giovedì 12 luglio 2018

Consorzio Montefalco Sagrantino, eletto il nuovo Presidente



È Filippo Antonelli, simbolo dell’equilibrio, dell’eleganza e della sostenibilità della denominazione

Montefalco, 12 luglio 2018 – Filippo Antonelli, 58 anni, è il nuovo Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco. Alla guida dell’azienda Antonelli San Marco dal 1986, nel suo terzo mandato ai vertici consortili sarà affiancato dal Vice Presidente Peter Robert Heilbron dell’azienda Tenuta Bellafonte.

Il suo stile volto alla tipicità, all’equilibrio e all’eleganza lo ha condotto nel 2012 alla prima vendemmia biologica certificata da Valore Italia e alla conversione graduale degli oliveti (10 ettari) e dei vigneti (50 ettari) della tenuta, nella convinzione di ottenere uve più buone e più sane grazie a una produzione condotta nel modo più naturale possibile, senza l'uso di sostanze chimiche.

 “Il nuovo corso della denominazione sarà all’insegna della continuità. Ho guidato il Consorzio nella seconda metà degli anni Novanta, quando si accendevano i riflettori su questo vitigno. Il mio sforzo sarà quello di raccontarne, a venticinque anni di distanza, la maturità, l’eleganza frutto della sua evoluzione insieme alla consapevolezza raggiunta dal territorio e dai vigneti” dichiara Filippo Antonelli.

La denominazione Montefalco ha raggiunto una superficie totale di circa 1200 ettari (Montefalco DOC circa 430 ha; Montefalco Sagrantino DOCG circa 750 ha) che abbracciano l'intero territorio del Comune di Montefalco e parte dei territori di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria. Riunisce 231 soci di cui 60 cantine e costituisce il 16,7% della produzione di vino in Umbria (6,3% di Montefalco Sagrantino DOCG e 10,4% di Montefalco DOC) per un totale di oltre 3 milioni di bottiglie.

Dopo cinque secoli di storia e 26 anni da DOCG, il Sagrantino ha condotto la denominazione lungo un graduale percorso di crescita e arricchimento: “Montefalco non è più solo sinonimo di rossi, la produzione si è aperta a bianchi di grande qualità come il Grechetto e il Trebbiano Spoletino, entrato nell’uvaggio del Montefalco Bianco in sostituzione di quello toscano” conclude Antonelli.

Il neo Presidente succede nella massima carica consortile, per il prossimo triennio 2018-2021, ad Amilcare Pambuffetti rimasto ai vertici per 6 anni.  Al suo fianco i consiglieri Paolo Bartoloni, Corrado Dal Piaz, Antonio Donato, Liù Pambuffetti, Giampaolo Farchioni, Alessandro Mariani, Alessandro Meniconi, Giusy Moretti e Giampaolo Tabarrini.

La Montina, riconoscimenti di qualità


La cantina franciacortina di Monticelli Brusati si distingue anche nel 2018
in alcuni tra i più importanti Concorsi di degustazione mondiali:
Decanter, IWSC (International Wine & Spirit Competition)
e CSWWC (The Champagne & Sparkling Wine World Championship).
Medaglia d’oro CSWWC al Franciacorta Satèn.

Arrivano conferme per i Franciacorta de La Montina, premiati in alcuni tra i più importanti Concorsi di degustazione mondiali con medaglie d’oro, d’argento e di bronzo.

L’attesa ansiosa dei risultati, mitigata però dalla profonda convinzione di aver dato il massimo e di aver spedito ai panel di degustatori solo la migliore espressione del prodotto Franciacorta, che si è lasciato riposare per lungo tempo in cantina. Giugno e luglio i mesi dei responsi: medaglia d’argento e bronzo rispettivamente per Franciacorta Extra Brut e Rosè Millesimato Extra Brut 2010 a Decanter 2018; argento al concorso IWSC per Franciacorta Extra Brut e Satèn. In ultimo, non certo per importanza, le medaglie a CSWWC, argento a Franciacorta Brut e podio più alto, medaglia d’oro per Franciacorta Satèn!

“Non siamo stupiti dai feedback di queste degustazioni, ma ne siamo estremamente orgogliosi -commenta Michele Bozza, Marketing & export manager dell’azienda - Sappiamo di fare del nostro meglio in vigneto e in cantina, lavorando sempre nel rispetto delle regole e della nostra tradizione, ma fare vino è un’arte e ci sono davvero innumerevoli fattori che si devono concatenare perfettamente affinché tutto funzioni. Quando è così, i risultati sono eccezionali e i riconoscimenti di addetti ai lavori e clienti arrivano.”

