a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy |
La mostra dedicata a un protagonista della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo si inserisce, dopo le esposizioni dedicate a Cesare Tallone e Leonor Fini, in un percorso di valorizzazione degli artisti presenti nelle collezioni permanenti del museo
In mostra anche la ricomposizione di un trittico proveniente dalla Chiesa dell’Annunziata di Serina (Bergamo), che dopo quasi due secoli riunisce i tre pannelli originari |
17 ottobre 2026 - 7 febbraio 2027 |
Abano Terme, 22 settembre 2026. Il Museo Villa Bassi Rathgeb annuncia la mostra Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini, in programma dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy. Promossa e prodotta dal Comune di Abano Terme – Museo Villa Bassi Rathgeb, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno la mostra si inserisce nel ciclo espositivo, avviato dal museo nel 2024, dedicato alla valorizzazione delle proprie collezioni permanenti, attraverso progetti di ricerca e approfondimento.
Dopo le esposizioni Donna musa artista. Ritratti di Cesare Tallone tra Otto e Novecento (2024–2025) e Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento (2025–2026), il nuovo progetto pone al centro la figura di Andrea Previtali (1480 ca. – 1528), tra i protagonisti della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo.
Nato in Valle Imagna, Previtali si trasferì giovanissimo a Venezia, dove entrò nella bottega di Giovanni Bellini, uno dei grandi maestri del Rinascimento veneto. Già nel 1502 si definiva orgogliosamente «Ioanis Bellini dissipulus», come attestato dalla Madonna con Bambino e donatore, oggi conservata presso i Musei Civici di Padova ed esposta in mostra.
La sua produzione – caratterizzata soprattutto da Madonne, Sacre Conversazioni, ritratti e paesaggi di gusto arcadico – rivela, accanto all’influenza di Bellini, quella di artisti come Vittore Carpaccio, Giorgione e Albrecht Dürer. Un intreccio di suggestioni che la mostra ricostruisce seguendo il progressivo definirsi di un linguaggio personale, nato dall’incontro tra la cultura figurativa lombarda delle origini e le diverse esperienze maturate nella Venezia del primo Cinquecento, fino al rientro a Bergamo e al confronto con la maniera moderna di Lorenzo Lotto.
Ospite illustre dell’esposizione sarà inoltre la Santa Giustina di Giovanni Bellini, straordinario prestito del Museo Bagatti Valsecchi di Milano, testimonianza diretta del maestro veneziano. Sebbene più antica rispetto agli anni della formazione di Andrea Previtali, la tavola esemplifica la tipologia di invenzione belliniana da cui discendono analoghe soluzioni dell’allievo. La figura della santa, solenne e monumentale ma al tempo stessa delicata, si staglia contro un cielo attraversato da morbide nubi. La raffinata resa dei colori, della luce e dei preziosi dettagli dell’abito restituisce tutta la sensibilità del giovane Bellini, destinata a influire sugli artisti delle generazioni successive, tra i quali Andrea Previtali.
Cuore della mostra è proprio il rapporto tra l’artista e la pratica della bottega rinascimentale, approfondito attraverso un percorso che mette in dialogo opere di Previtali con quelle di altri pittori attivi tra Venezia, Bergamo e Brescia, tra cui Francesco Bissolo, Girolamo da Santacroce, Palma il Vecchio e Giovanni Busi detto Cariani.
Il progetto nasce in stretta relazione con la collezione Bassi Rathgeb, donata al Comune di Abano Terme tra il 1972 e il 1980, che conserva importanti opere della scuola bresciana e bergamasca, tra cui una tavola di Previtali raffigurante un santo vescovo. Lo studioso e collezionista Roberto Bassi Rathgeb dedicò numerosi studi all’artista, contribuendo in modo significativo alla sua riscoperta critica. Il suo interesse nacque dall’acquisto di un dipinto del maestro bergamasco sul mercato antiquario e si protrasse negli anni attraverso studi, segnalazioni, proposte attributive e approfondimenti condensati tra il 1955 e il 1959. La mostra mette così in luce un rapporto che unisce ricerca storico-artistica e passione collezionistica.
La vicenda di Previtali restituisce anche il profilo di Roberto Bassi Rathgeb come conoscitore, oltre che come collezionista. Lontano da un’attività esclusivamente accademica, Bassi Rathgeb costruì il proprio metodo attraverso l’osservazione diretta delle opere, la ricerca e il confronto con la tradizione storico-artistica. Non si limitò a studiare e segnalare dipinti poco noti, ma intervenne nel dibattito sulle attribuzioni e, in più occasioni, trasformò l’interesse dello studioso in una concreta scelta collezionistica, acquisendo opere che aveva contribuito a riportare all’attenzione della critica.
Evento di eccezionale rilievo sarà proprio il ricongiungimento della tavola in collezione Bassi Rathgeb con i restanti due sportelli di un originale trittico proveniente dalla Chiesa dell’Annunziata di Serina (Bergamo), databile intorno al 1515. Grazie alla collaborazione con la Diocesi di Bergamo, l’esposizione riunirà i tre pannelli, offrendo al pubblico l’occasione rara di rileggere l’opera nella sua integrità. Lo scomparto con il Santo vescovo, oggi parte della collezione Bassi Rathgeb e conservato al Museo Villa Bassi Rathgeb, fu studiato e pubblicato dallo stesso Bassi Rathgeb nel 1955, prima di entrare nella sua raccolta.
Accanto alla produzione sacra, la mostra dedica spazio anche alla ritrattistica rinascimentale, con opere come il Ritratto dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e il Ritratto di famiglia di Palazzo Moroni a Bergamo, ampliando lo sguardo sulle diverse declinazioni della pittura di Previtali.
Il percorso espositivo sarà arricchito da un focus dedicato alle tecniche artistiche delle botteghe rinascimentali, con materiali fisici e digitali pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta dei processi di realizzazione delle opere.
La mostra conta su di un comitato scientifico composto, oltre che dai curatori, da Elisabetta Gastaldi (Musei Civici di Padova), Marta Mazza (Soprintendenza ABAP Padova, Treviso e Belluno), Antonio Carlo Mazzotta (Università degli Studi di Milano), Paolo Plebani (Accademia Carrara di Bergamo), Alessia Vedova (Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo).
L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo scientifico, edito da Sagep Editori, che raccoglie i risultati degli studi condotti per l’occasione, con saggi e schede a cura di studiosi, curatori e specialisti di arte rinascimentale. Il volume intende offrire un’occasione di approfondimento su alcuni momenti significativi della produzione più antica di Andrea Previtali, a partire dalle opere presenti nel territorio padovano.
La mostra è realizzata con il patrocinio della Regione del Veneto e dell’Università degli Studi di Padova e con il sostegno di Lions Club Abano Terme Gaspara Stampa, Rotary Club Abano Montegrotto Terme Euganee e A.F. Energia Srl. |

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