I Colli Euganei, in provincia di
Padova, sono una delle rare zone viticole italiane nelle quali si coltiva il Moscato
Giallo, che su questo
territorio dà vita a un raro vino chiamato Fior
d’Arancio, riconosciuto come DOCG nel 2010 e prodotto, in piccola quantità,
in tre versioni: secca, passita e spumante. Il vitigno si distingue dal più
diffuso Moscato Bianco, pure coltivato sui Colli Euganei, ma all’interno della
DOC locale, per la maturazione tardiva, il grappolo spargolo e la maggiore
acidità.
I vigneti delle
due varietà di Moscato contribuiscono alla biodiversità viticola dei Colli
Euganei, riconosciuto da vent’anni come Parco Regionale e recentemente anche come Riserva della Biosfera MAB UNESCO, grazie a un
patrimonio naturalistico unico, composto da numerose specie animali e vegetali,
dove la viticoltura si inserisce in modo armonico. Qui, infatti, il vino è il
risultato di una solida cooperazione tra la natura e il lavoro
dell'uomo che, nel corso dei decenni, ha plasmato, divenendone custode. <<I
viticoltori contribuiscono alla protezione e alla conservazione del territorio.
Con il proprio lavoro quotidiano, si impegnano nella gestione delle acque, dei
boschi e del suolo, un ruolo fondamentale oggi alla luce dei cambiamenti
climatici che, sempre più frequentemente, si manifestano in modo evidente.>>
afferma il presidente del Consorzio di Tutela dei Colli Euganei, Gianluca
Carraro. La viticoltura ha lentamente trasformato il paesaggio collinare,
occupando con le viti i declivi, modellati pazientemente con ciglioni, mantenendo però un
perfetto equilibrio con i boschi e le molte altre forme di vita presenti nel
Parco: una biodiversità che consente anche di praticare una viticoltura a basso
impatto ambientale. Attualmente, la produzione complessiva di Moscato
dei Colli Euganei, sommando sia la versione DOCG Fior d’Arancio, sia la
versione DOC, è di circa 1 milione di bottiglie, ma presenta un
consistente potenziale di sviluppo per volumi, grazie ai 400 ettari coltivati.
In particolare,
il Fior d’Arancio dei Colli Euganei vanta un’ampia quantità di precursori
aromatici, frutto del clima temperato e delle escursioni termiche tipiche della
zona di produzione. Il suo bouquet spazia dai sentori fioriti di tiglio,
glicine, rosa, zagara, a quelli fruttati di agrumi, pesca, banana, ananas.
Perfetto, nelle
sue diverse tipologie, sia per gli amanti dei vini aromatici secchi,
sia per chi preferisce i vini dolci, può essere abbinato ad un’ampia varietà
di preparazioni. In particolare, è capace di esaltare i piatti a base di molluschi e crostacei, ma
risulta un abbinamento ideale anche la carne bianca e i formaggi
erborinati, oltre che con i dolci.
IL TERRITORIO
I Colli Euganei si distinguono per la loro forma conica dovuta all’origine
vulcanica, sebbene la zona del Parco dei Colli Euganei si estenda su
un ampio territorio, che include anche aree pianeggianti e suoli di diversa
origine. La viticoltura si colloca ad altitudini che variano da 50 a 300
metri slm arrivando a sfiorare i 400, in alta collina. Il
Moscato dei Colli Euganei, in particolare, viene prodotto unicamente da vigneti posti in zona collinare e pedecollinare, con
esposizione idonea e in terreni sia vulcanici sia organici rimescolati, ad esclusione
dei terreni umidi di piano. Dai vigneti che
crescono sulle rocce sedimentarie, si ottengono produzioni dalle quantità medio-contenute,
dalle elevate gradazioni zuccherine e con buoni equilibri acidi caratterizzati da profumi floreali e di frutta. Dalle zone
alluvionali si ottengono invece quantità più elevate di uva, con minore
gradazione zuccherina ed elevati tenori acidi, che possiedono un carattere fresco, apprezzato anche dai consumatori più giovani.
