mercoledì 2 ottobre 2019

Barcolana51: le eccellenze del Friuli Venezia Giulia ti aspettano



Enogastronomia, Instagram challenge e diretta streaming della regata più grande al mondo Villa Chiozza di Cervignano del Friuli, 1° ottobre – La più grande regata al mondo sitiene a Trieste il 13 ottobre, ma già dal 5 ottobre la città diventa palcoscenico delle eccellenze turistiche del Friuli Venezia Giulia. I visitatori, gli sportivi e tutti gli appassionati di vela che raggiungeranno Trieste, verranno accolti da PromoTurismoFVG in uno stand enogastronomico con enoteca regionale, birroteca e un’area dedicata ai prodotti del Carso mentre per gli addicted della fotografia e dei social media parte il 30 settembre l’Instagram challenge con in palio, per l’autore della foto più bella, la partecipazione gratuita al corso Day Sailing. Infine, chi non può essere presente all’evento, può seguire in diretta streaming la gara dalla webcam sul Golfo di Trieste. ENOGASTRONOMIA Dall’enoteca regionale, coordinata dall’Associazione Italiana Sommelier del FVG, che sarà il contenitore di vini DOC e DOCG e di eccellenze come il Prosciutto di San Daniele e il formaggio Montasio, passando per la birroteca, gestita dall’Associazione Birrai FVG, dove sarà possibile degustare diversi tipi di produzioni fino all’area dedicata ai prodotti gastronomici del Carso, curata dall’Associazione produttori del Carso: così viene presentata l’intera offerta enogastronomica della regione e la Strada del Vino e dei Sapori del FVG all’interno di uno stand di 250mq situato nella zona sponsor del Villaggio Barcolana che sarà aperto ogni giorno dalle 10 alle 24. INSTAGRAM CHALLENGE Sulla scia del successo ottenuto dai due Instagram challenge estivi di Lignano Sabbiadoro e Grado con quasi duemila ottocento (2778) foto postate sul social, PromoTurismoFVG lancia una nuova sfida a colpi di scatti con l’hashtag ufficiale #barcolanachallenge a partire dal 30 settembre anche per la Barcolana 2019. Domenica 13 ottobre sarà nominato l’autore della foto più bella che potrà partecipare al corso Day Sailing di 3 giorni offerto gratuitamente dalla società Velica Barcola Grignano e che prevede, fra gli argomenti, l’introduzione ai principi fondamentali della vela, le manovre in porto, l’ormeggio in banchina e i nodi principali.

ALLA CANTINA TRAMIN UN INCONTRO TRA I GRANDI ESPERTI DI GEWÜRZTRAMINER, IL VITIGNO PIÙ CONTROVERSO AL MONDO

Il 29 ottobre Stephan Reinhardt di Robert Parker’s Wine Advocate esplora le sue caratteristiche e potenzialità in un workshop internazionale con Cantina Tramin (Alto Adige) e Domaine Albert Mann (Alsazia)
Sempre più Casa del Gewürztraminer, Cantina Tramin apre le sue porte il 29 ottobre per ospitare “E se ti dico Gewürztraminer?”, un workshop internazionale sul vitigno principe della sua produzione, il Gewürztraminer, appunto, la cui potenza aromatica accende le discussioni degli appassionati di vino, dividendoli tra detrattori e sostenitori.
Sommeliers provenienti da 13 Paesi avranno l’opportunità di confrontare i vini delle due regioni più vocate alla produzione del traminer aromatico, l’Alto Adige e l’Alsazia, con degustazioni guidate da Willi Stürz per Cantina Tramin e Jacky Barthelmé per Domaine Albert Mann. Moderatore d’eccezione il critico Stephan Reinhardt di Robert Parker’s Wine Advocate: come profondo conoscitore del vitigno protagonista della kermesse, Reinhardt durante il tasting metterà in risalto le peculiarità dei terroirs delle due cantine e i loro stili di vinificazione, che danno vita a vini con personalità indomite, dove potenza ed eleganza si uniscono negli aromi e prospettano una grande capacità di invecchiamento.
Epokale 2009 di Cantina Tramin nel 2018 ha ottenuto proprio da Wine Advocate 100 punti su 100, tagliando un doppio traguardo: essere il primo vino bianco italiano e il primo Gewürztraminer a raggiungere il massimo punteggio attribuibile dall’autorevole testata americana, mettendo così la varietà ancor più al centro della scena enologica e del confronto tra chi la critica e chi la ama.
L’evento di fine ottobre vuole anche essere l’occasione per esplorare inaspettati abbinamenti gastronomici con l’intenso Gewürztraminer: durante la due giorni in Cantina Tramin si terrà un laboratorio sperimentale, dove spezie ed erbe verranno proposte con piatti abbinati al vino aromatico, per mettere in tavola menù avventurosi e non convenzionali.
Per informazioni e prenotazioni: cantinatramin.eventbrite.it
Info: www.CantinaTramin.it

Torna la 13^ edizione de Il Magico Paese di Natale (16 novembre – 23 dicembre) inserita quest’anno tra le destinazioni selezionate come European Best Christmas Markets. Grande ritorno del treno storico per raggiungere l’evento da Torino e Milano



L’opportunità di vivere una magica esperienza natalizia per bambini e adulti. Questo è Il Magico Paese di Natale a Govone, tra le colline di Langhe-Roero e Monferrato, paesaggio vitivinicolo patrimonio mondiale Unesco. Novità di quest’anno 4 weekend tematici, coinvolgenti animazioni e il ritorno del treno storico per vivere lo spirito del Natale viaggiando su carrozze d’altri tempi.
 
Govone (CN), 1 ottobre 2019 – E’ un mondo che riunisce adulti e bambini quello de Il Magico Paese di Natale, l’evento natalizio che da ben 13 edizioni trasforma il borgo di Govone (CN) e il suo incantevole castello sabaudo in un piccolo regno popolato da elfi e personaggi fantastici. Un luogo unico, dove grandi e piccini ritornano a costruire tra loro un dialogo attraverso il tema del gioco.
 