I responsi delle degustazioni 2018 mostrano un miglioramento nel trend qualitativo del prodotto, con un incremento di medaglie di valore. Soprattutto gli argenti al Franciacorta Extra Brut e la medaglia d’oro al Satèn, tornato ad aprile sul mercato dopo qualche mese di out of stock.

I concorsi a cui La Montina ha scelto di partecipare sono tutti di respiro internazionale, come lo è ormai l’ottica della cantina, che esporta nel mondo quote sempre crescenti di prodotto.
“Non possiamo limitare il confronto con il solo pubblico domestico, il mercato è vasto e c’è ancora tanto da fare ovunque, soprattutto all’estero, dove il  Franciacorta è ancora poco conosciuto-  continua Bozza – Mi auguro che altri interessanti giudizi  arriveranno nell’arco dell’anno, in particolare dalle guide di settore. “

In attesa di questi La Montina non si ferma e promette di stupire con una bella novità verso fine anno. Non resta che aspettare, stay tuned…


Le Tenute La Montina di Monticelli Brusati sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Le vigne aziendali sviluppano su di una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. Vigneti, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La cantina si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°) e condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta. La produzione media è di 380.000 bottiglie annue.


mercoledì 11 luglio 2018

Alle Terme di Cervia in due con "Destinazione Sale": benessere di coppia



Il benessere, alle Terme di Cervia, si moltiplica per due: perché condividere una breve vacanza con qualcuno a cui si vuole bene, che sia un amico o l’altra metà della mela, rende tutto più magico. Quest’estate lo stabilimento invita in particolar modo le coppie a immergersi in un ambiente unico e dal clima ideale, tra la pineta, la salina e il mare. 

L’occasione per ricaricare le pile e rigenerare corpo e spirito in quest’oasi circondata da un parco millenario, sperimentando i benefici di pochi ma fondamentali ingredienti: sole, mare, sale, acqua termale e limo – ovvero fango Liman, esclusiva delle Terme, paragonabile a quello del Mar Morto. Tra i suggerimenti, oltre, naturalmente, alla piscina termale ad alta concentrazione salina, al solarium e alle varie proposte, spiccano gli speciali trattamenti per il viso e il corpo, veri e propri rituali di benessere. 

Il Peeling al Sale, dal potere rigenerante, favorisce il rinnovo dell’epidermide, leviga e dona morbidezza e luminosità: è un programma in tre fasi, con scrub, bagno ozonizzato e idratazione finale. Chi desidera sperimentare l’azione rimodellante e drenante del Fango Liman può provare Fango Detox, un trattamento che alterna vaporizzazione del fango, idromassaggio e infine massaggio, in un percorso che favorisce l’eliminazione delle tossine. Quanto al Fango riducente, aiuta a lottare contro gli inestetismi della cellulite e dell’adipe su gambe, glutei e addome grazie all’azione rassodante e modellante del Fango abbinato a un bagno idromassaggio ozonizzato e massaggio.
 
 
 
 
Ma perché fermarsi qui: intorno alle Terme di Cervia c’è tutto un mondo da scoprire, magari con macchina fotografica al collo. A partire dalla salina, una magnifica successione di specchi d’acqua che riflettono il cielo, abitati dai fenicotteri rosa e da tantissime altre specie di uccelli, ma anche dai sapori del territorio, dal sale dolce – vero “oro bianco” – di Cervia. 




Per chi desidera vivere un’esperienza intensa e completa, che unisca la cura di sé e della propria bellezza alla curiosità per un elemento come il sale, centrale nell’economia e nella cultura locale, c’è la speciale promozione per due proposta da Destinazione Sale Cervia (Terme di Cervia, Saline di Cervia e cooperativa Atlantide) dedicata ai partner o agli amici inseparabili. 
Il pacchetto di tre notti in uno degli alberghi aderenti include l’escursione in salina, un aperitivo con le eccellenze del territorio - ovviamente al sale di Cervia - e un trattamento benessere viso o corpo alle Terme di Cervia. In particolare, lo stabilimento propone un “rituale donna” alla Salicornia, pianta che cresce nella salina, stimola i metabolismi cellulari e idrata in profondità la pelle donandole luminosità ed elasticità, e un “rituale uomo”, realizzato con i nuovi prodotti della linea Liman Terme per Uomo: una crema gel viso e un contorno occhi, entrambi all’alga Dunaliella rigenerante e anti-age. 