La storia della
viticoltura nei Colli Euganei
Le testimonianze antichissime della coltura
della vite sul territorio euganeo derivano dai ritrovamenti archeologici
appartenenti alla civiltà atestina di epoca preromana (VII – VI
secolo a.C.). Il decollo della viticoltura avvenne nel Basso
Medioevo, quando la diffusione del cristianesimo impose che ogni
insediamento religioso avesse la propria vigna. Nel 1184 il conte Alberto da
Baone importò dalla Slavonia, regione storica della Croazia orientale, le viti
sclavas. L’avvento della varietà Moscato Giallo sui Colli Euganei è strettamente
legato alle pratiche commerciali di Venezia durante i periodi medievale
e rinascimentale, quando la città era una tra le realtà mercantili più
potenti al mondo e anche il vino ricopriva un ruolo essenziale nella sua
economia. Probabilmente originario del Mediterraneo orientale, il
Moscato Giallo veniva importato nel territorio euganeo in cui i nobili
veneziani erigevano le proprie ville. Si
dice addirittura che queste uve, aromatiche e dolci, fossero usate come
profumazione naturale dalle nobildonne veneziane. Attestazioni scritte
ufficiali riguardo alla varietà datano al 1879. Nei decenni successivi,
i produttori hanno continuato l’azione di qualificazione del prodotto tanto che
il 22 dicembre 2010 il Moscato dei Colli Euganei ha ottenuto la DOCG.
I Colli Euganei come riserva della biosfera MAB
Unesco
Dal 5
luglio 2024, i Colli Euganei sono stati ufficialmente proclamati
Riserva della Biosfera MAB Unesco. La candidatura, coordinata dall’Ente
Parco Colli Euganei, è stata accolta riconoscendo al territorio un eccezionale
valore naturale e culturale, nonché l'impegno dimostrato nella promozione
di pratiche di sviluppo sostenibile che rispettano e valorizzano le
risorse ambientali locali. <<L’inserimento dei Colli Euganei nella Lista delle Riserve
Mondiali della Biodiversità Unesco è un’opportunità straordinaria per il nostro
territorio e per il nostro vino. –
Afferma il presidente del Consorzio di Tutela Gianluca Carraro. - Abbiamo
sostenuto sin dall’inizio la candidatura, della quale ci sentiamo parte attiva.
La nostra viticoltura è essa stessa espressione di biodiversità.>> Un
riconoscimento che conferma l’equilibrio tra natura e uomo, promuovendo
l’agricoltura sostenibile e l’ecoturismo. I Colli, che su questo Parco si ergono,
occupano un'area di un centinaio di chilometri quadrati sulla superficie
totale del Parco di 18.684 ettari. Il clima dei Colli Euganei può essere
definito come temperato sub-mediterraneo, caratterizzato da un’elevata
escursione termica, con estati calde e inverni miti. Non a caso, sui Colli
Euganei esiste, fin dall’epoca medievale, una buona produzione di olio
extravergine di oliva. A troneggiare sulle più di ottanta colline che formano
il complesso Euganeo è Il Monte Venda, con i suoi 601 metri di
altezza. Il Parco è un fulcro di beni culturali e naturalistici, costellato da
castelli antichi e piccoli borghi in pietra, maestose ville venete attorniate
da giardini, abbazie e monasteri, circondati da vigneti. Se l’opera dell’uomo ha consentito di creare
piccoli gioielli come, ad esempio, Arquà Petrarca (PD), è la natura
a essere protagonista assoluta. Le foreste si caratterizzano per la pseudomacchia
mediterranea. Il Fico d’India Nano, originario del Centro America, si trova
anche nelle zone più aride dei Colli insieme a molte altre specie di sempreverdi
che creano boschi quasi impenetrabili. I Colli Euganei sono un tesoro
naturalistico in cui convivono specie termofile, che si sviluppano
nell’ambiente arido, i cosiddetti “vegri” ricoperti da cespugli e
arbusti rustici ma anche da orchidee selvatiche, e specie microterme,
che si sviluppano negli ambienti submontani. Il sottobosco, ad
esempio, è ricco di specie erbacee a fioritura precoce e vanta anche la
presenza di fiori rari, come i gigli martagone e di San Giovanni.
In questa culla verde, anche il castagno è presente da lungo tempo,
tanto da presentare alcuni esemplari secolari, fonte di cibo e di calore per le
comunità locali del passato. Il giuggiolo caratterizza il panorama di Arquà. Per
quanto riguarda l’olivo, le cultivar locali sono Rasara, Marzemina,
Rondella e Matosso, ma si trovano anche Leccino e Frantoio.
