La torrefazione trevigiana aderisce dal 1996 al progetto che certifica origine, controlli e filiera. Paola Goppion: “Oggi la trasparenza è una risposta concreta per baristi e consumatori”
A trent’anni dalla nascita del Consorzio CSC – Caffè Speciali Certificati, Goppion Caffè conferma il proprio ruolo tra le torrefazioni che, dal 1996, hanno scelto di lavorare sulla tracciabilità della filiera, dalla piantagione alla tazzina. Per la storica azienda di Preganziol (Treviso), l’anniversario diventa l’occasione per riportare al centro un tema oggi decisivo per il settore: rendere riconoscibile, controllabile e raccontabile l’origine del caffè.
Il Consorzio CSC nasce dall’iniziativa di un gruppo di torrefattori con l’obiettivo di promuovere la cultura del caffè di qualità attraverso procedure condivise di selezione, controllo e certificazione. Oggi riunisce nove brand italiani e uno svizzero, accomunati dalla volontà di valorizzare la materia prima e il lavoro nei Paesi d'origine.
Goppion Caffè aderisce al Consorzio fin dalla sua fondazione. La scelta, maturata negli anni Novanta, anticipava molti dei temi che oggi attraversano il mercato: origine delle materie prime, trasparenza dei processi, relazione diretta con i produttori, necessità di offrire al consumatore strumenti chiari per riconoscere un caffè controllato.
“Quando il Consorzio è nato, viaggiare nei Paesi d’origine e parlare direttamente con i produttori rappresentava un approccio innovativo per il nostro settore – spiega Paola Goppion, recentemente riconfermata Presidente del Consorzio CSC e attiva nella torrefazione di famiglia con Sergio, Silvia e Mario Goppion –. Oggi quella scelta è ancora più attuale: dopo anni complessi per il caffè, segnati dalla pandemia e dai rincari della materia prima, la filiera può riconquistare attenzione solo se comunica con trasparenza, rigore e verità. Siamo anche pronti ad accogliere nuovi associati che abbiano la nostra stessa volontà e che condividano l’obiettivo di proporre a baristi e consumatori caffè con requisiti unici, sia qualitativi che sociali. Di bello c’è che gli aderenti al Consorzio acquistano per sé diversi caffè provenienti dalle piantagioni scelte, componendo le miscele in modo personale nel pieno rispetto del proprio gusto, della propria creatività e del mercato al quale si propongono”.
Il lavoro del Consorzio CSC si fonda su controlli che coinvolgono tutte le fasi del ciclo produttivo: dall’individuazione delle piantagioni in possesso di specifici requisiti fino alle verifiche nelle singole torrefazioni. Il regolamento dell’associazione definisce le caratteristiche necessarie perché un caffè crudo possa essere considerato “speciale” e ottenere la certificazione di qualità CSC. A rendere visibile questo percorso è il bollino numerato con ologramma anticontraffazione applicato sulle confezioni certificate. Il marchio attesta che il prodotto contiene esclusivamente Caffè Speciale Certificato e che i controlli previsti sono stati effettuati lungo la filiera. La certificazione ISO EN ISO 22005:2008 REP-15 Bureau Veritas Italia conferma inoltre l’origine e la rintracciabilità del prodotto.
L’impegno del Consorzio si estende anche ai Paesi produttori. In Guatemala, insieme alla Onlus romana Amka, CSC ha contribuito alla formazione di un gruppo di 100 donne nella coltivazione del caffè. Da quel percorso è nata la cooperativa Doña Lucero, intitolata alla fondatrice del gruppo: un progetto che lega qualità, formazione e sviluppo sociale nelle comunità di origine.
Per Goppion il prodotto che esprime in modo diretto questo percorso è Espresso di Piantagione – CSC, miscela composta da Arabica provenienti da Brasile, Etiopia e Guatemala e Robusta dall’India. Il profilo in tazza è equilibrato, morbido e rotondo, con acidità fine, dolcezza naturale e una persistenza caratterizzata da note di cacao.
In occasione del trentennale del Consorzio CSC è stato creato anche un marchio celebrativo condiviso con tutti gli associati: un segno comune per raccontare un progetto nato nel 1996 e ancora oggi legato alla stessa idea di partenza, quella di rendere la qualità del caffè verificabile e comprensibile.

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