giovedì 29 gennaio 2026

L’Osservatorio di BIT 2026 Tecnologia e turismo, quando l’innovazione diventa esperienza

 


Di trasformazione digitale si parla ormai di diversi anni. Ma cosa cambia nel 2026? Che la tecnologia non accompagna più il viaggio, lo struttura. Dall’ispirazione alla prenotazione, dalla fruizione dei luoghi alla relazione post-viaggio, il digitale è diventato l’infrastruttura invisibile che tiene insieme l’intera esperienza turistica. Un cambiamento profondo che non riguarda solo gli strumenti, ma il modo stesso in cui operatori, destinazioni e viaggiatori si incontrano, si riconoscono e costruiscono valore.

Rinnovando la storica capacità della manifestazione di anticipare e accompagnare le evoluzioni dei mercati, il rapporto tra tecnologia e turismo assume un ruolo centrale all’interno di BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.

Tecnologia e innovazione protagoniste dei talk del Travel Makers Fest

Nel Travel Makers Fest, l’innovativo format di incontri di BIT 2026, questi temi trovano una declinazione diretta e operativa. A partire dalle anticipazioni sul futuro. The Future Is in Motion: Lessons from the U.S. Travel Market porta sul Main Stage di BIT 2026 uno sguardo sul futuro visto dagli Stati Uniti. A confrontarsi sono Duane Overgaard, President di DerbySoft, Zolon Wilkins, Chief Development Officer di WNS, Anil Aggarwal, CEO di Milestone. Il talk Il futuro è arrivato: come Trip.com sta ridisegnando il viaggio globale, invece, esplora l’evoluzione del settore grazie al contributo di Tania Cultraro, Senior Marketing Manager Hotel di Trip.com Group, che – anticipando trend emergenti e nuovi comportamenti dei viaggiatori – offre una finestra privilegiata sui cambiamenti in atto.

Di grande impatto anche gli incontri organizzati in collaborazione con Netcomm, il consorzio italiano del commercio elettronico a cui aderisce anche BIT. Le due sessioni di Turismo Digitale 5.0: ecosistemi, esperienze e innovazione per il viaggiatore del futuro esplorano come il digitale stia trasformando il turismo in un ecosistema di esperienze personalizzate, integrando mobilità, hospitality e retail. La prima sessione si focalizzerà su Dal viaggio alla relazione: esperienze, piattaforme e nuovo valore per il viaggiatore, mentre la seconda approfondirà il tema Ecosistemi digitali e governance del turismo: infrastrutture, dati e interoperabilità.

In primo piano anche Accenture e in particolare il talk Il futuro dei Tour Operator nell’era della rivoluzione AI in cui Stefania Filippone, Managing Director Business Transformation, Strategic di Accenture, dialogherà sul tema con Pier Ezhaya, General Manager di Tour Operating Alpitour Spa e Presidente di Astoi Confindustria Viaggi.

Denso anche il programma degli appuntamenti in collaborazione con The Data Appeal Company. Nel keynote L’AI come nuova alfabetizzazione digitale nel turismo, il Founder Mirko Lalli esplora il passaggio alla delega intelligente, in cui i sistemi autonomi supportano le decisioni. In Dati, AI e strategie per le destinazioni sarà invece Federica Amati, Sales Engineer, a parlare di come l’AI aiuti a leggere il territorio in modo dinamico. Martina Tabani, Senior Sales Manager, racconterà la customer experience come driver predittivo in Ospitalità data-driven: dalla customer experience ai ricavi, mentre Dati e AI per tour operator e agenzie di viaggi vedrà Mario Romanelli, Sales & Innovation, analizzare bisogni, comportamenti e aspettative per prioritizzare il catalogo.

 

BIT 2026 parlerà anche del valore dell’intermediazione nell’ambito della filiera. Il talk Perché il turismo organizzato crea valore per tutta la filiera del turismo, a cura di FTO, declinerà il i benefici concreti del turismo organizzato come valore non solo per il viaggiatore, ma anche per le destinazioni e i partner, con un focus sull’innovazione.

Infine, Il viaggio continua. Il futuro del turismo nell’epoca dell’AI, con Raffaele Gaito, growth coach e docente, esperto di innovazione digitale e AI applicata ai modelli di business, affronta il nodo centrale del rapporto tra tecnologia e fattore umano, esplorando come l’AI possa diventare un alleato per creare esperienze autentiche, relazioni significative e nuovi modelli di crescita.

