lunedì 22 giugno 2026

Immersioni sonore

 

Immersioni sonore

Concerto nel Roccolo di Manganel (foto di Graziano Soravito)

Il festival “Note nei roccoli e nelle corti”, promosso dall’Ecomuseo e sostenuto dalla Regione, compie 10 anni. I concerti della rassegna hanno dapprima valorizzato le uccellande storiche di Montenars, poi si sono allargati a corti, piazze, pievi e borghi del Gemonese. Anno dopo anno interesse e partecipazione del pubblico hanno raggiunto livelli considerevoli, anche per la qualità degli interpreti, provenienti da tutta Italia: al centro della manifestazione c’è la “musica popolare”, che non ha autori né compositori e viene tramandata soprattutto per trasmissione orale. Dal 2017 a oggi 250 musicisti hanno preso parte al festival definendo un vero e proprio racconto dedicato alle tradizioni musicali di tanti contesti diversi, vicini e lontani. L’Ecomuseo conferma così la sua propensione: quella di essere un “museo fuori norma e fuori scala” che opera sul territorio per salvaguardare e valorizzare il patrimonio diffuso e condiviso. 

I protagonisti del primo concerto dell’edizione 2026 del festival, in programma domenica 28 giugno (non il 29 come erroneamente indicato nella precedente newsletter) nel Roccolo di Manganel a Montenars con inizio alle 17, sono due nomi notissimi nel panorama della musica popolare friulana: Marisa Scuntaro storica cantante folk attiva anche come ricercatrice di canti tradizionali, e Giulio Venier violinista e polistrumentista, ricercatore e sperimentatore. Entrambi sin dalla fine degli anni Settanta si sono interessati alla ricerca delle radici della musica vocale e strumentale friulana, carnica e resiana. Dopo essersi dedicati a esperienze musicali diverse, ora tornano a collaborare proponendo uno spettacolo innovativo, nel quale le voci originali della tradizione si intrecciano con sonorità contemporanee. Il concerto è gratuito, in caso di maltempo i musicisti si esibiranno nella struttura coperta di Curminie, sempre a Montenars.

Il Roccolo di Manganel, una delle quattro uccellande storiche ancora presenti a Montenars, fu impiantato negli anni Venti dello scorso secolo dal maresciallo dei carabinieri Giovanni Manganelli. È costituito da due corpi vegetali, entrambi in lieve pendenza, sovrastati dal casello posto sul punto più elevato al centro dell’impianto: si tratta di un tondo e di un’area trapezoidale che costituiva la passata. Il perimetro dell’anello è caratterizzato da un doppio filare di carpini. Il casello, disposto su tre piani, è stato ricostruito riproponendo il volume preesistente. Il roccolo si raggiunge percorrendo per pochi minuti la pista forestale che dalla strada comunale di Montenars risale il versante del Monte Cuarnan.



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