Pacchetto per due | Destinazione Sale Cervia

a partire da 332,00 € a coppia (prezzo variabile alla stagionalità)

per informazioni e prenotazioni:
Terme di Cervia | +39 0544/990111 | infocervia@terme.org
Destinazione Sale | 349 6844847 | www.destinazionesale.it

"Che Grana...il Grignolino!" SABATO 21 LUGLIO 2018 - Grana (At


Al via la quinta edizione dell'evento dedicato al Grignolino!
Grana (At) si trasformerà in un banco d’assaggio tutto dedicato al Grignolino: i produttori presenti direttamente e disposti lungo il Corso Garibaldi, animeranno le degustazioni raccontando il territorio ed i vini in degustazione. Una speciale enoteca raccoglierà le etichette di altre aziende in modo da offrire uno spaccato significativo sulla produzione in Piemonte.
Uno spazio sarà riservato ai prodotti e ai
piatti tipici, presenti: la Pro Loco di Grana e la Pro Loco di Montemagno, che prepareranno alcune specialità creando un menù da gustare in abbinamento alle degustazioni del Grignolino. Non mancherà l’intrattenimento musicale a cura di B-Side.

L’ appuntamento è fissato per sabato 21 luglio 2018 dalle ore 19.0o alle ore 23.30.
 Un wine tasting per saperne di più…
Nell’ambito del programma dell’evento, Go Wine promuove un tasting, riservato a quanti intendano approfondire le loro conoscenze sulla varietà e sui diversi stili di produzione. Il tasting si svolgerà alle ore  19 e sarà condotto dal giornalsita e degustatore Lorenzo Colombo. La degustazione guidata è su prenotazione e a favore di coloro che partecipano come pubblico al banco d’assaggio.


Le aziende presenti direttamente al banco d'assaggio

AMELIO LIVIO – Grana (At)
ameliovini@virgilio.it
Grignolino d’Asti 2017

CANTINA SOC. DI CASORZO E ZONE LIMITROFE - Casorzo (At) - casorzodoc@gmail.com
Grignolino d'Asti 2017

CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO
Grignolino d’Asti 2017
Grignolino d’Asti Terre dei Roggeri 2016

CARUSSIN - San Marzano Oliveto (At)
vinicarussin@gmail.com
Vino Rosso Ciuchinoi (100% uve Grignolino) 2017

CASCINA BRICHETTO – Vigliano d'Asti (At)
info@cascinabrichetto.it
Grignolino d’Asti 2017

CRIVELLI MARCO – Castagnole M.to (At)
info@ruchecrivelli.it
Grignolino d’Asti 2017

GARRONE EVASIO E FIGLIO – Grana (At)
azienda.garrone@libero.it
Grignolino d’Asti 2017
Grignolino d’Asti 2016

MONTALBERA - Castagnole M.to (At)
montalbera@montelbera.it
Spumante Brut Cuvèe Rosè
Grignolino d'Asti Grignè 2017
Grignolino d'Asti Lanfora 2016

MONTARIOLO - Alfiano Natta (Al)
patrizia.pirola@montariolo.it
Piemonte Grignolino Costanza 2016
Piemonte Grignolino 2014

ROVERO F.LLI - Asti
info@rovero.it
Grignolino d'Asti Casalina 2017

TENUTA DEI RE – Castagnole M.to (At)
info@tenutadeire.it
Grignolino d’Asti 2017

TENUTA LA FIAMMENGA – Penango (At)
tenutalafiammenga@gmail.com
Grignolino d’Asti Gioan 2016

TENUTA MONTEMAGNO – Montemagno (At)
info@tenutamontemagno.it
Grignolino d’Asti Ruber 2017

I vini delle aziende presenti in Enoteca

Grignolino d'Asti 2017
Aresca - Mombercelli (At)

Grignolino d'Asti Valdelsanto 2017
Bersano - Nizza Monferrato (At)

Grignolino d'Asti Terre Rosse 2017
Tommaso Bosco - Castagnole M.to (At)

Grignolino d'Asti Passaggi 2016
Castagnero - Agliano Terme (At)

Grignolino del Monferrato Casalese 2016
Olivetta - Castelletto Merli (Al)

Grignolino d'Asti Isolavilla 2017
Tenuta Olim Bauda - Incisa Scapaccino (At)

Grignolino d'Asti Arlandino 2015
Tenuta Santa Caterina - Grazzano Badoglio (At)

