lunedì 20 luglio 2026

XILOGRAFE

 


a cura di Edoardo Fontana

con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi


Museo Civico di Crema e del Cremasco 
17 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027

Anteprima stampa: venerdì 16 ottobre ore 11

Inaugurazione: sabato 17 ottobre ore 17.30

______________

 

La mostra indaga quel mondo ancora poco conosciuto, ma punteggiato di eccellenze artistiche, che negli anni a cavallo del 1900 vide protagoniste alcune talentuose artiste, che scelsero il linguaggio della xilografia come materiale della propria ricerca. 

______________

 

La mostra prodotta dal Museo Civico di Crema e del Cremasco e promossa dal Comune di Crema, Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Pari Opportunità, in programma dal 17 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi, si prefigge di indagare quel mondo sottotraccia, ma punteggiato di eccellenze artistiche, che negli anni a cavallo del 1900 prese forma e quindi si consolidò attorno ad alcune figure che scelsero proprio questo linguaggio, quello della xilografia, come materiale della propria ricerca. Le artiste raramente vi si dedicarono, sicuramente a causa di un certo qual pregiudizio nei confronti di una tecnica ritenuta maschile per la tipicità dell’intaglio del legno, accostato non solo ad abilità tecnica ma anche a forza fisica. Con la nascita dell’incisione su legno di testa, che superava la durezza della lavorazione con la sgorbia e i coltelli, questa puntualizzazione sull’artigianalità un po’ grezza venne meno e il bulino e la ciappola furono più semplicemente accostati alla grazia femminile.

 

Vi furono incisore su legno anche in epoche precedenti all’Ottocento, i nomi noti sono sicuramente meno rispetto all’insieme delle donne che incisero in botteghe dirette da padri, mariti e fratelli: si possono citare su tutte, esemplarmente solo considerando l’Italia, Elisabetta Cattaneo e Girolama Cagnucci, mogli dei fratelli Parasole, e, soprattutto, la talentuosa Veronica Fontana, allieva della altrettanto talentuosa Elisabetta Sirani. È certo, però, che con l’emancipazione femminile il movimento trovò una sua collocazione all’interno di quello generale. Non si intende dire che si formarono dei gruppi di xilografe a costituire associazioni, ma, in Inghilterra, per esempio, la Wood Engraver Society enumerava molte donne sin dalla sua nascita. Una accurata analisi del fenomeno dell’incisione femminile può sicuramente essere utile alla narrazione ancora lacunosa dell’affermazione artistica delle donne e allo studio della loro relazione con la grafica.

 

Poiché la xilografia era categorizzata come arte minore, spesso equiparata all’artigianato, e nel caso della xilografia di traduzione certamente correlata a esso, nelle scuole di arti e mestieri dove spesso le donne dovevano dirigersi, essendo escluse con più o meno restrizioni a seconda dei paesi di appartenenza da alcuni insegnamenti nelle Accademie, questa tecnica poteva essere una buona via per affermarsi in un’area meno praticata. Se da un lato è indubbio l’iniziale traino dei paesi anglosassoni, per motivi politici e di apertura e maggior evoluzione sociale, è assodato che successivamente anche in altri paesi europei – l’Italia della rinascita della grafica dei primi del Novecento e, soprattutto, l’Austria della Secessione – si colmò il divario originario e si giunse all’affermazione di artiste di livello assoluto. Numerose furono le xilografe in grado di imporsi a livello internazionale. Su tutte, la tedesca Käthe Kollwitz, la cui opera ebbe una forte connotazione sociale e, prima, forse, a identificare nel lavoro della artista e nella creazione di opere d’arte un’accezione non meno importante di quella della maternità, ruolo a cui pareva impensabile potersi sottrarre. Gabriele Münter, anch’ella tedesca ma con una vicenda personale che la portò a viaggiare oltreoceano, fu in grado, attraverso la propria intuizione espressionista, di influenzare artisti come Vasilij Kandinskij, divenendo anticipatrice dei temi dell’astrattismo e dell’arte contemporanea.

