view, Per filo e per segno, 4/12. Antonio Marras, Anime (2026), BUILDING BOX, Milano, ph. Tatiana Russi Soto, Courtesy BUILDING, Milano |
5/12 Maria Lai Telaio 2006 Libro rosso 2009 8 maggio – 4 giugno 2026 Dall’8 maggio al 4 giugno 2026, BUILDING BOX presenta il quinto appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia dedicato a Maria Lai (1919-2013). L’artista viene proposta con due opere emblematiche della sua ricerca: Telaio (2006) e Libro rosso (2009), intese come testimonianze complementari di un universo poetico di grande forza espressiva. Da un lato, la logica processuale dell’opera Telaio si manifesta con la creazione di una macchina magica, percorsa da fili destinati a creare geometrie instabili, attraverso l’uso di linee diagonali, fasci paralleli o intersezioni; dall’altro lato, dall’opera Libro rosso, emerge una scrittura mentale che si nasconde in pagine silenziose, percorse da fili aggrovigliati e sospesi. “Essere è tessere” sottolinea Maria Lai, in base al principio costitutivo di tutto il suo fare artistico. ll telaio, strumento millenario della tessitura, compare già in un disegno realizzato dall’artista negli anni Quaranta e, sin dalla seconda metà degli anni Sessanta, diventa un esercizio plastico in continua evoluzione, che ogni volta assorbe elementi differenti provenienti dal paesaggio, così come dalla pittura. La struttura stessa del telaio, i filati e la disposizione della trama e dell’ordito, sono tutti elementi rielaborati con assoluta libertà compositiva dando vita a opere che si relazionano con le indagini di carattere concettuale, secondo quanto conferma anche il Telaio del 2006 proposto nello spazio espositivo BUILDING BOX. L’opera suggerisce l’idea di una quinta teatrale, in cui Maria Lai costruisce un luogo di apparizione, una soglia scenica tra visibile e invisibile, attraversata da una fitta rete di fili che lasciano intravedere il vuoto della superficie dipinta. Se il telaio rappresenta la messa in scena, i libri cuciti, creati dalla fine degli anni Settanta, appartengono alla sfera privata, intima e segreta, dove la scrittura è segno dell’immaginario trasmesso per mezzo di fili, nodi, cuciture. Il linguaggio stesso diventa esperienza, in una progressiva stratificazione della memoria sulle tracce dell’infinito. Il Libro rosso esposto in BUILDING BOX è un’opera d’arte tattile e poetica, realizzata con stoffe cucite, che coinvolge lo spettatore in un’esperienza sensoriale. Si tratta di una scrittura asemica che invita a una lettura lenta, fatta di sguardi e fantasie arcane. “Scrivo senza parole”, afferma Maria Lai, che in tutta la sua opera rende la tessitura una forma di meditazione sulla storia e sulla tradizione, nel tentativo di ricostituire un legame tra luoghi e tempi differenti. |
Maria Lai, Libro rosso, 2009, filo su tessuto e velluto, 36 x 72 cm |
6/12 Paola Pezzi Mobilità fissa 2015-2025 6 giugno – 2 luglio 2026 Dal 6 giugno al 2 luglio 2026, BUILDING BOX presenta il sesto appuntamento del progetto espositivo Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia con l’installazione Mobilità fissa (2026) di Paola Pezzi (Brescia, 1963). Realizzate a distanza di dieci anni, le due opere di Paola Pezzi [Passamaneria rossa (2015) e Feltro rosso (2025)] sviluppano una ricerca costante e coerente sul rapporto tra gesto, materia e tempo, principio fondante del suo lavoro: un processo ininterrotto di trasformazione che vede ogni opera interagire con quella precedente, in uno sviluppo organico, fluido, fatto di continue metamorfosi. Le opere di Paola Pezzi sono costruzioni che trattano materiali semplici, dal feltro alla gomma, dal poliuretano al legno, o oggetti domestici (matite e guanti di lana), come fossero portatori di memoria ed energia. Piegato, compresso, avvolto da gesti ripetuti, ogni suo lavoro rende visibile il tempo e trattiene le tracce del gesto. Nei lavori esposti in BUILDING BOX, spirali, cerchi, sfere e vortici emergono come archetipi. Il gesto dell’avvolgere, presente sin dagli esordi dell’artista negli anni Ottanta, non è soltanto espressione di un fare artistico capace di dominare la materia, ma anche di una forma che parla costantemente della dimensione del divenire, di quell’espansione nell’infinito al centro della sua poetica. Lo dimostrano con chiarezza Passamaneria rossa (2015), piccola testimonianza realizzata avvolgendo nastro canetè rosso e Feltro rosso (2025) di quasi due metri concepito appositamente per questa occasione, composto da spirali di feltro di diverse dimensioni. Il feltro, già utilizzato negli anni Novanta, torna con una rinnovata modalità e trame che si sviluppano nello spazio con assoluta libertà espressiva. “Dal panno lenci al feltro, alle passamanerie, ai tessuti trattati, alle gomme, nascono opere in cui l’azione e l’agire sono elementi determinanti, diventando ‘campi di forza’ - afferma Paola Pezzi - dove il movimento ancora in atto si fissa nello spazio dell’opera e si propaga contaminando l’ambiente”. Sfumando la linea di confine tra pittura e scultura e fondendo la tridimensionalità dell’oggetto con la visione bidimensionale, l’artista crea linee e forme usando il volume, espandendo lo spazio grazie alla capacità attrattiva delle sue opere. In esse il rifiuto della funzione originaria del materiale utilizzato ne svela tutto il potenziale di forme e significati possibili, mescolando gravità e leggerezza, resistenza fisica e armonia del gesto. |
Paola Pezzi, Passamaneria rossa sporgente, 2015, nastro canetè su compensato, 27 x 24 x 2 cm, ph. Amalia Violi |
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