mercoledì 17 giugno 2026

Legge UE sulle TEA: la ricerca italiana plaude all’Europarlamento

 Via libera alle TEA: il voto storico del Parlamento Europeo sulle Tecniche di Evoluzione Assistita è una svolta per la ricerca e l’agricoltura sostenibile

Il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università Statale di Milano, tra i protagonisti nazionali della ricerca sulle TEA, accoglie il nuovo quadro europeo come un passaggio storico per l’innovazione, la sostenibilità e la competitività delle filiere agroalimentari.

Milano, 17 giugno 2026 –Il Parlamento europeo ha dato oggi il via libera definitivo al nuovo regolamento sulle nuove tecniche genomiche, note a livello europeo come New Genomic Techniques (NGT) e in Italia come Tecniche di Evoluzione Assistita, o TEA. Si tratta di un passaggio storico per la ricerca scientifica europea e per il futuro dell’agricoltura, che apre una nuova fase per il miglioramento genetico vegetale e per il trasferimento dell’innovazione dal laboratorio alle filiere produttive.

Il provvedimento introduce un quadro normativo aggiornato per le piante ottenute tramite nuove tecniche genomiche, distinguendo tra interventi genetici mirati e assimilabili a quelli ottenibili con il miglioramento genetico convenzionale e modificazioni più complesse, che resteranno soggette alle norme europee già previste per gli OGM.

Per il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università (DiSAA) dell’Università degli Studi di Milano, da anni impegnato nello sviluppo e nella sperimentazione delle TEA, il voto di Strasburgo rappresenta un riconoscimento del ruolo della ricerca pubblica nel costruire soluzioni concrete per l’agricoltura italiana ed europea.

"Oggi il Parlamento Europeo ha scritto una pagina storica della ricerca scientifica nel suo rapporto con la politica e l'opinione pubblica – ha dichiarato il prof. Riccardo Guidetti, direttore del DiSAA –. La nuova normativa sulle TEA riconosce il valore di un percorso di ricerca avanzata dove l’Italia e i ricercatori del nostro Dipartimento sono stati pionieri.

Il DiSAA è infatti tra i protagonisti nazionali di questo percorso: nel 2024 la Statale di Milano ha avviato la prima sperimentazione italiana in campo di riso ottenuto con Tecniche di Evoluzione Assistita, con l’obiettivo di sviluppare piante più resistenti al brusone, una delle principali malattie fungine della coltura. Una ricerca nata nei laboratori universitari e portata in campo grazie al lavoro della professoressa di botanica generale Vittoria Brambilla (DiSAA), del professor Fabio Fornara (Dipartimento di Bioscienze, UNIMI) e dei loro gruppi di ricerca.

“Dopo anni di lavoro faticoso contro la burocrazia e una immagine distorta che le TEA hanno sofferto presso una parte dell'opinione pubblica, da oggi in poi potremo andare avanti con decisione e velocità nello sviluppare una tecnica destinata a incidere positivamente sul futuro del pianeta", prosegue Guidetti.

“Da Strasburgo arriva un regolamento giusto, fondato su evidenze scientifiche. È una giornata memorabile per le Tecniche di Evoluzione Assistita e per la ricerca scientifica, che finalmente potrà uscire dai laboratori e contribuire in modo concreto alle filiere produttive”, commenta la docente Vittoria Brambilla.

“Il passaggio di oggi archivia un approccio restrittivo, nato in un contesto scientifico e tecnologico ormai superato, nei confronti del miglioramento genetico vegetale. Significa consentire anche alla ricerca pubblica di sostenere con maggiore efficacia l’agricoltura italiana e di cercare soluzioni alle difficoltà che colpiscono le nostre produzioni: malattie, stress idrico, cambiamenti climatici e necessità di ridurre l’uso di input chimici.

Negli ultimi anni i ricercatori italiani hanno continuato a lavorare, spesso con risorse limitate e dentro un quadro normativo incerto, sviluppando e sperimentando nuove soluzioni genetiche per l’agricoltura. Con questo voto si apre finalmente la strada a un lavoro sull’intera filiera: dal laboratorio al campo, fino al trasferimento dell’innovazione alle imprese agricole. È un grande vantaggio per il nostro Paese, che ha avuto un ruolo determinante nel portare il voto europeo verso un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela ambientale, in linea con le evidenze della ricerca e con le esigenze espresse dagli imprenditori agricoli italiani”, conclude Brambilla.

Le Tecniche di Evoluzione Assistita sono strumenti avanzati di miglioramento genetico che permettono di intervenire in modo preciso e mirato sul DNA delle piante, accelerando processi che potrebbero avvenire anche spontaneamente o attraverso il miglioramento genetico tradizionale. A differenza della transgenesi classica, queste tecniche non implicano l’inserimento di materiale genetico esterno, ma consentono di ottenere varietà vegetali con caratteristiche utili per affrontare le sfide dell’agricoltura contemporanea: resistenza a patogeni, maggiore tolleranza agli stress climatici, efficienza nell’uso delle risorse e riduzione dell’impatto ambientale.

Il nuovo quadro europeo rappresenta quindi un passaggio decisivo per valorizzare il contributo della ricerca scientifica pubblica e per mettere a disposizione del settore agricolo strumenti innovativi, sicuri e basati sulla conoscenza. In un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e dalla necessità di garantire produzioni sostenibili e competitive, le TEA possono diventare una leva strategica per rafforzare la sicurezza alimentare, la resilienza delle colture e la sostenibilità delle filiere.

Il DiSAA continuerà a lavorare affinché queste tecnologie siano sviluppate e applicate con rigore scientifico, trasparenza e responsabilità, promuovendo il dialogo tra ricerca, istituzioni, imprese agricole e cittadini.


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