BARDOLINO CRU: LA DOC SI FA IN TRE


Il 30 settembre a Villa Carrara Bottagisio l'evento di presentazione delle sottozone La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna. Ai banchi d'assaggio ospiti dieci produttori dei più grandi cru del Beaujolais
Il Consorzio di Tutela del Chiaretto e del Bardolino presenta ufficialmente le sue tre sottozone e lo fa con Bardolino Cru, una giornata di degustazioni aperta a operatori di settore e pubblico negli spazi di Villa Carrara Bottagisio a Bardolino (Verona). Il 30 settembre 2018 saranno protagonisti i Bardolino che già rispondono alle caratteristiche territoriali e stilistiche dei cru La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna fissati dalle regole del nuovo disciplinare approvato dai soci del Consorzio e ora al vaglio ministeriale. Ospiti dell’evento dieci vignerons francesi dei tre più prestigiosi cru del Beaujolais, cui sono stati storicamente assimilati i migliori vini bardolinesi. Saranno una quarantina i vini in assaggio, di diverse annate.
“Bardolino Cru sarà una giornata di celebrazioni – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino – in cui presenteremo ufficialmente il nuovo disciplinare, a cinquant’anni dall’originaria approvazione delle doc, e degusteremo i vini già in linea con le innovazioni introdotte che saranno disponibili sul mercato con un apposito bollino identificativo, in attesa della definitiva approvazione delle sottozone da parte del Ministero. È il compimento del piano strategico, avviato nel 2008, che ha visto la scissione del percorso identitario tra Chiaretto e Bardolino”. Dopo la definitiva adozione del disciplinare, il Chiaretto di Bardolino diventerà doc autonoma, mentre il Bardolino ha scelto di puntare sulla territorialità, rivalorizzando le tre sottozone già identificate alla fine dell’Ottocento, quando i migliori vini della zona erano serviti nei grandi alberghi svizzeri assieme ai Borgogna e ai Beaujolais.
Proprio il Beaujolais sarà la regione ospite della prima edizione di Bardolino Cru, con una decina di produttori che proporranno in degustazione i vini dei tre cru più significativi: Morgon, Moulin-à-Vent e Fleurie. “Nonostante le uve di partenza siano molto diverse tra loro – continua Cristoforetti – secondo il giudizio della critica internazionale i grandi Beaujolais appaiono sorprendentemente simili al nostro Bardolino. La possibilità di degustare i vini di una decina di produttori delle sottozone del Bardolino e di altrettanti vignaioli del Beaujolais in un’unica giornata è un’occasione speciale, di confronto e di scoperta, interessante sia per gli operatori di settore che per il pubblico”.
I banchi d’assaggio di Bardolino Cru saranno aperti per la stampa e gli operatori di settore dalle 10.00 alle 20.00, per il pubblico dalle 15.00 alle 20.00.
Il costo del calice per le degustazioni è € 25 per l’intero e € 18 per il ridotto, riservato alle prenotazioni online e per i soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar.
INFO IN BREVE | Bardolino Cru
Data: 30 settembre 2018. Dalle 10.00 alle 20.00 per gli operatori di settore e dalle 15.00 alle 20.00 per il pubblico
Luogo: Villa Carrara Bottagisio, Bardolino (Verona)
Biglietto: il costo del calice per le degustazioni è € 25 per l’intero e € 18 per il ridotto, riservato alle prenotazioni online e per i soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar
Info: www.ilbardolino.com

Dal 24 luglio la Fondazione Adolfo Pini presenta 4 Words il lavoro di Alice Francesca Sabbadini Borsa di studio progetto inedito 2017 – 2018 a cura di Dalia Gallico





Dal 2 al 27 luglio la Fondazione Adolfo Pini presenta nella sua sede in Corso Garibaldi 2, i lavori vincitori della I° edizione della Borsa di Studio progetto inedito 2017 - 2018 . La borsa di studio, messa a disposizione dalla Fondazione Adolfo Pini, destinata a studenti delle accademie e delle università milanesi e a neolaureati under 35, per sostenere progetti inediti a vocazione multidisciplinare.

Luca Gennati (1991) e Alice Francesca Sabbadini (1992) sono i vincitori cui è stata offerta lo scorso anno, l’opportunità di svolgere un’attività di ricerca presso enti nazionali e internazionali.
Il progetto, a cura di Dalia Gallico, si inserisce nell’ambito delle attività che vedono la Fondazione Adolfo Pini impegnata nella missione di sostegno e valorizzazione dei giovani talenti nelle diverse discipline culturali. Per statuto infatti la Fondazione sostiene le nuove generazioni attive in tutte le arti: istituisce premi, borse di studio, offerte formative e altre iniziative.

