venerdì 18 settembre 2026

garage BENTIVOGLIO Cadaveri squisiti Nido di Cuoghi Corsello

 Palazzo Bentivoglio riprende la sua attività dopo la pausa estiva e presenta nella vetrina di via del Borgo di San Pietro l'opera del duo Cuoghi Corsello

 

Fino al 18 ottobre 2026

mercoledì - sabato, ore 19.00 - 23.00

 

garage BENTIVOGLIO

via del Borgo di San Pietro 3A, Bologna

palazzobentivoglio.org

 

Cuoghi Corsello, Cadaveri squisiti, 2009, Nido, 2026, garage BENTIVOGLIO, Palazzo Bentivoglio, Bologna, ph. Carlo Favero


Bologna, 18 settembre 2026. Dopo la pausa estiva, Palazzo Bentivoglio riapre garage BENTIVOGLIO di via del Borgo di San Pietro con un nuovo progetto dedicato a Cuoghi Corsello, protagonisti della scena artistica bolognese fin dagli anni Ottanta. La vetrina presenta Cadaveri Squisiti/Nido, un lavoro che riporta nello spazio del garage l’universo di figure e personaggi che il duo ha costruito nel corso della propria ricerca.

 

Nella mitologia greca e romana capitava spesso che donne o uomini, animali o creature fantastiche venissero trasformati in costellazioni. I protagonisti delle storie di Apollodoro, Eratostene, Esiodo e Ovidio sono ancora oggi presenti nel nostro linguaggio o nella nostra cultura attraverso parole del quotidiano (come il termine canicola, legato al passaggio del Sole vicino ai Cani di Orione) o segni zodiacali (come i Dioscuri, diventati la costellazione dei Gemelli nell’astrologia contemporanea). Cuoghi Corsello hanno invece costruito nel tempo un proprio universo di figure, quasi una costellazione di personaggi attraverso cui dare forma con un immaginario autonomo, iniziato sulla strada e progressivamente entrato in altri contesti e linguaggi.

 

In Cadaveri Squisiti, serie di neon presentata nel 2009 al MACRO, i personaggi nati come graffiti sui muri di Bologna alla fine degli anni Ottanta si trasformano in luce. Per il garage l’opera assume la temporanea configurazione di Nido: gli elementi si adagiano sulle grandi casse blu come rami raccolti da un animale sconosciuto, componendo una sorta di rifugio in attesa di una nuova metamorfosi.

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