Le conferenze dell’evento: quattro prospettive per leggere il vino giusto Durante i giorni dell’evento Slow Wine Fair propone quattro conferenze, per trasformare i temi chiave dell’edizione 2026 in momenti di confronto e storie da ascoltare. Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere, il 22 febbraio alle 14, mette al centro il lavoro in vigna, spesso soggetto a forme di sfruttamento come il caporalato, dando voce alla esperienze che dimostrano come giustizia, diritti e inclusione possano diventare parte integrante della produzione vitivinicola. Ne parlano Irene de Barracuia, Advocacy and Communication officer di Lideres Campesinas, organizzazione statunitense che si dedica all’empowerment e alla difesa dei diritti delle donne migranti che lavorano in agricoltura; Maria Cristina Galeasso, coordinatrice di Accademia della Vigna, progetto che integra formazione, lavoro e responsabilità sociale per favorire opportunità di impiego etico e di qualità, Yvan Sagnet, Cavaliere del Lavoro, Presidente NOCap, associazione che promuove filiere etiche e sostenibili, condizioni di lavoro dignitose e rispetto dei diritti umani in agricoltura, e Luca Rondi, giornalista di Altreconomia, autore di Uva nera, inchiesta sul caporalato nelle Langhe. L’uva è donna, il 22 febbraio alle 16.30, accende i riflettori sul cambiamento in atto nel settore, valorizzando il contributo femminile e interrogandosi su nuove forme di leadership capaci di superare stereotipi e disuguaglianze. Partecipano Laura Donadoni, giornalista e scrittrice, autrice di Intrepide. Storie di donne, vino e libertà e di Basta una goccia. Storie di gastronome ribelli, Slow Food Editore, e Amelia Birch, sommelier e imprenditrice nel mondo del vino, nota soprattutto come fondatrice e proprietaria di Famelia, un wine bar e bottle shop situato a Sydney, dove si servono esclusivamente vini prodotti da donne, e Franca Miretti, produttrice di vino presso la Cantina del Pino a Barbaresco (Cn). Giovani vignaioli, il 23 febbraio alle 14, propone un dialogo aperto tra il cardinale Matteo Maria Zuppi e Carlo Petrini con i giovani, condotto da Mario Marazziti, portavoce Comunità Sant’Egidio, per riflettere sul significato del “giusto” e sulla responsabilità di costruire comunità attente alla terra e alle persone. Terre alte: quando il vino si fa comunità, il 24 febbraio alle 10, mostra infine come la viticoltura di montagna diventi presidio del paesaggio, strumento di rigenerazione dei territori e occasione di rinascita sociale ed economica per le comunità locali. Intervengono sul tema Donatella Murtas, direttrice di ITLA Italia Aps (International Terraced Landscapes Alliance Italia), Samuele Heydi Bonanini, referente del Presidio Slow Food dello Sciacchetrà, Claudio Zucchino, produttore di Jujuy, Argentina, parte della comunità di Enoturismo Sostenible de la Quebrada, azienda Viñas de Uquia, e Andrea Peradotto, azienda agricola Pian di Stintino, Tredozio.
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La fiera gode del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del Comune di Bologna, della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, e di Confcommercio Ascom Bologna. Con il supporto di ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, della Regione Emilia-Romagna e di FIPE. In collaborazione con Amaroteca e ANADI - Associazione Nazionale Amaro d’Italia, Demeter e Drink Factory. Main partner: Guala Closures, Reale Mutua e WinterHalter. In kind partner: Acqua S. Bernardo, Bormioli Luigi, Gruppo Saida, IP Industrie del Freddo Professionale, Pefc Italia e Pulltex. Media partner: Bar.it, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Il Gusto Gruppo Gedi, Italy Export, Luxury Food & Beverage Magazine, Premiata Salumeria Italiana, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, TecnAlimentaria Beverage Industry. |
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