Dati e trend: il digitale come cuore operativo del settore

Una rivoluzione che si esprime anche nei numeri. Secondo le stime di Statista, nel 2026 ben tre quarti (74%) del valore complessivo delle prenotazioni globali di viaggi, pari a 824 miliardi di dollari, saranno generati attraverso canali online, ovvero circa 610 miliardi di dollari. Il digitale non è più un canale alternativo, ma il principale motore economico del turismo globale. A guidare questa trasformazione è anche l’adozione dell’intelligenza artificiale: il 72% dei viaggiatori Gen Z, per esempio, utilizza regolarmente strumenti di AI per pianificare itinerari e confrontare offerte, contro una media globale del 54%, come rileva Skyscanner Travel Trends 2026.

Un’ispirazione che nasce sempre più da contenuti visivi: a dicembre 2025 una ricerca PhotoAiD riporta che il 74% dei viaggiatori utilizza i social media per fare ricerca sulle proprie destinazioni prima di prenotare. In linea anche i dati di Statista, secondo cui il 75% dei viaggiatori si lascia ispirare dai post sui social media per la scelta della meta finale. E grazie agli affondi sulle informazioni abilitati dalla tecnologia, un tempo impensabili, cresce l’attenzione alla trasparenza e sostenibilità: il 62% dei turisti europei utilizza strumenti digitali per verificare l’impatto ambientale delle proprie scelte di viaggio prima di prenotare, come evidenziato dal Booking.com Sustainability Report 2025/26.

In Europa, afferma Phocuswright Europe, il mercato del travel tech cresce a un tasso annuo del 12% nel periodo 2024-2026, trainato soprattutto da soluzioni digitali per le PMI turistiche.

Il caso italiano: tra maturità digitale e nuove sfide

In questo contesto, l’Italia si conferma la destinazione europea più desiderata online, concentrando oltre un terzo (34,2%) delle ricerche digitali relative al Sud Europa, secondo The Data Appeal Company – Tourism Forecast 2026.

Un ruolo cruciale in questa scalata è giocato dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. L’evento ha agito da acceleratore per progetti di Smart Tourism, portando oltre 35.000 operatori a integrarsi nel Tourism Digital Hub nazionale, sempre secondo il Ministero del Turismo. Il boom del digitale nel turismo ha contribuito a spingere la penetrazione internet nel Paese all’89,9% della popolazione, con 53,1 milioni di utenti attivi come calcola DataReportal - Digital 2026 Italy.

Un’innovazione che non è fine a sé stessa. Il viaggiatore del 2026 usa il digitale per cercare l’autenticità. Che si tratti di scoprire i borghi della Calabria attraverso la realtà aumentata o di prenotare una vacanza in agriturismo in Toscana (le cui recensioni sono aumentate del 300%, secondo il rapporto annuale sui trend di viaggio di Airbnb), la tecnologia è diventata lo strumento per ritrovare una dimensione umana, lenta e consapevole del viaggio.

L’Italia ha superato la fase sperimentale per trasformarsi in una Smart Destination diffusa, dove la tecnologia protegge l’identità locale anziché sostituirla. Torino, nominata Capitale Europea del Turismo Intelligente, guida questa rivoluzione utilizzando algoritmi predittivi per bilanciare i flussi tra i musei del centro e le residenze sabaude, riducendo drasticamente il sovraffollamento. Sempre L’asse Milano-Cortina ha invece valorizzato i Giochi Olimpici e Paralimpici per lanciare il primo ecosistema di mobilità integrata tra Lombardia e Veneto: un unico portafoglio digitale permette oggi ai turisti di gestire in modo fluido voli, treni regionali e accessi ai siti olimpici.

Nelle grandi città d’arte come Roma, il digitale è diventato lo strumento principale per combattere l’overtourism. Grazie al progetto Caput Mundi, la tecnologia indirizza i visitatori verso percorsi archeologici meno noti, decongestionando i siti iconici. A Napoli, l’analisi del “sentiment digitale” in tempo reale permette di promuovere le esperienze autentiche dei quartieri, migliorando la percezione di accoglienza del territorio. Questa spinta raggiunge anche le aree interne: in Calabria e Basilicata, la Realtà Aumentata (AR) permette ai viaggiatori di visualizzare ricostruzioni storiche di borghi e siti archeologici direttamente via smartphone.

