Un ciclo di incontri dedicato alla relazione tra arte e salute
Il 14 ottobre a Casa Cristalfarma si è tenuto il primo appuntamento
ARTE E BENESSERE MENTALE con Michele Gennuso, Luca Santiago Mora e Emanuela Zaietta
a cura di Bruna Roccasalva
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Che cosa accade dentro di noi davanti ad un’opera d’arte? E quale ruolo può avere l’esperienza artistica sulla nostra salute individuale e collettiva? Da queste domande prende avvio L’arte che fa stare meglio, il ciclo di incontri ideato e promosso da Cristalfarma e curato da Bruna Roccasalva, dedicato al rapporto tra arte, salute e qualità della vita.
Il progetto è stato presentato il 14 ottobre a Casa Cristalfarma, con il primo appuntamento, “Arte e benessere mentale”, che ha riunito il neurologo Michele Gennuso, l’arteterapeuta Emanuela Zaietta e l’artista Luca Santiago Mora, fondatore del collettivo Atelier dell’Errore. Tre prospettive diverse – la neurologia, l’arteterapia e la pratica artistica – si sono confrontate mettendo in dialogo ricerca scientifica, pratica terapeutica e processo creativo.
L’arte è da sempre una componente essenziale dell’esperienza umana: ci aiuta a dare forma a ciò che sentiamo, a interpretare il mondo, a entrare in relazione con gli altri e a immaginare nuove possibilità. Un numero crescente di studi in ambito neuroscientifico, psicologico e sociale indaga il rapporto tra esperienza artistica e benessere, evidenziando il potenziale delle arti nel sostenere la salute, l’equilibrio emotivo, la stimolazione cognitiva e le relazioni sociali.
È a partire da questa prospettiva che Cristalfarma promuove L’arte che fa stare meglio, un ciclo di conversazioni sul ruolo che l’esperienza artistica può avere nel migliorare la qualità della nostra vita. Il programma rappresenta l’inizio di un percorso a lungo termine che si arricchirà di altri progetti e iniziative, e nasce all’interno del più ampio impegno dell’azienda nella promozione della cultura e dell’arte come strumenti capaci di contribuire alla salute individuale e collettiva. In continuità con la visione e i valori promossi da Cristalfarma, l’iniziativa rispecchia una concezione del benessere nella quale scienza, natura, cultura e qualità della vita entrano in relazione.
“L’idea nasce da un’esperienza personale, ogni volta che entro in un museo o in una galleria esco con un sorriso sul viso e nel cuore. Da tempo ho iniziato ad indagare i meccanismi che generano queste reazioni dal punto di vista biochimico, psicofisico ed emozionale. Ho pensato che sarebbe stato utile dare una risposta a queste domande attraverso dei talk divulgativi”, dichiara Cristina Del Bono, founder e CEO di Cristalfarma.
Il progetto si inserisce in un ambito oggi al centro di un crescente interesse da parte della ricerca scientifica, delle istituzioni e del mondo culturale.
Il rapporto tra arti, cultura e salute è sostenuto da un corpus sempre più ampio di studi internazionali: nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato una vasta revisione delle evidenze disponibili sul ruolo delle arti nella promozione della salute e del benessere, prendendo in esame oltre 3.000 studi che evidenziano come le arti aiutino a prevenire, a stare meglio e anche ad affrontare la malattia. Quest’anno inoltre, in Italia, il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute hanno firmato un protocollo d’intesa volto a rafforzare il rapporto tra cultura e salute e a promuovere iniziative di sperimentazione sugli effetti delle arti sul benessere psicofisico.
Il ciclo di incontri promosso Cristalfarma si articola in quattro talk che costruiscono un percorso dalla dimensione individuale alla collettività, per allargare poi progressivamente lo sguardo agli spazi che abitiamo e, infine, al rapporto tra arte e vita nelle diverse stagioni dell’esistenza.
“Sappiamo che l’arte può emozionarci, farci riflettere e cambiare il nostro modo di guardare le cose. La ricerca scientifica oggi può aiutarci a comprendere meglio anche ciò che accade dentro di noi quando facciamo esperienza dell’arte. Questa serie di incontri nasce proprio dalla curiosità di esplorare, insieme ad artisti e a figure di rilievo provenienti dal mondo della scienza e della cultura, come l’esperienza artistica possa contribuire al nostro benessere psicofisico, sociale ed esistenziale. Senza cercare nell’arte risposte definitive o attribuirle una funzione che non le appartiene, ma provando a capire meglio perché continuiamo ad averne bisogno e perché è, da sempre, necessaria” afferma la curatrice Bruna Roccasalva.