Il prossimo 16 novembre ritorna l’evento che nella sua edizione 2018 ha visto la presenza di oltre 200mila persone e un indotto per il territorio stimato tra i 26 e 27 milioni di euro, con un incremento sempre maggiore di visitatori stranieri ad una delle più note manifestazioni italiane dedicate al Natale. Fino al 23 dicembre infatti il borgo di Govone diventa Il Magico Paese di Natale, dove è possibile incontrare Babbo Natale, partecipando ad un vero e proprio spettacolo musicale alla cui conclusione è possibile conoscere di persona il personaggio principe del Natale nell’immaginario collettivo. Quest’anno lo spettacolo che va in scena nella Casa di Babbo Natale è dedicato alla storia di Rudolph e di come sia riuscita a diventare la famosa renna che oggi conosciamo, perseverando nell’inseguire il suo sogno oltre il comune pregiudizio, che la voleva inadatta a trainare la slitta di Santa Claus. Torna anche il Mercatino Natalizio che quest’anno raggiunge quota 110 selezionati espositori, diventando il primo in Italia per numero di partecipanti, ma soprattutto premiato quest’anno con la candidatura ai Best European Christmas Markets come unico rappresentante per il nostro Paese. Govone è in lizza per aggiudicarsi un risultato importante e per farlo sfida oltre a Tallin, vincitrice dell’ultima edizione, numerose altre città europee, tra cui le capitali Praga, Budapest, Vienna e Bruxelles. A celebrare il Natale cristiano, dopo la mostra dedicata al Presepe dello scorso anno, quest’anno arriva un concorso dedicato ad artisti, professionisti e amanti del Presepe, collocato all’interno del Castello di Govone, tra scene di vita e antichi mestieri. “Adeste Fideles”: un’esposizione che coinvolge maestri presepai provenienti da diverse aree della penisola italiana, con particolare attenzione alla produzione artistica piemontese. A tutto questo si aggiunge la possibilità di completare la propria esperienza natalizia ascoltando i Christmas Carolers, che ripropongono i canti natalizi all’aperto in stile Vittoriano, visitando la splendida residenza sabauda di Govone oppure concedendosi una pausa enogastronomica tra la Locanda, la Bottega e le postazioni dedicate allo Street Food. Per i più piccoli è possibile divertirsi nel mini parco avventura, con il Gioco dell’Oca nel giardino all’italiana del castello, con spettacoli e varie attività di laboratorio. Dal 23 novembre inoltre ciascun fine settimana è dedicato ad un tema che di volta in volta viene sviluppato; si parte dalla letteratura per bambini in collaborazione con la cittadina di Cavalermaggiore che ospita in concomitanza la Fiera Piemontese dell’editoria, passando per il Festival del Cibo con il lavoro a quattro mani con l’Assessorato a cibo della Regione Piemonte e il tema del gioco, con proposte sia per il pubblico dei più piccoli che degli adulti, grazie alla professionalità e competenza dello staff de La Collina degli Elfi Onlus.
 
La 13^ edizione de Il Magico Paese di Natale vede inoltre il grande ritorno del Treno storico, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Fondazione Ferrovie dello Stato. Un viaggio indimenticabile e davvero suggestivo per tutta la famiglia, accompagnato durante il percorso da magiche figure che animano e creano una speciale atmosfera e, al ritorno, da un brindisi con le bollicine del Consorzio dell’Asti DOCG. Un’esperienza esclusiva con partenza da Torino (17 novembre) e da Milano (23 dicembre). Appuntamento quindi sabato 16 novembre per l’inaugurazione dell’evento e l’accensione del grande albero di fronte al castello e il concerto di Rejoicing Gospel Choir.

RICARDO CARIOBA Non Linear Spatial Normalizations a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria 10 Ottobre 2019 - 23 Novembre 2019


OPENING: mercoledì 9 ottobre ore 18.30 – 22.30

ingresso libero dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30

FuturDome
via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano
FuturDome presenta, per la prima volta in Europa, l’opera e il perscorso di Ricardo Carioba (São Paulo, 1976). All’interno degli spazi saranno presentati quindici installazioni interamente attraversabili, una serie di lavori fotografici e un progetto specificatamente creato per FuturDome. Nell’oscurità del piano interrato, Ricardo Carioba amplifica la percezione dei legami tra suoni e immagini, basandosi sulle informazioni visive derivanti tanto dallo sguardo quanto dall’acustica sonora. Il livello armonico e il piano visuale creeranno una connessione stereofonica tra i nostri occhi e le nostre orecchie, dispiegando le fondamenta della spazialità e della percezione.
L’intento è di rivelare le frequenze di onde sonore e luminose, nel vuoto, attraverso l’imma- gine dello spazio e la sua narrazione. Il nuovo video verrà disposto attraverso un’intrigante struttura circolare, suddivisa in due parti, con l’intento di far dialogare indipendentemente i due emisferi del cervello umano. Il suono sarà alla ricerca di onde sinusoidali disegnate in strutture armoniche, così come ambienti scultorei ed interventi ritmici. In fine, il video analizza il suono in tempo reale e crea uno stato di sincronizzazione latente fra le frequenze In Non Linear Spatial Normalizations, il contesto diventa l’opera, non per estendere lo spazio artistico o pervadere la città, ma per trovare un tempo e un luogo assieme a coloro che attraverseranno il percorso, là dove ogni significato del suono e della luce tenderà a riformularsi.

Il titolo della mostra fa riferimento alla tecnica di Normalizzazione Spaziale, che viene spesso eseguita nel neuroimaging funzionale, adoperato nella scansione cerebrale.
Il ricercatore la esegue per determinare quali siano le aree che comunemente si attivano quando molteplici soggetti umani eseguono gli stessi compiti o vengono stimolati allo stesso modo. La ripiegatura non lineare, si attua invece a posteriori per poter contrastare la deformazione che le immagini del paziente possono presentare (a causa della respirazione, alterazioni anatomiche, movimenti e molti altri fattori).
Se nell'imaging neuro-medico, il confronto tra aree di percezione simili è ampiamente utilizzato, la scelta di una particolare modalità di misurazione delle similitudini è un parametro anche assimilabile alla pratica di Ricardo Carioba.
Nel suo lavoro il visitatore diventa un co-costruttore che conferisce un'identità innata al connubio tra suono e luce. Questo approccio offre tanti livelli di lettura quante saranno le persone che interagiscono con esso. Perché Carioba cerca una lingua che potrebbe vivere in uno spazio determinato e artificiale in grado di collegare tra loro persone che non si conoscono, all’interno di ambienti inquietantemente familiari.