Martedì 24 luglio alle ore 18.30, la Fondazione Adolfo Pini presenta il lavoro “4 Words” di Alice Francesca Sabbadini, un progetto multimediale che si pone l’obiettivo di comunicare con il pubblico tramite il linguaggio della danza. Alice Francesca Sabbadini sviluppa un’installazione a partire da un dialogo con lo Studio Azzurro Produzioni Srl di Milano con l’obbiettivo di approfondire i meccanismi di interazione tra opera e pubblico. Il titolo “4Words” indica le quattro parole che compongono la frase “Fear Paralize Love Moves”, su cui è costruito il progetto. Fear, Paralize, Love, Moves, sono i capitoli che scandiscono lo sviluppo del racconto, ognuno dei quali viene introdotto da un video.

Lunedì 2 luglio alle ore 18.30, alla Fondazione Pini, è stata inaugurata la mostra a cura di Luca Gennati dal titolo “C’est toiou c’est moi?”, visitabile fino al 18 luglio. Il progetto curatoriale, nasce in collaborazione con l’Institut d'études avancées de Paris, grazie all’affiancamento del professore di Estetica e Teoria della rappresentazione dell’immagine Andrea Pinotti. La mostra intende mostrare un gioco di rapporti tra il sé,reale o virtuale e la realtà, inun continuo rimando tra identità e immedesimazione. Il progetto di Gennati, presenta le opere di Luca De Leva, Arnaud Dezoteux, Raphaël Fabre, Pierre Pauze e le “mostre virtuali” di Nicholas Steindorf e Elise Vandewalle realizzate per il Virtual Dream Center di Jean-Baptiste Lenglet.

Anche quest’anno la Fondazione Adolfo Pini riconferma il suo ruolo di promotore culturale e la sua missione a sostegno e valorizzazione dei giovani talenti nelle diverse discipline culturali. Voluta da Adolfo Pini (1920-1986), uomo di scienza e appassionato d’arte, di musica e di letteratura, la Fondazione ha infatti tra i suoi compiti principali il sostegno delle nuove generazioni in tutte le discipline culturali. Tramite questi Bandi la Fondazione Adolfo Pini sostiene i giovani, come già avvenuto per altre iniziative di valore fra cui i progetti dedicati all’arte contemporanea, che ha visto collaborare studenti di NABA e Brera insieme, i giovani pianisti esibitisi in Fondazione durante Piano City Milano, e la costante attenzione anche ai più giovani attraverso l’offerta di laboratori d’arte alle scuole materne e primarie.
Alice Francesca Sabbadini
(Milano, 1992) ha studiato Scenografia teatrale e cinematografica all’Accademia di Belle Arti di Brera per poi specializzarsi nel 2017 in Nuove tecnologie per cinema e video presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Durante gli anni d'Accademia integra le sue competenze frequentando corsi professionalizzanti in Cinema4D e After Effects e workshop di Videomapping. Dal 2016 cura le video scenografie per gli spettacoli della scuola di Danza Wonderwall, nel medesimo anno comincia a seguire la compagnia di Danza D'I Verse fondata dalla coreografa e ballerina Sara Armando nella realizzazione di video di danza promozionali. Sempre nel 2016 collabora alla realizzazione delle video proiezioni per lo spettacolo Alfred Alfred messo in scena dal Conservatorio di Milano. Nel 2017 supera una selezione presso l'azienda Logotel presso la quale svolge sei mesi di tirocinio nell'area video. Attualmente frequenta un master professionale in Animation Charactetr e lavora alla realizzazione di un'istallazione multimediale grazie alla borsa di studio della Fondazione Adolfo Pini per progetti inediti in ambito artistico.
4 Words
Alice Francesca Sabbadini
25.07.2018 – 27.07.2018
Opening 24.07.2018 ore 18.30
dal lunedì al venerdì
10.00 – 11.00 | 15.00 - 17.00

Giovedì 12 luglio alla Villa comunale di Vietri sul Mare concerto gratuito del CoroPop di Salerno diretto dal M° Ciro Caravano dei Neri Per Caso

