Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, afferma: “Per il quinto anno il MUDEC accoglie il premio Deutsche Bank ‘Artist of the Year’, grazie alla collaborazione con Deutsche Bank e 24 ORE Cultura. È una partnership che nel tempo ha portato a Milano alcune delle ricerche più interessanti dell’arte contemporanea internazionale, rafforzando la vocazione del museo a essere un luogo di confronto tra culture e linguaggi. Con Charmaine Poh incontriamo un’artista che lavora sul rapporto tra identità, corpo, tecnologia e migrazione, temi che emergono con forza anche nelle opere presentate in questa mostra. Ringrazio Deutsche Bank e 24 ORE Cultura per aver rinnovato questo percorso insieme al MUDEC e al Comune di Milano". Roberto Parazzini, Chief Country Officer di Deutsche Bank in Italia, dichiara: “Da oltre un decennio il progetto “Artist of the Year” testimonia l’impegno di Deutsche Bank nel promuovere artiste e artisti capaci di interpretare le trasformazioni del nostro tempo attraverso linguaggi innovativi e prospettive originali. Siamo lieti di rinnovare, per il quinto anno consecutivo, la collaborazione con il MUDEC, il Comune di Milano e 24 ORE Cultura, portando in Italia il lavoro di Charmaine Poh. Le sue opere affrontano temi centrali per la società contemporanea, come identità, appartenenza e relazioni umane, invitandoci a osservare il presente con maggiore consapevolezza e apertura.” Federico Silvestri, Amministratore Delegato Gruppo Il Sole 24 ORE, afferma: “Per 24 ORE Cultura è un piacere rinnovare la collaborazione con Deutsche Bank nell'ambito di un riconoscimento prestigioso come 'Artist of the Year', che negli anni ha portato all'attenzione del pubblico italiano alcune tra le ricerche più significative dell'arte contemporanea internazionale. Come partner, siamo felici di contribuire alla valorizzazione di questo percorso mettendo a disposizione la nostra esperienza nella realizzazione di iniziative culturali capaci di generare dialogo, partecipazione e nuove occasioni di conoscenza. Una sinergia che auspichiamo possa proseguire negli anni a venire, rafforzando ulteriormente un dialogo che riteniamo prezioso.” |
Installation view, mostra di Charmaine Poh, Deutsche Bank “Artist of the Year” 2025 MUDEC ©julehering |
Charmaine Poh (Singapore, 1990) è ad oggi la più giovane artista ad aver ricevuto il premio “Artist of the Year”. Attraverso video, installazioni, fotografia, testo e performance, la pratica di Poh intreccia esperienze personali, tecnologie digitali, memoria, ecologia, storia e cyberfemminismo, interrogando identità, strutture di potere, queerness e le forme contemporanee di rappresentazione. Il titolo della mostra – Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take – nasce da una frase emersa in uno scambio epistolare tra l’artista e un amico. Una frase grammaticalmente imperfetta, poetica e sfuggente, che diventa metafora di ciò che attraversa l’intero progetto: lo spazio dell’intraducibile, delle identità ibride e di ciò che esiste tra le lingue, le culture e le esperienze. L’intero percorso espositivo si sviluppa come un ambiente immersivo e stratificato in cui convivono dimensione intima e tensione collettiva, memoria personale e costruzione sociale dell’identità, tecnologia e corporeità. Elemento centrale della mostra è The Moon is Wet (2025), grande installazione video a tre canali realizzata appositamente per il progetto espositivo. L’opera intreccia le storie della dea del mare Mazu, delle “Majie” - lavoratrici domestiche migranti non sposate provenienti dalla Cina meridionale - e di una contemporanea lavoratrice domestica indonesiana, restituendo un racconto che attraversa la storia migratoria di Singapore, le dinamiche del lavoro e le forme di solidarietà femminile e collettiva. |
Charmaine Poh, Majie, Innerwear, 2016 Fotografia / Photography © Charmaine Poh Courtesy Deutsche Bank Collection |
Attorno a questi temi emergono anche altri nuclei centrali della ricerca di Poh: il corpo, il respiro, la vulnerabilità, la persistenza e la relazione tra presenza fisica ed esistenza digitale. In Heavy is the root of light (2025), installazione luminosa composta da proiezioni e frammenti poetici, il visitatore è immerso in uno spazio percettivo sospeso dove luce, linguaggio e memoria diventano materia. La tensione tra sfera privata e costruzione sociale dell’identità attraversa inoltre What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world dove coppie queer raccontano desideri, paure e vulnerabilità legate alla genitorialità e alla costruzione di famiglie non normative nella Singapore contemporanea. In Good Morning Young Body (2021–23), parte del progetto THE YOUNG BODY UNIVERSE, Poh rielabora la propria esperienza di attrice bambina nella Singapore degli anni 2000, costruendo — attraverso tecnologie deepfake — un avatar del proprio io dodicenne, “E-Ching”, per riflettere sulla sessualizzazione del corpo femminile in rete, sulle forme contemporanee di violenza digitale e rivendicare la propria autodeterminazione. Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take restituisce così un paesaggio visivo e sensibile in cui esperienza individuale e tensione collettiva convivono, aprendo nuove riflessioni sui temi della rappresentazione, dell’appartenenza, della cura e delle forme contemporanee di resistenza. Nel corso degli anni Deutsche Bank ha assegnato il premio “Artist of the Year” a Wangechi Mutu (2010), Yto Barrada (2011), Roman Ondàk (2012), Imran Qureshi (2013), Victor Man (2014), Koki Tanaka (2015), Basim Magdy (2016), Kemang Wa Lehulere (2017), Caline Aoun (2018-2019), Maxwell Alexandre, Conny Maier e Zhang Xu Zhan (biennio 2020 – 2021), LuYang (2022), La Chola Poblete (2023), Rohini Devasher (2024) e Charmaine Poh (2025). Per il 2026 l’“Artist of the Year” è Lucia Tallová. |
Portrait Charmaine Poh Foto: Muhammad Fadli |
Charmaine Poh Charmaine Poh (Singapore, 1990) vive e lavora tra Singapore e Berlino. Le sue opere sono state presentate in importanti istituzioni internazionali, tra cui Singapore Art Museum, Seoul Museum of Art, Huis Marseille e la Biennale di Venezia. Alla Biennale Arte 2024 ha partecipato nell’ambito del Nucleo Contemporaneo con il video What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world. I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni, tra cui Deutsche Bank Collection, National Museum Singapore, Vega Foundation e Sunpride Foundation. Nel 2019 è stata inclusa nella lista Forbes Asia 30 Under 30 per le arti. È cofondatrice della rivista indipendente Jom, membro dell’Asian Feminist Studio for Art and Research (AFSAR) e attualmente è borsista presso Villa Romana a Firenze. |
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