mercoledì 2 ottobre 2019

I COLLI BERICI ALLA CIECA TRA I GRANDI DEL MONDO

Dal 12 al 14 ottobre torna Gustus – Vini e Sapori di Vicenza a Villa Rigon di Ponte di Barbarano (VI). Domenica 13 ottobre la sfida dei Colli Berici ai territori più blasonati
I vini dei Colli Berici sfidano i grandi rossi dell’enologia mondiale durante la decima edizione di Gustus – Vini e Sapori di Vicenza. La degustazione si inserisce nel fine settimana dedicato al salone dei vini del territorio vicentino, in programma dal 12 al 14 ottobre a Villa Sangiantofetti Rigon di Ponte di Barbarano (Vicenza).
L’appuntamento con la masterclass Taglio alla cieca: i Colli Berici tra i grandi del mondo è per domenica 13 ottobre alle 18.00, quando Gianni Fabrizio e Nicola Frasson della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso metteranno a confronto cinque vini rossi dell’area berica con altrettante etichette provenienti dai territori più vocati alla viticoltura, per un viaggio da Bordeaux a Bolgheri, passando per Israele e Sudafrica.
“I vini dei Colli Berici – spiega Giovanni Ponchia, Direttore del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza – non hanno nulla da invidiare ad alcune delle etichette più quotate al mondo e questa degustazione alla cieca ci permetterà di dimostrarlo. La loro struttura, perfettamente bilanciata dalla freschezza e dall’eleganza che li contraddistingue, li rende in grado di confrontarsi con vini prestigiosi e di alte fasce di prezzo”.
Durante il fine settimana saranno ventuno le aziende del territorio vicentino che porteranno le loro etichette nelle sale del palazzo cinquecentesco immerso nei Colli Berici, dove troveranno spazio anche i banchi d’assaggio di alcuni produttori di specialità gastronomiche locali.
Ad aprire il salone sabato 12 ottobre alle 18.00 sarà la presentazione della Guida alle eccellenze enogastronomiche vicentine, curata dal giornalista Alberto Tonello del Giornale di Vicenza. A questa seguirà la degustazione Vicenza vista da Vinetia in cui Paola Bonomi di AIS Veneto presenterà e premierà i vini delle DOC Colli Berici e Gambellara selezionati dall’edizione 2020 di Vinetia – Guida ai vini del Veneto.
Novità di questa edizione è la partecipazione del Consorzio Gambellara: all’uva autoctona principe della denominazione è dedicata la degustazione di lunedì 14 ottobre alle ore 18.00 Gambellara: tutte le sfumature della Garganega, guidata dalla giornalista svedese Asa Johansson e da Claudio Serraiotto di AIS Veneto.
Il banco d’assaggio sarà aperto al pubblico dalle 17.00 alle 22.00 di sabato 12 e dalle 16.00 alle 20.00 nei giorni di domenica 13 e lunedì 14 ottobre.
Il costo del biglietto è di €20 per l’intero e €15 per il ridotto e comprende calice, coupon per degustazioni e un piatto di tipicità gastronomiche. L’ingresso ridotto è riservato a coloro che acquisteranno il biglietto in prevendita su Musement e per i Soci AIS, Onav, Fis, Slow Food e Fisar. Il biglietto non comprende la masterclass di domenica 13 ottobre acquistabile su Musement al costo di €30, mentre le degustazioni di sabato e lunedì sono gratuite previa prenotazione a info@bevidoc.it
Tutte le informazioni su www.gustus.stradavinicolliberici.it

INFO IN BREVE | Gustus – Vini e Sapori dei Colli Berici 2019
Quando: sabato 12, domenica 13 e lunedì 14 ottobre 2019
Dove: Villa Sangiantofetti Rigon di Ponte di Barbarano (Vicenza)
Orari: sabato 12 ottobre 17.00 – 22.00, domenica 13 e lunedì 14 ottobre 16.00 – 20.00
Biglietti: € 20 per l’intero e di € 15 per il ridotto, riservato a tutti coloro che acquisteranno il biglietto in prevendita su Musement e per i Soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar, Ristoranti Che Passione. Il biglietto non comprende la degustazione di domenica 13 ottobre, acquistabile a parte al costo di € 30. Degustazioni di sabato e lunedì gratuite previa prenotazione a info@bevidoc.it
Info: www.gustus.stradavinicolliberici.it

Degustazioni e incontri con i vignaioli all’Italia nel Bicchiere Day



Lunedì 28 ottobre al locale ALPARCO di Gambettola, all’interno del Parco Fellini, ospiti vignaioli di diverse regioni d’Italia con oltre 100 vini in degustazione da abbinare ai sapori romagnoli

La Ribolla friulana, l’Amarone della Valpolicella, il Verdicchio e il Pecorino delle Marche, il Sangiovese toscano e quello romagnolo, gli spumanti dell’Oltrepò Pavese, delle terre vulcaniche di Gambellara e della Franciacorta: sono solo alcuni dei vini che saranno protagonisti a Gambettola lunedì 28 ottobre in occasione dell’ottava edizione dell’Italia nel Bicchiere Day.

L’evento annuale di degustazione organizzato da Italia nel Bicchiere torna quest’anno in Romagna, ospite del locale ALPARCO all’interno del Parco Fellini (Via Sopra Rigossa 785), dove dalle ore 12 alle 21 una ventina di vignaioli di diverse regioni italiane proporranno i vini dei rispettivi territori raccontando in prima persona le scelte fatte in vigna e in cantina. Calice alla mano sarà possibile assaggiare liberamente spumanti, vini bianchi, rossi e rosé, accompagnandoli con i passatelli romagnoli del food truck ASPASSO e altre golosità territoriali per trovare gli abbinamenti migliori.

Saranno presenti i vini delle seguenti cantine: Bugno Martino (San Benedetto Po, Mantova), Colletto (Adrara San Martino, Bergamo), Davide Vignato (Gambellara, Vicanza), Fattoria Ca’ Rossa (Bertinoro), Fiorano (Cossignano, Ascoli Piceno), I Clivi (Corno di Rosazzo, Udine), La Sabbiona (Faenza), La Staffa (Staffolo, Ancona), Monte Dall’Ora (San Pietro in Cariano, Verona), Pietro Torti (Montecalvo Versiggia, Pavia), Rigoloccio (Gavorrano, Grosseto), Stana (Valdobbiadene, Treviso), Tenuta Casali (Mercato Saraceno), Tenuta Diavoletto (Bertinoro), Tenuta Il Plino (Cesena), Terra Argillosa (Offida, Ascoli Piceno), Thomas Niedermayr (Appiano sulla strada del vino, Bolzano), Vigna Cunial (Traversetolo, Parma). A completare la galleria dei sapori al calice saranno le birre artigianali del Birrificio Marialti (Cesena) e i succhi di melograno e di frutta nutraceutica di Rio del Sol (Faenza).

