lunedì 19 gennaio 2026

PAOLO DE CASTRO, PRESIDENTE DI NOMISMA: L’ACCORDO CON IL MERCOSUR ȠDI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER IL SETTORE AGRIFOOD MA ATTENZIONE A POSSIBILI DISTORSIONI DELLA CONCORRENZA

 Dopo oltre vent’anni di negoziati tato approvato l’accordo di Libero scambio con i paesi del Mercosur, consentendo la creazione di una delle aree di mercato pi vaste al mondo, capace di rafforzare il ruolo economico e geopolitico dell’Europa in una fase storica segnata da instabilit competizione globale sempre pi aspra.

Se per l’industria l’accordo rappresenta senza dubbio un’opportunitignificativa, non a caso la Germania ne e stata lo sponsor principale, per il settore agricolo e agroindustriale sono diverse le criticitspresse da diversi paesi che hanno votato contro, in primis la Francia.

 

“Il vulnus dell’accordo sta tutto nella profonda asimmetria regolatoria tra l’Unione europea e i Paesi extraeuropei, in particolare quelli dell’America Latina – ha commentato Paolo De Castro, Presidente di Nomisma -. Negli ultimi vent’anni, infatti, l’agricoltura europea ha visto una profonda trasformazione, con l’introduzione di standard qualitativi elevatissimi, una drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci, la limitazione quasi totale degli antibiotici in molti settori, il divieto assoluto all’uso degli ormoni della crescita negli allevamenti, norme stringenti sul benessere animale. Un insieme di regole che ha reso i prodotti europei pi sicuri e sostenibili, ma anche pi costosi da produrre”.

 

Il problema nasce quando un mercato regolato in modo stringente, come quello Comunitario, si apre a prodotti che non rispettano gli stessi criteri. In molti Paesi partner, infatti, queste norme non sono in vigore o non vengono applicate con la stessa severit஠

“Il risultato na distorsione evidente della concorrenza – aggiunge De Castro -. Da un lato l’Europa chiede ai propri agricoltori sacrifici crescenti in nome della qualit della sostenibilitdall’altro consente l’ingresso di merci pi economiche proprio perchrodotte con standard inferiori”.

 

Non a caso, la fase finale del negoziato si oncentrata sul rafforzamento delle garanzie per il settore agricolo, ad esempio con l’abbassamento della soglia della clausola di salvaguardia, che tata abbassata dall’8% al 5%. In termini concreti, significa che, qualora le importazioni dai Paesi partner incidano in modo significativo sui prezzi dei prodotti agricoli europei, scatterebbe automaticamente un meccanismo di protezione che blocca ulteriori ingressi.

Altro punto cruciale l rafforzamento dei controlli alle frontiere, che dovrebbe evitare l’ingresso nel mercato unico a tutti quei prodotti che non rispettano gli standard UE: l’impegno ad aumentare verifiche e tracciabilitiventa fondamentale.

Accanto a queste misure, va riconosciuto anche lo sforzo della Commissione europea sul piano finanziario. Nel quadro finanziario pluriennale sono state previste risorse aggiuntive a sostegno del settore agricolo comunitario, recuperando fondi che nella proposta iniziale di luglio erano stati ridimensionati.

 

L’accordo con il Mercosur ha una portata storica ma gli agricoltori europei chiedono una concorrenza leale. Per questo la vera partita si giocher࠮ella fase di attuazione. Solo un controllo rigoroso alle frontiere, l’applicazione effettiva delle clausole di salvaguardia e la pretesa di standard equivalenti potranno infatti garantire che l’apertura dei mercati non si traduca in un danno irreversibile per chi produce secondo regole pi severe” - conclude De Castro.

Nessun commento:

Posta un commento