Tra i nuclei centrali della mostra figura The4thDimension – Transland (2025), opera interpercettiva presentata per la prima volta in Italia in questa configurazione, che mette in relazione lo sguardo dello spettatore con un universo visivo concepito dall’artista e articolato in decine di migliaia di stati potenziali. In quest’opera si manifesta un paradosso percettivo: lo spettatore osserva l’opera, mentre l’opera, attraverso un sistema di tracciamento oculare, osserva a sua volta lo spettatore, interpretandone le dinamiche dello sguardo. Da questa relazione reciproca emerge, come in un processo maieutico, una delle molteplici configurazioni potenziali concepite dall’artista. L’immagine non si limita a essere contemplata, ma prende forma attraverso l’esperienza visiva individuale, dando origine a uno stato percettivo irripetibile, nel quale occhio, mente e immagine entrano in una relazione dinamica. È in questo scambio di sguardi che l’opera esprime una dimensione quasi quantistica: l’osservazione diventa parte integrante del processo attraverso cui una possibilità si manifesta. L’immaginario di Transland nasce da migliaia di fotografie di paesaggi italiani realizzate da Balocco, rielaborate anche con l’intelligenza artificiale in scenari distopici proiettati cinquecento anni nel futuro. L’intelligenza artificiale interviene nella costruzione di questo immaginario, non nel funzionamento dell’interazione. La componente sonora è elaborata dall’artista a partire da una registrazione per viola da gamba eseguita da Roberto Gini. Allo stesso modo Oracle (2026) introduce una dimensione di interazione e imprevedibilità: un’applicazione algoritmica restituisce un responso a partire dall’esperienza dello spettatore, diventando parte della drammaturgia della mostra. Il lavoro di Balocco appartiene a quello che l'artista definisce “pensiero ibrido”. Fotografia, osservazione del reale, disegno creativo, elaborazione digitale, stratificazione algoritmica e intelligenza artificiale convergono all'interno di una stessa ricerca, senza che nessuno di questi strumenti costituisca il fine dell'opera. La tecnologia non viene celebrata in quanto tale, ma utilizzata come strumento di trasformazione dello sguardo. In questa prospettiva, il dispositivo tecnologico diventa anche una metafora della responsabilità dello sguardo: un invito all’attenzione, alla misura e alla cura. Con Abandon Sight, BUILDING TERZO PIANO presenta un progetto in cui patrimonio, memoria e tecnologia entrano in relazione attraverso l'esperienza del vedere. Al visitatore non è chiesto di risolvere un'immagine o di riconoscere una forma, ma di sostare in una zona di instabilità, dove ciò che appare può trasformarsi e dove la percezione diventa spazio di attraversamento tra memoria e presente, materia e immagine, reale e mentale. |
Ritratto di Gianluca Balocco ph. Lucia Menegotto |
L’artista M.O.O.R. (Mind Opens Our Reality) è il nome artistico di Gianluca Balocco (Verona, 1964), artista, architetto e tecno-umanista. Formatosi a Verona attraverso studi di pittura, scultura e fotografia e una successiva esperienza presso l’Accademia di Belle Arti, si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia e consegue un master post-laurea in Comunicazione multimediale al Politecnico di Milano. È Leica Certified Photographer. Da oltre quarant’anni la sua ricerca indaga la trasformazione dell’immagine e, in particolare, l’evoluzione e la sperimentazione dei linguaggi fotografici. La fotografia viene progressivamente sottratta alla condizione di immagine stabile per diventare materia, ambiente, processo temporale e sistema percettivo. Il suo percorso attraversa differenti fasi della produzione, dalle prime sperimentazioni materiche e fotografiche alle multivisioni e alle elaborazioni digitali, fino ai sistemi interpercettivi contemporanei. La ricerca più recente integra arte, neuroscienze, oculometria, biometria, intelligenza artificiale e studi sulla percezione, sviluppando linguaggi transpittorici e una concezione sistemica della fotografia. L’immagine non è intesa come rappresentazione conclusa, ma come organismo relazionale e campo di possibilità, capace di modificarsi attraverso luce, tempo, spazio, memoria e presenza dell’osservatore. Da queste ricerche nascono