L’evento è gratuito per ristoratori e operatori del settore; ingresso a 10 euro con degustazione libera dei vini presenti per il pubblico. Consigliata la prenotazione scrivendo a info@italianelbicchiere.it o telefonando al 338.1274770.

MUDEC PHOTO PRESENTA LA MOSTRA FOTOGRAFICA “Elliott Erwitt. Family” Il fotografo americano che ha documentato quasi un secolo di storia




al Mudec dal 16 ottobre 2019 al 15 marzo 2020

Il Mudec - Museo delle Culture di Milano ospita per l’autunno 2019 il lavoro – lungo una vita – di un artista che ha fatto la storia fotografica del nostro secolo, Elliott Erwitt.
La mostra “Elliott Erwitt. Family” presenta al pubblico 60 scatti che per il grande fotografo americano, dall’alto dei suoi ineffabili 91 anni, meglio hanno descritto nella sua lunghissima carriera e rappresentano fino a oggi tutte le sfaccettature di un concetto così inesprimibile e totalizzante come quello della famiglia.
La collezione, selezionata per Mudec Photo da Erwitt e da Biba Giacchetti curatrice della mostra, alterna immagini ironiche a spaccati sociali, matrimoni nudisti, famiglie allargate o molto singolari, metafore e finali “aperti”, come la famosissima fotografia del matrimonio di Bratsk. L’esposizione, promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, è in collaborazione con SUDEST57 e vede il contributo di Lavazza – main sponsor dello spazio Mudec Photo – di cui sposa in pieno la mission, impegnata nel mondo della fotografia fin dal 1993 attraverso il “Calendario Lavazza”, un progetto che descrive la società globale del nostro tempo con gli occhi dei più grandi maestri contemporanei dell’arte fotografica.
In particolare, per questo nuovo progetto di Mudec Photo, Lavazza diventa parte attiva, portando in mostra una selezione di scatti di Elliott Erwitt tratti dal Calendario Lavazza 2000 “Ritratti intorno a un caffè - Families”, un’edizione speciale che aprì le porte del nuovo millennio, a firma proprio del grande fotografo.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 16 ottobre 2019 al 15 marzo 2020.

LA MOSTRA
Niente è più assoluto e relativo, mutevole, universale e altrettanto particolare come il tema della famiglia. La famiglia ha a che fare con la genetica, il sociale, il diritto, la sicurezza, la protezione e l’abuso; la felicità e l’infelicità.
Mai come oggi la famiglia è tutto e il suo contrario; e niente è capace di scaldare di più gli animi, accendere polemiche, unire e dividere come il senso da attribuire alla parola “famiglia”: solida, eppure così delicata.
Neanche il pur allenato dizionario Treccani riesce a esprimerne il concetto in poche righe. Impossibile. Là dove la parola si ferma o si espande a dismisura, può intervenire a tentare di interpretarla lo sguardo della fotografia, da sempre assai legata a questo tema. Il diffondersi infatti di questo “mezzo di documentazione” nelle classi sociali della media borghesia accompagnava il desiderio di un racconto privato e personale degli eventi che ne segnavano le tappe: i ritratti degli avi, le nascite, i matrimoni, le ricorrenze, tutto condensato in quei volumi che nelle prime decadi dello scorso secolo arredavano il “salotto buono”: gli album di famiglia.
La curatrice della mostra Biba Giacchetti ha chiesto a uno dei più importanti maestri della fotografia di creare un album personale e pubblico, storico e contemporaneo, serissimo e ironico e di dedicarlo in un’anteprima assoluta allo spazio Mudec Photo. È nata così la mostra “Elliott Erwitt. Family”.
Attraverso i 60 scatti da lui selezionati, che raccontano trasversalmente settant’anni di storia della famiglia e delle sue infinite sfaccettature intime e sociali nel mondo intero, Elliott Erwitt offre all’osservatore sia istanti di vita dei potenti della terra (come Jackie al funerale di JFK) sia scene privatissime (come la celebre foto della bambina neonata sul letto, che poi è Ellen, la sua primogenita).
La consueta cifra di Erwitt – col suo ritmo divertente e al tempo stesso con la sua profonda sensibilità umana – si esprime anche su un tema che certamente ha avuto un’importanza determinante nella sua vita personale, con quattro matrimoni, sei figli e un numero di nipoti e pronipoti in divenire.
Come sempre Elliott Erwitt “conduce il suo racconto per immagini senza tesi, in totale sospensione di giudizio”, spiega Biba Giacchetti. “Ci racconta i grandi eventi che hanno fatto la Storia e i piccoli accidenti della quotidianità, ci ricorda che possiamo essere la famiglia che scegliamo: quella americana, ingessata e rigida che posa sul sofà negli anni Sessanta, o quella che infrange la barriera della solitudine eleggendo a membro l’animale prediletto. Famiglie diverse, in cui riconoscersi, o da cui prendere le distanze con un sorriso.”
Un tema universale, che riguarda l’umanità, interpretato da Elliott Erwitt con il suo stile unico, potente e leggero, romantico o gentilmente ironico: una cifra che ha reso questo autore uno dei fotografi più amati e seguiti di sempre.

LA FAMIGLIA, NUOVI DATI IN MOSTRA
Era il 1999 quando Lavazza commissionava – in occasione della presentazione dell’edizione del Calendario Lavazza 2000 a firma di Elliott Erwitt, intitolato “Ritratti intorno a un caffè - Families” – una ricerca dedicata alle “nuove famiglie” d’Europa, per documentare i loro modi di vita, gli atteggiamenti e i momenti domestici che avrebbero potuto costituire segnali, spie di una nuova antropologia.
Da questa indagine svolta da Lavazza, e a vent’anni di distanza, Mudec Photo riparte nel segno della continuità, commissionando una nuova indagine i cui risultati verranno resi pubblici in mostra con un vero e proprio focus, presentando così l’evoluzione della famiglia europea dal 2000 a oggi, in dialogo costante con il concetto di famiglia espresso da Erwitt attraverso i suoi scatti.
Non solo: il Mudec proporrà un “censimento per immagini”, mappando le famiglie residenti a Milano attraverso una campagna fotografica scattata per le strade della città nelle settimane a ridosso dell’apertura della mostra, in cui questa volta saranno i cittadini a raccontare la loro personalissima visione della famiglia, ovviamente qualunque essa sia.