Il progetto "Vietri Cultura", la cui direzione artistica è affidata al M° Luigi Avallone, inizia con la rassegna di musica, teatro e danza "Vietri in Scena", nella splendida cornice della Villa comunale di Vietri sul Mare giovedì 12 luglio alle ore 21. Protagonista del primo appuntamento è il CoroPop di Salerno, diretto dal M° Ciro Caravano, noto al grande pubblico per essere uno dei cantanti e arrangiatore del gruppo vocale "a cappella" Neri per Caso. L’Associazione Culturale Astronomia Corale CoroPop di Salerno eseguirà brani celebri di musica leggera italiana ed internazionale, appositamente rivisti e riarrangiati da Caravano, in chiave “a cappella” in modo da esaltarne l’originalità dei motivi e la ricchezza dell’armonia attraverso nuove chiavi di lettura e un pizzico di ironia, che è poi uno dei tratti distintivi di questa esuberante formazione musicale. Sul palco 67 cantanti e due dinamiche brasiliane doc: Taisa Demarchi, Presidente dell’Associazione Culturale Astronomia Corale e Juliana Pereira, Coordinatrice del CoroPop di Salerno. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

martedì 10 luglio 2018

Dentro il cielo compare un’isola Le arti povere in Italia fra disegno e fotografia (1963 – 1980) A cura di Andrea Bruciati 21 luglio - 4 novembre 2018 Inaugurazione venerdì 20 luglio ore 19.00 Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi Palazzo Bisaccioni, Jesi (AN)

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nella sede del rinascimentale Palazzo Bisaccioni nel centro storico di Jesi, continua la sua attività espositiva e, dopo la mostra della passata stagione sull’arte concettuale, presenta l’esposizione Dentro il cielo compare un’isola, dedicata al disegno e alla fotografia nell’arte povera, strada tutta italiana che ha portato anch’essa a un esito concettuale dalla forte componente emotiva.

Trentadue autori per raccontare da un particolare punto di vista, quello della grafica e della fotografia, un movimento artistico italiano che ha avuto, per fortuna critica e di mercato, un’eco internazionale negli ultimi 50 anni: l’Arte Povera. Era dai tempi del Futurismo che l’arte italiana non fuoriusciva dai confini nazionali provocando una risonanza culturale che investì tutti i paesi occidentali, così l’Arte Povera prima e la Transavanguardia poi, hanno segnato un profondo mutamento nel linguaggio artistico che influirà sullo sviluppo delle correnti artistiche a venire.

Le opere in mostra, disegni e fotografie realizzati in poco più di un decennio, dal 1963 al 1980, rappresentano un atto di ribellione nei confronti di una società abbagliata dal boom economico e permeata dal consumismo: attraverso la ricerca, la sperimentazione e l’uso di media poveri, ma dalla forte connotazione comunicazionale artisti come Alighiero Boetti p Vincenzo Agnetti, mirano al recupero dell’azione, del contingente, dell’archetipo come sola possibilità d’arte.

Dall’analisi di questo decennio emerge dunque una nuova generazione di artisti capaci di ridurre il segno ai minimi termini, ma dove il dato visivo resta sempre fondamentale e imprescindibile per una narrazione possibile della realtà. Si parte dunque dal disegno, che per Francesco Clemente, Sandro Chia e Nicola De Maria, non è una preparazione all’opera, come nella pratica minimalista, bensì un linguaggio autonomo in cui recuperare il piacere della manualità; oppure dalla fotografia, che per Luigi Ghirri, Mario Giacomelli e Michele Zaza è un racconto personale in presa reale. In questi anni si registra quindi, secondo il curatore della mostra Andrea Bruciati, “la volontà di uno scardinamento della convenzionalità e disegno e fotografia sono perfettamente congruenti ad un approccio cognitivo. Nel clima mutato degli ‘anni di piombo’, l’artista cerca infatti di farsi portavoce di un codice alternativo capace di portare alla luce le contraddizioni della tecnica e le arbitrarietà mistificanti del suo linguaggio che pertanto viene iterato, serializzato, in un parossismo scientifico dove traspare un intento quasi prometeico nell’andare oltre il dato sensibile per rivelare le strutture connotative a fondamento dell’opera.”