In Non Linear Spatial Normalizations, le rifrazioni della luce come in Sem título (2014), potranno essere manipolate in termini di velocità, grazie alla posizione geometrica del foro al centro di ciascuna proiezione; di conseguenza, le singole unità acustiche intrinsecamente autonome, formeranno un registro visuale infinitamente variabile. La struttura artistica delineerà una fornitura di materia selettiva; quel che poi accadrà con questo materiale, quali suoni veranno prodotti utilizzandolo, non è prevedibile, ma ogni volta si conformerà come il prodotto unico del caso. Carioba ha sviluppato, infatti, un sistema di notazione radicale e minimalista per questo lavoro: una grammatica visiva in cui il linguaggio è presentato come una disposizione di spettrografie non lineari.

L'artista ha concepito un campionamento e un paesaggio visivo, studiati site-specific per l’edificio di FuturDome: lo spazio principale mostrerà progetti audiovisivi, orchestrati come un insieme sinfonico, testando i limiti della percezione e visualizzando i flussi di dati invisibili che permeano il nostro mondo. Per la sua prima mostra monografica in Europa, Carioba compone in modo elaborato suoni, elementi visivi, materie invisibili, fenomeni fisici e nozioni matematiche secondo installazioni avvolgenti e foto inedite. Accanto a puri ambienti musicali, Carioba ha lavorato a progetti di installazione a lungo termine: Perspectiva Sobre Fundo Negro (2010) composto da immagini in movimento, sculture, suoni e nuovi media che esplorano il modo in cui le visioni astratte della realtà vengono utilizzate per codificare, comprendere e controllare l’universo del vuoto. Mentre la serie Nervo (2017) è costituita da interventi su larga scala che impiegano un'intensa luce bianca come materiale scultoreo, in grado di trasformare diversi luoghi privati in dimensioni pubbliche, come accaduto in Brasile.

All'interno degli spazi FuturDome, la dialettica tra suono e luce nella pratica di Ricardo Carioba assume un'ulteriore concretezza, in particolare nelle sculture diffuse di Horizonte Negro (2013) che mettono in contatto le speculazioni matematiche e geometriche neoplatoniche del profilo del mondo con il dibattito contemporaneo sulle dimensioni acustiche dell'architettura. Il letterale e il metaforico, la mente e il mondo, la scienza e l’arte rinascono. Allo stesso tempo scientifico ed estetico, questo percorso di Carioba attraversa il divario tra suono e visione guidato da epifanie che sono direttamente fisiche, accessibili al pubblico e che rimangono manifestamente sensoriali. Éter (2011) si presenta come il coronamento del procedere sinestetico di Carioba, moltiplicando intuizioni poetiche e storiche all'ennesima potenza.

Si ringraziano: Knauf, BenQ, CityScoot, Iuta Bistrot e Cantine Contadi Gasparotti.

AL RESORT LA FRANCESCA TRE APPUNTAMENTI DA NON PERDERE PER VIVERE IN ARMONIA IL TEMPO D’AUTUNNO



La suggestiva festa della “Madonna del Rosario” a Bonassola (4-6 ottobre),
i “Sapori Veriticali a Levanto (11-13 ottobre) e la raccolta delle olive presso il Resort
(18-20 ottobre) regaleranno momenti di svago, relax e ottima cucina.
 
Milano, 30 settembre 2019 – Il Resort La Francesca in autunno si veste di colori meravigliosi: la vegetazione è rigogliosa, con splendide sfumature di giallo e rosso che contrastano le note azzurre del mare.

E allora perché non approfittare delle giornate ottobrine per staccare la spina, almeno per un fine settimana? Le opportunità che propone il litorale ligure di Levante, dove si trova il il Resort La Francesca sono numerose e, tra queste, ne segnaliamo in particolare tre: la festa della “Madonna del Rosario” dal 4 al 6 ottobre a Bonassola, “Sapori e Storie verticali” a Levanto (11-13 ottobre) e la raccolta delle olive presso il Resort dal 18 al 20 ottobre.

Per il primo weekend di ottobre, il piccolo borgo marinaro di Bonassola si veste a festa per una ricorrenza, quella appunto della Madonna del Rosario, nata per celebrare la famosa battaglia navale di Lepanto. Oggi i turisti accorrono principalmente per celebrare la fine dell’estate con tre giorni di degustazioni di prodotti tipici, banco gastronomico e balli popolari mentre il sabato sera ci sarà una suggestiva posa di lumini in mare che si concluderà con uno spettacolo pirotecnico. La processione di domenica pomeriggio per le vie del paese chiuderà i festeggiamenti. Ecco quindi l’allettante offerta del Resort la Francesca: soggiorno di due notti in coppia, inclusa cena di sabato al ristorante Rosadimare € 180,00 (tariffa non rimborsabile). Per prenotazioni collegarsi a questo link.

Nel secondo weekend di ottobre (11-13) il timone passa a Levanto: nelle vie e piazze del centro storico tre giorni di eventi dal titolo Sapori & Storie verticali: mostre di pittura, laboratori, concerti, mercato delle eccellenze gastronomiche del territorio, street food, e reading. Anche per questo weekend, il soggiorno di due notti in coppia presso il Resort la Francesca, inclusa la cena di sabato al ristorante Rosadimare ha un costo di € 180,00 (tariffa non rimborsabile). Per prenotazioni collegarsi a questo link.

L’offerta è la stessa ma per un’iniziativa, dal 18 al 20 ottobre, alla sua terza edizione, che vede impegnati in prima persona gli ospiti del Resort. Si tratta della raccolta delle olive, un momento di sano contatto con la natura che sarà anche premiato! Infatti, ai più volenterosi che dedicheranno almeno due ore alla brucatura sarà offerto un sostanzioso aperitivo al tramonto e uno sconto del 10% sulla cena del sabato (allietata per  dalla vocalist Gabriella Mazza, che ha già arricchito le serate della Francesca in luglio e agosto). Chi volesse cogliere questa bellissima opportunità può prenotarsi cliccando questo link.

“La raccolta delle olive, spiega Marco De Poli, titolare del Resort, fa parte del piano di recupero ambientale implementato dopo l’incendio di vent’anni fa; io e mia moglie Giovanna abbiamo personalmente piantato duecento olivi, ricostruendo l’ambiente naturale originario (come nella mappa di Matteo Vinzoni del 1722) al posto dei pini bruciati”.
 
Situato sul mare, a tre chilometri da Bonassola e a quattro da Levanto (in provincia di La Spezia), in prossimità del Parco delle Cinque Terre, dal 1961 il Resort La Francesca offre appartamenti e villette da due a sei letti in un contesto di alto valore naturalistico e paesaggistico.