CHI È ELLIOTT ERWITT
Elliott Erwitt nasce a Parigi nel 1928, da genitori russi emigrati. Trascorre i primi anni di vita a Milano. All’età di dieci anni la sua famiglia si trasferisce di nuovo a Parigi, l’anno successivo a New York, per poi stabilirsi a Los Angeles nel 1941. Mentre frequenta la Hollywood High School, Elliott lavora in un laboratorio di fotografia sviluppando stampe “firmate” per gli appassionati delle stelle del cinema. Nel 1948 incontra Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, i quali apprezzano a tal punto le sue fotografie da diventare suoi mentori. L’anno successivo torna in Europa, viaggia e fotografa in Italia e in Francia, iniziando di fatto la sua carriera professionale. Chiamato dall’esercito degli Stati Uniti nel 1951, continua a lavorare sia per varie pubblicazioni sia per l’esercito stesso, mentre staziona nel New Jersey, in Germania e in Francia. Nel 1953, appena congedato dall’esercito, Erwitt viene invitato a diventare membro di Magnum Photos; l’invito giunge direttamente dal fondatore, Robert Capa. Nel 1968 diventa presidente della prestigiosa agenzia e ricopre tale carica per tre nomine. Ancor oggi è una delle figure di spicco nel competitivo mondo della fotografia. I suoi saggi giornalistici, illustrazioni e pubblicità sono apparsi in pubblicazioni di tutto il mondo per oltre mezzo secolo. Mentre lavora attivamente per riviste, clienti industriali e pubblicitari, Erwitt dedica tutto il tempo libero alla creazione di libri e mostre del suo lavoro. Fino a oggi ha pubblicato circa trenta libri fotografici.

A CURA DI:
Biba Giacchetti
Biba Giacchetti nasce a Roma, studia a Parigi, si laurea in giurisprudenza e lavora per molti anni nel campo della comunicazione. Da più di vent’anni si occupa di grande fotografia. Nel 2002 fonda con Giuseppe Ceroni Sudest57, centro di eccellenza per la fotografia d’autore.
È curatrice delle mostre maggior successo di Steve McCurry ed Elliott Erwitt, realizzate nei più importanti musei italiani ed esteri. Scrive di fotografia, ha pubblicato il volume Icons di Steve McCurry, tradotto in cinque lingue, Icons di Elliott Erwitt, Scatti Personali dello stesso autore.
Concepisce progetti di comunicazione, mostre e installazioni site specific per grandi aziende, lavorando con fotografi e artisti di fama mondiale, come Steve McCurry, Elliott Erwitt, Lorenzo Vitturi, Duane Michals, James Nachtwey, Eugene Richards, Gian Paolo Barbieri. Cura acquisizioni di stampe fine art per collezionisti pubblici e privati.


Associazione MuseoCity presenta DONNE IN PRIMO PIANO venerdì 4 ottobre 2019 dalle 20:30 alle 23:00 Villa Ghirlanda Silva Cinisello Balsamo (MI)



Venerdì 4 ottobre 2019 dalle 20:30 alle 23:00 presso Villa Ghirlanda Silva, l’Associazione MuseoCity presenta Donne in Primo Piano: una serata di proiezioni all’aperto, promossa dal Comune di Cinisello Balsamo in collaborazione con il MUFOCO - Museo di Fotografia Contemporanea e la Civica Scuola di Musica Salvatore Licitra.

Il fil rouge dell’evento, anticipazione del tema del Festival Urbano Milano MuseoCity 2020, sarà la donna artista.
Con l’intento di valorizzare il Museo e favorendo la partecipazione di un pubblico sempre più vasto e articolato, Donne in Primo Piano prevede due video installazioni composte da sequenze di immagini, che evidenziano il lavoro di artiste donne, attinte dalle preziose collezioni fotografiche del MUFOCO, che vanta  un patrimonio di oltre due milioni di opere fotografiche, stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video e installazioni di circa seicento autori italiani e stranieri.

Le opere prescelte verranno accostate per analogia e continuità: la sequenza si articolerà su due schermi e, grazie alla potenza narrativa delle immagini, darà vita a una storia non scritta, che pone l’accento sull'impegno, la capacità creativa e l'intuito femminile, celebrando così l'importante contributo della donna nella storia e nella società contemporanea.

"L'evento è un'ulteriore occasione per rilanciare Cinisello Balsamo come polo culturale e come generatore di iniziative di valore artistico.  Molto importante anche la valorizzazione del vasto e prezioso patrimonio di MUFOCO e l'accento posto sulla creatività femminile. Sono certa - ha dichiarato Daniela Maggi, assessore alla Cultura del Comune di Cinisello Balsamo - che l'iniziativa potrà attrarre un pubblico ampio e diversificato.”
Ispirata all’Atlas Mnemosyne di Aby Warburg - una collezione iconografica dello scibile umano basata sulla commistione di generi - la proposta di MuseoCity e del MUFOCO è un pensiero estetico trasversale che attraversa gli archivi femminili, differenti sia stilisticamente che tematicamente, rintracciando e portando alla luce le connessioni visive segrete tra di essi.

Le proiezioni saranno intervallate da brevi intermezzi di musica jazz e precedute da un talk con le fotografe Bruna Ginammi e Francesca Cirilli in dialogo con la docente di storia della fotografia Cristina Casero.

La serata sarà realizzata grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e con la collaborazione di Slow Food Nord Milano.

Concept e organizzazione: Associazione MuseoCity

Progettazione e realizzazione videoinstallazione: Terminus - Franco Cesare Zanetti, Pier Paolo Ceccarini e Lidia Bianchi

