Grande interesse per l’evento di
presentazione di GreenVitis, progetto di innovazione e resilienza ecologica per
la viticoltura sostenibile finanziato nell’ambito dello Sviluppo Rurale
(Co-finanziato UE/PAC 2023-2027). L’incontro, intitolato “Carbon farming e
agricoltura di precisione: nuovi approcci alla gestione delle risorse irrigue
in viticoltura” e tenutosi il 24 ottobre a Palazzo Roccabruna a Trento, aveva
l’obiettivo di presentare il living-lab realizzato su 50 ettari nel Consorzio
di Mori e di discutere con esperti e professionisti del settore agricolo di
come tecnologia, dati e nuovi modelli di certificazione possano rendere la
viticoltura trentina più efficiente, resiliente e competitiva.
TRENTO - “Progetto GreenVitis.
Carbon farming e agricoltura di precisione: nuovi approcci alla gestione delle
risorse irrigue in viticoltura”. È questo il titolo dell’evento di
presentazione del progetto GreenVitis, svoltosi il 24 ottobre dalle ore 10:30
alle ore 12:30 a Trento, presso Palazzo Roccabruna, e moderato da Pietro
Bertanza. All’incontro hanno preso parte i partner del Gruppo Operativo che
realizza il progetto - il Consorzio Irriguo di Miglioramento Fondiario di Mori
(capofila), Cantina Grigolli, WiseConn Italy S.r.l., l’Ing. Gabriella Trombino,
PhD, INNOVA S.p.a. e il Consorzio Vignaioli del Trentino - insieme a esperti e
professionisti del settore agricolo, che hanno condiviso con il pubblico in
sala esperienze, risultati e prospettive di sviluppo.
Marco Bezzi, Regional Manager di
WiseConn Italy, ha spiegato che «sui 50 ettari nel Consorzio di Mori abbiamo installato
sensori di umidità e di temperatura, stazioni meteo e trappole per il
monitoraggio automatico degli insetti, tutto integrato in un’unica piattaforma
che si chiama DropControl. In pratica, abbiamo rimodernato la precedente
automazione dell’impianto di irrigazione, mettendo in campo una tecnologia
nuova, in grado di interagire con tutti i sensori presenti sul mercato e aperta
anche dal punto di vista dell’integrazione software».
GreenVitis è realizzato da un Gruppo
Operativo
composto da sette partner strategici del mondo vitivinicolo, tecnologico,
consortile e della ricerca. Il progetto ha dato vita a un ecosistema living-lab
su 50 ettari nel Consorzio di Mori dedicato alla gestione intelligente della
viticoltura: grazie all’integrazione tra sensoristica avanzata di campo,
stazioni meteo, automazione e modellistica predittiva, consente di ottimizzare
l’irrigazione e i trattamenti. Parallelamente, GreenVitis definisce la baseline
per il carbon farming e le linee guida per la certificazione dei crediti di
carbonio, con l’obiettivo di ridurre i consumi idrici, energetici e gli input
chimici, migliorando al tempo stesso la redditività, la competitività e la
sostenibilità delle aziende agricole del Trentino. Il risultato è un modello
replicabile, capace di coniugare tutela ambientale, risparmio di risorse e
nuove opportunità di mercato.
Un saluto di benvenuto è stato
portato da Clementina Balter, presidente del Consorzio Vignaioli del
Trentino, soddisfatta per la presenza in sala di molte realtà agricole del
territorio e non solo «Partecipare a questo progetto ci ha permesso di dare uno
sguardo al futuro, sempre più anche nelle aziende dei Vignaioli Indipendenti si
deve ricorrere a volte all’irrigazione di soccorso, farlo con un supporto
tecnologico come questo ci permette di essere sostenibili e mantenere l’alta
attenzione in vigna che ci contraddistingue».
È seguito Giuliano Dell’Alda,
Presidente del Consorzio Irriguo di Miglioramento Fondiario di Mori, capofila
del progetto: «Si tratta di un progetto complessivo di cui siamo capofila
ed è stata una rivoluzione, penso che le persone siano soddisfatte. Abbiamo
avuto un raccolto bellissimo, con una gradazione perfetta e nessuna vite in
sofferenza. Faccio i complimenti a chi ha lavorato, perché fare meglio di così
non si poteva».
Accanto all’aspetto operativo,
l’incontro ha posto l’accento sul valore dei dati raccolti in campo. «Insieme
all’operatività, c’è da considerare l’affidabilità dei dati: i dati che possono
essere validati e certificati oggi possono diventare materiale prezioso per le
certificazioni» ha sottolineato l’Ing. Gabriella Trombino, consulente
tecnico-scientifico del progetto. «Per questo abbiamo coinvolto INNOVA, che
lavora già con gli enti di certificazione. Si tratta di un processo molto
complesso, ma vorremmo non solo automatizzare i 50 ettari di vigneto, ma anche,
nella seconda fase del progetto, analizzare i protocolli di certificazione e
capire insieme come le pratiche agricole virtuose che tutti i consorziati si
impegnano a realizzare nel lavoro quotidiano possano diventare un’opportunità
economica, e come migliorare per raggiungere questi risultati».
«Non basta mettere tecnologia in
campo: senza formazione e supporto non serve a nulla» ha proseguito Bezzi.
«Come WiseConn ci siamo impegnati a fornire una tecnologia di alto livello e
anche la formazione adeguata, ed è stata una bella sfida. L’apertura della
piattaforma è un aspetto determinante: in agricoltura escono sempre più
soluzioni innovative, che in futuro potrebbero essere proprio quelle in grado
di cambiare le cose. Avere già oggi una piattaforma capace di recepire queste
nuove tecnologie è fondamentale».

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