TENUTE PICCINI TRA I PROTAGONISTI DELLA “MILANO WINE WEEK”


Sabato 12 ottobre l’esperta mondiale Kerin O' Keefe presenterà una degustazione orizzontale di vini del 2016, definita dagli enologi un’annata dal grande potenziale

Milano, 30 settembre 2019 – Tenute Piccini riconferma anche quest’anno la sua presenza alla Milano Wine Week presentando, attraverso un viaggio virtuale dal Centro al Sud Italia, il meglio dell’annata 2016, definita dagli enologi non uniforme, ma nel complesso ottima, con punte di eccellenza.
Saranno questi i contenuti di una masterclass assolutamente da non perdere che si terrà sabato 12 ottobre, alle ore 14.00, presso lo storico Palazzo Bovara, cuore pulsante della Milano Wine Week, e che si avvarrà della guida magistrale di una relatrice d’eccezione: Kerin O' Keefe, italian editor di Wine Enthusiast e autrice di libri di successo.

Dal Chianti Classico a Montalcino, dalla Maremma ai territori vulcanici dell'Etna e del Vulture, si degusteranno vini molto diversi tra loro, ma tutti vera espressione del terroir e della tipologia dell' uva oltre che identificativi della zona di riferimento.
“Questa è, infatti, la filosofia della nostra famiglia, profondamente legata alle tradizioni e ai valori tramandati di generazione in generazione come punto di partenza per creare vini di altissima qualità. Piccini è una storia di famiglia e passione, una storia lunga 130 anni, un percorso di crescita continua e di grandissimi risultati”, dichiara Mario Piccini, CEO dell’azienda.
Un viaggio attraverso le diverse regioni italiane reso possibile dalla dislocazione molto variegate delle 5 tenute riunite sotto il marchio Piccini, tutte convertite al biologico: Ten. Valiano nel cuore del Chianti Classico a Castelnuovo Berardenga, Tenuta Moraia lungo la Costa Toscana in Maremma, Villa al Cortile a Montalcino, Regio Cantina nel cuore della Basilicata incontaminata e Terre Mora nella zona dell'Etna DOC.

Nello specifico, nel corso della masterclass di sabato 12 ottobre verrano presentati:
- Tenuta Moraia, Sangiovese Maremma Toscana, vino dal sapore morbido con tannini delicati e vellutati, un vino equilibrato e corposo;
- Torre Mora, Scalunera Etna, vino dal bouquet intenso, austero, elegante, strutturato al palato;
- Torre Mora, Chiuse Vidalba Etna, prodotto che verrà presentato in anteprima in questa masterclass;
- Valiano, Poggio Teo, Chianti Classico, pieno ed equilibrato, con un'eccellente struttura;
- Valiano, Gran Selezione 6.68, Chianti Classico, vino dalla grande freschezza e sapidità che al palato regala note di dolcezza, speziatura e tostatura date dal legno d'invecchiamento;
- Regio Cantina, Donpà Aglianico del Vulture, vino simbolo della Basilicata, dalla struttura importante ed avvolgente;
- Villa al Cortile, Brunello di Montalcino, vino di grande struttura, rotondo, con note complesse di liquirizia e ciliegia; pieno, speziato, elegante al palato, con tannini soffici e un finale persistente, che verrà presentato in anteprima.

Al Post Hotel di San Candido per sperimentare la cucina di ispirazione territoriale del suo giovane chef



Far vivere un’esperienza culinaria speciale e innovativa sia nel gusto che nella trasformazione delle materie prime. È la cucina di Cesare Airaldi, il giovane chef del Post Hotel di San Candido che ama proporre nei suoi piatti gli ingredienti del territorio.
 
San Candido (BZ), 30 settembre 2019 – Dalla colazione preparata con amore alla cena con gustosi piatti d’ispirazione territoriale, passando per il buffet di dolci pomeridiano. È così che al Post Hotel – Tradition&Lifestyle di San Candido piace viziare i propri ospiti. Per farlo la struttura si avvale del lavoro di un giovane chef e della sua brigata di cucina i cui piatti si possono degustare nel ricercato ambiente del ristorante o, su richiesta, comodamente nella propria suite.
 
Lo chef Cesare Airaldi, originario della provincia di Como, si diploma come Commis di Cucina nel 2004 e dal 2014 lavora in Alto Adige. A trasmettergli l’amore per la cucina è la nonna. “Con lei fin da piccolissimo trascorrevo le mie giornate e spesso mi divertivo ad affiancarla in cucina nella preparazione delle pietanze tradizionali lombarde come cazeula, bollito, busecca, polenta e gallina fredda, dolci e pasta fresca. Il primo piatto che ho preparato da solo è stato il coniglio ripieno: lo ricordo ancora come fosse ieri”. Un’idea di cucina la sua che mette in tavola piatti caratterizzati da una ricercata semplicità. “Cucino con amore e lo faccio sempre come se le pietanze che preparo per gli ospiti dell’hotel in realtà fossero per me o per qualcuno dei miei cari. Mi piace preparare piatti costituiti da pochi elementi che cerco di esaltare al massimo. Seleziono prodotti di qualità elevata e prediligo il rapporto con i piccoli produttori locali. Mi piace elaborare gli ingredienti senza snaturarne l’origine e la provenienza territoriale; per me rispettare le materie prime significa avere rispetto del lavoro e della fatica di chi le fornisce. Concentro la mia creatività nell’ideare sempre nuovi abbinamenti e texture, per regalare al cliente un’esperienza innovativa.” L’alto Adige è una continua fonte d’ispirazione per la cucina di Cesare Airaldi. “Mi piace la vita in montagna e nel tempo libero adoro passeggiare immerso nella natura che mi circonda. Lo trovo molto rilassante ed è inoltre un modo per trovare l’ispirazione e le idee per i miei nuovi piatti. I boschi e i prati infatti sono ricchissimi di ingredienti da utilizzare in cucina. A me in particolare piace utilizzare le erbe spontanee che la natura offre nei diversi periodi dell’anno.” Oltre al rispetto e alla cura nei confronti delle materie prime, chef Airaldi e tutto lo staff dei Post Dolomiti Resorts dedicano una speciale attenzione a coloro che seguono particolari regimi alimentari, come quello vegano, oppure hanno intolleranze nei confronti di glutine e lattosio. Il Post Hotel è addirittura membro certificato di AIC, l’Associazione Italiana Celiachia. “Siamo attenti al benessere dei nostri ospiti e vogliamo offrire loro il massimo dell’accoglienza. Per questo abbiamo scelto di ottenere la certificazione dell’AIC. Ci piace offrire la migliore esperienza culinaria anche a chi ha scelto o ha la necessità di evitare alcuni ingredienti in cucina.”
 