Il primo incontro, “Arte e benessere mentale”, affronta il rapporto tra esperienza artistica e salute attraverso tre prospettive diverse e complementari: la neurologia, l’arteterapia e la pratica artistica.
Il talk parte da una domanda semplice: cosa succede dentro di noi di fronte ad un’opera d’arte? Attraverso contributi provenienti dall’ambito scientifico, clinico e artistico, l’incontro indaga come l’esperienza dell’arte coinvolga il nostro organismo a livello biochimico, le emozioni e i processi cognitivi, e come il fare artistico possa diventare uno strumento di espressione, relazione e conoscenza di sé.
Il Dr. Michele Gennuso, medico specialista neurologo, si concentra sul rapporto tra esperienza estetica e attività cerebrale, spiegando cosa avviene dal punto di vista neurologico quando entriamo in contatto con un’opera d’arte, sia attraverso la fruizione sia attraverso l’atto creativo. Il suo intervento permette di avvicinarsi ai meccanismi attraverso cui percezione, emozione, memoria e attenzione partecipano all’esperienza estetica e di comprendere come il cervello elabori gli stimoli generati dall’incontro con forme, immagini e processi creativi.
Con la Dr.ssa Emanuela Zaietta, Arteterapeuta, il discorso si sposta dal cervello alla persona, dalla spiegazione scientifica all’esperienza concreta. Attraverso la sua esperienza professionale, Zaietta racconta come il processo creativo possa mettere in relazione il mondo esterno con la dimensione interiore dell’individuo e, all’interno di un percorso di Arteterapia, favorire forme di espressione e di elaborazione che non passano necessariamente attraverso il linguaggio verbale.
L’arteterapia utilizza infatti il processo creativo all’interno di un metodo e di una relazione terapeutica specifici, con l’obiettivo di accompagnare la persona nell’esplorazione della propria sfera emotiva. L’esperienza del fare può diventare così uno strumento di conoscenza di sé, di riconoscimento e di relazione.
Con Luca Santiago Mora, artista e fondatore del collettivo Atelier dell’Errore, la conversazione si sposta infine dalla teoria scientifica e dalla pratica terapeutica all’esperienza concreta di chi l’arte la produce. La storia dell’Atelier dell’Errore, nato all’interno di un contesto legato alla cura e sviluppatosi nel tempo come collettivo artistico autonomo, permette di interrogarsi proprio sulla differenza tra una pratica artistica e una pratica terapeutica, tra l’applicazione di un metodo clinico e il processo creativo inteso come pratica artistica autonoma.
Tre prospettive diverse si incontrano così attorno a una stessa domanda: che cosa può fare l’arte per il benessere mentale?
L’incontro parte da qui senza cercare una risposta univoca, ma provando a comprendere le diverse forme attraverso cui l’esperienza artistica può coinvolgere la mente, le emozioni e le relazioni, e contribuire, in modi differenti, alla qualità della nostra esperienza individuale e collettiva.
Dopo questo primo appuntamento, il ciclo di talk proseguirà con il secondo incontro “Arte e salute sociale” per allargare lo sguardo dalla dimensione individuale a quella collettiva, indagando la capacità dell’arte di creare relazioni, attivare comunità e generare consapevolezza attraverso esperienze di arte pubblica, pratiche partecipative e progetti capaci di coinvolgere persone e territori.
Il terzo appuntamento si concentrerà su “Arte e gli spazi che abitiamo”, esplorando il rapporto tra esperienza artistica e ambiente e le modalità attraverso cui l’arte può trasformare la qualità degli spazi e il modo in cui li percepiamo e li viviamo.
Infine, “L’arte che accompagna la vita” affronterà la relazione tra arte e salute attraverso una prospettiva temporale, chiedendosi quale ruolo l’esperienza artistica possa avere nel corso della vita, dall’infanzia alla maturità, fino alle più recenti riflessioni sul ruolo dell’esperienza culturale nella salute e nella longevità.
Il percorso non intende attribuire all’arte una funzione terapeutica in senso stretto, ma interrogarsi sulle molte forme attraverso cui l’esperienza artistica può contribuire a far stare meglio, individualmente e collettivamente, e sul modo in cui arte, scienza e pratiche di cura possano dialogare senza sovrapporsi.
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