venerdì 30 ottobre 2026

GreenVitis, a Trento presentato il progetto che porta carbon farming e irrigazione di precisione nei vigneti del Trentino

 


Grande interesse per l’evento di presentazione di GreenVitis, progetto di innovazione e resilienza ecologica per la viticoltura sostenibile finanziato nell’ambito dello Sviluppo Rurale (Co-finanziato UE/PAC 2023-2027). L’incontro, intitolato “Carbon farming e agricoltura di precisione: nuovi approcci alla gestione delle risorse irrigue in viticoltura” e tenutosi il 24 ottobre a Palazzo Roccabruna a Trento, aveva l’obiettivo di presentare il living-lab realizzato su 50 ettari nel Consorzio di Mori e di discutere con esperti e professionisti del settore agricolo di come tecnologia, dati e nuovi modelli di certificazione possano rendere la viticoltura trentina più efficiente, resiliente e competitiva.

 

TRENTO - “Progetto GreenVitis. Carbon farming e agricoltura di precisione: nuovi approcci alla gestione delle risorse irrigue in viticoltura”. È questo il titolo dell’evento di presentazione del progetto GreenVitis, svoltosi il 24 ottobre dalle ore 10:30 alle ore 12:30 a Trento, presso Palazzo Roccabruna, e moderato da Pietro Bertanza. All’incontro hanno preso parte i partner del Gruppo Operativo che realizza il progetto - il Consorzio Irriguo di Miglioramento Fondiario di Mori (capofila), Cantina Grigolli, WiseConn Italy S.r.l., l’Ing. Gabriella Trombino, PhD, INNOVA S.p.a. e il Consorzio Vignaioli del Trentino - insieme a esperti e professionisti del settore agricolo, che hanno condiviso con il pubblico in sala esperienze, risultati e prospettive di sviluppo.

Marco Bezzi, Regional Manager di WiseConn Italy, ha spiegato che «sui 50 ettari nel Consorzio di Mori abbiamo installato sensori di umidità e di temperatura, stazioni meteo e trappole per il monitoraggio automatico degli insetti, tutto integrato in un’unica piattaforma che si chiama DropControl. In pratica, abbiamo rimodernato la precedente automazione dell’impianto di irrigazione, mettendo in campo una tecnologia nuova, in grado di interagire con tutti i sensori presenti sul mercato e aperta anche dal punto di vista dell’integrazione software».

GreenVitis è realizzato da un Gruppo Operativo composto da sette partner strategici del mondo vitivinicolo, tecnologico, consortile e della ricerca. Il progetto ha dato vita a un ecosistema living-lab su 50 ettari nel Consorzio di Mori dedicato alla gestione intelligente della viticoltura: grazie all’integrazione tra sensoristica avanzata di campo, stazioni meteo, automazione e modellistica predittiva, consente di ottimizzare l’irrigazione e i trattamenti. Parallelamente, GreenVitis definisce la baseline per il carbon farming e le linee guida per la certificazione dei crediti di carbonio, con l’obiettivo di ridurre i consumi idrici, energetici e gli input chimici, migliorando al tempo stesso la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende agricole del Trentino. Il risultato è un modello replicabile, capace di coniugare tutela ambientale, risparmio di risorse e nuove opportunità di mercato.

Un saluto di benvenuto è stato portato da Clementina Balter, presidente del Consorzio Vignaioli del Trentino, soddisfatta per la presenza in sala di molte realtà agricole del territorio e non solo «Partecipare a questo progetto ci ha permesso di dare uno sguardo al futuro, sempre più anche nelle aziende dei Vignaioli Indipendenti si deve ricorrere a volte all’irrigazione di soccorso, farlo con un supporto tecnologico come questo ci permette di essere sostenibili e mantenere l’alta attenzione in vigna che ci contraddistingue».

È seguito Giuliano Dell’Alda, Presidente del Consorzio Irriguo di Miglioramento Fondiario di Mori, capofila del progetto: «Si tratta di un progetto complessivo di cui siamo capofila ed è stata una rivoluzione, penso che le persone siano soddisfatte. Abbiamo avuto un raccolto bellissimo, con una gradazione perfetta e nessuna vite in sofferenza. Faccio i complimenti a chi ha lavorato, perché fare meglio di così non si poteva».

Accanto all’aspetto operativo, l’incontro ha posto l’accento sul valore dei dati raccolti in campo. «Insieme all’operatività, c’è da considerare l’affidabilità dei dati: i dati che possono essere validati e certificati oggi possono diventare materiale prezioso per le certificazioni» ha sottolineato l’Ing. Gabriella Trombino, consulente tecnico-scientifico del progetto. «Per questo abbiamo coinvolto INNOVA, che lavora già con gli enti di certificazione. Si tratta di un processo molto complesso, ma vorremmo non solo automatizzare i 50 ettari di vigneto, ma anche, nella seconda fase del progetto, analizzare i protocolli di certificazione e capire insieme come le pratiche agricole virtuose che tutti i consorziati si impegnano a realizzare nel lavoro quotidiano possano diventare un’opportunità economica, e come migliorare per raggiungere questi risultati».

«Non basta mettere tecnologia in campo: senza formazione e supporto non serve a nulla» ha proseguito Bezzi. «Come WiseConn ci siamo impegnati a fornire una tecnologia di alto livello e anche la formazione adeguata, ed è stata una bella sfida. L’apertura della piattaforma è un aspetto determinante: in agricoltura escono sempre più soluzioni innovative, che in futuro potrebbero essere proprio quelle in grado di cambiare le cose. Avere già oggi una piattaforma capace di recepire queste nuove tecnologie è fondamentale».


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