Autunno alle Terme di Cervia: dalla ricerca al benessere

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Autunno alle Terme di Cervia: dalla ricerca al benessere


Le Terme di Cervia come luogo di sintesi tra ricerca scientifica, benessere e cura di sé: lo stabilimento si prepara a promuovere, il 12 ottobre, un convegno scientifico dedicato alla medicina termale, mentre continua ad accogliere i suoi ospiti fino al 23 novembre. L’occasione per sperimentare un soggiorno nella natura godendo dei benefici di Acqua Madre e Fango Liman.







Cervia, 30 settembre 2019_ Arriva l’autunno, le temperature scendono, è il momento di dedicarsi del tempo, prendersi cura di sé e preparare corpo e spirito alla nuova stagione. Le Terme di Cervia sono in prima linea nella promozione del concetto di wellbeing, benessere a 360°, agendo su due fronti: da un lato la ricerca, la formazione, il dialogo tra specialisti e discipline mediche, dall’altro le proposte benessere rivolte al pubblico.

Finita l’estate, si torna a sui banchi di “scuola”: lo stabilimento di Cervia promuove il convegno “Il turismo del Benessere, terme, ambiente e salute” a Milano Marittima – presso l’Hotel Palace di Milano marittima – il prossimo 12 ottobre. Partecipano specialisti di branche diverse (malattie dell’apparato respiratorio, chirurgia vascolare, farmacologia e tossicologia clinica, medici di medicina generale, medicina termale, medicina interna, dermatologia e venereologia, otorinolaringoiatria, geriatria, pediatria). Le relazioni saranno tenute da opinion leader del settore come il dottor Alessandro Zanasi, Direttore Sanitario delle Terme di Cervia e direttore del Centro per la cura della tosse del Sismer di Bologna, responsabile scientifico del convegno, dal professore Alessandro Miani, presidente della società Italiana di medicina ambientale, dal prof. Marco Vitale, Direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca scientifica Termale (FoRST) e professore di Anatomia Umana all’Università degli Studi di Parma.



L’occasione preziosa per riflettere, tra “addetti ai lavori”, su come il binomio natura-benessere non sia solo fondamentale per la salute e il benessere del singolo individuo, ma si traduca anche nella promozione di stili di vita salutari, del diritto alla salute e di un turismo “health oriented”. In questo quadro, le cure termali non svolgono solo un’attività terapeutica ma supportano un concetto più ampio di salute, che non è solo assenza di malattia, ma completo benessere fisico, mentale, e sociale.

Nel frattempo fino al 23 novembre, data di chiusura delle Terme di Cervia, avrete la possibilità di sperimentare il benessere completo che offre lo stabilimento immerso in una pineta millenaria, a poca distanza dallo scenario della salina. Il potere rigenerante della natura si esprime al meglio attraverso due elementi – l’Acqua Madre ricca di sali minerali e i pregiati fanghi Liman – che sono esclusiva delle terme. Qui le terapie termali sono una risorsa eccezionale per il benessere delle persone, ma anche un elemento trainante per il turismo legato alla salute.

Un team di professionisti segue ogni ospite offrendogli un percorso personalizzato. La balneoterapia è un elemento centrale: queste sono le ultime settimane dell’anno in cui si può provare ad immergersi, o meglio, a galleggiare in sospensione, nella piscina termale coperta. Completamente rinnovata, è una delle più grandi in Europa e include una nuova vasca dalla concentrazione salina eccezionale. L’Acqua Madre viene utilizzata anche per le cure inalatorie – inalazioni, aerosol, polverizzazioni, docce nasali – che sono efficaci per tante affezioni respiratorie, compresi i “malanni stagionali” che in autunno ricominciano a colpire. Tra l’altro un intero reparto è dedicato ai bambini e ragazzi dai 2 anni e mezzo ai 14 anni: sono i più soggetti a problemi come faringiti, tonsilliti, laringiti, otiti e bronchiti, ma al tempo stesso rispondono particolarmente bene alle cure.

Per orientarsi nelle proposte basta consultare la carta dei trattamenti, che suggerisce la fangoterapia, utile per utile per artrosi, osteoporosi, reumatismi e molto altro. Da quest’anno inoltre il SSN riconosce la convenzione per le cure di balneoterapia, anche con prescrizione, per problemi dermatologici come psoriasi e dermatite atopica. Particolarmente efficace, per la sua azione rimodellante e anticellulite, il trattamento “Fango Detox”, che alterna vaporizzazione del fango, idromassaggio e infine massaggio, in un percorso altamente drenante e che favorisce l’eliminazione delle tossine.








Pizze lombarde al Formaggio di Turnaria



I pizzaioli dell’Alleanza Slow Food della Lombardia, sull’onda del successo della campagna di primavera in appoggio ai pastori sardi, danno avvio a una nuova iniziativa a sostegno dei piccoli produttori locali dei Presìdi Slow Food. Il Formaggio di Latteria Turnaria di Campolessi (Gemona del Friuli), sostenuto dall’Ecomuseo delle Acque, e lo Storico Ribelle delle valli del Bitto (Valtellina) saranno gli ingredienti dei piatti che nell’autunno 2019 i pizzaioli declineranno secondo il consueto estro e una riconosciuta capacità di nobilitare le eccellenze casearie.
Anche in una semplice fetta di pizza si può leggere la qualità ambientale dei prodotti, oltre alla loro bontà gustativa e nutrizionale. Anche una semplice fetta di pizza può essere testimone del rispetto degli animali, della loro fisiologia, del loro benessere. Anche una semplice fetta di pizza ci parla della sapienza e delle fatiche del lavoro degli allevatori, ma anche delle grandi diseguaglianze che attraversano il mondo del cibo.

