venerdì 21 settembre 2018

IL DIRETTORE GENERALE VERONAFIERE IN CINA COL MINISTRO DI MAIO E IL SOTTOSEGRETARIO GERACI

VINITALY PRESENTE AL WESTERN CHINA INTERNATIONAL FAIR
Verona, 20 settembre 2018. «Veronafiere con più di vent’anni di esperienza nella promozione del sistema Italia in questo paese dalle incredibili opportunità e una sede operativa a Shanghai, mette a disposizione della nuova iniziativa interministeriale “task force Cina”, che fa capo al Mise, il proprio patrimonio di contatti e conoscenze. Col ministro Luigi Di Maio e il sottosegretario Michele Geraci, insieme all’ambasciatore d’Italia Ettore Sequi e al direttore generale di Agenzia ICE, Piergiorgio Borgogelli, abbiamo ragionato sui prossimi passi da compiere per ampliare l’export dei nostri prodotti, con particolare riguardo a quelli dell’agroalimentare, vino in primis, della meccanica agricola e del settore marmo-lapideo. In tale direzione abbiamo assicurato la nostra massima collaborazione nell’ambito dei progetti in divenire per la “Belt and Road initiative”, la nuova via della Seta promossa da Pechino per collegare l’Asia a Europa e Africa», sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, presente in Cina con la missione di governo.

Nel 2018 Veronafiere ha organizzato con Vinitaly un road show a Shenzhen, Changsha e Wuhan ed è presente ogni anno con le iniziative della Vinitaly International Academy a Pechino, Shanghai, Hong Kong e Chengdu.

A Chengdu, sede della manifestazione Western China International Fair, che si svolge in questi giorni e dove l’Italia è il paese ospite d’onore, la Fiera di Verona è presente con Vinitaly insieme agli importatori e ai produttori di vino italiano già operativi in Cina. Mentre con la EU Project Innovation Centre di Chengdu, Veronafiere ha rinnovato proprio oggi la storica collaborazione tra Vinitaly e il principale evento in Cina per il business del vino, l’International Wine and Spirits Show, fuori salone del China Food and Drink Fair.

«Le realtà dove siamo attualmente presenti in Cina –  specifica Giovanni Mantovani –  sono hub strategici per diffondere cultura, storia e lifestyle legati al vino italiano, in ottica di uno sviluppo dei consumi. E il rinnovato accordo con Chengdu va proprio in questa direzione. Il nostro export vinicolo in Cina è cresciuto in valore negli ultimi cinque anni del 90%, ma siamo ancora lontani dai risultati dei competitor. L’osservatorio Vinitaly-Nomisma stima fino al 2022 un aumento complessivo in valore delle importazioni cinesi di vini pari al 6% annuo e del 7,5% per quanto riguarda le etichette italiane. È questo il bacino di potenziali consumatori a cui dobbiamo puntare, anche grazie alla nuova iniziativa del governo italiano e al supporto di Agenzia-ICE».

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