L’artista polacco presenta un nuovo gruppo di opere realizzate nel corso di un periodo di isolamento in campagna, caratterizzate da una esplorazione della forma influenzata dall’arte astratta del Novecento
12 febbraio – 7 marzo 2026 OPENING | giovedì 12 febbraio, 18.00 – 20.00
Cadogan Gallery Via Bramante 5, Milan |
Milano, 30 gennaio 2026. Dal 12 febbraio al 7 marzo 2026 gli spazi milanesi di Cadogan Gallery ospitano On Formality, mostra personale dell’artista polacco Tycjan Knut (Varsavia, 1985) che espone per l’occasione un nuovo gruppo di opere in cui esplora la forma spingendola oltre i limiti del quadrato e della cornice.
Allontanandosi dai formati tradizionali, Knut realizza le sue opere su tele sagomate su misura, asimmetriche, trasformando il supporto stesso in elemento attivo che destabilizza il rapporto convenzionale tra figura e sfondo, introducendo momenti di pausa, ambiguità e tensione spaziale. Le nuove opere esposte in On Formality raccontano di una pittura come luogo di negoziazione più che di risoluzione, dove i limiti vengono messi alla prova, la forma è sospesa e l’atto del guardare si espande.
I dipinti sono stati realizzati nel corso di diversi mesi trascorsi in isolamento nella campagna polacca, in un villaggio chiamato Dry Forest, località remota priva di connessione a internet; questo deliberato allontanamento ha permesso a Knut di confrontarsi con temi concettuali come la struttura, il processo, la durata. In questo contesto, la sua pratica pittorica si configura come un esercizio di riduzione e attenzione, in cui minime deviazioni acquistano significato e la tensione tra controllo e dissoluzione rimane sospesa.
L’artista stesso afferma: “nella pittura cerco di affidarmi completamente all’intuizione, perché nella sua essenza mi sembra la forma più pura. Per coltivare questa qualità nel mio lavoro, rinuncio a ogni forma di preparazione”. Per le sue opere trae ispirazione dall’arte astratta geometrica del Novecento, in particolare da maestri meno noti; le sue opere risuonano di questa tradizione ma ne superano i confini, libere dai vincoli della formula e oltre le tendenze storiche di riferimento.
Molte delle sue opere sono costruite da linee sovrapposte, sottilissime e aerografate, sviluppate mediante un processo più vicino alla costruzione tessile che al gesto pittorico: qui la forma non viene affermata, ma accumulata, emergendo gradualmente da ripetizione e densità. Sottili variazioni tonali e scarti quasi impercettibili generano superfici che appaiono silenziose e controllate, pur mantenendo un senso latente di movimento e creando una continua illusione spaziale. |

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