Col San Martino, 16 settembre 2026 - Nella tenuta di famiglia a Col San Martino, frazione di Farra di Soligo in provincia di Treviso, Follador Prosecco dal 1769 accoglie i propri ospiti come si fa a casa: con presenza, con cura e con il desiderio di condividere qualcosa di autentico. L'offerta enoturistica si articola in tre percorsi distinti, tutti su prenotazione, tutti radicati in un paesaggio collinare riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2019, pensati per chi vuole avvicinarsi al Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG attraverso i luoghi e le persone che lo rappresentano. "Accogliere le persone qui significa condividere qualcosa che va oltre il bicchiere, significa entrare in contatto con la nostra famiglia", afferma Cristina Follador. "Vogliamo che chi viene a trovarci si senta accolto come a casa, in un luogo speciale da vivere con i propri occhi: la pendenza di queste colline, il modo in cui gestiamo la vendemmia, le scelte tecniche che facciamo per rispettare il frutto. È un incontro autentico con un luogo unico e con chi lo abita da secoli." Il primo percorso, Degustazione Vini, è un momento di accoglienza e degustazione dei Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG della cantina, un primo contatto per entrare nel mondo Follador e abbracciare la sua filosofia. Il secondo, Tra storia e innovazione, aggiunge alla degustazione la visita alla cantina e agli impianti produttivi: gli ospiti conoscono da vicino le fasi della vinificazione secondo il Metodo Gianfranco Follador®, il protocollo tecnico registrato che prevede un abbattimento termico immediato dopo la pigiatura, una crio-macerazione breve per l'estrazione di struttura e precursori aromatici e un affinamento in autoclave prolungato oltre i tempi minimi previsti dal metodo Charmat. È il racconto di una cantina a conduzione familiare in cui ogni scelta risponde a una visione precisa, lontana dalle logiche della produzione su larga scala. Il terzo percorso, Degustazione con vista, conduce gli ospiti fuori dalla cantina e direttamente tra le viti del Cru Torri di Credazzo: un tasting all'aperto, con le colline del Patrimonio dell'Umanità a fare da sfondo a un'esperienza che vale prima di tutto come incontro con il paesaggio. A ricevere gli ospiti nella propria tenuta è la famiglia Follador. Michele, Cristina, Emanuela e Francesca Follador sono la nona generazione di una stirpe viticola che lavora queste colline dal 1769, anno in cui Giovanni Follador ricevette dal Doge di Venezia Alvise IV Mocenigo un riconoscimento ufficiale per la qualità dei suoi vini. Più di due secoli e mezzo dopo, la conduzione rimane familiare e le responsabilità sono distribuite tra i quattro fratelli: Michele guida la parte tecnica e progettuale, Cristina si occupa della comunicazione e dell'export, Emanuela della visione amministrativa, Francesca dell'enologia. È stata proprio Francesca, insieme a Michele, a sviluppare il Metodo Gianfranco Follador® dopo un percorso di ricerca avviato a Montpellier, dove l'esigenza di proteggere l'integrità aromatica del mosto in risposta all'innalzamento delle temperature aveva reso necessario ripensare la vinificazione fin dalla pigiatura. I quaranta ettari di vigneto della tenuta si distribuiscono nella fascia collinare tra Col San Martino e Credazzo, su suoli misti di argilla e roccia con esposizioni a sud-ovest e pendenze che escludono qualsiasi forma di meccanizzazione nella raccolta. La vendemmia è manuale, per necessità prima ancora che per scelta, e questo rapporto diretto con la vigna è parte di ciò che gli ospiti percepiscono quando camminano tra i filari del Cru Torri di Credazzo: un paesaggio scolpito dal lavoro dell'uomo generazione dopo generazione, oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Venire a Col San Martino significa portarsi a casa qualcosa che non si trova in etichetta: la memoria di un luogo, il volto di chi lo abita, il sapore di un vino che affonda le radici in una famiglia e in un territorio che si tramandano da oltre due secoli. |
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