Di trasformazione
digitale
si parla ormai di diversi anni. Ma cosa cambia nel 2026? Che la tecnologia non
accompagna più il viaggio, lo struttura. Dall’ispirazione alla
prenotazione, dalla fruizione dei luoghi alla relazione post-viaggio, il
digitale è diventato l’infrastruttura invisibile che tiene insieme
l’intera esperienza turistica. Un cambiamento profondo che non riguarda
solo gli strumenti, ma il modo stesso in cui operatori, destinazioni e
viaggiatori si incontrano, si riconoscono e costruiscono valore.
Rinnovando
la storica capacità della manifestazione di anticipare e accompagnare le
evoluzioni dei mercati, il rapporto tra tecnologia e turismo assume un ruolo
centrale all’interno di BIT 2026, presentata da Fiera Milano al
quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.
Tecnologia
e innovazione protagoniste dei talk del Travel Makers Fest
Nel
Travel Makers Fest, l’innovativo format di incontri di BIT 2026, questi
temi trovano una declinazione diretta e operativa. A partire dalle anticipazioni
sul futuro. The Future Is in Motion: Lessons from the U.S. Travel
Market porta sul Main Stage di BIT 2026 uno sguardo sul futuro visto
dagli Stati Uniti. A confrontarsi sono Duane Overgaard, President di
DerbySoft, Zolon Wilkins, Chief Development Officer di WNS, Anil
Aggarwal, CEO di Milestone. Il talk Il futuro è arrivato: come
Trip.com sta ridisegnando il viaggio globale, invece, esplora
l’evoluzione del settore grazie al contributo di Tania Cultraro, Senior
Marketing Manager Hotel di Trip.com Group, che – anticipando trend emergenti e
nuovi comportamenti dei viaggiatori – offre una finestra privilegiata sui
cambiamenti in atto.
Di
grande impatto anche gli incontri organizzati in collaborazione con Netcomm,
il consorzio italiano del commercio elettronico a cui aderisce anche BIT.
Le due sessioni di Turismo Digitale 5.0: ecosistemi, esperienze e
innovazione per il viaggiatore del futuro esplorano come il digitale
stia trasformando il turismo in un ecosistema di esperienze personalizzate,
integrando mobilità, hospitality e retail. La prima sessione si focalizzerà su Dal
viaggio alla relazione: esperienze, piattaforme e nuovo valore per il
viaggiatore, mentre la seconda approfondirà il tema Ecosistemi
digitali e governance del turismo: infrastrutture, dati e interoperabilità.
In
primo piano anche Accenture e in particolare il talk Il futuro dei
Tour Operator nell’era della rivoluzione AI in cui Stefania
Filippone, Managing Director Business Transformation, Strategic di
Accenture, dialogherà sul tema con Pier Ezhaya, General Manager di Tour
Operating Alpitour Spa e Presidente di Astoi Confindustria Viaggi.
Denso
anche il programma degli appuntamenti in collaborazione con The Data Appeal
Company. Nel keynote L’AI come nuova alfabetizzazione digitale nel
turismo, il Founder Mirko Lalli esplora il passaggio alla delega
intelligente, in cui i sistemi autonomi supportano le decisioni. In Dati,
AI e strategie per le destinazioni sarà invece Federica Amati,
Sales Engineer, a parlare di come l’AI aiuti a leggere il territorio in modo
dinamico. Martina Tabani, Senior Sales Manager, racconterà la customer
experience come driver predittivo in Ospitalità data-driven: dalla
customer experience ai ricavi, mentre Dati e AI per tour operator
e agenzie di viaggi vedrà Mario Romanelli,
Sales & Innovation, analizzare bisogni, comportamenti e aspettative
per prioritizzare il catalogo.
BIT 2026 parlerà anche del valore dell’intermediazione
nell’ambito della filiera. Il talk Perché il turismo organizzato crea
valore per tutta la filiera del turismo, a cura di FTO,
declinerà il i benefici concreti del turismo organizzato come valore non solo
per il viaggiatore, ma anche per le destinazioni e i partner, con un focus
sull’innovazione.
Infine,
Il viaggio continua. Il futuro del turismo nell’epoca dell’AI,
con Raffaele Gaito, growth coach e docente, esperto di innovazione
digitale e AI applicata ai modelli di business, affronta il nodo centrale del rapporto
tra tecnologia e fattore umano, esplorando come l’AI possa diventare un alleato
per creare esperienze autentiche, relazioni significative e nuovi modelli di
crescita.
