Un'esperienza fotografica pensata per stimolare il dialogo tra gli abitanti, favorire il racconto personale e far emergere traiettorie di vita che si intrecciano. È da questa idea che nasce la mostra fotografica “Foto album da Aurora e Barriera”, opera collettiva realizzata dall’artista Bruno Boudjelal insieme agli abitanti di questi quartieri che dal 25 settembre è esposta sulle facciate di tre luoghi di Torino: Bagni Pubblici di Via Agliè, la fondazione CAMERA e il community hub Dorado. Un racconto corale eccezionale per osservare la città attraverso i volti, le vite e le memorie delle comunità che abitano Barriera di Milano e Aurora.
L’iniziativa è parte di Urban Frame, tra i progetti vincitori dell’Avviso pubblico “Torino, che cultura!”. Il progetto è stato ideato da Stratosferica e CAMERA per promuovere la fotografia come linguaggio capace di raccontare la città, le sue trasformazioni e la ricchezza della pluralità delle persone che la abitano e ne costituiscono il tessuto sociale. Un percorso condiviso che, per lo sviluppo di “Foto album da Aurora e Barriera”, ha coinvolto anche la Casa del Quartiere di via Agliè, contribuendo a costruire un dialogo diretto con il territorio e con le comunità di Aurora e Barriera.
Primo intervento in Italia del fotografo franco-algerino, noto per la sua capacità di esplorare identità e memoria, Bruno Boudjelal approda a Torino per realizzare un’installazione fotografica diffusa che mette al centro le persone e la comunità, reinterpretando lo spazio urbano come un organismo vivo, fatto di ricordi personali, relazioni sociali e nuove appartenenze. Un progetto unico e site specific, realizzato per la città di Torino, che intreccia oltre 400 immagini, dalle più datate alle più recenti, condivise dalle persone che abitano Barriera e Aurora. «È stata un’esperienza intensa e profondamente umana – racconta l’artista – per molte giornate ho incontrato queste persone, ascoltato i loro racconti sulla vita quotidiana e raccolto immagini che portavano con sé, ciascuna accompagnata da una storia».
Dai ricordi d’infanzia agli scatti realizzati con lo smartphone, dagli scatti in bianco e nero a quelli a colori, ogni fotografia custodisce un’emozione, un frammento di vita di chi l'ha conservata. «In questo tipo di progetto, le immagini si concentrano principalmente sulle persone: numerosi sono i ritratti e le fotografie di gruppo, realizzati in occasione di diverse celebrazioni e momenti di festa – sottolinea Boudjelal - Sono invece molto rare le immagini dedicate ai paesaggi».
Riunite dallo sguardo creativo dell’artista in una grande opera collettiva a cielo aperto, queste immagini entrano in dialogo tra loro creando un mosaico di volti, luoghi, relazioni e memorie capace di restituire un’istantanea autentica dei quartieri non filtrata dal solo occhio esterno, ma mediata dal vissuto quotidiano.
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