Barcolana51: le eccellenze del Friuli Venezia Giulia ti aspettano



Enogastronomia, Instagram challenge e diretta streaming della regata più grande al mondo Villa Chiozza di Cervignano del Friuli, 1° ottobre – La più grande regata al mondo sitiene a Trieste il 13 ottobre, ma già dal 5 ottobre la città diventa palcoscenico delle eccellenze turistiche del Friuli Venezia Giulia. I visitatori, gli sportivi e tutti gli appassionati di vela che raggiungeranno Trieste, verranno accolti da PromoTurismoFVG in uno stand enogastronomico con enoteca regionale, birroteca e un’area dedicata ai prodotti del Carso mentre per gli addicted della fotografia e dei social media parte il 30 settembre l’Instagram challenge con in palio, per l’autore della foto più bella, la partecipazione gratuita al corso Day Sailing. Infine, chi non può essere presente all’evento, può seguire in diretta streaming la gara dalla webcam sul Golfo di Trieste. ENOGASTRONOMIA Dall’enoteca regionale, coordinata dall’Associazione Italiana Sommelier del FVG, che sarà il contenitore di vini DOC e DOCG e di eccellenze come il Prosciutto di San Daniele e il formaggio Montasio, passando per la birroteca, gestita dall’Associazione Birrai FVG, dove sarà possibile degustare diversi tipi di produzioni fino all’area dedicata ai prodotti gastronomici del Carso, curata dall’Associazione produttori del Carso: così viene presentata l’intera offerta enogastronomica della regione e la Strada del Vino e dei Sapori del FVG all’interno di uno stand di 250mq situato nella zona sponsor del Villaggio Barcolana che sarà aperto ogni giorno dalle 10 alle 24. INSTAGRAM CHALLENGE Sulla scia del successo ottenuto dai due Instagram challenge estivi di Lignano Sabbiadoro e Grado con quasi duemila ottocento (2778) foto postate sul social, PromoTurismoFVG lancia una nuova sfida a colpi di scatti con l’hashtag ufficiale #barcolanachallenge a partire dal 30 settembre anche per la Barcolana 2019. Domenica 13 ottobre sarà nominato l’autore della foto più bella che potrà partecipare al corso Day Sailing di 3 giorni offerto gratuitamente dalla società Velica Barcola Grignano e che prevede, fra gli argomenti, l’introduzione ai principi fondamentali della vela, le manovre in porto, l’ormeggio in banchina e i nodi principali.

ALLA CANTINA TRAMIN UN INCONTRO TRA I GRANDI ESPERTI DI GEWÜRZTRAMINER, IL VITIGNO PIÙ CONTROVERSO AL MONDO

Il 29 ottobre Stephan Reinhardt di Robert Parker’s Wine Advocate esplora le sue caratteristiche e potenzialità in un workshop internazionale con Cantina Tramin (Alto Adige) e Domaine Albert Mann (Alsazia)
Sempre più Casa del Gewürztraminer, Cantina Tramin apre le sue porte il 29 ottobre per ospitare “E se ti dico Gewürztraminer?”, un workshop internazionale sul vitigno principe della sua produzione, il Gewürztraminer, appunto, la cui potenza aromatica accende le discussioni degli appassionati di vino, dividendoli tra detrattori e sostenitori.
Sommeliers provenienti da 13 Paesi avranno l’opportunità di confrontare i vini delle due regioni più vocate alla produzione del traminer aromatico, l’Alto Adige e l’Alsazia, con degustazioni guidate da Willi Stürz per Cantina Tramin e Jacky Barthelmé per Domaine Albert Mann. Moderatore d’eccezione il critico Stephan Reinhardt di Robert Parker’s Wine Advocate: come profondo conoscitore del vitigno protagonista della kermesse, Reinhardt durante il tasting metterà in risalto le peculiarità dei terroirs delle due cantine e i loro stili di vinificazione, che danno vita a vini con personalità indomite, dove potenza ed eleganza si uniscono negli aromi e prospettano una grande capacità di invecchiamento.
Epokale 2009 di Cantina Tramin nel 2018 ha ottenuto proprio da Wine Advocate 100 punti su 100, tagliando un doppio traguardo: essere il primo vino bianco italiano e il primo Gewürztraminer a raggiungere il massimo punteggio attribuibile dall’autorevole testata americana, mettendo così la varietà ancor più al centro della scena enologica e del confronto tra chi la critica e chi la ama.
L’evento di fine ottobre vuole anche essere l’occasione per esplorare inaspettati abbinamenti gastronomici con l’intenso Gewürztraminer: durante la due giorni in Cantina Tramin si terrà un laboratorio sperimentale, dove spezie ed erbe verranno proposte con piatti abbinati al vino aromatico, per mettere in tavola menù avventurosi e non convenzionali.
Per informazioni e prenotazioni: cantinatramin.eventbrite.it
Info: www.CantinaTramin.it

Torna la 13^ edizione de Il Magico Paese di Natale (16 novembre – 23 dicembre) inserita quest’anno tra le destinazioni selezionate come European Best Christmas Markets. Grande ritorno del treno storico per raggiungere l’evento da Torino e Milano



L’opportunità di vivere una magica esperienza natalizia per bambini e adulti. Questo è Il Magico Paese di Natale a Govone, tra le colline di Langhe-Roero e Monferrato, paesaggio vitivinicolo patrimonio mondiale Unesco. Novità di quest’anno 4 weekend tematici, coinvolgenti animazioni e il ritorno del treno storico per vivere lo spirito del Natale viaggiando su carrozze d’altri tempi.
 
Govone (CN), 1 ottobre 2019 – E’ un mondo che riunisce adulti e bambini quello de Il Magico Paese di Natale, l’evento natalizio che da ben 13 edizioni trasforma il borgo di Govone (CN) e il suo incantevole castello sabaudo in un piccolo regno popolato da elfi e personaggi fantastici. Un luogo unico, dove grandi e piccini ritornano a costruire tra loro un dialogo attraverso il tema del gioco.
 
