A cura di Pyanocrea.Studio
Fino all'11 settembre 2026
Cappella dell’Incoronata - Palazzo Riso Via Incoronazione 13, 90134 - Palermo |
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Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta fino all’11 settembre 2026, presso la Cappella dell’Incoronata, “12. Un Tempo Sacro”, installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra, a cura di Pyanocrea.Studio, che si configura come un’esperienza artistica tra pittura, performance e dimensione rituale.
Il progetto, promosso e sostenuto dalla Regione Siciliana, nasce come omaggio a Santa Rosalia, figura centrale della devozione palermitana, e prende ispirazione dai dodici anni trascorsi dalla Santa in isolamento nella grotta di Monte Pellegrino. Questo periodo di reclusione, preghiera e trasformazione spirituale diventa la matrice simbolica dell’intero lavoro, che traduce il tempo sacro in un percorso immersivo, sensoriale e contemplativo. È un progetto che si configura come atto di devozione e riflessione sul tempo interiore. Le opere astratte diventano così “reliquie contemporanee”, presenze silenziose che restituiscono la dimensione dell’attesa, della trasformazione e della santità vissuta nel quotidiano.
Dal 2024 la partecipazione attiva del Museo Riso alle celebrazioni rosaliane si concentra su Rosalia come portatrice di valori universali e sempre attuali come dimostra la immediatezza multiforme, varia e creativa con cui gli artisti del nostro tempo accolgono il tema e lo restituiscono alla collettività. In particolare, quest'anno, con il progetto di Cometa Xerra, il linguaggio del contemporaneo si applica a uno degli aspetti identitari da più di quattrocento anni delle celebrazioni di Santa Rosalia. Il festino si fonda sulla partecipazione e immedesimazione del singolo nel prodigio spettacolare che si ripete ogni anno e ciò accade anche quest'anno. nella cappella dell’Incoronata, l’opera di Cometa Xerra interpreta il rito collettivo del Festino. |
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La pratica di Micaela Cometa Xerra, artista nata a Palermo e attualmente residente a Lanzarote, si fonda su una pittura espansa che integra materiali organici e vulcanici, trasformando la superficie in un campo di forze fisiche e simboliche. Influenzata dai paesaggi della Sicilia e di Lanzarote, la sua ricerca indaga le relazioni tra accumulo, erosione e memoria, dando forma a un linguaggio visivo essenziale e profondamente materico.
La Cappella dell’Incoronata viene interpretata da Micaela Cometa Xerra come spazio di soglia, riletto come dispositivo immersivo e rituale. La scelta dello spazio non è casuale: la sua dimensione raccolta e la matericità della pietra diventano metafora fisica e sensoriale della grotta di Santa Rosalia. Oscurata e rivestita da drappi, la cappella assume la forma evocativa di una grotta contemporanea, in continuità con la ricerca dell’artista sulla materia, sul sacro e sulla trasformazione percettiva dello spazio.
L’ambiente è concepito come un luogo di immersione totale, in cui il visitatore è invitato a entrare in una dimensione intima e sacrale, compiendo un vero e proprio pellegrinaggio interiore. Le opere si presentano come reliquie contemporanee, accompagnate da candele secondo un gesto votivo e devozionale che attraversa l’intero allestimento.
Il percorso espositivo si sviluppa come un cammino simbolico: le opere iniziali, caratterizzate da tonalità terrose, rimandano alla dimensione originaria della grotta attraverso forme circolari, linee geometriche e strutture cubiche che evocano gli elementi essenziali dello spazio vissuto dalla Santa. Proseguendo, si attiva una progressiva trasformazione cromatica in cui i colori della terra lasciano spazio a tonalità di rosa e nero, simboli legati alla città di Palermo e al periodo della peste, segnando il passaggio verso la dimensione salvifica di Santa Rosalia. |
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Le opere, realizzate su lino con materiali e pigmenti materici, si dispongono verticalmente nello spazio come icone contemporanee. Foglie, cenere, terra di lava e pigmenti naturali costruiscono superfici stratificate che indagano la relazione tra memoria, corpo e paesaggio e che evocano fede e speranza. Alla base di ogni lavoro si trovano fiori e candele, elementi votivi che rafforzano la dimensione rituale dell’installazione, mentre le cromie seguono una progressione simbolica che dalla terra conduce ai toni del rosa e del nero.
