| | Nella sala espositiva di piazza Municipio a Gemona è aperta la mostra “Acque del Gemonese”, realizzata dall’Ecomuseo nell’ambito di un progetto di ricerca sostenuto dalla Regione, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e il Comune di Gemona del Friuli. Vi vengono illustrate le modalità con cui il Campo di Osoppo-Gemona è stato oggetto nei secoli di un graduale processo di trasformazione per rendere coltivabile la piana. Per l’allestimento, un ruolo decisivo è stato svolto dal Consorzio che ha messo a disposizione il proprio archivio fotografico, di grande interesse storico e sociale: le immagini esposte parlano da sole, documentando realizzazioni importanti e pure attività abituali relative a ripristini e manutenzioni. La mostra evidenzia come tra i protagonisti del processo vadano annoverati non solo gli ingegneri e i tecnici che hanno ideato e progettato opere per il loro tempo straordinarie, ma anche il lavoro di uomini che hanno rappresentato il volto quotidiano di un programma di interventi idraulici iniziato 150 anni fa e che non si è ancora esaurito. |
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Obiettivo del progetto è il recupero della memoria collettiva di un territorio, corrispondente a una pianura chiusa posta al centro del Friuli. Strutturata in sezioni, l’esposizione inizia con la descrizione dalla prima infrastruttura idraulica, la medievale Roggia dei Molini, realizzata per drenare le acque, favorire le prime forme di irrigazione, fornire la forza motrice per mulini, battiferro e segherie; prosegue illustrando le numerose opere idrauliche che a partire dalla seconda metà dell’Ottocento hanno modificato in profondità il paesaggio agrario di un’area difficile da coltivare per via del terreno ghiaioso e permeabile. Prese, bocche, canali, canalette diffuse capillarmente, rappresentano ancora oggi gli elementi cardine di un sistema irriguo consolidato. La mostra si occupa pure delle roste lungo il Tagliamento, avendo svolto queste arginature una funzione fondamentale per la protezione della piana, sottoposte nei secoli a continui consolidamenti e rifacimenti. La mostra è visitabile fino al 17 maggio nelle giornate di venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. |
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«Il Consorzio Ledra-Tagliamento, con i suoi 230 chilometri di canali adduttori, con i suoi 74 impianti di forza motrice capaci di produrre circa 18.000 cavalli nominali, con i suoi 16.000 manufatti, con le sue 300 bocche di erogazione, rappresenta un campo assai vario di applicazioni idrauliche» (Valentino Magnani, ingegnere e direttore del Consorzio Ledra-Tagliamento, 1942). |
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