Del Formaggio di Turnaria del caseificio di Campolessi verranno utilizzate forme stagionate sei mesi, frutto di un sistema unico e straordinario. Non si tratta di una latteria sociale a cui i singoli produttori vendono il loro latte. Nella latteria turnaria ognuno degli allevatori - una quindicina a Campolessi - conferisce il latte in “conto lavorazione” e riceve in cambio, in quantità proporzionale, formaggio e burro che vengono prodotti con i latti di tutti i soci. Una forma antica di mutua cooperazione schiacciata, purtroppo, dalle corporazioni industriali. I soci della latteria turnaria hanno uguale peso in assemblea, che mungano 1 o 50 vacche.
Lo Storico Ribelle è considerato una “nave rompighiaccio” nel panorama dei formaggi che resistono e aprono la strada ad altre produzioni casearie nel segno della coerenza, del rispetto di vacche e pascoli, artigianalità e tradizione. Questo formaggio degli alpeggi orobici verrà utilizzato “a crudo” dai pizzaioli per restituire tutti i caratteri che lo distinguono. È un formaggio in cui i latti di vacche e capre condotte al pascolo estivo, lavorati in quota, raccontano i sapori delle erbe montane e la sapienza dei casari valtellinesi. Quegli stessi casari che tornati dagli alpeggi producono nel fondovalle, da settembre inoltrato ai primi di giugno, il formaggio vaccino semigrasso e magro detto “Furmàcc del féen”, altro Presìdio Slow Food.
I pizzaioli aderenti al progetto devolveranno un euro per ogni pizza per l’apertura di un nuovo Presìdio caseario di Lombardia. Anche questa azione vuole sottolineare la vicinanza ai casari resistenti che non si piegano all’omologazione del mercato e insistono ad operare con il latte crudo, senza fermenti industriali, garantendo pascolo e benessere ai loro animali.

sabato 28 settembre 2019

Incontro con Giovanni Campus In occasione della mostra Giovanni Campus. Tempo in processo. Rapporti, misure, connessioni

BUILDING
mercoledì 2 ottobre 2019, ore 18.30

Saranno presenti:
Giovanni Campus, artista
Francesco Tedeschi, curatore della mostra
Silvana Borutti, filosofa
Sandro Parmiggiani, critico d’arte
Carlo Pirovano, storico dell’arte
Emma Zanella, Direttrice del Museo MA*GA


 
In occasione della mostra Giovanni Campus. Tempo in processo. Rapporti, misure, connessioni, realizzata in due capitoli presso BUILDING a Milano fino al 12 ottobre e presso il museo MA*GA di Gallarate fino al 10 novembre, BUILDING presenta un incontro in presenza di Giovanni Campus e del curatore Francesco Tedeschi. L’artista e il curatore insieme a Silvana Borutti, Sandro Parmiggiani, Carlo Pirovano e Emma Zanella, rileggeranno dal punto di visto storico, artistico e filosofico l’opera del maestro.
 
L’incontro sarà l’occasione per raccontare il progetto dedicato all’artista e riviverne l’opera. La filosofa Silvana Borutti offrirà un’analisi dal punto di vista filosofico concentrandosi su come Campus riesce a esprime il concetto di tempo, Sandro Parmiggiani darà un contributo critico, Carlo Pirovano fotograferà scene vissute insieme all’artista condividendole con il pubblico presente ed Emma Zanella racconterà il legame tra il MA*GA e l’artista. L’incontro sarà un momento importate per dialogare sugli insegnamenti etici e concettuali di Campus che continuano ad avere un valore straordinariamente originale.
 
A proposito dell’incontro, Francesco Tedeschi dichiara: “Giovanni Campus tende a leggere il presente come traccia della memoria e proiezione del possibile, ma soprattutto come concreta manifestazione di un legame fra le cose, i luoghi, il senso della successione logica e l’emergere dell’imprevisto. Una conversazione ‘hic et nunc’ direttamente con l’artista davanti ai singoli pezzi e agli ambienti relazionati, in grado di chiarificare il suo percorso professionale e personale, manifestato attraverso superfici monocrome intersecate da elementi in ferro, il suo modo di agire nel corso del tempo”. 


Ingresso libero fino a esaurimento posti. Gradita la prenotazione 
events@building-gallery.com


venerdì 27 settembre 2019

Il centro storico di Alba diventa per un giorno una "via del vino"



Domenica 29 settembre 2019  torna la Festa del Vino. XXI edizione della manifestazione che porta in scena, lungo tutto il centro storico della città, le espressioni vinicole più rappresentative del territorio di Langa e Roero.
L’iniziativa, promossa da Go Wine, è divenuta nel tempo un appuntamento molto amato dal pubblico degli appassionati enoici, italiani ed esteri; un format che, anche quest’anno, consentirà di percorrere l’itinerario dalla Piazza Risorgimento (Piazza Duomo) lungo tutta la “Via Maestra” e la Via Cavour, trasformando per un giorno il centro storico in una ideale ‘via del vino’.
La manifestazione coinvolge le realtà vinicole dei Comuni di Langa e Roero, mantenendo la sua connotazione di evento festoso, che richiama il tempo e il carattere gioioso della vendemmia, con la presenza delle realtà di promozione locale, delle cantine, delle botteghe del vino e delle associazione di produttori.
Dalle ore 14.00 alle ore 20.00 i produttori, organizzati attraverso i Comuni partecipanti, presenteranno in degustazione le loro produzioni e promuoveranno la loro realtà territoriale e le loro manifestazioni.
Dai celebri Barolo e Barbaresco, fiori all’occhiello del territorio, agli altri nobili vini delle Langhe e del Roero: il Nebbiolo d’Alba, il Roero, il Roero Arneis, la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani, e molti altri vini ancora.
Si annuncia un banco d’assaggio straordinario con molte etichette (oltre 750!) rappresentate: un’occasione straordinaria per conoscere nuovi e diversi prodotti, per assaporare il fascino di un percorso nel centro storico della città, conoscendo le tipicità che firmano le colline attorno ad Alba.
Ogni visitatore potrà effettuare le degustazioni acquistando il calice e la taschina, con la possibilità poi di scegliere e confrontare i vini proposti in degustazione.

L’evento è arricchito dal Meeting nazionale dei soci Go Wine:
Per il terzo anno consecutivo, in occasione della Festa del Vino, soci Go Wine provenienti da diverse parti d’Italia si ritroveranno per un momento di confronto e dibattito sull’attività dell’associazione.Interverrà al meeting Barbara Ronchi della Rocca, giornalista televisiva e scrittrice, con un relazione sui temi della storia del vino fra alimento e piacevolezza.