Il prossimo 16 novembre ritorna l’evento che nella sua edizione 2018 ha visto la presenza di oltre 200mila persone e un indotto per il territorio stimato tra i 26 e 27 milioni di euro, con un incremento sempre maggiore di visitatori stranieri ad una delle più note manifestazioni italiane dedicate al Natale. Fino al 23 dicembre infatti il borgo di Govone diventa Il Magico Paese di Natale, dove è possibile incontrare Babbo Natale, partecipando ad un vero e proprio spettacolo musicale alla cui conclusione è possibile conoscere di persona il personaggio principe del Natale nell’immaginario collettivo. Quest’anno lo spettacolo che va in scena nella Casa di Babbo Natale è dedicato alla storia di Rudolph e di come sia riuscita a diventare la famosa renna che oggi conosciamo, perseverando nell’inseguire il suo sogno oltre il comune pregiudizio, che la voleva inadatta a trainare la slitta di Santa Claus. Torna anche il Mercatino Natalizio che quest’anno raggiunge quota 110 selezionati espositori, diventando il primo in Italia per numero di partecipanti, ma soprattutto premiato quest’anno con la candidatura ai Best European Christmas Markets come unico rappresentante per il nostro Paese. Govone è in lizza per aggiudicarsi un risultato importante e per farlo sfida oltre a Tallin, vincitrice dell’ultima edizione, numerose altre città europee, tra cui le capitali Praga, Budapest, Vienna e Bruxelles. A celebrare il Natale cristiano, dopo la mostra dedicata al Presepe dello scorso anno, quest’anno arriva un concorso dedicato ad artisti, professionisti e amanti del Presepe, collocato all’interno del Castello di Govone, tra scene di vita e antichi mestieri. “Adeste Fideles”: un’esposizione che coinvolge maestri presepai provenienti da diverse aree della penisola italiana, con particolare attenzione alla produzione artistica piemontese. A tutto questo si aggiunge la possibilità di completare la propria esperienza natalizia ascoltando i Christmas Carolers, che ripropongono i canti natalizi all’aperto in stile Vittoriano, visitando la splendida residenza sabauda di Govone oppure concedendosi una pausa enogastronomica tra la Locanda, la Bottega e le postazioni dedicate allo Street Food. Per i più piccoli è possibile divertirsi nel mini parco avventura, con il Gioco dell’Oca nel giardino all’italiana del castello, con spettacoli e varie attività di laboratorio. Dal 23 novembre inoltre ciascun fine settimana è dedicato ad un tema che di volta in volta viene sviluppato; si parte dalla letteratura per bambini in collaborazione con la cittadina di Cavalermaggiore che ospita in concomitanza la Fiera Piemontese dell’editoria, passando per il Festival del Cibo con il lavoro a quattro mani con l’Assessorato a cibo della Regione Piemonte e il tema del gioco, con proposte sia per il pubblico dei più piccoli che degli adulti, grazie alla professionalità e competenza dello staff de La Collina degli Elfi Onlus.
 
La 13^ edizione de Il Magico Paese di Natale vede inoltre il grande ritorno del Treno storico, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Fondazione Ferrovie dello Stato. Un viaggio indimenticabile e davvero suggestivo per tutta la famiglia, accompagnato durante il percorso da magiche figure che animano e creano una speciale atmosfera e, al ritorno, da un brindisi con le bollicine del Consorzio dell’Asti DOCG. Un’esperienza esclusiva con partenza da Torino (17 novembre) e da Milano (23 dicembre). Appuntamento quindi sabato 16 novembre per l’inaugurazione dell’evento e l’accensione del grande albero di fronte al castello e il concerto di Rejoicing Gospel Choir.

RICARDO CARIOBA Non Linear Spatial Normalizations a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria 10 Ottobre 2019 - 23 Novembre 2019


OPENING: mercoledì 9 ottobre ore 18.30 – 22.30

ingresso libero dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.30

FuturDome
via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano
FuturDome presenta, per la prima volta in Europa, l’opera e il perscorso di Ricardo Carioba (São Paulo, 1976). All’interno degli spazi saranno presentati quindici installazioni interamente attraversabili, una serie di lavori fotografici e un progetto specificatamente creato per FuturDome. Nell’oscurità del piano interrato, Ricardo Carioba amplifica la percezione dei legami tra suoni e immagini, basandosi sulle informazioni visive derivanti tanto dallo sguardo quanto dall’acustica sonora. Il livello armonico e il piano visuale creeranno una connessione stereofonica tra i nostri occhi e le nostre orecchie, dispiegando le fondamenta della spazialità e della percezione.
L’intento è di rivelare le frequenze di onde sonore e luminose, nel vuoto, attraverso l’imma- gine dello spazio e la sua narrazione. Il nuovo video verrà disposto attraverso un’intrigante struttura circolare, suddivisa in due parti, con l’intento di far dialogare indipendentemente i due emisferi del cervello umano. Il suono sarà alla ricerca di onde sinusoidali disegnate in strutture armoniche, così come ambienti scultorei ed interventi ritmici. In fine, il video analizza il suono in tempo reale e crea uno stato di sincronizzazione latente fra le frequenze In Non Linear Spatial Normalizations, il contesto diventa l’opera, non per estendere lo spazio artistico o pervadere la città, ma per trovare un tempo e un luogo assieme a coloro che attraverseranno il percorso, là dove ogni significato del suono e della luce tenderà a riformularsi.

Il titolo della mostra fa riferimento alla tecnica di Normalizzazione Spaziale, che viene spesso eseguita nel neuroimaging funzionale, adoperato nella scansione cerebrale.
Il ricercatore la esegue per determinare quali siano le aree che comunemente si attivano quando molteplici soggetti umani eseguono gli stessi compiti o vengono stimolati allo stesso modo. La ripiegatura non lineare, si attua invece a posteriori per poter contrastare la deformazione che le immagini del paziente possono presentare (a causa della respirazione, alterazioni anatomiche, movimenti e molti altri fattori).
Se nell'imaging neuro-medico, il confronto tra aree di percezione simili è ampiamente utilizzato, la scelta di una particolare modalità di misurazione delle similitudini è un parametro anche assimilabile alla pratica di Ricardo Carioba.
Nel suo lavoro il visitatore diventa un co-costruttore che conferisce un'identità innata al connubio tra suono e luce. Questo approccio offre tanti livelli di lettura quante saranno le persone che interagiscono con esso. Perché Carioba cerca una lingua che potrebbe vivere in uno spazio determinato e artificiale in grado di collegare tra loro persone che non si conoscono, all’interno di ambienti inquietantemente familiari.

In Non Linear Spatial Normalizations, le rifrazioni della luce come in Sem título (2014), potranno essere manipolate in termini di velocità, grazie alla posizione geometrica del foro al centro di ciascuna proiezione; di conseguenza, le singole unità acustiche intrinsecamente autonome, formeranno un registro visuale infinitamente variabile. La struttura artistica delineerà una fornitura di materia selettiva; quel che poi accadrà con questo materiale, quali suoni veranno prodotti utilizzandolo, non è prevedibile, ma ogni volta si conformerà come il prodotto unico del caso. Carioba ha sviluppato, infatti, un sistema di notazione radicale e minimalista per questo lavoro: una grammatica visiva in cui il linguaggio è presentato come una disposizione di spettrografie non lineari.

L'artista ha concepito un campionamento e un paesaggio visivo, studiati site-specific per l’edificio di FuturDome: lo spazio principale mostrerà progetti audiovisivi, orchestrati come un insieme sinfonico, testando i limiti della percezione e visualizzando i flussi di dati invisibili che permeano il nostro mondo. Per la sua prima mostra monografica in Europa, Carioba compone in modo elaborato suoni, elementi visivi, materie invisibili, fenomeni fisici e nozioni matematiche secondo installazioni avvolgenti e foto inedite. Accanto a puri ambienti musicali, Carioba ha lavorato a progetti di installazione a lungo termine: Perspectiva Sobre Fundo Negro (2010) composto da immagini in movimento, sculture, suoni e nuovi media che esplorano il modo in cui le visioni astratte della realtà vengono utilizzate per codificare, comprendere e controllare l’universo del vuoto. Mentre la serie Nervo (2017) è costituita da interventi su larga scala che impiegano un'intensa luce bianca come materiale scultoreo, in grado di trasformare diversi luoghi privati in dimensioni pubbliche, come accaduto in Brasile.