Questa fragilità dei mezzi, disegno e fotografia, diventa il segno di una sensibilità nuova che non rinnega la storia né tantomeno la tradizione figurativa rinascimentale che vedeva nella pratica disegnativa una proceduralità mentale, ma la reinventa caricandola di un significato emotivo e concettuale assieme che precedentemente non aveva. Al termine del boom economico si fa strada così un ‘fare artistico’ che vuole esistere tra il contingente e compromesso con l’esistente: nel ricorso a materiali poveri, l’arte si pone come presa di coscienza delle possibilità espressive insite nella materia stessa e, parallelamente ad una progressiva radicalizzazione dei segni, si passa dal fare al pensare, dalla cosa all’Idea.
Dalle agitazioni del ’68 una generazione di artisti, esponenti dell’Arte Povera che maggiormente hanno incarnato lo spirito di quegli anni, ha sperimentato una libertà d’azione legata alla struttura del linguaggio volta alla ridefinizione di un mondo fino a quel momento inammissibile.

Seguendo questa logica le opere degli artisti in mostra si palesano come una sorta di tentativi e verifiche: il disegno e la fotografia rispondono in maniera nuova e senza scendere a compromessi con una volontà documentativa e militante, in quanto strumenti democratici di facile accesso, e al contempo primordiali nella ‘registrazione’ della realtà così com’è, senza finzione.

In mostra opere di Vincenzo Agnetti, Adriano Altamira,Enrico Baj, Alighiero Boetti, Sandro Chia, Francesco Clemente,Mario Cresci, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Elio Mariani, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Michele Perfetti, Robert Pettena, Lamberto Pignotti, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Emilio Prini, Francesco Radino, Sandra Sandri, Mario Schifano, Gianni Emilio Simonetti, Franco Vaccari, Luigi Viola, Michele Zaza

Libreria Verso corso di Porta Ticinese 40 - Milano mercoledì 11 luglio 2018 ore 19.00 FESTA PRESENTAZIONE Quello che non sappiamo party



Annarita Briganti
presenta il suo romanzo
Quello che non sappiamo
(Cairo, 2018)
intervengono
Lorenza Gentile
Teresa Martini
Davide Mosca
Serena Scarpello
con un contributo musicale di
Sharon Selene feat. Dave Dicecca
Mercoledì 11 luglio alle ore 19.00 presso la Libreria Verso – Milano – Annarita Briganti presenta il suo nuovo romanzo Quello che non sappiamo (Cairo, 2018).
Intervengono con l’autrice Lorenza Gentile, Teresa Martini, Davide Mosca e Serena Scarpello, con un contributo musicale dal vivo di Sharon Selene feat. Dave Dicecca.
Un giorno Ginger riceve un’email da Paulo. I due non si conoscono o, almeno, lei crede che non si conoscano. Nasce una relazione virtuale. Iniziano a scriversi email nelle quali si raccontano la loro vita, le loro giornate e, attraverso le parole, il loro legame in poco tempo si rafforza sempre più. Ma c’è dell’altro, non tutto è come sembra: Paulo conosce un segreto della vita di Ginger e deve consegnarle una cosa molto importante.
Quello che non sappiamo si può leggere come una lunga chat, è un romanzo-chat, un colpo di fulmine virtuale. Un amore al tempo della mail, tra nevrosi e nuove tecnologie. Ma il mistero che nasconde renderà i protagonisti più forti e la storia sorprendente.
Ambientato tra Italia e Germania – a Roma, Milano, Bologna, Berlino – ma c’è anche la Cina, il romanzo parla del mondo di oggi e di domani, di donne e di uomini, di amore e di sesso sul web, di amore e di sesso nella realtà, di rete, di social, di crisi economica, di famiglie, di razzismo, di verità, d’identità, di libri e di librai, di musica, di musei, di perdono, di rinascita, di spezie, di cocktail, di sogni e di speranze.
Un libro per tutti quelli che credono nel potere della scrittura e delle relazioni. Reali o virtuali.
Annarita Briganti è giornalista culturale di Repubblica e Donna Moderna e scrittrice. Quello che non sappiamo è il suo terzo romanzo, dopo Non chiedermi come sei nata (Cairo, 2014, vincitore del premio Comoinrosa, rappresentato a teatro con il suo adattamento) e L’amore è una favola (Cairo, 2015). Ha partecipato alle raccolte di racconti Un bacio in bocca (Longanesi, 2016) e Il bicchiere mezzo pieno (Piemme, 2018). Scrive per il teatro. Ha studiato alla Scuola Holden di Torino, dove è anche stata docente. Insegna scrittura creativa in diverse città italiane. E soprattutto scrive. 
Quello che non sappiamo sa essere avvincente proprio perché il lavoro sulla scrittura e quello sui sentimenti sono inseparabili e permeano di sé ogni sfumatura della trama e dei personaggi.
Franco Bolelli (Tuttomilano, 31 maggio 2018)
Annarita Briganti conferma anche in questo nuovo romanzo di saper usare le parole come scudo contro la paura e il vuoto che caratterizza la dimensione umana nell’epoca della caducità e della transitorietà.
Claudio Volpe (Mangialibri.com, 21 giugno 2018)