 

Le austriache Elena Luksch-Makowsky, Broncia Koller-Pinell, Marianne Hitschmann-Steinberger si distinsero tra gli artisti della Secessione viennese e nella Wiener Werkstätte, pubblicando sulla rivista «Ver Sacrum» e su alcuni importanti cataloghi di mostre. Le inglesi Gwendolen Raverat e Clare Leighton rinnovarono l’illustrazione del libro e furono d’esempio per le numerose grafiche e xilografe attive nei paesi anglosassoni e per coloro che ancor oggi vi si ispirano. L’italo-tedesca Emma Dessau Goitein e le italiane Irma Pavone Grotta e Mimì Buzzacchi Quilici, insieme alle numerose allieve di Adolfo De Carolis, tra le quali la figlia Donella, Anna Maria Masi, Hortensia Morici Rossi, parteciparono alla rinascita della grafica nel nostro paese. La danese Ebba Holm in Italia fu impegnata anche nella redazione della rivista «Xilografia» di Francesco Nonni e fu autrice delle illustrazioni di una memorabile edizione della Divina Commedia, tradotta nella sua lingua. Citiamo, ancora, la cosmopolita finlandese Ellen Thesleff, collaboratrice di Edward Gordon Craig durante gli anni della rivista «The Mask», e con lei gli esempi di artiste assai meno conosciute ma con personalità e abilità tecniche eccezionali: la misteriosa e sfuggente russo-olandese Amelie Meeter De Zorn, l’esoterica e geniale svizzera Marguerite Burnat-Provins, l’onirica scozzese Annabel Kidston – dalle cui xilografie è stata selezionata l’immagine guida dell’esposizione. Non meno importanti furono le sperimentazioni vorticiste, con il linoleum a più matrici, del gruppo di incisori che si raccolse attorno alla figura di Claude Flight e alla Grosvenor School di Londra, tra i quali si distinsero Edith Lawrence, Sybil Andrews ed Eileen Mayo.

 

Non si possono dimenticare le personalità di alcune artiste-artigiane che si fecero notare in questa disciplina, come Margaret Dalziel che, con i fratelli, tradusse le illustrazioni dei Preraffaelliti per i Poems di Tennyson. Esther Bensusan, conosciuta con il cognome del marito Lucien Pissarro, con il quale creò prima a Epping e poi a Chiswick una delle più eleganti private press inglesi che, sotto il nome di Eragny Press, pubblicò memorabili esempi di arte applicata al libro, incidendo e componendo architetture che avrebbero condizionato la storia del “libro bello” del Novecento. Il ruolo di Esther all’interno della casa editrice, sebbene già preso in considerazione, è stato raramente valutato per l’importanza che ebbe sia nell’ideazione dello stile della Eragny sia nella realizzazione delle illustrazioni e dei decori troppo spesso attribuiti solo a Lucien. E ancora Annie Housman, nota soprattutto per aver pubblicato una delle prime storie di licantropi, illustratrice a sua volta e traduttrice di incisione del fratello Clemens. Anche il Belgio, grazie al milieu culturale in cui fu immerso tra Art Nouveaux e Avanguardie novecentesche, espresse alcune importanti xilografe come la gantoise Marie De Keyser e Nele Van de Velde, figlia del noto architetto Henry. La mostra si occuperà anche di una figura singolare come quella di Norah Borges, sorella dello scrittore argentino, la cui esperienza europea restituisce alcuni rari esempi xilografici.

 

Tornando in Italia, a Milano, nei primi anni del Novecento, Anna Beatrice D’Anna, Rosa Menni e Gemma Pero, oltre a incidere xilografie, aprirono uno studio in comune dove illustravano libri, schizzavano figurini per le sartorie e davano lezioni di disegno, accogliendo critici d’arte come Roberto Longhi e Vittorio Pica, e artisti come Arturo Martini. Di Gemma Pero sarà possibile vedere anche una raccolta di legni, talvolta incisi fronte-retro, che mostrano chiaramente le abilità anche scultoree dell’artista.

 

Nelle case editrici tradizionali giapponesi spesso vi erano xilografe, come si evince da una nota xilografia di Utagawa Toyokuni. Kawanabe Kyosui è un esempio invece di illustratrice che scelse la xilografia, imparata a bottega dal padre Kyosai.

