Luce e suono
a cura di Antonio Grulli
Domenica 21 giugno, dalle ore 18:30
GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Torino Arena Paolini e Spazio del Contemporaneo (piano –1)
Partecipazione gratuita
Programma: https://www.lucidartistatorino.org/ |
PROGRAMMA DELLA SERATA
Ore 18.30 — Arena Paolini ANTONIO GRULLI, Introduzione e saluti
Ore 19.00 — Spazio del Contemporaneo, piano –1 LUCIANO CHESSA Trasmissioni Plastiche
Ore 20.00 — Arena Paolini NINA BAIETTA Oscillo con Paola Micheletti, Liliana Sommariva, Denise Tosato
Ore 21.00 — Arena Paolini ENRICO MALATESTA Circolo del sorgere e del dissolversi
Accademia della Luce, il Public Program di Luci d’Artista, progetto della Città di Torino in gestione a Fondazione Torino Musei, giunge quest'anno alla terza edizione del Summer Solstice. Si terrà come sempre in coincidenza con il solstizio estivo, domenica 21 giugno dalle ore 18.30 alla GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
Il tema dell'edizione 2025/2026 è "Luce e suono” e sarà una grande serata di musica, ricerca sonora e sperimentazione vocale. Tre artisti e performer — Nina Baietta, Luciano Chessa, ed Enrico Malatesta — sono stati invitati a concepire lavori che esplorano le affinità fisiche, percettive e intellettuali tra luce e suono: fenomeni inafferrabili, capaci di attraversare i corpi e trasformare gli spazi. Le performance si svolgeranno nell'Arena Paolini e Spazio del Contemporaneo, al piano –1.
L’evento vedrà la presenza di un angolo bar e food truck organizzato e gestito da Bar Baglio, la nuova caffetteria della GAM.
Le mostre e la collezione resteranno chiuse al pubblico per tutta la durata dell'evento.
Trasmissioni Plastiche LUCIANO CHESSA Spazio del Contemporaneo, piano –1
Il lavoro deriva da un’esperienza sviluppata durante recenti residenze di Luciano Chessa presso la Lou Harrison House di Joshua Tree, in California, e la Direction des Affaires Culturelles del Principato di Monaco. Attraverso corde elastiche che attivano dispositivi sonori collocati a distanze inconsuete, questa scultura diffonde meccanicamente il suono in contrappunto con una corda eccitata da un motore elettrico che danza investita da un fascio di luce, rivelando nodi e antinodi d’onda. La proiezione congiunta di luce e suono svela la natura scultoreo-plastica di questi corpi vibranti, simultaneamente relativizzando le nozioni di prossimità e lontananza.
Oscillo NINA BAIETTA con Paola Micheletti, Liliana Sommariva, Denise Tosato Arena Paolini
Uno tra gli innumerevoli aspetti che si potrebbero evidenziare a proposito del binomio luce-voce è l’ineffabilità. Sono entrambe materia inafferrabile, che non trova forma negli oggetti ma che può passarci attraverso. Entrambe producono meraviglia o terrore. Entrambe sono simbolo di presenza divina. Oscillo è un lavoro per quattro voci e quattro speaker basato su una drammaturgia dell’assenza in cui lo spettatore viene guidato da una dimensione acustica e corporea ad una dimensione amplificata e invisibile. La performance esplicita il passaggio di stato insito nella pratica stessa, reso manifesto dalla dissoluzione del corpo in un altro spazio-tempo e dalla massima esasperazione della voce in una dimensione particellare, ingigantita all’interno degli speaker. L’utilizzo della quadrifonia conduce performer e spettatore verso un altrove condiviso in uno spazio di risonanza totalizzante in cui il corpo, scomparendo, si fa ovunque.