ECCO L'ELENCO  DEI COMUNI DI LANGA E ROERO PROTAGONISTI DELL'EVENTO
La disposizione dei banchi d’assaggio sarà come di consueto organizzata per aree omogenee affinché i visitatori possano idealmente percorrere le varie aree di produzione.
Tutti i vini in degustazione attraverso i Comuni di Langhe e Roero
DOGLIANI: Dogliani
CLAVESANA: Dogliani, Langhe Nebbiolo
VERDUNO: Langhe Chardonnay, Barbera d’Alba, Barolo, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo, Verduno Pelaverga
NEVIGLIE: Langhe Arneis, Dolcetto d'Alba, Langhe Nebbiolo, Moscato d'Asti
RODDI: Barbera d’Alba, Barolo, Verduno Pelaverga
MONTELUPO ALBESE: Langhe Chardonnay, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba
NOVELLO: Nas-cetta di Novello
ALBA: Langhe Arneis, Langhe Favorita, Langhe Sauvignon, Barbaresco, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Freisa, Nebbiolo d’Alba, Moscato d’Asti
SERRALUNGA D’ALBA: Barbera d’Alba, Barolo, Langhe Nebbiolo
RODDINO: Langhe Chardonnay, Langhe Favorita, Langhe Nascetta, Langhe Rossese, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo, Nebbiolo d’Alba; Piemonte Albarossa
BAROLO: Langhe Riesling, Barbera d’Alba, Barolo, Langhe Nebbiolo, Birbét
MONFORTE D’ALBA: Langhe Sauvignon, Barbera d’Alba, Barolo, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo
DIANO D’ALBA: Dolcetto di Diano d’Alba
RODELLO: Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo, Langhe Rosso
TREZZO TINELLA: Langhe Nascetta, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo, Langhe Rosso, Moscato d’Asti, Piemonte Moscato Passito
TREISO: Barbaresco, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo
NEIVE: Langhe Arneis, Barbaresco, Dolcetto d’Alba, Langhe Nebbiolo, Grappa di Barbaresco
CASTIGLIONE TINELLA: Langhe Nebbiolo, Moscato d’Asti
SANTO STEFANO BELBO: Langhe Chardonnay, Langhe Nascetta, Dolcetto d’Alba, Piemonte Albarossa, Moscato d’Asti, Piemonte Moscato Passito
MANGO: Piemonte Chardonnay, Dolcetto d’Alba, Moscato Secco
GUARENE: Langhe Arneis, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba
MAGLIANO ALFIERI: Roero Arneis, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba
PRIOCCA: Roero Arneis, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba, Roero
GOVONE: Terre Alfieri Arneis, Roero Arneis, Barbera d’Alba, Langhe Pinot Nero, Langhe Rosso, Nebbiolo d’Alba, Piemonte Albarossa, Roero, Vino da uve stramature
CASTELLINALDO: Spumante da uve Arneis, Spumante da uve Nebbiolo, Langhe Favorita, Roero Arneis, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Nebbiolo d’Alba, Roero, Grappa di Roero e di Arneis
CANALE: Roero Arneis, Barbera d’Alba, Roero, Passito
SANTO STEFANO ROERO: Roero Arneis, Nebbiolo d’Alba, Roero
MONTEU ROERO: Langhe Favorita, Roero Arneis, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Roero, Birbét
MONTALDO ROERO: Langhe Favorita, Roero Arneis, Barbera d’Alba, Langhe Dolcetto, Langhe Nebbiolo, Nebbiolo d’Alba, Roero
CISTERNA D’ASTI: Terre Alfieri Arneis, Barbera d’Asti, Cisterna d’Asti
POCAPAGLIA: Roero Arneis, Langhe Favorita, Barbera d’Alba, Nebbiolo d’Alba

SANTA VITTORIA: Roero Arneis, Barbera d'Alba, Nebbiolo d'Alba
LOAZZOLO (Ospite): Barbera d’Asti, Monferrato Rosso, Loazzolo, Piemonte Brachetto Passito


ADOTTA UN VITIGNO: Vespolina e Rossese
LE FINALITA’ DEL PROGETTO
Accrescere la consapevolezza che la conoscenza di un vino, di una varietà assume maggiore valore se si collega al contesto storico-culturale del territorio ove quella varietà è presente.
Privilegiare varietà da valorizzare o riscoprire, con un’attenzione particolare verso i vitigni rari o che comunque devono il loro recupero a specifici interventi di recupero da parte di viticoltori.
Associare alla conoscenza del vitigno un lavoro di ricerca e comunicazione che presenti il territorio ove il vitigno è presente.
La postazione sarà aperta dalla ore 14 alle ore 16.30 e la degustazione sarà limitata ad un solo assaggi:
VESPOLINA (Piemonte)
Colline Novaresi Vespolina “Nina” 2018 – Castaldi Francesca, Briona (No)
Colline Novaresi Vespolina 2018 – Il Chiosso, Gattinara (Vc)
Colline Novaresi Vespolina “Il Ricetto” 2018 – Mazzoni Tiziano, Cavaglio d’Agogna (No)
Colline Novaresi Vespolina “N54”2018 – Mirù, Ghemme (No)
Colline Novaresi Vespolina 2018 – Vampari Stefano, Soprana (Bi)

Colline Novaresi Vespolina “Favolalunga” 2017 – Boniperti, Barengo (No)
Colline Novaresi Vespolina “La Mostella” 2017 – Torraccia del Piantavigna, Ghemme (No)
Colline Novaresi Vespolina “Maretta” 2017 – Torraccia del Piantavigna, Ghemme (No)
Colline Novaresi Vespolina 2017 – Vigneti Valle Roncati, Briona (No)

Coste della Sesia Vespolina 2012 – Cassina Pietro, Lessona (Bi)

ROSSESE (Liguria)
Rossese di Dolceacqua 2018 – Cantina Testalonga, Dolceacqua (Im)
Rossese di Dolceacqua “Galeae” 2018 – Kà Manciné, Soldano (Im)
Rossese di Dolceacqua 2018 – Terre Bianche, Dolceacqua (Im)
Rossese di Dolceacqua Superiore “Pini” 2017 – Tenuta Anfosso, Soldano (Im)
I PRODOTTI TIPICI
A fianco delle degustazioni verranno proposti sfiziosi abbinamenti gastronomici, grazie alla presenza di "artigiani del gusto" lungo la "Via Maestra" di Alba.
Diverse le tipologie di prodotto, dai formaggi ai salumi, dal cioccolato artigianale ai biscotti ed ai docli tipici piemontesi.

