A settembre un mese di appuntamenti rinnova la vocazione della Fondazione Bevilacqua La Masa al sostegno dei giovani artisti
Bandi, atelier, incontri con artisti e critica, open studio residenze internazionali e nuove mostre:
Un programma che racconta le diverse forme attraverso cui la Fondazione Bevilacqua La Masa accompagna i giovani talenti, dalla formazione all’ingresso nel mondo professionale e nelle successive fasi della loro carriera
Camilla Mozzato con gli artisti in residenza negli Atelier di Palazzo Carminati
Gli artisti in residenza negli Atelier BLM alla Giudecca, ph.Matteo de Mayda
Venezia, 18 settembre 2026. Nata nel 1898 dal lascito testamentario di Felicita Bevilacqua La Masa, con la volontà di offrire a giovani artisti spazi e opportunità spesso preclusi dai grandi circuiti espositivi, la Fondazione Bevilacqua La Masa continua a tradurre quella stessa intuizione in una pratica concreta: accompagnare gli artisti nelle fasi decisive della loro crescita, mettendo a disposizione luoghi di lavoro, occasioni di confronto, visibilità e strumenti per misurarsi con il pubblico, la critica e il sistema professionale dell’arte.
È una vocazione che attraversa oltre un secolo di storia. Dalla Mostra Collettiva, giunta alla 108ª edizione, agli Atelier che nel tempo hanno accolto, tra gli altri, Gino Rossi, Arturo Martini, Felice Casorati ed Emilio Vedova, fino alle generazioni più recenti, la Fondazione ha progressivamente costruito un modello di sostegno capace di rinnovarsi insieme alle esigenze degli artisti. Il calendario di settembre ne restituisce oggi le molteplici declinazioni: selezione, formazione, produzione, confronto, apertura internazionale e accompagnamento delle carriere.
Il primo appuntamento riguarda proprio i Bandi Atelier e Curatore 2026-2027, realizzati per il terzo anno consecutivo in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia – MUVE, hanno ricevuto alla scadenza, lo scorso 11 settembre, circa 150 candidature di artisti e 60 proposte curatoriali. I due bandi rappresentano strumenti centrali della missione della Bevilacqua La Masa e offrono a giovani artisti e professionisti della cultura la possibilità di sviluppare un percorso di ricerca, formazione, produzione e confronto all’interno dell’istituzione. In particolare, il Bando per il Curatore prosegue il percorso avviato nel 2022 dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione per rafforzare il sostegno agli artisti selezionati per gli Atelier, affiancando loro stabilmente una figura curatoriale.
Mentre si prepara la nuova stagione, il programma 2025/2026 entra nella sua fase conclusiva con una serie di appuntamenti che portano il lavoro degli artisti fuori dagli studi e lo mettono direttamente in relazione con il pubblico e con il sistema dell’arte.
Sempre nell’ambito della collaborazione con MUVE, il 21 settembre, è in programma a Ca’ Pesaro, il talk conclusivo del ciclo a cura di Camilla Mozzato, moderato da Luca Zuccala, direttore de Il Giornale dell’Arte, che riunirà Giorgio Andreotta Calò, Ruth Beraha, Chiara Enzo e Giulio Squillacciotti per un confronto aperto al pubblico sulle pratiche artistiche e sui percorsi professionali contemporanei. L’incontro ribadisce uno degli elementi qualificanti dell’esperienza degli Atelier: non soltanto la disponibilità di uno spazio nel quale lavorare, ma la possibilità di entrare in una comunità professionale e di costruire un dialogo continuativo con artisti, curatori e critica.
Pochi giorni dopo, il 23, 24 e 25 settembre, saranno gli stessi artisti degli Atelier 2025/2026 ad accogliere il pubblico nei propri spazi di lavoro. Gli Open Studio offriranno ai visitatori la possibilità di avvicinarsi ai processi della produzione artistica, incontrare direttamente gli autori e conoscere ricerche e opere nel momento stesso del loro sviluppo.
La dimensione internazionale costituisce un altro asse fondamentale del programma.
Dal 14 settembre al 19 ottobre, Palazzo Carminati ospiterà la residenza di cinque settimane di Maciej Jaszczyński e Barbora Dědičová, realizzata nell’ambito del progetto europeo CreArt 3.0 e curata da Erica Villa. La residenza mette a disposizione degli artisti tempo, spazio e condizioni di lavoro per sviluppare nuove ricerche nel contesto veneziano e si concluderà con un momento pubblico di restituzione.
L’azione della Bevilacqua La Masa, tuttavia, non si esaurisce con la conclusione del periodo trascorso negli Atelier. Uno degli aspetti su cui la Fondazione ha investito negli ultimi anni è proprio la possibilità di continuare a seguire gli artisti che ne hanno attraversato gli spazi, creando nuove occasioni di produzione, acquisizione e visibilità anche nelle fasi successive della loro carriera.
Ne è stato un esempio L’una nell’altra a cura di Giovanni Giacomo Paolin, mostra nata come prosecuzione di Time after Time, progetto ideato da Stefano Coletto per incrementare e valorizzare la Collezione della Fondazione attraverso nuove acquisizioni dedicate agli artisti che hanno preso parte allo storico programma degli Atelier. Nell’ambito del PAC 2025 – Piano per l’Arte Contemporanea e di Cantica21, iniziative promosse dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, sono state acquisite 24 opere di ex atelieristi, facendo entrare le loro ricerche nel patrimonio della Fondazione e offrendo al tempo stesso un sostegno concreto alla prosecuzione dei loro percorsi professionali.
