La denominazione veneta vive una forte ascesa internazionale, sostenuta dal ritorno dei consumatori verso vini bianchi freschi e di carattere. La cantina di Mezzane di Sotto (VR) risponde con una scelta di campo netta: dalla Garganega biologica in purezza al Recioto da meditazione, tre interpretazioni che raccontano l'anima intera del Soave. |
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Le tre etichette di Soave della cantina Ilatium Morini |
Mezzane di Sotto (VR), 17 giugno 2026 – C'è un dato che racconta meglio di ogni altro il cambiamento in atto nei calici di tutto il mondo: nell'ultimo decennio l'incidenza dei vini bianchi sulla produzione nazionale italiana è salita dal 47% al 60% del totale, mentre i rossi sono scesi dal 51% al 37% (BusinessOnLine). Un riequilibrio strutturale, non passeggero, confermato dai numeri più recenti. Il Soave: il bianco veronese protagonista I tre volti della Garganega secondo Ilatium Morini Il Soave DOC Biologico (Garganega in purezza) è la versione più immediata e cristallina: paglierino tenue, naso fresco di fiori e frutta a polpa bianca con sentori mentolati di erbe aromatiche e una progressione pulita al palato che si chiude su un finale di mandorla amara, il segno riconoscibile della Garganega. Si accompagna con eleganza a piatti come branzino al cartoccio, risotto ai gamberi e piselli o ravioli di ricotta e spinaci. Il Soave DOC "Le Calle" (Garganega in purezza) rappresenta invece la dimensione più strutturata e longeva della denominazione: nasce da vigneti trentennali allevati a pergola su suoli calcareo-argillosi tra Mezzane di Sotto e la Val d'Illasi, sopra i 100 metri di altitudine. Dopo un appassimento di 30-40 giorni e una macerazione in pressa, fermenta in acciaio a temperatura controllata. Giallo paglierino intenso e luminoso, sprigiona profumi di pesca gialla, mela cotogna e bergamotto con ricordi di frutta esotica. Al palato è morbido, intenso e avvolgente, con un'acidità calibrata nel finale e ottime capacità di evoluzione in bottiglia. Ideale su ravioli di magro al burro e salvia, risotto ai frutti di mare, lasagnette agli asparagi o coniglio al forno. A chiudere il trittico il Recioto di Soave DOCG "Sette Dame" (Garganega in purezza). Frutto di un appassimento di 90-120 giorni e di 36 mesi di affinamento in botti di rovere francese da 500 litri, si presenta di un giallo dorato brillante, con sentori di datteri, frutta esotica matura e miele. Dolce e morbido al palato, regala una persistenza lunga e un finale di caramello. Un autentico vino da meditazione, che dà il meglio di sé con dolci come tortino di mele e torta sbrisolona, o in abbinamento a formaggi stagionati con confetture. Lo sguardo verso i bianchi è una scelta di campo che la cantina ha portato con coerenza anche all'ultima edizione di Vinitaly 2026: Ilatium Morini ha messo i bianchi al centro della propria proposta. Non una risposta alle mode, ma l'esito naturale di oltre sessant'anni di lavoro sul territorio. "Ilatium tra le Vigne" 2026: il Soave si racconta tra i filari |
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Ilatium Morini: la cantina |


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