Parigi, 14 giugno 2018_ Per creare una grande pasta o per comporre una grande opera sinfonica occorrono gli stessi ingredienti: sensibilità, gusto, armonia. Si parte da una materia prima - l’essenza - e la si trasforma, sublimandola in una creazione che parla direttamente al cuore. Ecco perché, nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini, Mancini Pastificio Agricolo rende omaggio al compositore celebrandone la passione – ben nota ai biografi - per la cucina. In comune ci sono anche le origini marchigiane, il legame con i colori, i profumi, i prodotti di questa terra.
L’evento si è svolto ieri 13 giugno a Parigi – dove il Maestro visse un quarto di secolo e dove si spense, nel 1868 – per un evento organizzato da la Rappresentanza permanente d’Italia presso UNESCO, il Comune di Pesaro, la Regione Marche e il Rossini Opera Festival.
In fondo, “Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra
delle nostre passioni” sosteneva Gioachino Rossini, che a 37 anni smise
quasi completamente di comporre sinfonie per dedicarsi alle sue ricette.
Ed è ad una sua creazione, i celebri maccheroni/rigatoni alla Rossini, che Mancini Pastificio Agricolo ha dedicato la serata: invitati speciali sono stati 120
giornalisti internazionali, che hanno potuto gustare questa versione preparata appunto con la pasta firmata dall’azienda marchigiana.
Emiliano Bisconti, chef de Partie à L'Orangerie Four Season George V, ha dato vita a uno showcooking preparando i "Maccheroni/Rigatoni Mancini Pastificio Agricolo alla Rossini" con la pasta del raccolto 2017. Una precisazione niente affatto banale: la filosofia produttiva di questo piccolo stabilimento tra le colline di Monte San Pietrangeli è la stessa di un abile viticoltore. Mancini produce pasta a partire dal proprio grano, e ogni raccolto, ogni annata sono differenti. Spetta al
pastaio saperli “interpretare”, scegliendo la miscela di semole e intervenendo nei tempi di lavorazione per comporre la migliore pasta possibile.
Lo chef ha esaltato questa materia prima a partire dalla ricetta annotata da Gioachino Rossini
il 26 dicembre 1866, come se fosse uno spartito: la pasta cotta nel
brodo, aromatizzato con arancia amara e panna, va condita con una salsa
molto ricca – contenente anche funghi secchi, tartufi tritati,
prosciutto magro, pomodoro, panna e champagne - e alternata a uno strato
ulteriore di parmigiano, gruviera, burro, Infine si ricopre di
pangrattato e si fa gratinare. Una sostanziosa prelibatezza d’altri tempi.
Mancini Pastificio Agricolo
Massimo
Mancini, titolare di Mancini Pastificio Agricolo, è l’artefice di una
piccola grande rivoluzione nel settore della pasta artigianale. Sua
l’idea di trasformare l’azienda agricola avviata dal nonno in un
pastificio agricolo, nel 2010: uno stabilimento a basso impatto
ambientale che sorge in mezzo ai campi di Monte San Pietrangeli, nel
cuore delle Marche, e che produce artigianalmente la pasta con il proprio grano duro. Se da una parte ha proseguito la tradizione di famiglia, dall’altra ha dato spazio all’innovazione, per ottenere un prodotto adatto al terreno e al clima autoctoni. La lavorazione artigianale enfatizza le
caratteristiche della materia prima, partendo dalla selezione delle varietà di grano duro, coltivate secondo i principi della Buona Pratica Agricola.
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