sabato 20 febbraio 2016

I vini di Andrea Polesel nelle terre fra Piave e Livenza

Ricordo ancora le battaglie che Rolando Anzanello, giornalista sanpolese, che conduceva dalle pagine de l'Indipendente diretto da Vittorio Feltri, per far conoscere i vini del Piave.
Caparbiamente, Rolando sosteneva le ragioni della classicità nella produzione del raboso, che oggi viene declinato in versioni snaturate,che ne tradiscono la splendida storia.
Più o meno gli stessi concetti che mi ribadisce Andrea Polesel, vignaiolo di Faè di Oderzo (tre generazioni di famiglia nell'arte enoica), che ha preso in mano le redini dell'azienda e la stà sviluppando di par suo.
Avevamo degustato il cabernet franc di Andrea nel corso della visita gustosa presso il ristorante Giancarlo, di Borgo Chiesa a Codognè. Degustato, invitato.
Così ci siamo conosciuti, nell'evidenza della cultura del vino, grazie ad un modo di lavorare ispirato dalla passione per la propria terra.
Senza fare le solite filastrocche elogiative (che mal si attanagliano al nostro carattere di cronisti
sinceri), va detto che i vini di Polesel sono vini onesti, sinceri, che si lasciano bere in modo intrigante.
Sia i bianchi (
che i rossi (
Tutto questo ha fatto si che l'azienda sia stata invitata dai conunicatori e dai giornalisti della rete dei borghi europei del gusto,a partecipare alle iniziative di informazione del progetto Comunicare per Esistere ,soprattutto quelle che popoleranno Borgo Chiesa, grazie alla cucina di Giancarlo, che proporrà una rassegna di quattro giornate in aprile.
Omessi & Sconosciuti, con lo scambio con altre regioni d'Europa.
Polesel può ben rappresentare queste nostre benedette Terre fra Piave e Livenza.

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