Il progetto rientra nell’evento Le rose purpuree di Cittadella organizzato dalla Cittadella degli Archivi di Milano in occasione della Milano Art Week 2026
LA CITTADELLA DEGLI ARCHIVI DI MILANO Via Gregorovius 15, Milano |
![]() |
La donazione da parte di ACE Creative Engineering al Comune di Milano costituisce il cuore del progetto “Riscoprendo Munari”, intervento site-specific dell’artista maiorchino Albert Pinya (Palma, 1985), inaugurato ieri presso la Cittadella degli Archivi, in occasione della Milano Art Week 2026.
L’opera è stata inaugurata nell’ambito del progetto “Le rose purpuree di Cittadella”, in concomitanza con l’apertura del nuovo giardino della Cittadella degli Archivi, oggetto di un ampio intervento botanico con oltre 1.500 essenze, tra cui più di 1.000 rose rosse. Il giardino è adesso concepito come uno spazio di fruizione pubblica e di dialogo con le installazioni artistiche.
L’opera, resa possibile grazie al contributo diretto di ACE – società di progettazione integrata basata a Milano, Firenze e New York da tempo impegnata nel sostegno alla cultura - entra a far parte della collezione permanente della Cittadella degli Archivi, rafforzando il patrimonio artistico pubblico della città e contribuendo concretamente alla valorizzazione del quartiere Niguarda.
L’intervento si compone di cinque sculture in alluminio colorato: quattro elementi di dimensioni ridotte collocati sui capitelli d’ingresso e una grande installazione nel giardino interno. L’opera rende omaggio a Bruno Munari (Milano, 1907–1998), figura centrale dell’arte e del design del Novecento, di cui la Cittadella conserva importanti materiali d’archivio. |
![]() |
Il progetto testimonia l’impegno di ACE nel promuovere iniziative capaci di generare valore culturale e sociale, sostenendo interventi che mettono in dialogo arte contemporanea, spazio pubblico e memoria storica.
Il progetto “Riscoprendo Munari” dell’artista Alberto Piña Hernández si inserisce pienamente nei valori culturali di ACE, richiamandosi all’eredità di Bruno Munari e alla sua visione della creatività come metodo aperto, condiviso e inclusivo. In linea con questo approccio, ACE interpreta la creatività non come espressione individuale, ma come processo collettivo e accessibile, in cui arte, design e pedagogia si intrecciano. Il design diventa così un linguaggio comune e uno spazio di sperimentazione in cui il processo assume pari valore rispetto al risultato, favorendo innovazione e ricerca. Il progetto attiva, inoltre, un dialogo continuo con l’eredità di Munari, riletta in chiave contemporanea e multidisciplinare, rafforzando la missione di ACE come luogo di connessione tra persone, processi e contesto.
Il lavoro di Piña si inserisce in un rapporto consolidato con il contesto italiano, sviluppato nel corso di oltre vent’anni. La sua pratica artistica, caratterizzata da una costante sperimentazione e dall’espansione del linguaggio pittorico attraverso materiali e tecniche differenti, trova in questa installazione una sintesi significativa. Centrale nella sua ricerca è il tema del volto, elemento ricorrente e dispositivo narrativo: “Il volto è il luogo in cui risiede lo sguardo e attraverso cui si osserva il mondo, il riflesso dell’anima. Disegnare o dipingere un volto significa dare vita a un nuovo essere”, afferma l’artista. |
![]() |
Nel corso degli anni, ACE ha sviluppato numerosi progetti culturali che pongono il disegno e la carta al centro come linguaggio condiviso tra arte, architettura e ingegneria. Ha collaborato con Collezione Ramo e con la Milano Drawing Week (2022–2025), promuovendo il disegno come forma di conoscenza e ricerca. Ha inoltre aperto il proprio studio di Via dei Piatti a Milano ad artisti invitati, trasformandolo in uno spazio espositivo e di sperimentazione. Infine, con il libro Tirana Metafisica e la collaborazione con l’artista Gabriele Croppi, ha unito ricerca artistica e gesto istituzionale in un’azione di scambio culturale internazionale.
Con questa donazione, ACE contribuisce in modo significativo alla crescita culturale della città di Milano, confermando il ruolo sempre più centrale delle sinergie tra pubblico e privato nella costruzione di nuovi spazi di arte e condivisione. |
![]() |
.jpeg)



Nessun commento:
Posta un commento