 

Il periodo storico selezionato – dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento – è proprio quello in cui l’artista donna divenne professionista e decise di esprimersi anche attraverso questo medium. La grafica perse poi, tra le due guerre, un po’ del suo vigore, per spegnersi quasi totalmente nel secondo dopoguerra, almeno fino a tempi piuttosto recenti e un rinnovato interesse verso l’incisione.

 

Vi sono certamente artiste che, anche in quegli anni, furono capaci di parlare a un ampio pubblico con originalità e forza espressiva, lasciando importanti testimonianze del loro tempo: a tal proposito non si può mancare di citare la terribile cartella di Regina Lichter-Liron che, con suggestive e inquietanti scene, giocate su uno scioccante bianco e nero, rende con immediatezza l’inimmaginabile realtà, vissuta in prima persona, dei campi di concentramento.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Museo Civico Crema, con testi critici e schede di Emanuele Bardazzi, Francesca Cagianelli, Cosimo Calvelli, Antonio Castronuovo, Cristina Chiesura, Chiara Degetto, Livia Fasolo, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Roberto Lunelio, Anna Mazzanti, Chiara Nicolini, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini, Raf Steel.

 

 

Informazioni

XILOGRAFE

a cura di Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi

 

inaugurazione sabato 17 ottobre ore 17.30

anteprima stampa venerdì 16 ottobre ore 11

17 ottobre 2026-10 gennaio 2027

 

Mostra promossa e prodotta da

Comune di Crema, Assessorato alla Cultura; Assessore Giorgio Cardile; Assessorato alle Pari Opportunità, Assessora Emanuela Nichetti; Dirigente Francesca Moruzzi

 

Organizzazione e comunicazione

Museo Civico di Crema e del Cremasco; Responsabile, Silvia Scaravaggi; Conservatore, Alessandro Barbieri

www.culturacrema.it

 

Mostra e catalogo a cura di

Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo, Silvia Scaravaggi

 

Comitato scientifico

Simone Bandirali, Alessandro Barbieri, Emanuele Bardazzi, Giovanni Biancardi, Francesca Cagianelli, Antonio Castronuovo, Mauro Chiabrando, Cristina Chiesura, Livia Fasolo, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Maurizio Lo Giudice, Chiara Nicolini, Giancarlo Petrella, Ferruccio Proverbio, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini, Raf Steel.

 

Albo dei prestatori

Biblioteca Comunale Clara Gallini, Crema; Biblioteca Museo Civico Crema; Biblioteca Sormani, Milano;  Biblioteca Statale, Cremona; Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi (Coccaglio), Associazione Culturale Mnemosyne (Castello di Dello); Collezione AB, Roma; Collezione Simone Bandirali, Crema; Collezione Emanuele Bardazzi, Firenze; Collezione Giovanni Biancardi, Milano; Collezione Franco Bianchessi, Crema; Collezione Mauro Chiabrando, Milano; Collezione Garlaschi, Milano; Collezione Kris van de Giessen; Collezione Ferruccio Proverbio, Milano; Collezione RES, Ghent; e altri prestatori che hanno preferito rimanere anonimi.

 

Coordinamento generale, grafica e cura allestimenti

Beggars Studio, con Roberta Biondini, Chiara Degetto, Ilaria Fornari, Laura Inzoli, Valentina Lazzaro

 

Coordinamento prestiti

Silvia Scaravaggi

 

Segreteria organizzativa

Alessandro Boni, Laura Inzoli, Roberto Lunelio, Riccardo Serina

 

Saggi e schede in catalogo, pannelli esplicativi e didascalie in mostra

Emanuele Bardazzi, Francesca Cagianelli, Cosimo Calvelli, Antonio Castronuovo, Cristina Chiesura, Chiara Degetto, Livia Fasolo, Edoardo Fontana, Paolo Linetti, Roberto Lunelio, Anna Mazzanti, Chiara Nicolini, Silvia Scaravaggi, Luca Scarlini, Raf Steel

 

Didattica

Laura Inzoli

Nessun commento:

Posta un commento