Tre interpretazioni del Moscatello Casauriense
accompagnano la stagione
più conviviale dell’anno, tra piatti di
casa, ricette d’autunno e abbinamenti
pensati per festeggiare il Natale
Castiglione a
Casauria (Pe), settembre 2026
– Se l’estate chiama calici freschi e piatti leggeri, l’autunno invita a
rallentare, a sedersi a tavola e a riscoprire quei sapori che sanno di casa. E
il Moscatello di Castiglione, vitigno storico dell’Abruzzo e biotipo casauriense,
si presta perfettamente a questo cambio di stagione. È proprio questa la
scommessa di Tenuta Secolo IX, cantina di Castiglione a Casauria che ha fatto
della valorizzazione del Moscatello uno dei tratti distintivi della propria
identità: dimostrare che questo antico vitigno non appartiene soltanto alla
memoria, ma può entrare con naturalezza nella cucina di ogni giorno,
accompagnando il pranzo della domenica, una cena tra amici e, naturalmente, la
tavola delle feste.
Tre sono le
interpretazioni proposte dalla cantina: Terre d’Abruzzo IGT Moscatello Fonte
Grotta, Colline Pescaresi IGT Moscatello Passito e Vino Spumante Dolce
Moscatello Fonte. Tre vini diversi, tre modi di vivere il territorio e
altrettante occasioni per giocare con gli abbinamenti.
Fonte Grotta,
quando l’autunno profuma di casa
Se la stagione del
foliage avesse un profumo, potrebbe essere quello di un piatto che cuoce
lentamente sul fuoco. Il Terre d’Abruzzo IGT Moscatello Fonte Grotta, secco,
elegante e sapido, porta nel calice il carattere dei terreni calcareo-argillosi
di Castiglione a Casauria e si presta a una cucina più strutturata.
L’abbinamento
di stagione
La proposta è con
zucca al forno, salsiccia abruzzese e rosmarino. Dolcezza, sapidità e profumi
intensi trovano un punto d'incontro con la freschezza e la componente aromatica
del Moscatello.
Ma il Fonte Grotta
può accompagnare anche un grande classico della tavola autunnale: un risotto ai
funghi porcini, dove la cremosità del piatto incontra la sua struttura senza
appesantire l’insieme.
Il Passito e il
piacere delle lunghe serate
Con il Colline
Pescaresi IGT Moscatello Passito cambia il ritmo. Ottenuto da uve appassite e
affinato a lungo, è l'interpretazione che più richiama la storia del vitigno e
il legame con Casauria e l'Abbazia di San Clemente. È il vino delle chiacchiere
dopo cena, del camino acceso, del dessert condiviso senza fretta.
L’abbinamento
di stagione
In autunno
incontra un semifreddo al torrone e mandorle, dove la componente dolce e la
frutta secca valorizzano la sua intensità aromatica.
E quando arrivano
le feste, il Passito diventa un compagno naturale del dessert natalizio:
panettone con crema al mascarpone e arancia candita. La morbidezza del dolce,
le note agrumate e la frutta secca dialogano con la ricchezza aromatica del
vino, trasformando il classico finale di pranzo in un momento ancora più
goloso.
Moscatello
Fonte: a Natale, spazio alle bollicine
Poi c'è lui, il
Vino Spumante Dolce Moscatello Fonte, la versione più conviviale e immediata
del vitigno. Dolce e fragrante, con profumi di fiori bianchi, agrumi e frutta a
polpa gialla, porta nel calice tutta la voglia di festa. E se il Natale
significa brindare, stare insieme e concedersi qualcosa di speciale, questo è
il momento giusto per stappare una bottiglia di Moscatello.
L’abbinamento
di Natale
La proposta della
cantina è con la pizza dolce abruzzese, grande classico delle feste preparato
con pan di Spagna, creme e mandorle. Un abbinamento che racconta il territorio
e che trova nel Moscatello la sua naturale conclusione. Ma c'è anche un'altra
possibilità, più informale e contemporanea: panettone con crema agli agrumi. La
dolcezza del vino incontra quella del dolce, mentre le note agrumate creano un
finale fresco e profumato.
Insomma, niente
regole troppo rigide! A Natale il Moscatello Fonte può stare al centro della
tavola, pronto per il brindisi, per accompagnare il dessert o semplicemente per
chiudere la serata con un sorriso.
Due calici per
il Natale, due momenti diversi
Per Tenuta Secolo
IX, il Natale può diventare anche l'occasione per raccontare il Moscatello
attraverso due interpretazioni molto diverse. Il Moscatello Fonte è il
calice da aprire quando arrivano gli ospiti, quello delle feste, dei brindisi e
dei dolci da condividere.
Il Moscatello
Passito è invece il vino da sorseggiare con calma, magari dopo il pranzo,
insieme a un dessert, alla frutta secca o semplicemente a qualche chiacchiera
in più. Due modi diversi di interpretare la stessa uva e un unico filo
conduttore: il piacere della convivialità.
Un antico
vitigno, una tavola sempre nuova
“Il cambio di
stagione ci permette di raccontare il Moscatello attraverso sapori diversi, più
caldi e avvolgenti, fino ad arrivare alla tavola di Natale”, sottolinea Fioravante
Allegrino, titolare di Tenuta Secolo IX. “Ci piace l'idea che ogni
bottiglia possa trovare il suo momento: il Fonte Grotta a tavola, il Passito
con il dessert e il Moscatello Spumante per brindare insieme. È un modo
semplice e piacevole per far conoscere un vitigno antico anche attraverso una
cucina contemporanea e informale”.
Con i suoi vigneti
ai piedi del Morrone, tra le Gole di Tre Monti e la valle dell'Aterno-Pescara,
Tenuta Secolo IX continua così il percorso di valorizzazione del Moscatello Casauriense,
portando nel bicchiere una storia antica ma con uno stile capace di parlare
anche alla tavola di oggi.
Le persone
di Tenuta Secolo IX
- Fioravante
Allegrino – Titolare
e proprietario
- Maurizio
Primavera – Direttore
Commerciale
- Massimo
Iafrate – Brand
Ambassador
- Donato
Di Tommaso – Enologo
- Romano
D’Amario – Agronomo

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