IL TURISMO SUI COLLI EUGANEI
I Colli Euganei, una delle mete turistiche più frequentate del
Veneto, offrono un'ampia gamma di attrazioni paesaggistiche, naturali e
storico-artistiche. Oltre ai siti archeologici, la zona vanta città murate,
luoghi religiosi isolati come eremi e abbazie, e dimore signorili immerse nella
natura, con giardini storici di rilevanza nazionale. L'offerta ricettiva è
variegata, dai B&B agli agriturismi e hotel, con particolare menzione per
gli oltre 130 stabilimenti termali di Abano e Montegrotto.
Questi, noti per le loro acque minerali dalle proprietà curative, costituiscono
la più grande stazione termale d'Europa, attirando circa 2,9 milioni di
visitatori all'anno. Le acque termali provengono dalle
precipitazioni sulle Piccole Dolomiti, che penetrano le rocce calcaree
riscaldandosi e risalendo poi attraverso fratture nel terreno. Oltre al
termalismo, i Colli Euganei offrono numerosi tesori storico-artistici. A Este (PD),
il Museo Nazionale Atestino espone manufatti ceramici, armi e oggetti
ornamentali che raccontano la storia del territorio. A Teolo (PD), l'Abbazia
di Praglia, monastero benedettino dell'XI secolo, è la più numerosa
d'Italia e conta circa 40 membri. Nel Medioevo, la posizione elevata dei Colli
favorì la costruzione di castelli e fortificazioni, come il complesso
Monumentale Rocca di Monselice e il celebre Castello del Catajo,
considerato "la reggia" dei Colli Euganei. Di notevole rilevanza
anche le ville, ricche residenze nobiliari del passato, quali Villa Beatrice
d’Este a Baone (PD), Villa Selvatico Sartori a Battaglia Terme (PD) e Villa dei
Vescovi a Torreglia (PD), la più importante dimora del Rinascimento
prepalladiano. Un altro elemento di grande fascino è la casa di Francesco
Petrarca ad Arquà Petrarca (PD), dove il poeta soggiornò dal 1369 al
1374. Padova, vicina ai Colli Euganei, arricchisce ulteriormente
l'offerta turistica con i suoi cicli di affreschi inclusi nella lista
dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 2021 e l'Orto Botanico
riconosciuto nel 1997. La città, con circa due milioni di presenze
annue, influenza positivamente il turismo nella zona. Infine, i Colli Euganei
sono rinomati per le eccellenze agroalimentari, tra cui l'Olio Extravergine
di Oliva Veneto Colli Euganei e Berici (DOP), il Prosciutto Veneto
Berico-Euganeo (DOP), liquori, e produzioni di giuggiole,
piselli, ciliegie e marroni. Queste specialità enogastronomiche
rendono i Colli Euganei una destinazione di grande interesse anche per chi è
appassionato di cucina, alla ricerca di sapori autentici.
LE REGOLE DI PRODUZIONE DEL MOSCATO DEI COLLI EUGANEI
La zona di produzione del Moscato dei Colli Euganei si estende sui comuni
di Arquà Petrarca, Galzignano Terme, Torreglia e in parte nei
comuni di Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme, Due
Carrare, Monselice, Baone, Este, Cinto Euganeo, Lozzo Atestino, Vò, Rovolon,
Cervarese S. Croce, Teolo, Selvazzano Dentro, tutti in provincia di
Padova. Come previsto dal disciplinare della
Denominazione di Origine Controllata e Garantita, tutte le fasi produttive
devono avvenire sul territorio.
Le tipologie sono Moscato dei Colli Euganei, Moscato dei Colli
Euganei spumante e Moscato dei Colli Euganei passito. L’uvaggio è
composto da Moscato Giallo per
almeno il 95% e possono concorrere, fino a un massimo del 5%, le uve di
altri vitigni di varietà aromatiche.
La resa
massima per ettaro è di 12,00 tonnellate e il
titolo alcolometrico volumico naturale minimo è di 10,00% vol. La tipologia Passito prevede un periodo di affinamento minimo di un anno.
Moscato dei Colli Euganei:
- Colore: giallo paglierino più o meno intenso;
- Odore: aromatico, caratteristico;
- Sapore: da secco a dolce, intenso.
Moscato dei Colli Euganei spumante:
- Spuma: più o meno persistente;
- Colore: giallo paglierino più o meno intenso;
- Odore: aromatico, caratteristico;
- Sapore: dolce, intenso; il residuo zuccherino non
deve essere inferiore a 50,0 g/l.
Moscato dei Colli Euganei passito:
- Colore: da giallo paglierino a giallo dorato
talvolta ambrato;
- Odore: complesso, intenso caratteristico;
- Sapore: dolce, aromatico, persistente.

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