Fino al 1° novembre 2026 il MUDEC – Museo delle Culture presenta con Deutsche Bank e in collaborazione con 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, la mostra Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take dell’artista singaporiana-cinese Charmaine Poh, nominata da Deutsche Bank “Artist of the Year” 2025. A cura di Britta Färber, Global Head of Art & Culture di Deutsche Bank, l’esposizione arriva a Milano dopo la presentazione a Berlino ed è la prima mostra personale dell’artista in Italia.
La mostra è accompagnata da un articolato public program pensato per ampliare l’esperienza espositiva attraverso workshop, talk, visite guidate e attività partecipative rivolte a pubblici differenti. Il programma culturale è sviluppato attorno ai nuclei centrali della ricerca di Poh tra identità digitale, rappresentazione del corpo, visibilità pubblica, relazioni e nuove forme di socialità.
PUBLIC PROGRAM:
Ciclo di incontri pubblici
Ogni appuntamento prevede un dialogo di circa 30 minuti tra il moderatore e l’ospite, con un momento dedicato alle domande del pubblico. A seguire, un’introduzione alla mostra accompagnerà alla visita.
L'ingresso è gratuito previa registrazione (posti limitati).
Sabato 3 ottobre 2026, ore 16.00
Teresa del Sole
Corpo, avatar e sguardo pubblico
Il primo incontro esplora la costruzione dell’identità nello spazio digitale contemporaneo. Attraverso i social media, la moltiplicazione delle immagini e l’esposizione costante, la propria identità può trasformarsi in una performance continua, sospesa tra autenticità e rappresentazione. Al centro della conversazione saranno gli avatar digitali, i deepfake, i filtri, l’adolescenza online e la crescente condizione di public solitude, in cui visibilità e isolamento possono coesistere. Il dialogo si collega direttamente ai temi della mostra, in particolare alle figure dell’avatar infantile, alla costruzione del personaggio The Ching, al concetto di glitch e alla relazione tra corpo e sguardo.
Teresa Del Sole è dottoranda in Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma. Dopo la laurea magistrale in Scienze filosofiche all’Università di Bologna, conseguita con 110 e lode, ha intrapreso un percorso di ricerca internazionale. Parallelamente all’attività accademica si occupa di divulgazione attraverso i social, affrontando e traducendo in un linguaggio accessibile temi legati al femminismo, alla rappresentazione, al corpo, all’identità e alla società contemporanea.
Sabato 17 ottobre 2026, ore 16.00
Giada Biaggi
Fragilità come forza. Glitch, burnout e identità contemporanea
Il secondo incontro riflette sulle pressioni della performance continua e sull’idea di perfezione nell’era digitale. Attraverso i concetti di glitch, burnout e frammentazione del sé, la conversazione apre una riflessione sulla possibilità di abitare la fragilità come condizione generativa e non come limite. Il dialogo esplora le forme contemporanee di esistenza non lineare, tra visibilità obbligata, crisi dell’autenticità e nuove estetiche dell’errore, mettendo in discussione i modelli di perfezione e di identità stabile proposti dalla società contemporanea.
Giada Biaggi è scrittrice, sceneggiatrice e stand-up comedian. Laureata in filosofia, ha esordito nel 2022 con Il bikini di Sylvia Plath e ha pubblicato nel 2024 Comunismo a Times Square. Il suo lavoro intreccia scrittura, comicità e riflessione filosofica, confrontandosi con temi quali identità, femminismo, relazioni, rappresentazione e trasformazioni della società contemporanea. È inoltre autrice e conduttrice di progetti editoriali e audiovisivi, sviluppando una ricerca che attraversa letteratura, performance e televisione.
Domenica 18 ottobre 2026, ore 16.00
Milton Fernández
Errore, accento, lingua: identità plurali e appartenenza
Il terzo incontro affronta il tema del linguaggio come spazio di identità, negoziazione e conflitto. Attraverso le esperienze della migrazione, delle seconde generazioni e del bilinguismo, la lingua emerge non soltanto come strumento comunicativo, ma come luogo in cui si costruiscono appartenenze, si incontrano culture e possono manifestarsi forme di esclusione. La conversazione si apre anche ad un pubblico giovane e scolastico, proponendo una riflessione accessibile sulle trasformazioni linguistiche della società contemporanea e sul rapporto tra lingua, identità e appartenenza.
Milton Fernández è scrittore, poeta, regista, drammaturgo ed editore. Nato in Uruguay, vive in Italia dal 1985. È fondatore di Rayuela Edizioni e direttore artistico del Festival della Letteratura di Milano. La sua attività attraversa narrativa, poesia, teatro e traduzione, con una particolare attenzione all’incontro tra culture, alla sperimentazione linguistica e ai temi legati all’identità e all’appartenenza.
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