Circolo del sorgere e del dissolversi ENRICO MALATESTA Arena Paolini
Il progetto di Enrico Malatesta propone una rilettura artistica del potenziale sonico delle campane tibetane. La performance prende forma nella risonanza, intesa come condizione percettiva attiva. Una risonanza che sovrasta la visione e innesta screpolature nella relazione tra ascolto e spazio. Il corpo diventa superficie sensibile, attraversata da pressioni, correnti e vibrazioni situate. Come accade nel vento o nella pioggia, l’ambiente si rende udibile secondo una dinamica transitoria: sorge e si disperde, per poi sorgere ancora, altrove. I suoni si depositano su questo tappeto brillante e lo maculano, offrendo orientamento, contatto, una restituzione della propria presenza nello spazio performativo. In questa soglia percettiva, l’ascolto assume una qualità meditativa non per astrazione, ma per un abbandono alla materialità sonica di accadimenti non concilianti e instabili. Gli oggetti sonori - oltre alle campane, altoparlanti, pietre, walkman, tessuti - vengono presentati come agenti capaci di modificare concretamente l’ambiente acustico: la loro risonanza diventa un campo di relazione in cui emergono tensioni, attriti e densità materiche, tanto armoniche quanto dissonanti.
Si ringrazia Dario Bruna per il generoso prestito del tamburo utilizzato nella performance.
ACCENSIONE STRAORDINARIA DELLE LUCI D'ARTISTA DAL 21 AL 24 GIUGNO
Nelle sere dal 21 al 24 giugno con orario 22:00 – 01:00, in occasione dei festeggiamenti per San Giovanni Battista, creando un ideale collegamento tra il Summer Solstice e la tradizione torinese legata al fuoco, alla luce e al solstizio d’estate saranno accese alcune luci permanenti e temporanee: VR Man di Andreas Angelidakis in Piazza Bodoni; Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria in Piazza Carlina; L’energia che unisce si espande nel blu di Marco Gastini in Galleria Umberto I; Illuminated Benches di Jeppe Hein in Piazza Risorgimento; Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn sul Monte dei Cappuccini; Cultura=Capitale di Alfredo Jaar al Museo della Resistenza; Doppio Passaggio di Joseph Kosuth sul Ponte Vittorio Emanuele I; io, sono nato qui. di Renato Leotta all’Ospedale Sant’Anna (corso Spezia); Il volo dei numeri di Mario Merz sulla Mole Antonelliana; Concerto di parole di Mario Molinari presso Piazzale Polonia; Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto all’Antica Tettoia dell’orologio in piazza della Repubblica; Luce Fontana Ruota di Gilberto Zorio in Corso Unità d’Italia presso il Laghetto di Italia 61.
BIOGRAFIE
Nina Baietta (Padova, 1997) è una ricercatrice vocale con base a Venezia. Si forma come cantante al conservatorio Francesco Venezze di Rovigo e al Benedetto Marcello di Venezia. Durante gli anni di formazione segue diverse masterclass di improvvisazione e musica contemporanea presso Tempo Reale a Firenze, Accademia Chigiana a Siena, Fondazione Giorgio Cini a Venezia. Alcuni dei suoi lavori sono stati presentati a Peggy Guggenheim Collection (Venezia), Trinity College (Londra), L’Abri (Ginevra). La sua pratica artistica è orientata allo studio della voce nella sua dimensione fenomenologica, attraverso l’esplorazione somatica di tecniche vocali transculturali e l’attività laboratoriale come dispositivo di ricerca orizzontale. Che rapporto c’è tra voce e linguaggio? Esiste una comunicazione umana puramente vocalico-gestuale? E in che rapporto si inserisce con la voce cantata e la musica vocale/corale? Questi gli input che muovono la ricerca e da cui scaturiscono opere in forme diverse come performance in solo, opere workshop-based, attività curatoriali sul territorio, spettacoli corali, installazioni. Attualmente è artista in residenza presso Istituzione e Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia.