All'interno degli spazi FuturDome, la dialettica tra suono e luce nella pratica di Ricardo Carioba assume un'ulteriore concretezza, in particolare nelle sculture diffuse di Horizonte Negro (2013) che mettono in contatto le speculazioni matematiche e geometriche neoplatoniche del profilo del mondo con il dibattito contemporaneo sulle dimensioni acustiche dell'architettura. Il letterale e il metaforico, la mente e il mondo, la scienza e l’arte rinascono. Allo stesso tempo scientifico ed estetico, questo percorso di Carioba attraversa il divario tra suono e visione guidato da epifanie che sono direttamente fisiche, accessibili al pubblico e che rimangono manifestamente sensoriali. Éter (2011) si presenta come il coronamento del procedere sinestetico di Carioba, moltiplicando intuizioni poetiche e storiche all'ennesima potenza.

Si ringraziano: Knauf, BenQ, CityScoot, Iuta Bistrot e Cantine Contadi Gasparotti.

AL RESORT LA FRANCESCA TRE APPUNTAMENTI DA NON PERDERE PER VIVERE IN ARMONIA IL TEMPO D’AUTUNNO



La suggestiva festa della “Madonna del Rosario” a Bonassola (4-6 ottobre),
i “Sapori Veriticali a Levanto (11-13 ottobre) e la raccolta delle olive presso il Resort
(18-20 ottobre) regaleranno momenti di svago, relax e ottima cucina.
 
Milano, 30 settembre 2019 – Il Resort La Francesca in autunno si veste di colori meravigliosi: la vegetazione è rigogliosa, con splendide sfumature di giallo e rosso che contrastano le note azzurre del mare.

E allora perché non approfittare delle giornate ottobrine per staccare la spina, almeno per un fine settimana? Le opportunità che propone il litorale ligure di Levante, dove si trova il il Resort La Francesca sono numerose e, tra queste, ne segnaliamo in particolare tre: la festa della “Madonna del Rosario” dal 4 al 6 ottobre a Bonassola, “Sapori e Storie verticali” a Levanto (11-13 ottobre) e la raccolta delle olive presso il Resort dal 18 al 20 ottobre.

Per il primo weekend di ottobre, il piccolo borgo marinaro di Bonassola si veste a festa per una ricorrenza, quella appunto della Madonna del Rosario, nata per celebrare la famosa battaglia navale di Lepanto. Oggi i turisti accorrono principalmente per celebrare la fine dell’estate con tre giorni di degustazioni di prodotti tipici, banco gastronomico e balli popolari mentre il sabato sera ci sarà una suggestiva posa di lumini in mare che si concluderà con uno spettacolo pirotecnico. La processione di domenica pomeriggio per le vie del paese chiuderà i festeggiamenti. Ecco quindi l’allettante offerta del Resort la Francesca: soggiorno di due notti in coppia, inclusa cena di sabato al ristorante Rosadimare € 180,00 (tariffa non rimborsabile). Per prenotazioni collegarsi a questo link.

Nel secondo weekend di ottobre (11-13) il timone passa a Levanto: nelle vie e piazze del centro storico tre giorni di eventi dal titolo Sapori & Storie verticali: mostre di pittura, laboratori, concerti, mercato delle eccellenze gastronomiche del territorio, street food, e reading. Anche per questo weekend, il soggiorno di due notti in coppia presso il Resort la Francesca, inclusa la cena di sabato al ristorante Rosadimare ha un costo di € 180,00 (tariffa non rimborsabile). Per prenotazioni collegarsi a questo link.

L’offerta è la stessa ma per un’iniziativa, dal 18 al 20 ottobre, alla sua terza edizione, che vede impegnati in prima persona gli ospiti del Resort. Si tratta della raccolta delle olive, un momento di sano contatto con la natura che sarà anche premiato! Infatti, ai più volenterosi che dedicheranno almeno due ore alla brucatura sarà offerto un sostanzioso aperitivo al tramonto e uno sconto del 10% sulla cena del sabato (allietata per  dalla vocalist Gabriella Mazza, che ha già arricchito le serate della Francesca in luglio e agosto). Chi volesse cogliere questa bellissima opportunità può prenotarsi cliccando questo link.

“La raccolta delle olive, spiega Marco De Poli, titolare del Resort, fa parte del piano di recupero ambientale implementato dopo l’incendio di vent’anni fa; io e mia moglie Giovanna abbiamo personalmente piantato duecento olivi, ricostruendo l’ambiente naturale originario (come nella mappa di Matteo Vinzoni del 1722) al posto dei pini bruciati”.
 
Situato sul mare, a tre chilometri da Bonassola e a quattro da Levanto (in provincia di La Spezia), in prossimità del Parco delle Cinque Terre, dal 1961 il Resort La Francesca offre appartamenti e villette da due a sei letti in un contesto di alto valore naturalistico e paesaggistico.

TENUTE PICCINI TRA I PROTAGONISTI DELLA “MILANO WINE WEEK”


Sabato 12 ottobre l’esperta mondiale Kerin O' Keefe presenterà una degustazione orizzontale di vini del 2016, definita dagli enologi un’annata dal grande potenziale

Milano, 30 settembre 2019 – Tenute Piccini riconferma anche quest’anno la sua presenza alla Milano Wine Week presentando, attraverso un viaggio virtuale dal Centro al Sud Italia, il meglio dell’annata 2016, definita dagli enologi non uniforme, ma nel complesso ottima, con punte di eccellenza.
Saranno questi i contenuti di una masterclass assolutamente da non perdere che si terrà sabato 12 ottobre, alle ore 14.00, presso lo storico Palazzo Bovara, cuore pulsante della Milano Wine Week, e che si avvarrà della guida magistrale di una relatrice d’eccezione: Kerin O' Keefe, italian editor di Wine Enthusiast e autrice di libri di successo.

