Come già accaduto per i progetti precedenti, anche Song Dong. Soul Out è arricchito dalla programmazione di Evolving Soundscapes, programma di musica e performance curato da Chiara Lee e freddie Murphy, oltre che da conferenze, proiezioni, attività didattiche e laboratoriali. A corredo della mostra sarà prodotto un catalogo bilingue, in italiano e in inglese, con nuovi testi e saggi a cura del team curatoriale e di studiosi invitati, un ricco apparato iconografico e un approfondimento delle opere in mostra.
Con questo progetto il MAO prosegue la propria ricerca sulle possibili riletture delle collezioni permanenti attraverso il confronto con la produzione artistica contemporanea. Dopo la personale dedicata a Chiharu Shiota, il museo torna a dialogare con il nucleo della collezione funeraria cinese, presentando un nuovo riallestimento dal titolo Made in China, curato da Laura Vigo, aperto al pubblico dal 23 ottobre.
Attraverso colori rinnovati e teche specchianti, strumenti digitali e contenuti accessibili in LIS, il progetto propone una rilettura della collezione archeologica cinese, composta da oltre 140 oggetti dal Neolitico alla dinastia Tang, per un’esperienza di visita accessibile e multisensoriale. Ceramiche, bronzi, oggetti funerari e manufatti invetriati sono presentati in relazione alle persone, ai gesti, ai rituali e alle esperienze sensoriali che ne hanno accompagnato la creazione e l’uso.
Made in China nasce dalle esperienze curatoriali maturate al MAO negli ultimi anni e sviluppa l’idea del museo come spazio di incontro e confronto tra pubblici e collezioni, invitando a rileggere gli oggetti attraverso gli sguardi di artisti, curatori, scienziati, archeologi e storici dell’arte.
Come afferma il Direttore Davide Quadrio: “La progettazione espositiva del MAO emerge come processo di lunga durata, fondato su reti relazionali e negoziazioni istituzionali, e capace di pensare al museo come a un organismo multiforme in cui tutto procede verso l’Uno, ovvero verso l’esistenza di un museo di senso: umano, sociale, culturale e politico. In questa prospettiva la mostra si sviluppa come un ritratto espanso dell’artista, le sue opere si distribuiscono negli spazi del museo come presenze in dialogo costante con le collezioni permanenti, contribuendo a definire il MAO come un organismo vivo, in continua trasformazione e relazione con il pubblico.”
I contenuti audiovisivi saranno disponibili anche in Lingua dei Segni Italiana (LIS), a conferma dell’impegno del MAO per l’accessibilità e l’inclusività dell’esperienza di visita.
Si ringraziano Tokyo Gallery+BTAP e Beijing Commune per la collaborazione.
Nessun commento:
Posta un commento