Luciano Chessa (Sassari, 1971) è un artista audiovisivo e performativo, compositore e storico dell’arte attivo tra Europa e Stati Uniti. La sua pratica attraversa installazione, opera, scultura, performance e ricerca sonora, esplorando le relazioni tra immagine, suono, storia e spazio. Tra le sue opere più significative figurano A Heavenly Act, commissionata dal San Francisco Museum of Modern Art, Piombo per Frances-Marie Uitti e Cena oltranzista nel castellotto al lago, prodotta da TRANSART e MUSEION. Ha collaborato con artisti quali Mike Kelley, Ugo Rondinone, Tarik Kiswanson, Chris Newman e Jacopo Benassi, ed esposto in istituzioni come SFMOMA, Cleveland Museum of Art, Berkeley Art Museum, MONA Tasmania e MART di Rovereto. Nel 2023–24 è stato artista in residenza presso la Direzione degli Affari Culturali del Principato di Monaco, dove ha realizzato le opere Monaco Mobile e Monaco Veloce. Parallelamente alla sua attività artistica, è riconosciuto a livello internazionale per i suoi studi sul Futurismo e Luigi Russolo, ai quali ha dedicato il volume Luigi Russolo Futurist. Noise, Visual Arts, and the Occult (2012). La sua Orchestra of Futurist Noise Intoners (OFNI) è stata definita dal New York Times uno dei migliori eventi artistici del 2009 ed è stata presentata in prestigiose sedi internazionali. Nel 2018 ha curato l’edizione della Sinfonia n. 2 di Julius Eastman, dirigendone la prima mondiale al Lincoln Center di New York; la sua edizione è stata successivamente eseguita dalla New York Philharmonic, dalla Cleveland Orchestra e dalla London Symphony Orchestra.
Enrico Malatesta (Cesena, 1985) è un artista attivo in ambiti sperimentali posti tra musica, performance e indagine territoriale; la sua pratica esplora la relazione tra suono, spazio e movimento e la vitalità dei materiali, con particolare attenzione alle superfici, alle modalità di ascolto e alla definizione di un approccio ecologico agli atti percussivi. Presenta il proprio lavoro in Italia, Europa, Canada, USA, Brasile, Messico, Russia, Giappone e Corea del Sud, partecipando a importanti festival di musica contemporanea e arti performative in collaborazione con prestigiose istituzioni tra cui: Blank Forms a New York, Gulbenkian Foundation a Lisbona, Bourse de Commerce a Parigi, Biennale di Venezia a Venezia, Onassis Stegi ad Atene, New Munch Museet a Oslo, Pirelli HangarBicocca a Milano, Museion a Bolzano, MAM-Rio a Rio de Janeiro. Attivo anche come docente/esperto invitato collabora da anni con istituzioni quali IUAV - Università di Venezia, ISIA Pescara, Accademia di Belle Arti di Bologna e Urbino, IAAD - Bologna, Fabrica, Facoltà di Architettura di Cesena, Triennale Milano. Shape+ Artist 2025 e vincitore del premio Italian Council 2025.
Luci d'Artista è un vero e proprio Museo di Luce, con la sua collezione a cielo aperto di installazioni luminose che trascende i classici confini invernali e natalizi per vivere tutto l'anno. L'evento estivo si compone di concetti diametralmente opposti rispetto alla dimensione notturna invernale: si tratta di interventi legati a una dimensione propria di quel momento liminale e inafferrabile in cui la luce inizia a fare posto al buio, il più possibile effimeri e immateriali come possono essere le performance.
Il Public Program è una delle attività fondamentali di Luci d’Artista. Nato nel 2018 come programma educativo di eventi volto alla cittadinanza torinese con lo scopo di rafforzare l’inclusività e allargare la platea dei fruitori, dalla scorsa edizione ha preso il titolo di Accademia della Luce, e anche per quest’anno si è deciso di impostare tutte le attività intorno a una precisa visione curatoriale e a un tema specifico: per la 28ª edizione il tema individuato è stato “Luce e suono”.
Accademia della Luce è sviluppato insieme ai Dipartimenti Educazione delle principali istituzioni per l’arte contemporanea della città ovvero: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale, PAV Parco Arte Vivente e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile. Grazie ai loro Dipartimenti Educazione vengono promossi approfondimenti, occasioni di dibattito e azioni con le scuole del territorio cittadino, con le famiglie e con tutti gli abitanti delle circoscrizioni periferiche, proponendo progetti che hanno preso avvio con l’accensione delle Luci e sono proseguite nei mesi successivi.
Luci d’Artista è progetto e patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT. Partner: Regione Piemonte, Fondazione Arte CRT, OGR Torino, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, Nitto ATP Finals, Lithuanian Culture Institute e NeonLauro. Main sponsor: Gruppo Iren.
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