venerdì 19 giugno 2026

SANDRO BOTTEGA, ‘LA BOLLA DEL VINO NON RIGUARDA IL PROSECCO’

 


Lo scorso 15 giugno La Stampa ha pubblicato un articolo, titolato "La bolla del vino", che traccia un panorama allarmistico sulla tenuta del settore in Piemonte. A questo proposito interviene Sandro Bottega, Ad di Bottega Spa: "Pur non avendo vigneti, né alcuna produzione in Piemonte ritengo che il grido di allarme non sia giustificato e soprattutto non si possa estendere al vino italiano. Dai dati dell'Osservatorio Economico Nomisma Federvini, relativi al 1 trimestre 2026, risulta infatti che le vendite in Gdo, rispetto allo stesso periodo 2025, sono in crescita a valore del +7,2% per gli spumanti e del +0,8% per i vini fermi e frizzanti. Sempre nello stesso canale i vini Dop (ovvero Doc e Docg) registrano un +1,7%, mentre sono in calo i vini di primo prezzo (Igp -1,4%; generici -2,8%)."

Bottega entra nel dettaglio: "Negli ultimi due anni (2024-2026), le quotazioni del Prosecco hanno mostrato una tenuta e una crescita a valore, pur fronteggiando nel 2025/2026 una lieve contrazione dei volumi produttivi. I prezzi sono rimasti solidi, con le uve e lo sfuso che risentono delle dinamiche climatiche e delle fluttuazioni di mercato. Per quanto riguarda il Prosecco Doc, che genera i volumi maggiori, il valore del vino sfuso rilevato da ISMEA è di 190 €/hl, sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente."
 
Bottega aggiunge "Nell'area delle colline patrimonio Unesco del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG il valore dei terreni coltivati è tra i più alti in Italia e in Europa, stimato attualmente tra 350.000 e 650.000 euro all'ettaro (con punte che superano 1 milione di euro in aree storiche e fino a 2 milioni per il Cartizze). Negli ultimi due anni, le quotazioni si sono mantenute su questi livelli di eccellenza, con una leggera crescita del valore rispetto al periodo pre-2023."
 
Bottega conclude: "Per la nostra azienda, i consumi continuano ad aumentare, e non riguardano il solo Prosecco, ma anche l'Amarone, il Brunello di Montalcino, all'insegna di un eccellente rapporto qualità prezzo. I nostri listini si mantengono costanti negli anni, senza grandi oscillazioni verso l'alto e verso il basso che, come tali, destabilizzano il consumatore. Proponiamo vini di qualità, caratterizzati da un prezzo abbordabile tanto per la classe media italiana quanto per quella di tutto il mondo. Per questo motivo, malgrado i dazi, le guerre e le incertezze economiche di questi anni, sono ottimista sul futuro del mondo del vino."

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