La stessa attenzione alla continuità delle carriere torna il 23 settembre con Ogni pittura è paesaggio, ancora a cura di Stefano Coletto, che riunisce tre pittori già protagonisti degli Atelier – Eric Pasino, Chiara Peruch e Jacopo Zambello – riportandone il lavoro negli spazi della Fondazione e offrendo una nuova occasione di confronto con il pubblico. L’inaugurazione si tiene mercoledì 23 settembre alle ore 18.00, presso Sala del Camino, Chiostro SS. Cosma e Damiano – Giudecca, Venezia. L’anteprima stampa con gli artisti e il curatore alle ore 17.00, in concomitanza degli Atelier Aperti a partire dalle ore 14.00.
La pluralità dei linguaggi è, del resto, una delle caratteristiche che da sempre contraddistinguono gli Atelier. Un risultato recente mostra con particolare evidenza la capacità di questo percorso di intercettare ricerche emergenti anche al di fuori delle discipline tradizionalmente associate alle arti visive. È il caso di Mutrion, cortometraggio d’esordio del giovane regista veneziano Marco Cavazzin, protagonista dell’edizione 2025 degli Atelier negli spazi dell’Emeroteca. Il progetto è stato realizzato dal gruppo di produzione ETIMO, anch’esso sostenuto nel 2025 da un contributo economico della Fondazione. Presentato quest’anno al Locarno Film Festival, nel concorso internazionale Pardi di Domani, Mutrion ha ottenuto il Pardino per la migliore regia. Un riconoscimento internazionale che offre una testimonianza concreta della funzione che la Bevilacqua La Masa continua a esercitare: individuare le ricerche emergenti, offrire loro condizioni reali di sviluppo e accompagnarle nel momento delicato in cui iniziano a confrontarsi con il sistema professionale.
Dalla selezione dei nuovi Atelier alle residenze internazionali, dagli Open Studio al confronto con artisti e critica, dalle nuove occasioni espositive all’ingresso delle opere in collezione, il programma di settembre compone così un racconto unitario della Bevilacqua La Masa e della sua missione: non semplicemente esporre la giovane arte, ma contribuire a creare le condizioni perché possa nascere, svilupparsi e trovare il proprio spazio.
È la continuità più fedele con il progetto immaginato da Felicita Bevilacqua La Masa alla fine dell’Ottocento: oltre un secolo dopo, continuare a mettere a disposizione degli artisti tempo, spazi, strumenti, relazioni e fiducia.
PROGRAMMA D’AUTUNNO
12 - 20 settembre 2026 - The Venice Glass Week HUB Under35, in mostra le opere in vetro di 40 giovani artisti nazionali e internazionali a cura di Stefano Coletto e Marta Gradenigo. Nella Galleria BLM di Piazza San Marco. Ore 10.00 – 18.00
14 settembre - 19 ottobre 2026 – Residenza d’Artista nelle foresterie di Palazzo Carminati nell’ambito di CreArt 3.0: gli artisti Maciej Jaszczyński e Barbora Dědičová lavorano ed espongono i lavori in una mostra conclusiva a cura di Erica Villa
21 settembre – COSA SIGNIFICA ABITARE UNA RESIDENZA D’ARTISTA OGGI?
Una tavola rotonda dedicata agli Atelier d’artista. Intervengono Giorgio Andreotta Calò, Ruth Beraha, Chiara Enzo, Giulio Squillacciotti e Luca Zuccala, direttore del Giornale dell’Arte.
Modera Camilla Mozzato, curatrice del programma Atelier 2025-26. A Ca’ Pesaro, ore 18.00
23 - 24 - 25 settembre – Atelier Aperti: apertura finale degli studi degli artisti under 30 assegnatari degli Atelier 2025–2026, alla Giudecca (23/09) a Palazzo Carminati (24/09) e all’Emeroteca di MUVE a Mestre (25/09) Dalle 14.00 alle 21.00
23 settembre - inaugurazione della mostra Ogni pittura è paesaggio a cura di Stefano Coletto, con i lavori di tre pittori passati per gli Atelier BLM: Eric Pasino, Chiara Peruch e Jacopo Zambello, nella Sala del Camino presso il Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca. In mostra fino al 21 novembre 2026
Anteprima stampa con gli artisti e il curatore ore 17.00 e in concomitanza con gli Atelier Aperti alla Giudecca: ore 14.00- 18.00. Inaugurazione e Saluti Istituzionali: ore 18.00
9 ottobre - inaugurazione della mostra DA COSA NASCE COSA, esposizione conclusiva degli Atelier 2025 – 26 a cura di Camilla Mozzato, nelle sedi della BLM: la Galleria di Piazza San Marco e Palazzetto Tito, fino al 22 novembre 2026
Ore 11:00 – Galleria BLM San Marco Anteprima riservata ad artisti, istituzioni e stampa
A seguire, visita della mostra a Palazzo Tito
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