Dal Chianti Classico a Montalcino, dalla Maremma ai territori vulcanici dell'Etna e del Vulture, si degusteranno vini molto diversi tra loro, ma tutti vera espressione del terroir e della tipologia dell' uva oltre che identificativi della zona di riferimento.
“Questa è, infatti, la filosofia della nostra famiglia, profondamente legata alle tradizioni e ai valori tramandati di generazione in generazione come punto di partenza per creare vini di altissima qualità. Piccini è una storia di famiglia e passione, una storia lunga 130 anni, un percorso di crescita continua e di grandissimi risultati”, dichiara Mario Piccini, CEO dell’azienda.
Un viaggio attraverso le diverse regioni italiane reso possibile dalla dislocazione molto variegate delle 5 tenute riunite sotto il marchio Piccini, tutte convertite al biologico: Ten. Valiano nel cuore del Chianti Classico a Castelnuovo Berardenga, Tenuta Moraia lungo la Costa Toscana in Maremma, Villa al Cortile a Montalcino, Regio Cantina nel cuore della Basilicata incontaminata e Terre Mora nella zona dell'Etna DOC.

Nello specifico, nel corso della masterclass di sabato 12 ottobre verrano presentati:
- Tenuta Moraia, Sangiovese Maremma Toscana, vino dal sapore morbido con tannini delicati e vellutati, un vino equilibrato e corposo;
- Torre Mora, Scalunera Etna, vino dal bouquet intenso, austero, elegante, strutturato al palato;
- Torre Mora, Chiuse Vidalba Etna, prodotto che verrà presentato in anteprima in questa masterclass;
- Valiano, Poggio Teo, Chianti Classico, pieno ed equilibrato, con un'eccellente struttura;
- Valiano, Gran Selezione 6.68, Chianti Classico, vino dalla grande freschezza e sapidità che al palato regala note di dolcezza, speziatura e tostatura date dal legno d'invecchiamento;
- Regio Cantina, Donpà Aglianico del Vulture, vino simbolo della Basilicata, dalla struttura importante ed avvolgente;
- Villa al Cortile, Brunello di Montalcino, vino di grande struttura, rotondo, con note complesse di liquirizia e ciliegia; pieno, speziato, elegante al palato, con tannini soffici e un finale persistente, che verrà presentato in anteprima.

Al Post Hotel di San Candido per sperimentare la cucina di ispirazione territoriale del suo giovane chef



Far vivere un’esperienza culinaria speciale e innovativa sia nel gusto che nella trasformazione delle materie prime. È la cucina di Cesare Airaldi, il giovane chef del Post Hotel di San Candido che ama proporre nei suoi piatti gli ingredienti del territorio.
 
San Candido (BZ), 30 settembre 2019 – Dalla colazione preparata con amore alla cena con gustosi piatti d’ispirazione territoriale, passando per il buffet di dolci pomeridiano. È così che al Post Hotel – Tradition&Lifestyle di San Candido piace viziare i propri ospiti. Per farlo la struttura si avvale del lavoro di un giovane chef e della sua brigata di cucina i cui piatti si possono degustare nel ricercato ambiente del ristorante o, su richiesta, comodamente nella propria suite.
 
Lo chef Cesare Airaldi, originario della provincia di Como, si diploma come Commis di Cucina nel 2004 e dal 2014 lavora in Alto Adige. A trasmettergli l’amore per la cucina è la nonna. “Con lei fin da piccolissimo trascorrevo le mie giornate e spesso mi divertivo ad affiancarla in cucina nella preparazione delle pietanze tradizionali lombarde come cazeula, bollito, busecca, polenta e gallina fredda, dolci e pasta fresca. Il primo piatto che ho preparato da solo è stato il coniglio ripieno: lo ricordo ancora come fosse ieri”. Un’idea di cucina la sua che mette in tavola piatti caratterizzati da una ricercata semplicità. “Cucino con amore e lo faccio sempre come se le pietanze che preparo per gli ospiti dell’hotel in realtà fossero per me o per qualcuno dei miei cari. Mi piace preparare piatti costituiti da pochi elementi che cerco di esaltare al massimo. Seleziono prodotti di qualità elevata e prediligo il rapporto con i piccoli produttori locali. Mi piace elaborare gli ingredienti senza snaturarne l’origine e la provenienza territoriale; per me rispettare le materie prime significa avere rispetto del lavoro e della fatica di chi le fornisce. Concentro la mia creatività nell’ideare sempre nuovi abbinamenti e texture, per regalare al cliente un’esperienza innovativa.” L’alto Adige è una continua fonte d’ispirazione per la cucina di Cesare Airaldi. “Mi piace la vita in montagna e nel tempo libero adoro passeggiare immerso nella natura che mi circonda. Lo trovo molto rilassante ed è inoltre un modo per trovare l’ispirazione e le idee per i miei nuovi piatti. I boschi e i prati infatti sono ricchissimi di ingredienti da utilizzare in cucina. A me in particolare piace utilizzare le erbe spontanee che la natura offre nei diversi periodi dell’anno.” Oltre al rispetto e alla cura nei confronti delle materie prime, chef Airaldi e tutto lo staff dei Post Dolomiti Resorts dedicano una speciale attenzione a coloro che seguono particolari regimi alimentari, come quello vegano, oppure hanno intolleranze nei confronti di glutine e lattosio. Il Post Hotel è addirittura membro certificato di AIC, l’Associazione Italiana Celiachia. “Siamo attenti al benessere dei nostri ospiti e vogliamo offrire loro il massimo dell’accoglienza. Per questo abbiamo scelto di ottenere la certificazione dell’AIC. Ci piace offrire la migliore esperienza culinaria anche a chi ha scelto o ha la necessità di evitare alcuni ingredienti in cucina.”
 

Autunno alle Terme di Cervia: dalla ricerca al benessere

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Autunno alle Terme di Cervia: dalla ricerca al benessere


Le Terme di Cervia come luogo di sintesi tra ricerca scientifica, benessere e cura di sé: lo stabilimento si prepara a promuovere, il 12 ottobre, un convegno scientifico dedicato alla medicina termale, mentre continua ad accogliere i suoi ospiti fino al 23 novembre. L’occasione per sperimentare un soggiorno nella natura godendo dei benefici di Acqua Madre e Fango Liman.







Cervia, 30 settembre 2019_ Arriva l’autunno, le temperature scendono, è il momento di dedicarsi del tempo, prendersi cura di sé e preparare corpo e spirito alla nuova stagione. Le Terme di Cervia sono in prima linea nella promozione del concetto di wellbeing, benessere a 360°, agendo su due fronti: da un lato la ricerca, la formazione, il dialogo tra specialisti e discipline mediche, dall’altro le proposte benessere rivolte al pubblico.

