Il
Consorzio del Parmigiano Reggiano stima che il giro d’affari del falso Parmesan
fuori dall’Unione Europea sia di oltre 2 miliardi di euro, circa 200.000
tonnellate di prodotto, ossia tre volte il volume del Parmigiano Reggiano
esportato
Reggio Emilia, 26 ottobre 2026 – Anche
l’edizione 2026 di SIAL a Parigi, una delle più importanti manifestazioni
fieristiche al mondo dedicate al food & beverage, ha segnato un nuovo
intervento del Consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela della Dop
contro la presenza di falso Parmigiano Reggiano. Nel corso delle
attività di vigilanza presso la fiera, il Consorzio ha riscontrato alcune
situazioni non conformi, richiedendo l’intervento delle autorità francesi
competenti (la Direction Départementale de la Protection des Populations de la Seine-Saint-Denis)
per due formaggi che utilizzavano nomi evocativi e per sei prodotti
trasformati che indicavano come ingrediente “Parmesan” di cui quattro in
modo illecito e due da verificare.
Nello specifico, il Consorzio ha
segnalato:
- un formaggio
non conforme prodotto in USA chiamato «Shredded Parmesan cheese»;
- un formaggio ucraino
recante la denominazione evocativa «Parmental cheese»;
- un sugo
recante la denominazione «Creamy Basil with Parmesan Cheese» non
contenente Parmigiano Reggiano;
- una salsa al
formaggio, prodotta in Egitto, recante la denominazione «Ranch PARMESAN
– Sauce», non contenente Parmigiano Reggiano;
- due prodotti
recanti rispettivamente le denominazioni «Buffalo Garlic Parmesan Sauce»
e «Truffle Parmesan Sauce», non contenenti Parmigiano Reggiano;
- un prodotto da
cucina denominato «Préparation culinaire à base de Sel Parmesan
Basilic»;
- una crema
denominata «Crème de Courgette Parmesan & Basilic».
L’autorità francese, con
la quale il Consorzio ha collaborato anche nelle scorse edizioni della fiera,
ha agito tempestivamente rimuovendo i sei prodotti non conformi dall’esposizione
al pubblico, mentre ha accertato che gli ultimi due utilizzavano effettivamente
Parmigiano Reggiano.
Non è la prima volta che, nel corso della
fiera, il Consorzio individua casi di illecito, in particolare di usi di nomi
evocativi della Dop vietati all’interno dell’Unione Europea: grazie alla
sentenza ottenuta dalla Commissione e dal Consorzio nel febbraio 2008 presso la
Corte di Giustizia UE, è stato infatti sancito che il termine “Parmesan” non
è generico ma dev’essere considerato un’evocazione della
denominazione “Parmigiano Reggiano” e non può essere utilizzato per formaggi
non conformi al disciplinare della Dop. Il Consorzio stima che il giro
d’affari del falso Parmigiano Reggiano fuori dall’Unione Europea sia di
oltre 2 miliardi di euro, circa 200.000 tonnellate di prodotto,
ossia quasi tre volte il volume del Parmigiano Reggiano esportato.
«Il
tempestivo intervento delle autorità francesi conferma l’efficacia del sistema UE
a tutela delle DOP, che oggi obbliga gli Stati membri a una vigilanza diretta
sulle denominazioni d’origine», ha dichiarato Nicola Bertinelli,
presidente del Consorzio. «È un livello
di protezione purtroppo ancora lontano in molte aree extra-UE, dove le contraffazioni
continuano a danneggiare le nostre esportazioni e a ingannare i consumatori.
Tuttavia, questo ennesimo caso di violazione all’interno dell’Unione dimostra
che serve un ulteriore salto di qualità: abbiamo bisogno di regole comuni per
tutti gli enti fieristici europei affinché garantiscano eventi realmente “fake
free”, evitando ai consorzi e ai tribunali di dover intervenire a posteriori
con costi inutili e gravosi».


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