Dati
e trend: il digitale come cuore operativo del settore
Una
rivoluzione che si esprime anche nei numeri. Secondo le stime di Statista,
nel 2026 ben tre quarti (74%) del valore complessivo delle prenotazioni globali
di viaggi, pari a 824 miliardi di dollari, saranno generati attraverso canali
online, ovvero circa 610 miliardi di dollari. Il digitale non è più un
canale alternativo, ma il principale motore economico del turismo globale.
A guidare questa trasformazione è anche l’adozione dell’intelligenza artificiale:
il 72% dei viaggiatori Gen Z, per esempio, utilizza regolarmente
strumenti di AI per pianificare itinerari e confrontare offerte, contro una media
globale del 54%, come rileva Skyscanner Travel Trends 2026.
Un’ispirazione
che nasce sempre più da contenuti visivi: a dicembre 2025 una ricerca PhotoAiD
riporta che il 74% dei viaggiatori utilizza i social media per
fare ricerca sulle proprie destinazioni prima di prenotare. In linea anche i
dati di Statista, secondo cui il 75% dei viaggiatori si lascia
ispirare dai post sui social media per la scelta della meta finale. E grazie
agli affondi sulle informazioni abilitati dalla tecnologia, un tempo
impensabili, cresce l’attenzione alla trasparenza e sostenibilità: il 62%
dei turisti europei utilizza strumenti digitali per verificare l’impatto
ambientale delle proprie scelte di viaggio prima di prenotare, come
evidenziato dal Booking.com Sustainability Report 2025/26.
In
Europa, afferma Phocuswright Europe, il mercato del travel
tech cresce a un tasso annuo del 12% nel periodo 2024-2026, trainato
soprattutto da soluzioni digitali per le PMI turistiche.
Il
caso italiano: tra maturità digitale e nuove sfide
In questo contesto, l’Italia si conferma la destinazione europea più desiderata online, concentrando oltre un terzo (34,2%) delle ricerche digitali relative al Sud Europa, secondo The Data Appeal Company – Tourism Forecast 2026.
Un
ruolo cruciale in questa scalata è giocato dai Giochi Olimpici e Paralimpici
Invernali Milano-Cortina 2026. L’evento ha agito da acceleratore per
progetti di Smart Tourism, portando oltre 35.000 operatori a
integrarsi nel Tourism Digital Hub nazionale, sempre secondo il
Ministero del Turismo. Il boom del digitale nel turismo ha contribuito a spingere
la penetrazione internet nel Paese all’89,9% della popolazione, con 53,1
milioni di utenti attivi come calcola DataReportal - Digital 2026 Italy.
Un’innovazione
che non è fine a sé stessa. Il viaggiatore del 2026 usa il digitale per cercare
l’autenticità. Che si tratti di scoprire i borghi della Calabria
attraverso la realtà aumentata o di prenotare una vacanza in agriturismo in
Toscana (le cui recensioni sono aumentate del 300%, secondo il
rapporto annuale sui trend di viaggio di Airbnb), la tecnologia è
diventata lo strumento per ritrovare una dimensione umana, lenta e consapevole
del viaggio.
L’Italia
ha superato la fase sperimentale per trasformarsi in una Smart Destination
diffusa, dove la tecnologia protegge l’identità locale anziché sostituirla.
Torino, nominata Capitale Europea del Turismo Intelligente, guida
questa rivoluzione utilizzando algoritmi predittivi per bilanciare i
flussi tra i musei del centro e le residenze sabaude, riducendo drasticamente
il sovraffollamento. Sempre L’asse Milano-Cortina ha invece valorizzato i
Giochi Olimpici e Paralimpici per lanciare il primo ecosistema di mobilità
integrata tra Lombardia e Veneto: un unico portafoglio digitale permette
oggi ai turisti di gestire in modo fluido voli, treni regionali e accessi ai
siti olimpici.
Nelle
grandi città d’arte come Roma, il digitale è diventato lo strumento
principale per combattere l’overtourism. Grazie al progetto Caput Mundi,
la tecnologia indirizza i visitatori verso percorsi archeologici meno noti,
decongestionando i siti iconici. A Napoli, l’analisi del “sentiment
digitale” in tempo reale permette di promuovere le esperienze autentiche dei
quartieri, migliorando la percezione di accoglienza del territorio. Questa
spinta raggiunge anche le aree interne: in Calabria e Basilicata, la Realtà
Aumentata (AR) permette ai viaggiatori di visualizzare ricostruzioni
storiche di borghi e siti archeologici direttamente via smartphone.
