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Luigi Gallo. Foto Ornella De Carlo |
Bologna, 16 settembre 2026 – A soli cinque mesi dalla sua nomina a Direttore dei Musei Nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna, il direttore Luigi Gallo presenta il programma del suo mandato quadriennale. Previste sei mostre nella Pinacoteca bolognese e interventi – tra grandi cantieri, restauri e progetti di valorizzazione – sia nelle sedi bolognesi, sia in quelle della Regione.
Le esposizioni temporanee inizieranno il 2 ottobre con l’apertura della mostra dedicata a San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento; nella primavera del 2027 spazio a ‘Cantami di questo tempo’: L’Ottocento nelle collezioni della Pinacoteca Nazionale di Bologna, un percorso volto alla riscoperta dei rapporti tra arti figurative e performative. Tra la fine del 2027 e il nuovo anno la Pinacoteca ospiterà Fotografare il patrimonio: tesori dal Gabinetto fotografico, con opere fotografiche poco note o mai viste. Nel 2028 è in scaletta un doppio appuntamento: a primavera la mostra Carlo V e Bologna capitale dell’Impero: 1528-1530, dedicata all’affermazione di Bologna come una capitale europea delle arti, mentre in autunno è prevista Bologna nel Settecento: una capitale e la sua arte, che ripercorrerà il ruolo della città sulle rotte del Grand Tour. Infine, tra le fine del 2029 e l’inizio 2030 l’attesa mostra I Carracci e la nascita della pittura moderna. Bologna laboratorio della pittura tra Cinquecento e Seicento con cui si intende rileggere la rivoluzione dei Carracci superando una visione esclusivamente biografica o formale.
Tra i vari lavori caratterizzanti il periodo 2027-2030, da segnalare i riallestimenti e la rifunzionalizzazione di alcuni spazi della Pinacoteca tra cui l’Aula Gnudi, le sale del Settecento e la sezione del Medioevo, mentre per i grandi cantieri la Direzione conta di poter restituire alla città entro l’anno Palazzo Pepoli Campogrande completamente riallestito e con l’apertura, per la prima volta, delle prestigiose sale affrescate adibite a depositi visitabili.
Numerosi anche gli interventi nei principali siti dei Musei Nazionali Emilia-Romagna. In particolare, questi riguarderanno l’Ex Chiesa di San Mattia a Bologna, luogo che si vuole sempre più dedicato ai linguaggi e alle esperienze artistiche del presente, Palazzo Milzetti – Museo dell’Età Neoclassica in Romagna a Faenza (RA) dove sarà ristrutturata e valorizzata la capanna rustica, da poco tornata nelle pertinenze del sito e l’ala lunga del museo, spazio che in futuro sarà destinato a mostre temporanee. E ancora: presso l’Abbazia di Pomposa a Codigoro (FE) proseguono gli interventi sull’impianto illuminotecnico e si precisa sempre più il progetto di trasformare anche questo sito in un “campo scuola” per lo studio e l’esperienza diretta dei giovani ricercatori, in accordo con la Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università di Bologna. Infine, nella Fortezza di San Leo (RN) proseguono incessantemente i progetti di valorizzazione dopo la realizzazione della nuova identità visiva e la messa a punto dei nuovi percorsi espositivi.
Luigi Gallo, Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna:
«Desidero innanzitutto ringraziare tutto il personale dei Musei Nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna per l’accoglienza che mi ha riservato in questi primi mesi e per la disponibilità e la collaborazione con cui ha accompagnato l’avvio del mio mandato. Questo programma nasce proprio dalla volontà di lavorare insieme, mettendo a sistema competenze, professionalità e passione per il patrimonio. Nei prossimi quattro anni vogliamo costruire un percorso che tenga insieme tutela e valorizzazione, ricerca e formazione, attenzione alle collezioni e apertura verso il pubblico. La Pinacoteca di Bologna sarà al centro di un importante processo di rinnovamento, ma altrettanto fondamentale sarà il lavoro sulle sedi del territorio, ciascuna con la propria identità e il proprio potenziale. L’obiettivo è fare dei Musei Nazionali di Bologna e dell’Emilia-Romagna un sistema sempre più vivo, aperto e capace di dialogare con la città, con le istituzioni culturali e con le nuove generazioni. Le mostre sono una parte importante di questo percorso, ma accanto alle esposizioni ci sono i grandi cantieri, i restauri, il riallestimento delle collezioni, la riapertura di spazi e la costruzione di nuove occasioni di ricerca e formazione. La sfida è far dialogare tutte queste dimensioni e valorizzare la straordinaria ricchezza del patrimonio che abbiamo la responsabilità di custodire». |

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