a cura di Eva di Stefano con la collaborazione di Valentina Di Miceli allestimento di Enzo Fiammetta
con opere di Giovanni Bosco, Mario Cassisa,
Carmelo Morreale, Sabo e Annamaria Tosini e una scultura cinetica di Franco Cassarà
10 ottobre – 15 novembre 2026 Inaugurazione: 10 ottobre, ore 17.30
Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee, Gibellina (TP)
Gibellina (TP), 22 settembre 2026. Nell’ambito del programma di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, dal 10 ottobre al 15 novembre 2026 la Fondazione Orestiadi presenta la mostra Terra matta. Art Brut a Gibellina, a cura di Eva di Stefano, con la collaborazione di Valentina Di Miceli e l’allestimento di Enzo Fiammetta.
La mostra riunisce i lavori di cinque artisti siciliani, Giovanni Bosco, Mario Cassisa, Carmelo Morreale, Sabo e Annamaria Tosini, che hanno sviluppato la propria ricerca al di fuori del sistema ufficiale dell’arte. Nati nella prima metà del Novecento e attivi nella seconda, sono differenti per cultura, esperienze e linguaggio, ma accomunati dall’impossibilità di essere ricondotti ai parametri artistici correnti e da una pratica artistica vissuta come necessità espressiva.
Il titolo della mostra fa riferimento a Terra matta, il romanzo autobiografico di Vincenzo Rabito, bracciante siciliano semi-analfabeta, la cui straordinaria esperienza di scrittura rappresenta un esempio di ostinazione creativa capace di sottrarsi alle regole e alle aspettative. La mostra prende così in esame una creatività spesso nata in situazioni di emergenza e costruita attraverso ciò che era disponibile, oppure sviluppata per scelta ai margini del sistema, come esercizio radicale di libertà.
I cinque artisti sono tutti legati a diverso titolo a Gibellina, perché presenti nelle collezioni dei musei cittadini o, come nel caso di Carmelo Morreale, perché ha vissuto nella città gli ultimi anni della propria vita.
Il percorso mette in dialogo opere e linguaggi molto diversi: dalle grandi pitture su legno di recupero di Giovanni Bosco(Castellammare del Golfo, 1949 – 2009), artista spontaneo di strada noto internazionalmente ma a lungo trascurato nella sua città, ai totem, biblioquadri e pitture-collage di Mario Cassisa (Palermo, 1929 – Trapani, 2008), che nelle sue opere stratifica elementi figurativi provenienti da culture lontane nello spazio e nel tempo.
Di Carmelo Morreale (Trapani, 1943 – Gibellina, 2024) sono esposti dodici disegni dedicati a Leonardo da Vinci, nei quali l’artista sviluppa un continuo confronto tra visione e ossessione. Le opere di Sabo (Palermo, 1916 – 1975) trasformano invece gli incubi interiori in dipinti popolati da giungle metamorfiche, trappole vegetali, creature demoniache e occhi. Annamaria Tosini (Palermo, 1930 – 2013) è presente con preziose sculture di carta realizzate con materiali di scarto, attraverso le quali trasfigura i propri ricordi.
All’esterno del museo è inoltre collocata la grande scultura cinetica Armonia e caos di Franco Cassarà (Alcamo, 1930 – 2025), che introduce il percorso espositivo e richiama il rapporto tra creazione artistica, artigianato e ricostruzione di Gibellina. L’opera restituisce infatti anche il ruolo svolto dagli artigiani e dalle maestranze nella rinascita della città: figure che, nel processo di ricostruzione e nel confronto diretto con gli artisti, sono spesso diventate a loro volta creatori.
La mostra porta così all’attenzione un patrimonio di opere raramente visibile, testimonianza di pratiche artistiche libere dalle categorie e dalle convenzioni, e insieme di quella concezione aperta e inclusiva della creazione che ha accompagnato la rinascita di Gibellina come città d’arte.
In occasione della mostra, la rivista Osservatorio Outsider Art, edita dalle Edizioni Museo Pasqualino, pubblica inoltre un numero speciale dedicato a Terra matta, disponibile presso il bookshop del museo.
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