venerdì 12 giugno 2026

UN MUSEO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE. LA DELEGAZIONE DAL BELGIO, LA MOSTRA DI EDIMBURGO. E UNA NOTA STORICA DI UN MAPPAMONDO DI FEDE CICLISTICA

 


Il Museo del Ghisallo fra partnership che pedalano e la collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura di Edimburgo per “ Italian Icons “

Collaborazioni che pedalano - Una delegazione dal Belgio dell’Onze-Lieve-Vrouw van de fietsers di Klein-Sinaai/Stekene arriverà al Ghisallo in bici sabato 13 giugno 2026. Si tratta di una delle numerose testimonianze europee che legano Santuario e il Museo nel mondo che pedala e ha memoria. I gemellaggi e le collaborazioni del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, sorto 20 anni fa accanto al Santuario della protettrice dei ciclisti, sono un pellegrinaggio attivo che collega altri luoghi europei dedicati alla Madonna dei Ciclisti e si inseriscono in una storia di relazioni nata molto prima dell’istituzione museale e già documentata nel 1961.

 

Parliamo dei Santuari di La Bastide d’Armagnac, in Francia, di Leintz-Gatzaga, in Spagna, e la Grotta della Madonna dei Ciclisti di Klein-Sinaai, a Stekene e altri, tutti luoghi sacri uniti al Ghisallo, al suo Santuario, al suo Museo.  Si tratta proprio di una fede ciclistica internazionale. Negli anni si sono sviluppati scambi di cimeli con il museo Koers di Roeselare, in Belgio, nell’ambito di una collaborazione stabile. Ma non è l’unica collaborazione attiva. I prestiti internazionali documentati nello storico inventariale del Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo tracciano un mappamondo virtuale e concreto nello stesso tempo che si traduce in una presenza e rispetto dell’esposizione del Ghisallo, europea e internazionale, costruita anno dopo anno, attraverso mostre, collaborazioni culturali ed esposizioni dedicate alla storia della bicicletta e del ciclismo.


Oltre ai musei europei come il già citato Koers Museum di Roeselare ci sono anche il Musée du Vélo di Chippis, il Budapest History Museum, l’Onze-Lieve-Vrouw van de fietsers di Klein-Sinaai/Stekene, il Notre-Dame des Cyclistes di Labastide-d’Armagnac, il Santuario de Nuestra Señora de Dorleta di Leintz-Gatzaga e oltre ad alcuni collezionisti internazionali che collaborano ormai da anni agli eventi del Museo, fra i più attivi il francese Bruno Astruc e lo svizzero Marc-André Elsig.

 

Era il 1961 - Una nota storica riportata da Giulio Mauri nel volume “Il Ghisallo, il Santuario e la sua... storia”, pubblicato nel 1989, documenta questa rete storica circostanziando una speciale «Gita ai santuari Europei di ciclisti francesi e spagnoli», un’iniziativa francese volta ad allacciare idealmente tre Santuari dedicati alla Madonnina dei Ciclisti: il Ghisallo, Notre Dame de Géou a Labastide-d’Armagnac e Nuestra Señora de Dorleta in Spagna. Secondo il testo, nel maggio 1961 una comitiva di una decina di ciclisti, in maglia gialla e guidati dal parroco di Créon don Giuseppe Massie, giunse in bicicletta a Bellagio, dopo aver visitato il Ghisallo, dove fu accolta dal parroco don Ermelindo Viganò. Il viaggio, lungo oltre 3000 chilometri e accompagnato dal «Flambeau de l’Amitié», una fiaccola collocata sul manubrio della bicicletta del capo spedizione, intendeva portare attraverso tre Paesi un messaggio di amicizia sotto il segno della Madonnina dei Ciclisti.

  

Un Museo sempre più mondiale - Dal 2012 al 2026 il museo ha collaborato, attraverso prestiti e condivisioni di cimeli, materiali storici e contenuti dell’archivio digitale, in diversi contesti internazionali. Di recente, prima del Giro 109, 2026, con il proprio archivio digitale, in occasione della partenza del Giro dalla Bulgaria, il Museo ha fornito una ricerca iconografica e contribuito ad una mostra digitale promossa dal MEI Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana con sede a Genova. La mostra itinerante del MEI - Museo Nazionale Emigrazione Italiana dedicata al ciclismo e all'emigrazione, "Galleria dell'exSport", è stata inaugurata a Sofia (Bulgaria) presso la Galleria Nazionale Kvadrat 500 per celebrare il Giro.

 

A Edimburgo con “Italian Icons” - Quest’anno la collaborazione più importante si realizza con l’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo, attraverso una vera e propria mostra intitolata “Italian Icons”. A Edimburgo sfilano i grandi brand italiani della bicicletta grazie al supporto di BBike, Bianchi, Cinelli, Colnago, De Rosa, Montana VKT, Olmo, attraverso 12 mezzi iconici di cui 6 biciclette della Collezione del Museo del Ghisallo.

 

Un po’ di storia in giro -  Le collaborazioni all’estero iniziano nel  2012: si parte in Danimarca, al Danmark Industrimuseet, per “The Story of the Giro d’Italia” in occasione della partenza del Giro dalla Danimarca; nel 2013, a Dubai, per l’esposizione “Cycling Legend”; nel 2016 a Londra, in occasione dell’evento di presentazione della 100ª edizione del Giro. Nel 2019 il Museo ha prestato a Eurobike di Friedrichshafen, in Germania (la più grande mostra esposizione mondiale dedicata al ciclismo) la bicicletta da pista appartenuta a Francesco Moser, utilizzata a Città del Messico nel 1984 per il record dell’ora di 51,151 chilometri.  

 

In occasione dell’Expo di Dubai, sono state concesse alcune iconiche maglie rosa che coprirono le spalle di Fiorenzo Magni (1955), Eddy Merckx (1968), Francesco Moser (1984). Al Museo Storico di Budapest è stata realizzata una grande esposizione di materiali prestati dal Museo del Ghisallo in occasione della Grande Partenza del Giro d’Italia dall’Ungheria. La mostra era stata programmata per il 2020, ma a causa della pandemia da Covid-19 è stata rinviata e realizzata nel 2022.


Quello stesso anno, il 2022, il Museo di Oudenaarde, in occasione della mostra legata al Giro delle Fiandre del 1º aprile, ha ricevuto dal Museo del Ghisallo numerosi pezzi da novanta legati soprattutto al ricordo del campione Fiorenzo Magni, il leone delle Fiandre.

Nel 2025, a Ginevra, per Breitling - Watches & Wonders, è stata prestata la bicicletta Legnano appartenuta a Gino Bartali al Tour de France 1948 e nello stesso anno, al Koers Museum per «Cycling from all over the world», è stata concessa la maglia del Tour du Rwanda. È una storia questa del Museo del Ghisallo che viaggia nel mondo. E non è mai finita.

Press info Contatti luciana.rota@me.com 3921968174



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