mercoledì 28 ottobre 2026

ENOTURISMO, TOSCANA OGGETTO DEL DESIDERIO PER I WINE LOVERS DI LINGUA TEDESCA. CHIANTI E MONTEPULCIANO IN VETTA TRA LE DESTINAZIONI.

 

La ricerca dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico,
realizzata in collaborazione con FINE #WineTourism Marketplace Italy,
fotografa abitudini, aspettative e opportunità del turista tedesco, svizzero e austriaco.
Tre mercati strategici per l’Italia: messi assieme
rappresentano quasi il 35% delle presenze straniere. 
Paesaggio rurale, autenticità e gastronomia guidano le scelte di viaggio.
Il 61% è disposto a spendere fino a un massimo di 40 euro
per una visita guidata in cantina con degustazione.

Riva del Garda, 28 ottobre 2026 – Il vino italiano conquista i turisti di Germania, Austria e Svizzera, ma per attrarre i visitatori non basta più proporre una semplice degustazione. Servono paesaggi suggestivi, esperienze autentiche, gastronomia del territorio e occasioni di incontro con i produttori. È quanto emerge dal nuovo Rapporto sul mercato DACH, curato da Roberta Garibaldi, docente dell’Università degli Studi di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE), realizzato in collaborazione con FINE #WineTourism Marketplace Italy e Sansonina Winery di Nadia Zenato.


Lo studio è arricchito dai contributi di The Data Appeal Company – Gruppo Almaviva, di Gergely Szolnoki (Hochschule Geisenheim University) e di Yann Stucki (Lausanne Great Wine Capitals). Il progetto ha inoltre coinvolto Agata Marchetti, direttrice dell’Ente Nazionale Germanico per il Turismo in Italia (German National Tourist Board), per un approfondimento sul contesto tedesco. L’iniziativa è presentata nell’ambito di FINE #WineTourism Marketplace Italy, primo evento in Italia dedicato interamente all’enoturismo e frutto della collaborazione tra Riva del Garda Fierecongressi e la spagnola Feria de Valladolid, ideatrice del format, tenutosi a Riva del Garda il 27-28 ottobre.


Lo studio analizza comportamenti, aspettative e propensione alla spesa dei viaggiatori provenienti dall’area DACH, uno dei principali bacini di riferimento per il turismo italiano. L'importanza economica di questi mercati è confermata dalle statistiche Istat e Banca d’Italia: secondo gli ultimi dati Istat disponibili per Paese di provenienza (anno 2024, pubblicati a marzo 2026), Germania, Austria e Svizzera hanno generato complessivamente 87,8 milioni di presenze turistiche in Italia, pari al 34,6% delle presenze straniere. La Germania guida la classifica con oltre 65,2 milioni di presenze, seguita dalla Svizzera con 12,1 milioni e dall’Austria con 10,5 milioni. Nel 2025, secondo l’Indagine sul turismo internazionale della Banca d’Italia, la spesa dei viaggiatori tedeschi in Italia ha raggiunto 8,8 miliardi di euro (+1,6%) e quella complessiva dei tre Paesi circa 12,7 miliardi, su un totale di 56,7 miliardi spesi dai viaggiatori stranieri. La componente estera continua a trainare il turismo italiano: secondo l’Istat le presenze straniere sono cresciute del 4,3% nel 2025 e del 4,6% nel secondo trimestre 2026, quando hanno rappresentato il 61,6% del totale.

Il 73% ha già partecipato a esperienze enoturistiche
La familiarità con il turismo del vino è particolarmente elevata: il 73% degli intervistati DACH dichiara di aver partecipato ad almeno un’esperienza enoturistica negli ultimi tre anni, mentre il 59% ne ha vissuta più di una. La degustazione rappresenta l’attività più diffusa, indicata dal 54% degli enoturisti, seguita dalle visite guidate alle cantine (41%), dai tour e itinerari tematici dedicati al vino (21%) e dalle esperienze culturali (19%).
L’interesse si estende oltre l’assaggio. Il 27% ha visitato cantine a conduzione familiare, il 25% ha scelto aziende vinicole dotate di ristorante per pranzare o cenare e una quota identica ha acquistato vino direttamente dal produttore a prezzi ritenuti interessanti. Si conferma così il ruolo della cantina non soltanto come luogo di degustazione, ma anche come spazio di relazione, ristorazione e vendita diretta.
Il soggiorno enoturistico tende ad avere una durata significativa: il 72% dei viaggiatori DACH che hanno effettuato viaggi alla scoperta dei territori del vino con pernottamento dichiara una permanenza di almeno quattro giorni, mentre il 36% si colloca nella fascia tra cinque e sette giorni. Il 59% visita una o due cantine durante il soggiorno, confermando che il vino viene spesso inserito in una vacanza più ampia, insieme ad altre attività turistiche.
Guardando ai prossimi mesi, secondo l’ultima rilevazione della European Travel Commission sulle intenzioni di viaggio per il periodo giugno–novembre 2026, l’11% dei turisti tedeschi ha in programma un viaggio in Italia, seconda destinazione prediletta dopo la Spagna (14%). Gli svizzeri invece puntano sul nostro Paese con il 17% delle risposte, contro l’11% di Francia, Spagna e Germania. Gli austriaci scelgono in primis la Spagna (16%), poi Italia (15%) e Grecia (8%).

