Dal 27 giugno al 19 luglio 2026 il Museo Mirad’Or di Pisogne (Lago d’Iseo) presenta “Anima mea”, mostra antologica dedicata al pittore tedesco Alan Bee Bee (1940-2018), figura enigmatica e affascinante dell’arte europea contemporanea.
Il percorso espositivo, curato da Paolo Campiglio con la supervisione e il coordinamento di Flaminio Gualdoni e Marco Lagorio, si articola tra il Mirad’Or e la Chiesa di Santa Maria della Neve. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Associazione Alan Bee, la galleria ABC-ARTE Genova-Milano, e il patrocinio del Comune di Pisogne, ripercorre la produzione di Alan Bee dal 1975 al 2002 sulla sostenibilità.
Uomo di finanza e pittore in segreto, Alan Bee ha fatto del mistero la cifra della propria esistenza artistica. Nessun museo, nessuna galleria, nessuna carriera. Solo la pittura, e un messaggio con uno pseudonimo che era già manifesto: “Alan”, che evoca luce e bellezza, e “Bee”, l’ape — simbolo del mondo naturale e fulcro di tutta la sua opera.
Elemento ricorrente e ossessivo è l’alveare: la struttura esagonale si ripete sulla tela in modo modulare, diventando metafora di una società ideale fondata su cooperazione, uguaglianza, libertà e dignità collettiva. La pittura di Alan Bee è un inno alla natura, alla solidarietà, alla sostenibilità e all’equa distribuzione delle risorse, temi che l’artista aveva anticipato di decenni e che oggi risuonano più urgenti che mai. Le api — la loro fragilità e il loro ruolo insostituibile negli ecosistemi — sono al centro del dibattito globale che la sua opera prefigurava.
“Alan Bee guarda fortemente a un’idea di naturale e di intensità che, attraverso l’uso dei colori si sostituisse in qualche modo al miele originario delle api – spiega Flaminio Gualdoni –. Il suo lavoro dimostra a distanza di anni una capacità di farsi espressione attraverso il colore”.
“L’esagono dell’alveare – aggiunge Paolo Campiglio – si presenta come un modulo dai molteplici significati, molti dei quali afferiscono alla interpretazione idealistica: come simbolo dell'unione tra micro e macrocosmo, come emblema di equilibrio e perfezione, ma anche come emblema della perfezione della materia. Di qui la connotazione spirituale dell'opera di Bee”.
“Il progetto rafforza il rapporto del museo Mirad’Or con il territorio e avvicina l’arte contemporanea al mondo delle scuole e ai bambini“ – dichiara Marco Lagorio.
La mostra prosegue dal 5 al 20 settembre, accompagnata da un’iniziativa collegata. L’Associazione Alan Bee porterà gli esiti dei laboratori “La scuola come un alveare” realizzati dagli alunni della scuola primaria di Pisogne. Percorsi in cui i dipinti dell’artista - opere straordinarie che si possono toccare - diventano la porta d’ingresso per parlare di solidarietà, inclusione, eco-sostenibilità e collaborazione.
L’esposizione “Alan Bee. Anima mea” a Pisogne fa parte del programma culturale internazionale ideato per Mirad’Or da Flaminio Gualdoni, con la direzione artistica di Marco Lagorio, in collaborazione con ABC - ARTE Genova, Milano e il Comune di Pisogne.
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