 

 

Dalla tecnologia al valore: casi concreti di innovazione

Esempi come ITA Airways mostrano come l’AI possa incidere direttamente sull’efficienza operativa: l’introduzione di sistemi di assistenza clienti basati su AI generativa ha ridotto dell’80% i tempi di gestione delle richieste. In Veneto e Lombardia, in vista dei Giochi Olimpici, piattaforme di Smart Concierge integrano dati di aeroporti e trasporto ferroviario per offrire itinerari multimodali digitali, utilizzati dal 72% dei visitatori più giovani, come nota il Report Impatto Digitale Milano-Cortina 2026.

Sul fronte delle PMI, soluzioni sviluppate da aziende come Blastness e Titanka! consentono agli hotel indipendenti di aumentare del 25% le prenotazioni dirette, riducendo la dipendenza dalle OTA. Anche il turismo esperienziale evolve: il Consorzio del Parmigiano Reggiano utilizza blockchain e realtà aumentata per arricchire la visita ai caseifici, registrando un aumento del 45% dell’engagement digitale tra i giovani.

Sul piano internazionale, alcune destinazioni stanno utilizzando la tecnologia come leva strutturale per ripensare l’esperienza di viaggio lungo tutto il customer journey. A Singapore, il sistema “face-to-gate” sviluppato da Singapore Airlines in collaborazione con l’aeroporto di Changi consente a circa il 90% dei passeggeri di completare check-in e imbarco senza documenti fisici, rispondendo alla richiesta di velocità, fluidità e zero attrito tipica dei viaggiatori più giovani.

La Corea del Sud rappresenta uno dei casi più avanzati di Smart Tourism City: attraverso l’integrazione di reti ad altissima velocità, Realtà Estesa e servizi biometrici, destinazioni come Seoul permettono ai visitatori di accedere a pagamenti digitali, traduzioni AI in tempo reale e ricostruzioni storiche sovrapposte ai luoghi fisici. Secondo il Korea Tourism Tech Report 2026, il 78% dei visitatori internazionali utilizza l’app ufficiale durante il soggiorno, eliminando barriere linguistiche e operative.

In Egitto, la digitalizzazione dell’esperienza culturale è diventata centrale nei siti ad alta intensità di flussi. Presso il Grande Museo Egizio appena inaugurato e l’altopiano di Giza, guide olografiche basate su AI interagiscono con i visitatori in oltre 50 lingue, mentre sistemi di big data monitorano l’affollamento in tempo reale, riducendo i tempi di attesa del 30% e migliorando sensibilmente il sentiment digitale dei viaggiatori internazionali.

In questo quadro, BIT 2026 si configura come una piattaforma unica per la capacità di coniugare contenuti e business, in cui le riflessioni che attraversano i talk del Travel Makers si ampliano al percorso espositivo dove brand e operatori, trasformano trend e ispirazioni in proposte per il mercato. Un dialogo continuo tra contenuti e offerta i cui la grande rivoluzione della trasformazione digitale e dell’innovazione e tecnologia in senso prende la forma di strategie e soluzioni concrete per il Travel di domani.

 

L’appuntamento con BIT 2026 e il Travel Makers Fest è a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.

 

 

BIT 2026 nasce come risposta a una domanda centrale per un settore del turismo in continua evoluzione: di cosa ha bisogno oggi l’industria del viaggio per creare valore. La manifestazione si propone come una piattaforma professionale dove il settore si incontra non solo per fare business, ma per costruire contenuti e relazioni di qualità e interpretare i cambiamenti in atto.

BIT integra networking, contenuti e momento espositivo in una visione strategica, con l’obiettivo di generare valore lungo tutta la filiera del turismo mettendo in relazione operatori, destinazioni, istituzioni e nuove professionalità. In una parola, la community dei Travel Makers: tutti coloro che, con ruoli e contributi diversi lungo la filiera, progettano, raccontano, sviluppano e vivono il viaggio attraverso competenze, idee, esperienze e narrazioni.

 

Il Travel Makers Fest rappresenta il cuore culturale della manifestazione: un format di incontri e talk che esplora il turismo come ecosistema complesso, dove sostenibilità, mobilità, cultura, tecnologia ed eventi si intrecciano. Il Fest mette esperti, accademici e protagonisti del settore in dialogo su trend e casi concreti, contribuendo a costruire valore condiviso prima, durante e dopo l’evento.

 

Per maggiori informazioni:

bit.fieramilano.it - IG @bitmilano


Nessun commento:

Posta un commento