Paesaggio e autenticità sono i veri fattori di attrazione
La ricerca evidenzia come il paesaggio rappresenti il principale elemento nella scelta di una destinazione enogastronomica per oltre l’80% degli intervistati. Seguono i ristoranti locali autentici, considerati rilevanti dal 78% degli austro-svizzeri e dal 65% dei tedeschi.
Il legame con la cultura gastronomica italiana costituisce un ulteriore vantaggio competitivo. Per il 55%  il primo elemento associato all’Italia è proprio il cibo e il vino, davanti al patrimonio monumentale e ai luoghi simbolo.
L’autenticità si traduce soprattutto nella possibilità di degustare piatti tipici, entrare in contatto con i paesaggi agricoli e conoscere direttamente i produttori. Per le destinazioni italiane emerge quindi l’opportunità di sviluppare proposte capaci di integrare vino, cucina, natura e racconto delle tradizioni locali.


Chianti e Montepulciano guidano la classifica delle mete più desiderate
La Toscana si conferma la regione simbolo dell’enoturismo italiano nell’immaginario dei visitatori DACH. Il Chianti è la destinazione più desiderata, indicata dal 38% degli intervistati, seguito da Montepulciano con il 33%. Al terzo posto si colloca l’Etna, con il 23%, davanti a Montalcino (20%).
La graduatoria prosegue con Bolgheri, Valpolicella e Costiera Amalfitana, tutte al 18%, seguite dalle Cinque Terre (16%), dal Monferrato, dalla Valdichiana e dalla Gallura (14%).
Il dato conferma il forte posizionamento delle denominazioni toscane, ma evidenzia anche opportunità per altri territori vitivinicoli italiani, soprattutto quelli capaci di combinare riconoscibilità del vino, qualità paesaggistica e attrattività turistica.

Roberta Garibaldi: «Il futuro dell'enoturismo è nelle reti territoriali»

«I mercati di Germania, Austria e Svizzera rappresentano una risorsa consolidata per l'Italia, ma ci invitano anche a ripensare il nostro modello di sviluppo. Sono viaggiatori attenti al rapporto tra qualità e prezzo: il 61% indica un budget non superiore a 40 euro per una visita in cantina con degustazione. Non possiamo quindi puntare soltanto su esperienze esclusive, ma dobbiamo costruire un'offerta diversificata, accessibile e capace di rispondere a esigenze differenti. Mi auguro che nei prossimi anni il turismo del vino italiano evolva da un insieme di eccellenze individuali a un vero sistema di destinazioni organizzate, dove cantine, strutture ricettive, ristoratori, guide e operatori dei trasporti collaborino, condividendo servizi, strumenti digitali e opportunità commerciali. L'obiettivo deve essere quello di valorizzare anche i piccoli produttori e i territori meno conosciuti, distribuendo maggiormente i benefici del turismo. Vorrei che in futuro misurassimo il successo dell'enoturismo non soltanto dal numero di visitatori nelle cantine, ma dalla capacità di generare permanenza, occupazione e valore duraturo per le comunità locali» Roberta Garibaldi, Università di Bergamo.


Le esperienze desiderate: wine bar, cene in cantina e acquisti diretti
Guardando ai prossimi viaggi in Italia, il 61% degli enoturisti DACH vorrebbe degustare un calice di vino in un wine bar, mentre il 60% desidera acquistare vini locali direttamente nei territori visitati.
Particolarmente elevato è anche l’interesse per le esperienze gastronomiche in cantina: il 57% vorrebbe partecipare a una cena con piatti regionali abbinati ai vini aziendali, il 55% visitare una cantina ospitata in una dimora storica e il 54% effettuare un tour guidato tra vigneti, barricaie e degustazioni. Tra le esperienze più desiderate, si impone la cena nei vigneti a lume di candela (48%), davanti ad attività di benessere tra le vigne (35%) e alla partecipazione in prima persona alla vendemmia, vivendo per un giorno l’esperienza del viticoltore (34%).
Un elemento trasversale riguarda il valore culturale del paesaggio vitivinicolo italiano: il 62% dei rispondenti DACH ritiene che rappresenti un’occasione di arricchimento culturale.