Domenica 29 luglio nei prati dello Zoncolan in Carnia A Sutrio si ritorna al passato con “Fasjn la mede” I lavori della fienagione e un piacevole percorso gastronomico negli stavoli



Torna anche quest’anno a Sutrio, in Carnia, la tradizionale manifestazione “Fasjn la mede”, ovvero “Facciamo i covoni di fieno”. L’appuntamento è sui prati del monte Zoncolan domenica 29 luglio. L’inconsueta festa è nata per ricordare, e soprattutto far conoscere alle ultime generazioni ed ai turisti, uno dei più diffusi fra gli antichi lavori della montagna carnica, ovvero la fienagione in montagna, dalla falciatura dell’erba alla composizione di grandi covoni di fieno. Un compito che era appannaggio principalmente del mondo femminile e che verrà riproposto da gruppi di donne di Sutrio vestite con gli abiti tradizionali, affiancate da uomini e bambini, pure in costume. Dalla mattina alle 9.30 fino al pomeriggio nei prati dello Zoncolan (tappa ormai mitica del Giro d’Italia) si susseguiranno le varie fasi della fienagione: gli uomini che finiscono di falciare l’erba; le donne che sparpagliano il fieno e poi, a mezzogiorno, si siedono all’ombra degli alberi per rifocillarsi con la cjacule (il rustico pranzo al sacco, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto); e poi ancora le donne che raccolgono il fieno in altissimi covoni.

A fare da contorno a “Fasjn la mede” passeggiate naturalistiche alla scoperta delle erbe di montagna, biciclettate, musiche e balli tradizionali attorno ai covoni, giochi e esibizione di gruppi di bambini che giocheranno con il fieno e un originale percorso gastronomico-naturalistico negli stavoli (le caratteristiche baite col tetto a spiovente della Carnia) dello Zoncolan. In ciascuno di essi si degusterà un piatto tradizionale, preparato seguendo le ricette dell’indimenticabile chef Gianni Cosetti: aperitivo con frittatine e salam, frico con polenta e cjapus cu las frices, selvaggina polente e fagioli, i classici orzo e fagioli, orzotto, luanie fumade, vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e frutti di bosco e un particolare the alle erbe carniche. Nel corso della giornata passeggiate a cavallo a animazione per i bimbi a cavallo, massaggi sull’erba con il fieno, shopping goloso nel mercatino agro alimentare ed artigianale allestito nel piazzale dello Zoncolan.

Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Pacchetti turistici su richiesta all’Albergo Diffuso Borgo Soandri: www.albergodiffuso.org.

Per informazioni: www.albergodiffuso.org


Vacanze in Carnia
Monti incontaminati, natura selvaggia e silenziosa, un patrimonio d’arte e storia che ben poche zone di montagna possono vantare, tradizioni antiche e prodotti genuini: questo, e molto altro ancora, è la Carnia, terra di boschi, rocce e vallate fra le più belle del Friuli Venezia Giulia, a due passi dal confine con l’Austria. La Carnia ha mantenuto intatti nei secoli i dialetti e le tradizioni della sua gente, sviluppando un turismo a dimensione d’uomo, ecocompatibile, non affollato, tanto che del rispetto ambientale ne ha fatto un portabandiera. Trascorrere una vacanza in Carnia significa, dunque, immergersi in un mondo fatto di autenticità e genuinità, essere accolti in strutture ben attrezzate, di qualità e a prezzi accessibili, siano esse piccoli hotel a conduzione familiare o alberghi diffusi, ricavati dalla ristrutturazione di antiche case di caratteristici paesi. Gli amanti dello sport possono sbizzarrirsi tra mountain-bike, cicloturismo, passeggiate, arrampicate, trekking fra i rifugi, equitazione, free-climbing, trekking a cavallo, parapendio, canoa. Non solo vacanze attive: tutta da scoprire la particolarissima gastronomia della Carnia e i prodotti tipici delle sue malghe, la sua storia antica che ha origini celtiche e l’ha vista come protagonista nel periodo romano (come testimoniano il Foro, l’area archeologica e il Museo di Zuglio, l’antico Iulium Carnicum), l’arte, il folclore e l’artigianato, tutti segni di un passato custodito con orgoglio e riproposto con passione.