Dalla
tecnologia al valore: casi concreti di innovazione
Esempi
come ITA Airways mostrano come l’AI possa incidere direttamente
sull’efficienza operativa: l’introduzione di sistemi di assistenza clienti
basati su AI generativa ha ridotto dell’80% i tempi di gestione delle
richieste. In Veneto e Lombardia, in vista dei Giochi Olimpici,
piattaforme di Smart Concierge integrano dati di aeroporti e trasporto
ferroviario per offrire itinerari multimodali digitali, utilizzati dal 72%
dei visitatori più giovani, come nota il Report Impatto Digitale
Milano-Cortina 2026.
Sul
fronte delle PMI, soluzioni sviluppate da aziende come Blastness
e Titanka! consentono agli hotel indipendenti di aumentare del 25% le
prenotazioni dirette, riducendo la dipendenza dalle OTA. Anche il turismo
esperienziale evolve: il Consorzio del Parmigiano Reggiano utilizza
blockchain e realtà aumentata per arricchire la visita ai caseifici,
registrando un aumento del 45% dell’engagement digitale tra i giovani.
Sul
piano internazionale, alcune destinazioni stanno utilizzando la tecnologia come
leva strutturale per ripensare l’esperienza di viaggio lungo tutto il customer
journey. A Singapore, il sistema “face-to-gate” sviluppato da Singapore
Airlines in collaborazione con l’aeroporto di Changi consente a circa il
90% dei passeggeri di completare check-in e imbarco senza documenti
fisici, rispondendo alla richiesta di velocità, fluidità e zero attrito
tipica dei viaggiatori più giovani.
La
Corea del Sud rappresenta uno dei casi più avanzati di Smart Tourism
City: attraverso l’integrazione di reti ad altissima velocità, Realtà
Estesa e servizi biometrici, destinazioni come Seoul permettono ai
visitatori di accedere a pagamenti digitali, traduzioni AI in tempo reale e
ricostruzioni storiche sovrapposte ai luoghi fisici. Secondo il Korea
Tourism Tech Report 2026, il 78% dei visitatori internazionali
utilizza l’app ufficiale durante il soggiorno, eliminando barriere linguistiche
e operative.
In
Egitto, la digitalizzazione dell’esperienza culturale è diventata
centrale nei siti ad alta intensità di flussi. Presso il Grande Museo Egizio
appena inaugurato e l’altopiano di Giza, guide olografiche basate su
AI interagiscono con i visitatori in oltre 50 lingue, mentre sistemi di big
data monitorano l’affollamento in tempo reale, riducendo i tempi di attesa
del 30% e migliorando sensibilmente il sentiment digitale dei viaggiatori
internazionali.
In questo quadro, BIT 2026 si
configura come una piattaforma unica per la capacità di coniugare contenuti
e business, in cui le riflessioni che attraversano i talk del Travel Makers
si ampliano al percorso espositivo dove brand e operatori, trasformano
trend e ispirazioni in proposte per il mercato. Un dialogo continuo tra contenuti
e offerta i cui la grande rivoluzione della trasformazione digitale e
dell’innovazione e tecnologia in senso prende la forma di strategie e soluzioni
concrete per il Travel di domani.
L’appuntamento
con BIT 2026 e il Travel Makers Fest è a Fiera Milano da
martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.
BIT 2026 nasce come risposta a una domanda centrale per un settore del turismo in
continua evoluzione: di cosa ha bisogno oggi l’industria del viaggio per creare
valore. La manifestazione si propone come una piattaforma
professionale dove il settore si incontra non solo per fare business, ma
per costruire contenuti e relazioni di qualità e interpretare i
cambiamenti in atto.
BIT integra networking,
contenuti e momento espositivo in una visione strategica, con l’obiettivo
di generare valore lungo tutta la filiera del turismo mettendo in
relazione operatori, destinazioni, istituzioni e nuove professionalità. In una
parola, la community dei Travel Makers: tutti coloro che, con ruoli e contributi diversi lungo la filiera,
progettano, raccontano, sviluppano e vivono il viaggio attraverso competenze,
idee, esperienze e narrazioni.
Il Travel Makers Fest rappresenta il cuore
culturale della manifestazione: un format di incontri e talk che esplora
il turismo come ecosistema complesso, dove sostenibilità, mobilità, cultura,
tecnologia ed eventi si intrecciano. Il Fest mette esperti, accademici e
protagonisti del settore in dialogo su trend e casi concreti, contribuendo
a costruire valore condiviso prima, durante e dopo l’evento.
Per maggiori informazioni:
bit.fieramilano.it - IG @bitmilano

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