Dai Timorasso premiati con 95 punti da James Suckling al rosato Berenis, Rosa d'Oro 2026, fino ai rossi da Pinot Nero e Barbera: i vini dell’azienda tortonese sono i protagonisti dell’estate. Con una condizione: servirli freschi.
Quando il caldo si fa sentire, la chiave del
benessere è la gestione delle temperature. Vale per gli ambienti nei quali
viviamo, vale anche per il vino che, anche e soprattutto d’estate, va servito
alla temperatura giusta per essere apprezzato. Sui Colli Tortonesi, la Tenuta
della Cascinassa di Pozzol Groppo (AL) è alfiere di questa filosofia: il
buon vino può essere un alleato contro la calura, se consumato responsabilmente
e alla corretta temperatura di servizio, che spesso è più fresca di quanto
siamo abituati a pensare.
Un caso emblematico è naturalmente il fiore all’occhiello della tenuta della Cascinassa: il Timorasso, il grande bianco autoctono su cui la famiglia Dell'Acqua ha costruito il proprio obiettivo dichiarato – fare il miglior Timorasso al mondo – e che questa primavera ha incassato un riconoscimento di peso: 95 punti da JamesSuckling.com, uno dei critici enologici più influenti al mondo, sia per il Derthona 2023 sia per il Ramblè 2022. La Tenuta lo declina in tre interpretazioni, tutte Colli Tortonesi DOC: Derthona, vinificato in acciaio; Baloss, nato da uve selezionate; Ramblè, il top di gamma fermentato direttamente in legno. Serviti tra i 10 e i 12 gradi esprimono la sapidità minerale che questi suoli imprimono al vitigno e accompagnano con naturalezza la cucina della bella stagione, dal pesce alle verdure grigliate. I Timorasso della Cascinassa sono vini complessi e vivi, capaci di evolvere nel tempo, ma che in estate mostrano il loro lato più immediato e dissetante.
Accanto ai bianchi brilla il rosato di casa, Berenis, fresco vincitore della Rosa d'Oro con 93 punti su 100 al Concorso Enologico Nazionale Rosa Rosati Rosé, che si è tenuto sul Lago d'Iseo a fine giugno. Nato da uve Barbera vendemmiate a mano a metà settembre, rosa tenue brillante con riflessi ramati, profuma di fiori di campo, lampone e pompelmo rosa. Prende il nome da Berenice, la cavalla purosangue della Tenuta, e come lei unisce grazia ed energia: consumato tra gli 8 e i 10 gradi, che ne restituiscono tutta la verticalità e la vocazione mediterranea, è il compagno ideale di tutta l'estate, dall'aperitivo al pesce, dalla tartare alla pizza.
Ma la vera provocazione estiva della Cascinassa – o almeno può sembrare tale per i non addetti ai lavori – riguarda i rossi. “Vino rosso a temperatura ambiente” è una delle affermazioni più ripetute (e più fraintese) del mondo del vino. Quando la regola nacque, le case erano scaldate dai camini e la “temperatura ambiente” di un salotto si aggirava sui 16-17 gradi; oggi abitazioni e ristoranti viaggiano stabilmente tra i 22 e i 26, tanto più in una stagione dal caldo fuori dall'ordinario come quella in corso. Servire un rosso così caldo significa tradire lo spirito della regola: i vapori alcolici si liberano in eccesso, anestetizzano il palato e coprono la frutta, i fiori, le note terziarie che Luca Caramellino, l’enologo della Tenuta della Cascinassa, costruisce con pazienza lungo mesi di affinamento. Un rosso leggermente rinfrescato, al contrario, mantiene il tannino levigato, l'acidità viva, la beva elegante. È il caso del Velluto, la Barbera più immediata della Tenuta, perfetta a 14-16 gradi per un pranzo all'aperto; del Bricco della Guardia, Pinot Nero che sui crinali della Tenuta acquisisce un respiro elegante e internazionale e che alla stessa temperatura conserva intatta la sua trama sottile di piccoli frutti e sottobosco; e del Fumarin, la Barbera più strutturata, premiata con 91 punti da Wine Enthusiast, che a 16-18 gradi distende il suo tannino più fitto senza perdere freschezza e slancio.
“L’estate,
con le sue lunghe serate e le tavolate all’aperto, è la stagione della
convivialità, che da sempre si accompagna a un bicchiere di vino – sottolinea Sara
Dell’Acqua, alla guida di Tenuta della Cascinassa insieme alla famiglia –
Servire un vino fresco, o comunque alla temperatura corretta, non è solo un
modo per rinfrescarsi: è un gesto di gentilezza verso il nostro palato, ma
anche verso il prodotto, le persone che lo hanno curato e il territorio di cui
è espressione”.
Per accogliere questo consiglio non servono
necessariamente strumenti e competenze da connoisseur: qualche
decina di minuti in frigorifero o in un secchiello con acqua e ghiaccio
bastano a restituire a un rosso tutta la sua eleganza. Un gesto semplice che rende
più piacevole l’esperienza di consumo e onora dodici mesi di lavoro in vigna e
in cantina, dalla vendemmia manuale all'affinamento.


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