Finita l’estate, si torna a sui banchi di “scuola”: lo stabilimento di Cervia promuove il convegno “Il turismo del Benessere, terme, ambiente e salute” a Milano Marittima – presso l’Hotel Palace di Milano marittima – il prossimo 12 ottobre. Partecipano specialisti di branche diverse (malattie dell’apparato respiratorio, chirurgia vascolare, farmacologia e tossicologia clinica, medici di medicina generale, medicina termale, medicina interna, dermatologia e venereologia, otorinolaringoiatria, geriatria, pediatria). Le relazioni saranno tenute da opinion leader del settore come il dottor Alessandro Zanasi, Direttore Sanitario delle Terme di Cervia e direttore del Centro per la cura della tosse del Sismer di Bologna, responsabile scientifico del convegno, dal professore Alessandro Miani, presidente della società Italiana di medicina ambientale, dal prof. Marco Vitale, Direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca scientifica Termale (FoRST) e professore di Anatomia Umana all’Università degli Studi di Parma.



L’occasione preziosa per riflettere, tra “addetti ai lavori”, su come il binomio natura-benessere non sia solo fondamentale per la salute e il benessere del singolo individuo, ma si traduca anche nella promozione di stili di vita salutari, del diritto alla salute e di un turismo “health oriented”. In questo quadro, le cure termali non svolgono solo un’attività terapeutica ma supportano un concetto più ampio di salute, che non è solo assenza di malattia, ma completo benessere fisico, mentale, e sociale.

Nel frattempo fino al 23 novembre, data di chiusura delle Terme di Cervia, avrete la possibilità di sperimentare il benessere completo che offre lo stabilimento immerso in una pineta millenaria, a poca distanza dallo scenario della salina. Il potere rigenerante della natura si esprime al meglio attraverso due elementi – l’Acqua Madre ricca di sali minerali e i pregiati fanghi Liman – che sono esclusiva delle terme. Qui le terapie termali sono una risorsa eccezionale per il benessere delle persone, ma anche un elemento trainante per il turismo legato alla salute.

Un team di professionisti segue ogni ospite offrendogli un percorso personalizzato. La balneoterapia è un elemento centrale: queste sono le ultime settimane dell’anno in cui si può provare ad immergersi, o meglio, a galleggiare in sospensione, nella piscina termale coperta. Completamente rinnovata, è una delle più grandi in Europa e include una nuova vasca dalla concentrazione salina eccezionale. L’Acqua Madre viene utilizzata anche per le cure inalatorie – inalazioni, aerosol, polverizzazioni, docce nasali – che sono efficaci per tante affezioni respiratorie, compresi i “malanni stagionali” che in autunno ricominciano a colpire. Tra l’altro un intero reparto è dedicato ai bambini e ragazzi dai 2 anni e mezzo ai 14 anni: sono i più soggetti a problemi come faringiti, tonsilliti, laringiti, otiti e bronchiti, ma al tempo stesso rispondono particolarmente bene alle cure.

Per orientarsi nelle proposte basta consultare la carta dei trattamenti, che suggerisce la fangoterapia, utile per utile per artrosi, osteoporosi, reumatismi e molto altro. Da quest’anno inoltre il SSN riconosce la convenzione per le cure di balneoterapia, anche con prescrizione, per problemi dermatologici come psoriasi e dermatite atopica. Particolarmente efficace, per la sua azione rimodellante e anticellulite, il trattamento “Fango Detox”, che alterna vaporizzazione del fango, idromassaggio e infine massaggio, in un percorso altamente drenante e che favorisce l’eliminazione delle tossine.








Pizze lombarde al Formaggio di Turnaria



I pizzaioli dell’Alleanza Slow Food della Lombardia, sull’onda del successo della campagna di primavera in appoggio ai pastori sardi, danno avvio a una nuova iniziativa a sostegno dei piccoli produttori locali dei Presìdi Slow Food. Il Formaggio di Latteria Turnaria di Campolessi (Gemona del Friuli), sostenuto dall’Ecomuseo delle Acque, e lo Storico Ribelle delle valli del Bitto (Valtellina) saranno gli ingredienti dei piatti che nell’autunno 2019 i pizzaioli declineranno secondo il consueto estro e una riconosciuta capacità di nobilitare le eccellenze casearie.
Anche in una semplice fetta di pizza si può leggere la qualità ambientale dei prodotti, oltre alla loro bontà gustativa e nutrizionale. Anche una semplice fetta di pizza può essere testimone del rispetto degli animali, della loro fisiologia, del loro benessere. Anche una semplice fetta di pizza ci parla della sapienza e delle fatiche del lavoro degli allevatori, ma anche delle grandi diseguaglianze che attraversano il mondo del cibo.

Del Formaggio di Turnaria del caseificio di Campolessi verranno utilizzate forme stagionate sei mesi, frutto di un sistema unico e straordinario. Non si tratta di una latteria sociale a cui i singoli produttori vendono il loro latte. Nella latteria turnaria ognuno degli allevatori - una quindicina a Campolessi - conferisce il latte in “conto lavorazione” e riceve in cambio, in quantità proporzionale, formaggio e burro che vengono prodotti con i latti di tutti i soci. Una forma antica di mutua cooperazione schiacciata, purtroppo, dalle corporazioni industriali. I soci della latteria turnaria hanno uguale peso in assemblea, che mungano 1 o 50 vacche.
Lo Storico Ribelle è considerato una “nave rompighiaccio” nel panorama dei formaggi che resistono e aprono la strada ad altre produzioni casearie nel segno della coerenza, del rispetto di vacche e pascoli, artigianalità e tradizione. Questo formaggio degli alpeggi orobici verrà utilizzato “a crudo” dai pizzaioli per restituire tutti i caratteri che lo distinguono. È un formaggio in cui i latti di vacche e capre condotte al pascolo estivo, lavorati in quota, raccontano i sapori delle erbe montane e la sapienza dei casari valtellinesi. Quegli stessi casari che tornati dagli alpeggi producono nel fondovalle, da settembre inoltrato ai primi di giugno, il formaggio vaccino semigrasso e magro detto “Furmàcc del féen”, altro Presìdio Slow Food.
I pizzaioli aderenti al progetto devolveranno un euro per ogni pizza per l’apertura di un nuovo Presìdio caseario di Lombardia. Anche questa azione vuole sottolineare la vicinanza ai casari resistenti che non si piegano all’omologazione del mercato e insistono ad operare con il latte crudo, senza fermenti industriali, garantendo pascolo e benessere ai loro animali.