Biella, 17 settembre 2026. La mostra Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia che avrà luogo a Biella è una riflessione, per molti aspetti inedita, su cinquant’anni di ricerca e studi sul Divisionismo. Il nuovo progetto espositivo, a cura di Niccolò D’Agati e Sergio Rebora, sarà nelle sedi di Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero, dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027.
Con oltre 150 opere, l’esposizione propone una rilettura del Divisionismo concentrata sulla sua evoluzione nel XX secolo, quando si afferma come uno dei linguaggi più radicali e innovativi della ricerca d’avanguardia, con artisti come Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Leonardo Dudreville e Guido Marussig.
La mostra prende avvio dal 1899, anno della morte di Giovanni Segantini, snodo simbolico di un passaggio cruciale per il Divisionismo che non esaurisce la propria vicenda nell’Ottocento, il secolo che lo ha visto nascere, ma prosegue oltre gli anni Trenta.
Nelle due sedi espositive sarà possibile scoprire rari capolavori del Divisionismo toscano, romano, veneto, ligure, piemontese e lombardo, allestiti in ordine tematico e visuale, con un’attenzione particolare agli aspetti formali del primo trentennio del ventesimo secolo. È nei primi decenni del Novecento che questa ricerca rivela pienamente la propria capacità propulsiva, supera i confini geografici e culturali delle origini e apre la strada alle sperimentazioni moderne.
Accanto a Segantini e Pellizza da Volpedo, emergono esperienze molto diverse tra loro: dai paesaggi di Carlo Fornara, Emilio Longoni, Plinio Nomellini e Rubaldo Merello alle ricerche più orientate verso il decorativismo e le suggestioni secessioniste di Guido Marussig, Aleardo Terzi e Arturo Noci; dalle sperimentazioni sulla figura di Camillo Innocenti ed Enrico Lionne alle ricerche di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, dove il segno e il colore assumono una funzione sempre più decisiva nella costruzione di una nuova idea di pittura.
Il “segno diviso” diventa così un terreno fertile di sperimentazione per artisti destinati a segnare profondamente il Novecento che raccolgono e rielaborano la lezione divisionista, trasformando una tecnica nata nell'Ottocento in uno strumento che interpreta le tensioni della modernità.
La scomposizione del colore e la ricerca luministica diventano il punto di partenza per una nuova concezione della pittura, non più interessata a riprodurre esclusivamente la realtà così come appare, ma capace di suggestionare, evocare e dare forma a sensazioni cromatiche e luminose.
Seguendo questo percorso, la grande mostra biellese ricostruisce l’evoluzione della lezione divisionista fino agli anni Trenta, quando le sue ricerche entrano in dialogo con la cultura Déco e con il Ritorno all’ordine. La mostra restituisce così al Divisionismo la sua natura di linguaggio aperto e dinamico e ne evidenzia il ruolo centrale nel raccogliere, anticipare e interpretare le sensibilità più vive della ricerca artistica italiana tra Otto e Novecento.
“Tanto il percorso che la selezione delle opere accompagnano il visitatore in una lettura del Divisionismo basata sulla forma e sul linguaggio come elemento di continuità di una ricerca artistica che proprio nella pittura, nel dialogo tra la superficie della tela e il modo di articolare il colore attraverso il segno trova la sua chiave di lettura più moderna e contemporanea”, concludono i curatori Niccolò D’Agati e Sergio Rebora.
Accompagna la mostra il catalogo Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia, a cura di Niccolò D’Agati e Sergio Rebora, con numerosi saggi e contributi critici, pubblicato da Dario Cimorelli Editore.
Al fine di garantire la massima partecipazione delle scuole di ogni ordine e grado è loro riservata la gratuità di accesso come già avvenuto per le precedenti mostre.
La mostra è organizzata da Palazzo Gromo Losa Srl, società strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, e Dario Cimorelli Editore, in collaborazione con il Comune di Biella, Palazzo Ferrero - Fondazione Accademia Perosi ets, Biella Città Creativa Unesco, con il sostegno del Gruppo Banca di Asti.
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