venerdì 29 agosto 2025

Antonia Jannone Disegni di Architettura presenta Velasco Vitali a Pietrasanta

 31 agosto - 24 settembre 2025

 

OPENING | sabato 30 agosto 2025, ore 19.00

 

 

 

 

Antonia Jannone Disegni di Architettura

via Stagio Stagi 4, Pietrasanta (Lucca)

www.antoniajannone.it

 


Pietrasanta (LU), 29 agosto. Dal 31 agosto al 24 settembre 2025, la sede di Pietrasanta della Galleria Antonia Jannone Disegni di Architettura ospita una nuova mostra personale di Velasco Vitali. Sono presentati due cicli emblematici della sua ricerca artistica, che per la prima volta vengono riuniti sotto la stessa luce: Vele e Terra Rossa. Due poli complementari, come aria e terra, leggerezza e peso. Un lavoro che racchiude trent’anni di ricerca sulla composizione e il colore e di domande mai del tutto chiuse sulla pittura.

 

Pittura che non cerca altro senso se non quello di esistere: “la vela in mare come veicolo di disimpegno: pittura purificante perché pura e motivata solo da sé stessa”, scrive Fabrizio Dentice. È un Velasco “che canta”, un artista che affida al gesto la misura del controllo e dell’emozione, quasi congelato da un approccio concettuale che si libera in un esercizio di respiro e leggerezza. Ogni vela, ogni piega cromatica, è l’incrocio di istinto e memoria: un equilibrio che si costruisce sul filo sottile delle linee e del colore, là dove la tela bianca non è vuoto ma tensione, forza invisibile che orienta l’occhio verso la domanda essenziale: come tenere insieme forma e libertà?

 

Il pensiero corre a Malevič e al suo quadrato rosso: punto zero, luogo in cui astrazione e figura smettono di opporsi, rimescolano i confini. In Terra Rossa, questa sfida diventa ancora più radicale: qui la pittura non ha più il pretesto del vento o del mare, ma la concretezza della terra. Un campo da tennis abbandonato: linee bianche che affiorano come tracce, quasi a chiedere se sia possibile dipingere con un solo colore e farlo vibrare come magma.

Velasco lavora senza tregua, cercando ogni volta la minima variazione: un bianco che sfiora l’ocra, una soglia che separa il rosso vivo dall’ombra. Così i campi diventano mappe mentali, figure astratte che si ripetono e si contraddicono, mai identiche. Ogni linea è un percorso, ogni modulazione un deposito di memoria.

 

In mostra, le due serie si specchiano: le Vele come abbandono e respiro, Terra Rossa come ostinazione e ritorno alla materia. Da una parte l’orizzonte aperto, dall’altra la polvere mediterranea, la terracotta, il colore che diventa sostanza e radice. Entrambe, però, raccontano la stessa ambizione: reinventare la realtà con la pittura, ogni volta da capo.

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