Il percorso culmina nell’altare sconsacrato, dove è collocata un’immagine iconica di Santa Rosalia, opera che l’artista dona al museo: punto di approdo di un’esperienza che intreccia contemplazione e trasformazione. L’ingresso stesso alla mostra è concepito come una soglia teatrale che separa il mondo esterno dallo spazio sacro dell’opera, introducendo il visitatore in un ambiente sospeso in cui materia, luce e suono costruiscono una narrazione sensoriale sul tempo, sull’isolamento e sulla rigenerazione spirituale. |
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Micaela Cometa Xerra (Palermo, 1985) è un’artista italiana con esperienza internazionale, la cui ricerca si sviluppa attorno all’intersezione tra materialità, corporeità e forze naturali attraverso una pratica di pittura espansa. La sua opera nasce da un rapporto diretto con la materia - cenere, terra di lava, sabbia, sale, pigmenti organici e talvolta elementi più estremi come il sangue - che viene trasformata in superfici pittoriche dense, stratificate e cariche di energia simbolica. Dopo gli studi in Pubblicità presso l’Università di Palermo, si trasferisce a Milano nel 2005, dove lavora come Account Manager per Saatchi & Saatchi; nel 2015 si stabilisce a Lanzarote, paesaggio che diventa centrale nella sua ricerca visiva e concettuale. Dal 2020 si dedica in modo esclusivo alla pittura, dopo anni in cui l’arte rappresentava uno spazio personale e di elaborazione interiore. La sua pratica, influenzata dai paesaggi vulcanici siciliani e canari, riflette processi geologici ed emotivi di accumulo, erosione e trasformazione, traducendo memoria e identità in strutture visive essenziali ma profondamente narrative. Attraverso un linguaggio che dialoga con il neo-espressionismo, l’artista mette in discussione i confini della pittura tradizionale, lasciando che la materia agisca come soggetto attivo dell’opera e generi un’esperienza immersiva e sensoriale per lo spettatore. Le sue opere sono state esposte in contesti internazionali tra Europa e Stati Uniti e sono presenti in collezioni private e pubbliche. Negli ultimi anni il lavoro di Micaela Cometa è stato presentato in contesti internazionali di rilievo, tra cui Art Basel a Basilea (sia nel 2023 sia nel 2025 nella sezione Kabinett), il Carrousel du Louvre a Parigi nel 2025 e la Biennale di Venezia presso la Galleria Cipriani nel 2024. Nel 2023 ha esposto con la mostra “Los Colores de La Isla” presso la Lanzarote Art Gallery e all’Aeroporto César Manrique di Lanzarote, oltre a una personale presso la NYC Art Gallery di Nolita, a New York. La sua presenza internazionale include anche Art Basel Miami nel 2022, la Biennale di Genova e la Lacuna Art Gallery nel 2020, segnando un percorso espositivo continuo tra Europa e Stati Uniti. Le prossime tappe del suo percorso includono Art Basel 2026, una mostra a Madrid, presso l’aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas nel mese di agosto e infine a settembre a Barcellona all’aeroporto Josep Tarradellas Barcelona-El Prat. |
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INFORMAZIONI MOSTRA 12. Un Tempo Sacro Installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra Museo: Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Palermo Luogo: Cappella dell’Incoronata, Via Incoronazione 13, 90134 – Palermo Periodo: 11 luglio - 11 settembre 2026 Orari: da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 13.00, chiuso sabato, domenica e festivi. |





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