BUILDING TERZO PIANO presenta una selezione di fotografie e un video che documentano la performance intitolata La danza del sale (2023), creata in collaborazione con la coreografa e danzatrice M^ Teta Lonigro, il saliniere Valerio e un gruppo di abitanti della comunità locale. La danza ripercorre i movimenti del lavoro degli operai, privati dei loro strumenti e della loro funzione produttiva. La presenza fisica di questi oggetti è solo virtualmente presente nelle gestualità ripetute, creando un percorso di trasformazione ideale e reale. L’artista ha costruito un gesto condiviso, un rito di comunità per trasformare il lavoro in danza, l’azione in contemplazione, l’esperienza in conoscenza sensibile. Il sale, minerale che collega in una rete di relazioni le civiltà del bacino Mediterraneo, diventa così narrante di una metamorfosi che trasforma l’oggetto progettato in materiale organico, destinato al proprio riassorbimento nel ciclo naturale. Il sale diventa materia vivente, e di conseguenza peritura, in queste sculture evolutive che cristallizzano frammenti di memoria condivisa.
L’origine di questa ricerca risale al progetto Fari e torri del fuoco segreto (Margherita di Savoia, 2023), promosso nell'ambito del progetto CoHeN, finanziato dal Programma Interreg Grecia-Italia 2014/2020, dalla Fondazione Pino Pascali e dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, con il sostegno di Atisale e la curatela di Christian Caliandro e Nicola Zito. Il progetto, realizzato in dialogo con la comunità locale e con il paesaggio delle saline di Margherita di Savoia, in corrispondenza di Torre Pietra, ha portato Zanetti a concentrarsi sulla memoria e sui processi legati all’estrazione del sale. Zanetti, prendendo spunto dal lavoro dell’artista Pino Pascali, ha studiato i movimenti dei salinai all’interno dei bacini di evaporazione e i codici condivisi che caratterizzano la comunità del luogo.
Come osserva Virginia Zanetti: “I miei lavori hanno una funzione di trasformazione, inversione di stati o condizioni. Nella mia ricerca, l’Altro, in opposizione al Sé, costituisce il punto di partenza per esplorare idee di separazione e disarmonia, con lo scopo di consentire il riconoscimento del nostro legame con la comunità d’appartenenza e l’ambiente sociale e naturale circostante. […] Tra le motivazioni alla base dei processi di genesi delle mie opere, c’è il desiderio di comprendere il funzionamento della vita e le relazioni che la supportano, partendo da un’idea di non dualità tra i fenomeni e la forza che li sostiene. […] Forme materiali e immateriali si fondono quando l’atto performativo diventa oggetto e lo spettatore diventa artista attraverso una modalità di sviluppo collettiva. Ogni mia azione cerca di far emergere un rinnovato senso dell’esistere e una rinnovata conoscenza affettiva, attraverso dinamiche relazionali e codici condivisi, per tentare di far divenire l’opera d’arte parte integrante dell’ambiente e della comunità per cui è concepita”.
Le opere di Zanetti esposte ne La danza del sale presso BUILDING TERZO PIANO sono la testimonianza di un processo reale di trasformazione che ha assunto la forma di un rito. Gesto, materia e memoria collettiva si sono intrecciati: l’azione performativa si è depositata nella materia, trasformandola in memoria viva e testimonianza poetica.
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