Ecco qui i protagonisti:Antichi Sapori di Langa – prodotti al tartufo, paste di meliga
Cascina Azii
- dolci alla nocciola
Damiani
- formaggi
La Poiana
- formaggi
Mainero F.lli
- cioccolato artigianale
Pasticceria Bertolino
- cuneesi, biscotti tipici piemontesi
Prunotto
– salumi
Valetti
- torrone











A Paestum, dal 28 settembre al 6 ottobre XI edizione del Festival Internazionale delle Mongolfiere


A Paestum si torna a volare con l'edizione 2019 del Festival Internazionale delle Mongolfiere, che si terrà dal prossimo 28 settembre fino al 6 ottobre. La manifestazione, organizzata dall'associazione Vivere Paestum, insieme al comune di Capaccio Paestum, è giunta ormai alla sua undicesima edizione, ed è un appuntamento irrinunciabile dell'inizio dell'autunno dedicato a chi ama il volo ma anche a quanti preferiscono ammirare con il naso in su le bellissime e coloratissime mongolfiere che si librano nell'aria. Ampia l'area su cui si estende la manifestazione – di circa 30.000 mq – che ospita mongolfiere, aquiloni, artisti di strada, gonfiabili per bambini e un grande spazio verde. Dall'alto delle mongolfiere il panorama sull'area archeologica di Paestum è mozzafiato: dai balloon la vista sui templi è un evento indimenticabile. Il festival, organizzato a cura di Michele Tuorlo, è il più grande evento del genere del Sud Europa e vede la partecipazione di mongolfiere ed equipaggi italiani ed europei. Due i tipi di esperienze in volo: il volo vincolato – su mongolfiere che si alzano in volo fino ad un’altezza di 25 metri - o il volo libero che dura circa mezz'ora. Ecco in dettaglio il programma. Sabato 28 settembre 2019: ore 12.00 Apertura area villaggio: All'interno del parco giochi per bambini, aquiloni, punto ristoro bar. Ore 14.00 area villaggio, inizio esibizione artisti di strada. Ore  16.00 inaugurazione della manifestazione e taglio del nastro con l'intervento delle autorità. Ore 16.30, reparazione e decollo delle Mongolfiere (volo libero). Ore  17.30 volo vincolato con mongolfiera. Domenica 29 settembre ore  07.30: Preparazione e decollo delle Mongolfiere (volo libero). Ore  11.00 Apertura area villaggio. All'interno del parco giochi per bambini, aquiloni, punto ristoro bar. Ore 13.00 area villaggio, inizio esibizione artisti di strada. Ore 16.30: Preparazione e decollo delle Mongolfiere (volo libero). Ore 17.30 Volo vincolato con  mongolfiera. Lunedi 30 settembre, ore 17.00: preparazione e decollo mongolfiere (volo libero). Martedi 1 ottobre: riposo. Mercoledi 2 ottobre Ore 17.00: preparazione e decollo mongolfiere (volo libero); inizio caccia alla volpe. Giovedi 3 ottobre, ore 17.00, preparazione e decollo mongolfiere (volo libero); 2° giorno caccia alla volpe. Venerd 4 ottobre, ore 15.00 apertura bar, e parco gioco per bambini. Ore 17.00 preparazione e decollo delle mongolfiere  (volo libero); 3° e ultimo giorno di caccia alla volpe. Ore  17.30: volo vincolato con mongolfiera. Sabato 5 ottobre, ore  7.30: preparazione e decollo delle mongolfiere (volo libero). Ore 12.00 apertura area villaggio. All'interno del parco giochi per bambini, aquiloni, punto ristoro bar. Ore 14.00 area villaggio inizio esibizione artisti di strada. Ore 16.30 preparazione e decollo delle mongolfiere (volo libero). Ore 17.30 volo vincolato con  mongolfiera. Ore 20,00 premiazione caccia alla volpe. Domenica 6 ottobre ore 07.30: preparazione e decollo delle mongolfiere (volo libero). Ore  11.00 apertura area villaggio. All'interno del parco giochi per bambini, aquiloni, punto ristoro bar. Ore 13.00 area villaggio inizio esibizione artisti di strada. Ore 16.30: preparazione e decollo delle mongolfiere (volo libero). Ore 17.30 volo vincolato con mongolfiera. Il festival delle mongolfiere chiude i battenti alle ore 20.30. Il Festival delle Mongolfiere gode del finanziamento Poc 2014-2020 - linea strategica 2.4 "Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura".

IN VENDITA LA CABINA DELLA STORICA FUNIVIA TOFANA - FRECCIA NEL CIELO.



Dopo 50 anni dalla messa in funzione, l’ultima cabina della storica funivia Tofana - Freccia nel Cielo è pronta per vivere nuovi viaggi in altri panorami spettacolari. E’ stata indetta un’asta speciale per la cabina della vecchia signora, un pezzo unico della storia della Tofana e di Cortina d’Ampezzo da aggiudicarsi entro il 31 ottobre 2019.

Cortina d’Ampezzo, 27 settembre 2019 – Un pezzo della vecchia signora, la cabina della storica funivia Tofana – Freccia nel Cielo, sarà venduta al miglior offerente, con la speranza che possa proseguire i suoi viaggi verso nuovi e spettacolari panorami. Scadrà il 31 ottobre 2019 l’asta per aggiudicarsi questo pezzo di storia della montagna, dello sci, ma soprattutto della Tofana e di Cortina d’Ampezzo.

Il rinnovo della Freccia nel Cielo per il tratto Cortina - Col Druscié è ormai iniziato da mesi e la vecchia cabina installata nel 1969 e appesa alle funi fino alla primavera di quest’anno è momentaneamente in pensione dopo 50 anni di onorato servizio. Il desiderio che ha mosso l’idea di indire una speciale asta è che le porte della vecchia cabinovia non rimangano definitivamente chiuse, ma che possano ancora aprirsi, che la cabina possa avere nuova vita e ospitare ancora molti viaggiatori curiosi di scoprire altri panorami.
Entro il 31 ottobre 2019 sarà possibile inviare le proprie offerte all’indirizzo tofanacortina@freccianelcielo.com indicando i propri dati personali e attendere l’aggiudicazione dell’asta: si parte da una base d’asta di € 8.500,00 per questo pezzo che porta con sé una grande storia. La cabina ha dimensioni: 5,40 x 2,78 x 2,81 m ed è in lamiera con due porte e vetri in plexiglas. Chissà quale sarà il suo futuro e chissà quali progetti la coinvolgeranno.

Maggiori informazioni si trovano sul sito:
www.freccianelcielo.com/cabina-in-vendita