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Quattro giorni di spettacoli animeranno il quartiere Niguarda dall’1 al 4 luglio 2026 con il progetto “Niguarda – Che spettacolo!”, ideato e promosso dall’Associazione culturale Atelier Teatro, da vent’anni impegnata nella diffusione della cultura teatrale a Milano, nell’ambito del PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.
Dal luglio 2025, il progetto ha portato nel quartiere spettacoli teatrali, concerti all’aperto e laboratori nelle scuole, coinvolgendo cittadini di tutte le età in piazze e giardini di Niguarda. Con il contributo del Comune di Milano, l’iniziativa ha creato occasioni di incontro, partecipazione e valorizzazione della memoria del quartiere, attraverso un percorso di narrazione collettiva costruito insieme ad abitanti, associazioni, commercianti e realtà del territorio. Il progetto si è articolato in diverse fasi: dalla raccolta di testimonianze e materiali storici, agli spettacoli gratuiti nei luoghi di aggregazione, fino ai laboratori teatrali e agli interventi nelle scuole, dove il teatro è stato utilizzato come strumento di inclusione, espressione e condivisione. |
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Dall’1 al 4 luglio 2026 il programma si sviluppa in quattro appuntamenti che attraversano diversi linguaggi artistici e coinvolgono varie aree del quartiere, rafforzando il percorso già avviato e ampliandone la dimensione pubblica e partecipata.
Il calendario prende avvio mercoledì 1° luglio alle ore 18:30 in Piazza Belloveso con il concerto jazz New Orleans Experience, che vede protagonisti Toni Boselli alla batteria, Fiorenzo Gualandris al basso tuba, Mario Mariotti alla tromba ed Emiliano Turazzi al clarinetto. Un viaggio nelle sonorità della tradizione jazzistica afroamericana, tra improvvisazione e atmosfere coinvolgenti. |
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Giovedì 2 luglio alle ore 18:00, presso i Giardini di Via Maestri del Lavoro / Via Cecchi, andrà in scena lo spettacolo di Atelier Teatro “Leonardo: da Vinci a Milano”, dedicato alla figura del genio rinascimentale e al suo rapporto con la città tra invenzione, arte e scienza. La vita milanese di Leonardo si intreccia con sogni, invenzioni e intrighi di potere alla corte degli Sforza, tra ritratti di dame, affreschi sacri, macchine volanti e coreografie nuziali, sullo sfondo della guerra tra il Ducato di Milano e il Regno di Francia.
Venerdì 3 luglio alle ore 18:00, in Via Ornato 110, la compagnia Atelier Teatro presenta “Rosmunda e Al Boino”, una rilettura ironica e scanzonata della celebre vicenda di Rosmunda e Alboino. Ambientata nell’osteria della “Rosa tatuata”, la storia si svolge in una versione alternativa e grottesca degli anni ’50, in cui due clan rivali si contendono il territorio tra potere, denaro e seduzione, in un racconto avventuroso e adatto a un pubblico di tutte le età.
A conclusione della rassegna, sabato 4 luglio alle ore 18:00 in Piazza Belloveso andrà in scena “Tra la perduta gente”, una rivisitazione da Dante Alighieri che affronta temi universali attraverso un linguaggio scenico evocativo e partecipato. Con ironia e leggerezza, lo spettacolo porta in scena personaggi e figure della Commedia, da Virgilio a Francesca, dai diavoli all’intrepido Ulisse, valorizzando la forza delle parole dantesche in una forma accessibile a pubblici di tutte le età.
Il progetto si concluderà con una grande festa finale nel cuore di Niguarda, in una data che verrà comunicata a breve, con spettacoli di musica, poesia, danza, teatro e percussioni. |
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Eccellenza europea riconosciuta come Denominazione di Origine Protetta dal 1996 e tutelata dal Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina, la Fontina DOP Alpeggio entra nel cuore della stagione: una produzione di nicchia che vale circa 70mila forme l’anno e racconta, tra transumanza e adattamento climatico, l’economia viva della montagna
Aosta, 30 giugno 2026 – All’alba, lungo i sentieri che salgono dal fondovalle, le mandrie si mettono in cammino. È la monticazione: le mucche risalgono la montagna seguendo un ritmo antico che, ancora oggi, scandisce una parte concreta dell’economia valdostana. In gioco non c’è solo una tradizione, ma una filiera produttiva che ogni anno porta alla realizzazione di circa 400mila forme di Fontina DOP, di cui quasi 70mila prodotte esclusivamente in alpeggio.
È qui, tra i 2.000 e i 2.700 metri di quota, che nasce la Fontina DOP Alpeggio, la sua espressione più rara e identitaria, appena il 15% della produzione totale. Una produzione di nicchia, affidata a circa 125 alpeggi attivi, veri e propri micro-caseifici di montagna, dove tutto avviene in quota: il latte viene munto, lavorato e trasformato direttamente sul posto, spesso nel giro di poche ore.
Il latte, rigorosamente crudo, viene trasformato in alpeggio poche ore dopo la mungitura. Non si tratta di un obbligo imposto dal disciplinare, ma di una caratteristica intrinseca di una produzione che nasce e si sviluppa in quota, a stretto contatto con il territorio. Nessun passaggio intermedio, nessuna standardizzazione: ogni forma nasce dove pascolano le bovine e porta con sé le caratteristiche di quell’erba, di quella stagione e di quell’altitudine.