sistemi e ambienti come The4thDimension, Impermanence, le cromolografie, le Raybox RGBW e Neural Temple. Nel 1993, Achille Bonito Oliva lo invita alla XLV Biennale di Venezia con Viaggio senza Passaporto; nel 2024 è Special Guest al Padiglione del Camerun della 60ª Biennale di Venezia. Nel corso della sua attività ha presentato lavori e progetti in importanti contesti museali e istituzionali internazionali, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, Fukuyama Museum of Art, Chiba Prefectural Museum of Art, The Museum of Art Kochi e Iida City Museum, nell’ambito della mostra itinerante Mistero e Mito. Momenti della pittura italiana (1994), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea GNAMC di Roma e Palazzo Ducale di Mantova. Tra i progetti museali internazionali figura inoltre 13 poètes pour Marseille, installazione dedicata alla poesia marsigliese, presentata al Musée de la Vieille Charité in collaborazione con il Centre International de Poésie Marseille (CIPM). Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 presenta quattro mostre in Cina, tra Xiamen, Shenzhen e Harbin, comprendendo installazioni immersive. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e istituzionali tra cui MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Musei Civici di Venezia – Ca’ Pesaro e Palazzo Fortuny, Musée de la Vieille Charité / Centre International de Poésie di Marsiglia, Museo Civico Francesco Messina di Milano e HDC Museum di Harbin. Nel 2026 pubblica con ILI Editore Il campo osmotico della percezione: Un artista tecno-umanista nell’era dell’allucinosi digitale, un’opera che intreccia riflessione teorica ed esperienza artistica, esplorando i processi della percezione e le trasformazioni dell’immagine nel rapporto tra essere umano, tecnologia e consapevolezza. |
BUILDING è un progetto dedicato all’arte nelle sue più varie forme di espressione situato nel centro di Milano. Nata nel 2017 dalla visione di Moshe Tabibnia, BUILDING è incentrata su una ricerca artistica, storica e contemporanea, volta verso una nuova idea di galleria d’arte, in cui cultura e mercato avanzano paralleli. BUILDING si presenta come una costellazione composta da diversi spazi e progettualità, in cui giovani protagonisti della scena internazionale, artisti affermati e storicizzati, così come artigiani e designer si incontrano in un’ottica di scambio intergenerazionale e sconfinamento di discipline, mirando ad una costante sperimentazione e creazione di cultura. BUILDING, collocata in via Monte di Pietà 23, ospita nella sua architettura tre progetti espositivi che durante l’anno presentano tre programmazioni autonome: BUILDING GALLERY, è lo spazio espositivo, inaugurato nel 2017, che abita i primi tre piani dell’architettura che l’accoglie e ospita le mostre principali della programmazione annuale della galleria; BUILDING BOX è il progetto espositivo annuale, inaugurato nel 2018 e situato all’interno di due delle vetrine su strada di BUILDING, fruibile dall’esterno 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che ospita a cadenza mensile opere legate tra loro da un fil rouge temporale; BUILDING TERZO PIANO, situato al terzo piano, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature e la cui identità si svilupperà nel tempo seguendo una programmazione indipendente. BUILDING TERZO PIANO BUILDING TERZO PIANO, collocato al terzo piano di BUILDING, in Via Monte di Pietà 23, è uno spazio che nasce nel 2023 dal desiderio di esplorare la creatività in tutte le sue sfaccettature, attraverso modalità inedite non sperimentate in BUILDING GALLERY e BUILDING BOX. La sua identità, volutamente lasciata sfumata, si svilupperà nel tempo, alimentata da mostre e progetti che seguiranno una programmazione indipendente e una differente periodicità rispetto agli altri piani della galleria. MOSTRE IN CORSO BUILDING GALLERY Sophie Ko. Testimoni a cura di Federico Ferrari in mostra fino al 23 dicembre 2026 SCARICA LA CARTELLA STAMPA BUILDING BOX Per filo e per segno. Percorsi di arte tessile in Italia a cura di Alberto Fiz 15 gennaio 2026 - 7 gennaio 2027 10/12 Dario Picariello Mi fece vuota la mancanza come terra dimenticata dal semente (2026) in mostra fino al 29 ottobre 2026 |
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