Ozzano Taro (Parma) — Sui dolci pendii dei Colli di Parma, dove la viticoltura affonda radici antiche e profonde nella storia della food valley emiliana, è nata e si è trasformata una delle realtà vinicole più rappresentative dell’enologia biologica italiana: Monte delle Vigne, a cui storia inizia nel 1963, quando Pietro Pizzarotti acquista un podere di circa 100 ettari nelle colline emiliane con l’intento di riportare la terra alla sua vocazione agricola. La vera svolta, però, arrivò decenni dopo, grazie all’opera di suo figlio Paolo, oggi presidente dell’azienda. Egli infatti in da giovane aveva coltivato un profondo legame con questi luoghi, finché nel 2003 decise di trasformare il suo sogno di viticoltura di qualità in una realtà concreta, rilevando e ampliando una piccola realtà vitivinicola esistente e facendo così nascere l’Azienda Monte delle Vigne attuale.
Monte delle Vigne: panorama
Sotto la sua guida, l’azienda crebbe rapidamente: dai primi sette ettari iniziali si arrivò a oltre 60 ettari di vigneto coltivati, con una produzione che si è stabilizzata intorno a diverse migliaia di bottiglie all’anno. La cantina stessa, realizzata con tecnologie all’avanguardia e integrata nell’ambiente circostante, riflette l’approccio sostenibile e innovativo che contraddistingue la produzione.
Monte delle Vigne si è infatti fin dall’inizio distinta per la sua forte attenzione alla sostenibilità ambientale e alla viticoltura biologica. Il percorso verso una produzione certificata biologica è stato compiuto pienamente nel 2021, quando l’azienda ha ottenuto dall’ Icea la certificazione BIO, frutto di anni di lavoro in cui la gestione dei vigneti e della cantina ha privilegiato le pratiche naturali e rispettose dell’ambiente.
Quello che rende Monte delle Vigne un’azienda di riferimento nella produzione enologica non è soltanto la filosofia con cui si lavora, ma la qualità e la personalità dei vini che nascono in vigna. Tra le etichette più emblematiche ricordiamo:
Nabucco: Vino rosso fermo, simbolo storico dell’azienda. Nasce nel 1992 come primo vino rosso di Parma, frutto di un blend di Barbera e Merlot, affinato in botti di rovere francese. Dotato di profumi intensi di frutti rossi e sentori tostati, è apprezzato per la sua struttura, che gli permette una notevole longevità.
Callas: Bianco fermo ottenuto da Malvasia di Candia Aromatica, varietà autoctona emiliana prodotto per la prima volta nel 1999 Elegante, minerale e aromatico, è una delle referenze che meglio raccontano l’espressività del terroir dei Colli di Parma.
Lambrusco e vini frizzanti: La produzione include anche interpretazioni moderne e di qualità di Lambrusco, come “I Calanchi” o “Riovalli”, frizzanti e particolarmente adatti ad accompagnare piatti della tradizione emiliana.
Accanto a questi, l’azienda vinifica anche etichette da vitigni internazionali e autoctoni come Sauvignon, Chardonnay, Croatina, Cabernet Franc e Bonarda, ampliando così la propria gamma con vini fermi e spumanti che legano tradizione e innovazione.
Un futuro all’insegna dell’internazionalizzazione
Oggi Monte delle Vigne guarda oltre i confini nazionali: accanto alla consolidata presenza sul mercato italiano, è in corso un progetto di sviluppo dell’export verso Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Nord Europa, con l’obiettivo di far conoscere sempre di più la qualità e il carattere dei vini di Parma.
Il Nabucco: simbolo dell’internazionalizzazione di Monte delle Vigne
La storia di Pizzarotti vini è dunque molto più di una semplice vicenda imprenditoriale: è il racconto di una passione che attraversa generazioni, di un territorio che riscopre e valorizza le sue radici, e di una produzione vinicola che combina tradizione locale, rispetto dell’ambiente e visione moderna. I vini di Monte delle Vigne non sono solo bottiglie: sono espressione autentica della cultura enologica dei Colli di Parma.
Gianluigi Pagano
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