Quest’anno, la stagione dell’alpeggio si apre sotto il segno di un clima sempre più variabile. Le alte temperature e le scarse precipitazioni delle ultime settimane rappresentano una sfida per chi lavora in montagna. Eppure, l’alpeggio, per sua natura, è un sistema adattivo. Le mandrie si spostano seguendo l’erba e l’acqua: se il caldo anticipa la maturazione dei pascoli più bassi, si sale prima; se alcune aree si inaridiscono, si cercano quote più alte o versanti meglio esposti.
È una mobilità continua, fatta di tappe intermedie – i cosiddetti tramuti – che scandiscono la salita verso gli alpeggi più elevati. Un sapere pratico che permette di gestire anche condizioni climatiche complesse, sfruttando un vantaggio naturale: in quota le temperature restano più miti, garantendo migliori condizioni di benessere per gli animali e una qualità superiore del latte.
Nonostante le scarse piogge, la stagione sta procedendo in modo positivo. La presenza di riserve idriche naturali, tra ruscelli alpini e bacini alimentati dai ghiacciai, consente ancora oggi di sostenere l’attività di alpeggio.
In questo contesto, la Fontina DOP Alpeggio si conferma, oltre che un prodotto, un indicatore sensibile del territorio. Ogni forma riflette l’andamento della stagione: accanto ai tradizionali sentori lattici (latte, burro, panna, burro fuso) si sviluppano note erbacee, floreali, di frutta secca, legno e sottobosco che variano da alpeggio ad alpeggio, regalando al prodotto una sua unicità inimitabile.
La produzione segue un calendario flessibile, legato più al clima che alle date. I primi alpeggi iniziano tra fine maggio e giugno a quote più basse; a luglio e agosto si sale stabilmente sopra ai 2.000 metri, mentre tra fine agosto e settembre le mandrie ridiscendono progressivamente verso i pascoli iniziali, prima del rientro a valle. La stagione di alpeggio dura complessivamente circa 120 giorni. Tra fine agosto e inizio settembre, terminato il periodo minimo di stagionatura di 80 giorni, saranno disponibili le prime forme di Fontina DOP Alpeggio.
“Parliamo di una produzione limitata ma strategica: circa 70mila forme che rappresentano il valore più identitario della nostra DOP” — sottolinea Fulvio Blanchet, Direttore del Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina — l’alpeggio è un sistema dinamico, capace di adattarsi anche a condizioni climatiche difficili. È qui che si misura la resilienza della nostra filiera e la capacità di coniugare tradizione, sostenibilità e qualità”.
Al di là della produzione, infatti, l’alpeggio continua ad essere una risorsa per la montagna: il pascolo mantiene vivi i versanti, previene l’abbandono e contribuisce alla stabilità dell’ecosistema alpino. In un contesto in cui il cambiamento climatico ridisegna equilibri e stagioni, la Fontina DOP Alpeggio racconta una montagna che continua a essere abitata, lavorata e interpretata.
E mentre le mandrie continuano a salire, giorno dopo giorno, la stagione entra nel suo momento più intenso.
Dal 9 al 14 marzo 2027 torna per la sua quarta edizione SOUL Festival di Spiritualità Milano, promosso da Università Cattolica del Sacro Cuore e Arcidiocesi di Milano, con un programma dedicato al tema della "PAZIENZA, IN ASCOLTO DEL TEMPO". Il festival esplora la pazienza come forza "a lungo rilascio", capace di restituire al tempo profondità e durata. In un mondo che spinge a reagire, accelerare, consumare ogni esperienza, la pazienza invita a stare e a lasciarsi sorprendere da ciò che matura solo quando smettiamo di incalzarlo.
Anche per il 2027, SOUL Festival di Spiritualità Milano proporrà un articolato palinsesto di incontri e appuntamenti diffusi in luoghi suggestivi della città grazie alla collaborazione con importanti istituzioni culturali, artistiche, educative, sociali, laiche e religiose. Il programma, ideato dal comitato curatoriale composto da mons. Luca Bressan, Armando Buonaiuto, Valeria Cantoni Mamiani e Aurelio Mottola, vedrà la partecipazione di protagonisti d’eccezione dal mondo della letteratura, della scienza, della filosofia, della musica e di altre discipline, che accompagneranno il pubblico e i cittadini a riflettere sull'esperienza del tempo.
Aspettando di scoprire il programma e gli ospiti della prossima edizione, vi invitiamo a rivivere i tanti momenti intensi ed emozionanti del 2026 disponibili sul canale YouTube Milano SOUL Festival, sul sito web www.soulfestival.it e sugli account social Instagram e Facebook. |
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INFORMAZIONI
SOUL Festival di Spiritualità Milano 9 - 14 marzo 2027 Milano, sedi diffuse Promosso da Università Cattolica del Sacro Cuore e Arcidiocesi di Milano Sito web: www.soulfestival.it
Social: IG: @milanosoulfestival FB: Milano Soul Festival #milanosoulfestival Canale YouTube: Milano SOUL Festival
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