Prezzi: sei turisti su dieci non superano i 40 euro per una visita con degustazione
La disponibilità alla spesa costituisce uno degli aspetti più significativi dell’indagine. Per un tour guidato in cantina comprensivo di degustazione, il 61% degli enoturisti DACH indica un budget non superiore a 40 euro: il 27% è disposto a spendere meno di 20 euro e il 34% tra 21 e 40 euro. Un ulteriore 23% si colloca nella fascia tra 41 e 60 euro.
Per un’esperienza di vendemmia turistica la sensibilità al prezzo è ancora più evidente: il 40% dichiara una disponibilità inferiore a 20 euro, mentre il 25% si colloca tra 21 e 40 euro.
Questi risultati suggeriscono alle imprese vitivinicole la necessità di strutturare offerte differenziate, con esperienze accessibili nel prezzo e proposte più articolate per i segmenti disposti a sostenere una spesa superiore.

Prenotazioni e accessibilità: l’auto resta protagonista
L’organizzazione dell’esperienza rappresenta un altro fattore competitivo. Prima della partenza, il 32% dei turisti DACH utilizza l’e-mail per prenotare attività enogastronomiche, il 31% ricorre alle piattaforme online specializzate e il 28% ai siti turistici ufficiali delle destinazioni. Il 34% dichiara di non effettuare prenotazioni anticipate.
Anche la mobilità condiziona la fruizione dell’offerta: il 75% degli enoturisti DACH sceglierebbe l’automobile per raggiungere cantine e aziende agroalimentari in Italia, mentre il 30% prenderebbe in considerazione un’auto a noleggio. Seguono autobus (27%), treno (21%) e bicicletta (14%).
Per quanto riguarda l’ospitalità, l’albergo tradizionale resta la soluzione preferita (53%), seguito dagli alloggi in affitto (37%), dai bed & breakfast (23%), dagli alberghi a tema (21%) e dagli agriturismi (20%).

Recensioni online: una reputazione superiore agli 85 punti su 100
L’analisi realizzata da The Data Appeal Company sulle recensioni online nelle aree DOC e DOCG italiane tramite la piattaforma di travel intelligence Data Appeal Mabrian conferma l’elevato apprezzamento dei visitatori DACH per l’offerta enogastronomica del nostro Paese: il sentiment raggiunge 87 punti su 100 per i tedeschi, 86,7 per gli austriaci e 85,5 per gli svizzeri . A essere premiati non sono soltanto il cibo e il vino, ma anche l’ospitalità, l’atmosfera e la capacità di creare esperienze autentiche. Tra i tedeschi, proprio il coinvolgimento emotivo registra il miglioramento più significativo rispetto all’anno precedente (+1,14 punti). Emergono tuttavia alcune criticità: i tempi di attesa ottengono valutazioni decisamente inferiori, con 40,9 punti tra gli svizzeri e 45,1 tra gli austriaci; per questi ultimi anche l’accessibilità si ferma a 47,9 punti. Un’indicazione importante per le imprese: la qualità dell’esperienza turistica dipende sempre più non soltanto dal prodotto, ma anche dall’efficienza dei servizi e dall’accoglienza complessiva.


Germania, un visitatore su tre entra in cantina senza aver scelto il viaggio per il vino

Un dato particolarmente interessante emerge dal contributo di Gergely Szolnoki della Hochschule Geisenheim University, basato su una ricerca condotta tra 570 turisti nelle regioni vitivinicole tedesche del Rheingau e del Palatinato. Tra i 312 intervistati che hanno visitato una cantina, uno su tre era arrivato nella regione per motivazioni diverse dal vino. A guidare la scelta della destinazione sono soprattutto paesaggio e natura (37%), davanti al vino (32%), alla gastronomia (31%) e al relax (31%). La degustazione rimane l'elemento più importante durante la visita, ma la ricerca evidenzia un'opportunità per le destinazioni italiane: intercettare anche chi non parte espressamente per il vino, integrando le cantine con itinerari naturalistici, cicloturismo, gastronomia e cultura.


Yann Stucki, coordinatore locale di Lausanne Great Wine Capitals, illustra l'evoluzione dell'enoturismo svizzero e il ruolo di Swiss Wine Tour, progetto che riunisce le proposte delle diverse regioni vitivinicole, integrando vino, gastronomia, paesaggio e cultura. La piattaforma permette di consultare e prenotare le esperienze, offrendo un esempio concreto di collaborazione tra operatori e di organizzazione condivisa dell'offerta turistica.



NOTA METODOLOGICA

Le percentuali dell’indagine 2026 si riferiscono ai diversi campioni e alle basi di risposta indicate nel rapporto; le domande a risposta multipla possono produrre totali superiori al 100%.


Contatti per i media

Roberta Garibaldi

press@robertagaribaldi.it

FINE Italy

press@fine-italy.com
http://fine-italy.com/


Nessun commento:

Posta un commento